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Masanobu Fukuoka: L'Agricoltura del Non Fare - Anteprima del libro di Larry Korn

In viaggio con Fukuoka negli Stati Uniti

In viaggio con Fukuoka negli Stati Uniti

Non AVEVO IDEA DA DOVE INIZIARE. Non sapevo nulla di editoria o di come cercare un editore. E sapevo che il manoscritto, malgrado tutto il nostro lavoro, era ancora abbastanza grezzo e amatoriale.

Decisi di mostrarlo al mio amico John che all’epoca era caporedattore alla University of California Press. La sua risposta mi aprì gli occhi. Disse: «Wow, Larry. È fantastico! Non penso che tu abbia idea di cosa hai per le mani. C’è bisogno di lavorarci un po’, ma sono sicuro che potrei farlo pubblicare dalla UC Press. Penso che tu possa fare di meglio con questo testo». E realizzai per la prima volta che il libro aveva trovato da sé il giusto editore. Io avevo deciso di spargere qualche seme e di stare a vedere cosa sarebbe successo, come Sensei faceva con le piante della fattoria.

La persona cui mostrai subito dopo il manoscritto fu Gary Snyder, un poeta e attivista ambientale che viveva ai piedi della Sierra Nevada. Era tornato di recente dopo aver trascorso parecchi anni in Giappone, dove aveva studiato buddismo zen ed era stato determinante per la costituzione dell’ashram nell’isola di Suwanose. Lo fermai una sera, dopo una lettura di poesie che aveva fatto a Berkeley, e gli chiesi di dare un’occhiata al testo. Aveva sentito parlare di Fukuoka-Sensei ed era contento che uno dei suoi libri fosse stato tradotto, ma disse anche che non era la persona più appropriata per valutarlo. Si riteneva più un montanaro che un agricoltore e mi disse: «Perché non lo mandi al mio amico Wendell?: ecco il suo indirizzo in Kentucky. Digli che ti ho suggerito io di inviargli il manoscritto».

Devo ammettere che all’epoca non sapevo chi fosse Wendell Berry, ma siccome Gary mi aveva suggerito di mandargli il libro, lo feci. Wendell mi chiamò al telefono una settimana dopo. Chiacchierammo per alcuni minuti, poi mi chiese se avevo già trovato un editore. Gli dissi di no e lui rispose: «Se me lo permetti, penso di poterti aiutare». Accettai di buon grado la sua offerta e da allora questo cortese gentiluomo del sud ha preso il libro sotto la sua ala e si è assicurato che tutto andasse per il verso giusto.

Wendell era rimasto impressionato dal contenuto

Malgrado la qualità non professionale della bozza, Wendell era rimasto impressionato dal contenuto, soprattutto perché Fukuoka era un agricoltore che aveva verificato le proprie idee nei suoi campi prima di dare consigli agli altri. Mi suggerì di contattare la Rodale Press, anche perché non voleva che il libro fosse etichettato come un’opera new age. Voleva assicurarsi che andasse a finire nelle mani degli agricoltori veri.

La Rodale Press pubblicava la rivista Organic gardening, che era molto diffusa, e anche una nutrito catalogo di libri che raggiungeva centinaia di migliaia di contadini nel cuore degli Stati Uniti. Insieme a The Mother Earth news, era la principale fonte di ispirazione e informazioni pratiche per il sempre più diffuso movimento ambientalista e di ritorno alla terra.

Il contratto venne firmato e Wendell divenne il revisore della Rodale. Nell’anno successivo lavorammo insieme per posta per rendere il libro più chiaro e pratico possibile per i lettori americani. Oltre a ripulire il linguaggio, avevamo molte questioni di cui discutere e su cui decidere. Avremmo dovuto usare il sistema metrico

O le unità di misura inglesi? «Fukuoka sembra contraddirsi quando dice questo a pagina 14 e quest’altro a pagina 31». «Quando gli agricoltori in tante zone degli Stati Uniti leggeranno come coltiva gli ortaggi, penseranno che è impossibile, perché il loro clima è molto diverso. Dobbiamo mettere una nota a fondo pagina per spiegarlo». Quando Wendell introduceva modifiche stilistiche spiegava sempre perché lo faceva e, agendo in questo modo, mi insegnò a scrivere in maniera efficace. Sottolineava anche l’importanza della relazione tra scrittura, revisione e chiarezza di pensiero e per questo gli sarò per sempre grato.

Era insolito per la Rodale Press pubblicare un libro come La rivoluzione del filo di paglia, perché si trattava di un’opera che era allo stesso tempo un manuale pratico, ma anche un saggio filosofico e spirituale. Era anche scritto con uno stile letterario elegante. Per valorizzare tutto ciò, Wendell e io pensavamo che avesse bisogno di una grafica originale. Malgrado le sue possibilità, la Rodale Press non risultava eccellere in questo. Ed era comprensibile, poiché la maggior parte delle sue pubblicazioni era lineare, si trattava di manuali che davano consigli pratici e informazioni. Wendell fece pressione per avere il permesso affinché progettassimo noi la grafica del libro, anziché gli addetti interni come di solito si faceva.

Jack Shoemaker, un amico di lunga data di Wendell

Jack Shoemaker, un amico di lunga data di Wendell e agente letterario, aveva una libreria e una piccola casa editrice chiamata Sand Dollar Books su Solano Avenue, appena a nord di Berkeley.

I loro libri di poesia e racconti brevi erano per lo più di ottima fattura artigianale, composti a mano e in edizione limitata. All’epoca c’era un certo numero di piccole case editrici di poesia come quella nell’area della baia. Jack mise insieme un team scelto tra quelle case editrici, con a capo George Mattingly. Fu una grande opportunità per me, perché partecipai, passo dopo passo, a tutto il processo che porta un manoscritto a diventare un libro.

Mi incontrai con l’illustratore Chuck Miller a casa sua, nei dintorni di Albany. Sapevamo che ogni capitolo aveva bisogno di un disegno a tutta pagina, così gli prestai alcune foto della campagna giapponese e della fattoria di Sensei per trarne ispirazione. Creò anche piccole decorazioni originali che sono poi state inserite qua e là nel libro. Dovevamo usare una carta speciale che non fosse troppo porosa in modo da valorizzare le linee fini di quegli intricati disegni a penna e inchiostro. Quando stavo per congedarmi dalla mia prima visita, chiesi a Chuck se poteva disegnare un airone. Disse che sarebbe stato lieto di farlo e mi disse che aveva iniziato la sua carriera come disegnatore di soggetti naturali. L’airone che disegnò appare a pagina nove dell’edizione in inglese di La rivoluzione del filo di paglia.

Howard Harrison si recò in Giappone per scattare foto in bianco e nero di Sensei e della sua fattoria, per integrare quelle che avevamo già. Poi esaminammo i provini e selezionammo le foto migliori. Scambiai qualche idea con David Bullen che progettava i lay out dal suo studio di casa a Berkeley e feci visita al tipografo Bob Sibley a San Francisco. Era la prima volta che vedevo quella nuova miracolosa invenzione chiamata videoscrittura. Mi vennero alla mente le ore infinite impiegate a ribattere a macchina il manoscritto ogni volta che le note apposte a mano diventavano troppe per andare avanti con chiarezza. Ci vollero meno di tre giorni per ribattere tutto con tre di noi che facevano turni da due o tre ore.

Alla fine, dopo circa due anni, il libro uscì dalla stamperia di Chicago. L’attesa fu straziante, ma finalmente un bel giorno trovai il libro nella cassetta delle lettere della casa dei miei genitori a Los Angeles. Qualche giorno dopo, La rivoluzione del filo di paglia arrivo nelle librerie e le recensioni si susseguirono numerose. Il libro si avviava a diventare un successo.

Subito dopo la pubblicazione del libro, feci visita a Wendell alla sua fattoria in Kentucky. Lui e la moglie, Tanya, si erano mostrati così gentili da ospitarmi presso di loro per un po’. Poi mi spostai in una fattoria vicina e aiutai a preparare le balle di fieno, a piantare tabacco, mi presi cura del bestiame e lavorai nell’orto. Un giorno, con i temporali che rendevano l’erba troppo umida per lavorarla, andammo in auto a Louisville e passammo la giornata alle corse dei cavalli a Churchill Downs.

Mentre ero là, Wendell mi parlò dei problemi che i piccoli agricoltori stavano affrontando nella comunità locale e negli Stati Uniti più in generale, cose di cui non sapevo nulla poiché la mia esperienza agricola era limitata al Giappone. Quanto mi descriveva, però, era simile alle sfide affrontate dai piccoli agricoltori e dalle comunità rurali in Giappone e nel resto del mondo. Parlammo anche della filosofia di Sensei, delle sue tecniche agricole e delle analogie e differenze con la sua esperienza in Kentucky. Oltre a occuparsi di attività agricole e di cavalli, all’epoca Wendell insegnava anche inglese all’università del Kentucky. Appena prima che partissi mi disse: «Sai Larry, tu sei il sogno degli insegnanti di inglese. Molti dei miei studenti vogliono diventare scrittori ma per loro è una questione di stile, non hanno molto di cui scrivere. Tu hai qualcosa di importante da dire, solo che non sai come fare a dirlo».

Questo testo è estratto dal libro "Masanobu Fukuoka: L'Agricoltura del Non Fare".

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