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Memoria e informazione: le cellule e il benessere del corpo umano

Memoria e informazione: le cellule e il benessere del corpo umano

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Le cellule e il benessere del corpo umano

Il corpo umano è formato da un numero enorme di cellule. Molte di più delle stelle che compongono la via Lattea. Ogni cellula ha una sua funzione. Sono strutture biologiche che cooperano e si aiutano tra loro per mantenere in vita e in salute l’organismo umano; ad esempio gli osteociti garantiscono la forma e la resistenza delle ossa, i globuli bianchi proteggono dalle infezioni, gli eritrociti trasportano l’ossigeno nel sangue, i neuroni permettono la funzione del pensare, gli epatociti disintossicano il sangue... ogni giorno muoiono seicento miliardi di cellule e altrettante si rigenerano: circa dieci milioni ogni secondo. Una cellula epiteliale vive in media due settimane, un osteocita tre mesi. Ogni ora si riproducono duecento milioni di globuli rossi. Gli studiosi ci dicono che il 98% degli atomi che costituiscono il corpo umano vengono sostituiti nell’arco di un anno. Ogni secondo in ogni cellula avvengono migliaia di reazioni biochimiche.

I processi vitali che caratterizzano le attività delle cellule sono tutti perfettamente armonizzati, coerenti, organizzati da correlazioni biochimiche e elettromagnetiche che fanno comunicare incessantemente le cellule tra loro. Non ci sono cellule che comandano, e altre che obbediscono, ma tutte sono in comunicazione istantanea e continua tra di esse. Le cellule interagiscono all’interno di una fitta rete di comunicazione per scambiarsi tutte le informazioni necessarie per garantire l’efficienza del corpo umano. Si aiutano continuamente e hanno una unico obiettivo comune: il benessere del corpo umano. Le cellule sono costituite da molecole e da atomi che, a loro volta, sono formati da particelle infinitamente piccole come i mnemini, dotati della capacità di trasferire informazioni e memorie, e da onde di energia.

Gli scienziati ci dicono che in ultima analisi tutta la materia, e quindi anche il corpo umano e le sue cellule, è costituita da matasse di energia. Tutte le cose che costituiscono l’universo sono un insieme di onde di energia. Sono convinti che indipendentemente dalla materia che lo costituisce, ogni oggetto visibile che osserviamo, più o meno denso, in realtà sia costituito per il 99,9 % da spazio vuoto, o meglio da energia invisibile che può essere informata e acquisire una memoria, e per il restante 0,1% da particelle minutissime. Anche noi a livello microscopico, siamo composti di energia che si manifesta in stati diversi di aggregazione e di vibrazione. Così pure i nostri pensieri, le emozioni, le parole, i suoni, le sensazioni che percepiamo sono energia che interagisce, influenzandole, con le matasse di energia che rappresentano la struttura di base invisibile delle nostre cellule. Ecco perché quando nelle cellule ristagna dell’energia cosiddetta pesante, cioè non trasformata in flusso vitale, con frequenze vibratorie basse, le stesse cellule perdono l’armonia, la coerenza e non funzionano più in modo fisiologico e normale.

Quando nelle strutture cellulari penetrano sotto forma di energia negativa, a bassa frequenza vibrazionale, delle esperienze sensoriali dolorose, delle emozioni distruttive o dei pensieri non positivi ne consegue che si alterano gli equilibri biologici che garantiscono il coretto funzionamento delle cellule. Si indeboliscono i meccanismi di protezione che fanno da barriera agli agenti patogeni, le difese cellulari si abbassano con l’immediata conseguenza della proliferazione dei micro-organismi che si moltiplicano a dismisura, e della penetrazione in profondità di sostanze tossiche. Su queste basi si sviluppano le malattie fisiche, i disturbi psicosomatici, i sintomi dolorosi e la sofferenza umana in generale.

L’energia vitale delle cellule che si ammalano diventa energia stagnante, malsana e non scorre come scambio salutare. Rimane bloccata allo stesso modo di quando i detriti di una frana fanno da diga e barriera al flusso dell’acqua di un fiume. Se l’energia vitale ristagna o si deposita energia distruttiva a bassa frequenza vibratoria, chiamata corpo del dolore, è inevitabile che si perde il benessere fisico e psicologico; le malattie e i sintomi nelle loro infinite forme sono l’immediata conseguenza di questo squilibrio e perdita di armonia. La vita non fluisce più con spontaneità e salubrità. In queste situazioni patologiche l’organismo mobilita tutte le sue straordinarie risorse. Proprio in questi momenti difficili le cellule esprimono il meglio di se stesse, ottimizzando la cooperazione e l’aiuto reciproco. La loro azione interattiva, il soccorrersi a vicenda, il mettersi altruisticamente al servizio delle strutture ammalate, permette all’energia vitale ristagnante di tornare a scorrere e come conclusione a trasformarsi. Le cellule sane, con amore e spirito di servizio, riconoscono e accolgono le loro sorelle malate, le abbracciano totalmente con compassione e questo comportamento microbiologico permette il miracolo della guarigione. Le cellule sane si alleano all’energia vitale dell’universo di cui ne fanno parte e ricreano il fluire incessante dell’atto creativo della vita. Il centro di gravità energetico dell’organismo ammalato, il luogo più elevato della coscienza dell’uomo che sta soffrendo si collega al flusso inarrestabile della creazione, alla sorgente infinita della vita e ne ricerca l’amore, la potenza, la forza curativa e liberante. Le cellule percepiscono il fatto di fluire con le correnti salutari, di essere trasformate e sostenute dai soffi vitali e si alleano al movimento rigenerante delle forze dell’universo. Percepiscono la sacralità di appartenere ad un tutto come una goccia d’acqua che celebra il suo essere parte dell’oceano.

La necessità di amare

Le cellule sane non solo portano aiuto alle cellule in cui ristagna l’energia pesante della malattia, ma si collegano contemporaneamente anche alle forze vitali dell’universo per ottenere ulteriori risorse e mezzi di guarigione. Con grande senso di maturità respingono la condizione di vivere nella sofferenza, nel vittimismo o in condizioni di impotenza, di prigionia e dipendenza dalla malattia. Con atteggiamento di autoresponsabilità onorano la vita reagendo: localizzano il luogo del corpo dove ha attecchito il dolore e inviano ogni tipo di risorsa biochimica, neuroelettrica, energetica sottile che possa favorire il processo di guarigione. Intensificano al massimo le risposte intelligenti in loro potere e utilizzano tutti gli strumenti che il flusso delle correnti vitali dell’universo mette loro a disposizione: dalle energie della luce e del suono alle forze di natura, dagli elementi curativi sottili dell’etere ai campi elettromagnetici di guarigione presenti nel vuoto quantistico e nell’infoenergia.

Le nostre cellule hanno estremo bisogno di interagire e di far parte di questo flusso energetico che anima l’universo. Per loro aiutare le cellule in difficoltà è un bisogno fondamentale. Dare e ricevere amore è essenziale per la loro vita. Non importa che lo scambio avvenga verso cellule di altri organismi o sia rivolto alle cellule del proprio corpo; ciò che è indispensabile è la necessità di amare. È nell’amore che traggono la loro forza vitale. L’assenza di amore prosciuga la vitalità e allontana dalla salute. Le cellule del corpo umano per loro natura cooperano tra loro e accolgono l’energia vitale che fluisce nella vita per trasformarsi, evolversi, generare cambiamenti che risanano, per rimuovere dalla loro memoria le informazioni inutili e rimpiazzarle con i nuovi modelli più completi e armonici. Hanno la capacità di eliminare gli schemi divenuti inutili e reintegrarli con dei nuovi, con rinnovati programmi biologici che risvegliano il miglior potenziale vitale e aiutano a far funzionare l’organismo umano nel modo più salutare possibile.

Attraverso l’azione trasformante del flusso della vita riportata nel luogo del dolore, nel corpo del dolore, l’energia negativa accumulata e la sofferenza vengono trasmutate in consapevolezza, luminosità e armonia. Il dolore accumulato diviene paradossalmente un alleato, una guida che libera dai vecchi comportamenti inadeguati e da dipendenze patologiche. Il dolore vissuto consapevolmente viene visto come uno stato d’essere del nostro organismo molto diverso dalla vera essenza che ci appartiene. Le cellule si liberano della memoria del dolore, dei vecchi disagi che si trasformano in opportunità per vivere meglio e non ripetere inutili errori.

Musica accordata a 432 Hz

I contenuti sonori della musica ispirata, accordata a 432 Hz proposta da Capitanata, unitamente alle immagini mentali, indicate nelle visualizzazioni e sviluppate in uno stato di veglia rilassata, rappresentano una opportunità straordinaria sia per risanare e rivitalizzare le cellule (da queste energie pesanti cristallizzate) sia per risvegliare la potenza e la forza curativa del corpo di luce presente nelle stesse.

Il corpo di luce è l’energia di base che ci ha dato la vita. Da lì traiamo la nostra forza, la salute, l’armonia, la bellezza, la capacità di amare con pienezza e autenticità. L’energia del nostro corpo di luce è una forza che fluisce in sintonia con le correnti della vita e ci porta alla coesione, all’unione, all’entusiasmo, all’ottimismo, alla fiducia. Non dimenticarti mai che al di sotto del corpo del dolore, di una energia negativa che si è contratta ristagnando nelle cellule, trovi sempre la tua vera natura: il corpo di luce. Esso è la matrice base del disegno divino ritratto nel corpo umano. Mai viene perso, distrutto. È sempre pronto ad assorbire nuove esperienze, ad aprirsi a ciò che la vita gli offre ogni istante senza dare giudizi. Accetta il movimento pendolare dell’esistenza che oscilla dalla gioia al dispiacere, dalla luce alle ombre, dal malessere al benessere. Il corpo di luce non si identifica in questi estremi; è piuttosto il punto neutro che permette l’oscillazione del pendolo e favorisce il flusso amorevole della vita con giocosità. Partecipa al fluire dell’esistenza con pienezza, consapevolezza in ogni azione e sfumatura.

Per mantenere l’equilibrio tra le cellule che muoiono e le nuove che le rimpiazzano, il nostro corpo necessita quotidianamente di moltissima energia. Allo stesso tempo ha bisogno di una grande quantità di energia per garantire tutte le altre funzioni vitali.

Per sopravvivere, riprodursi ed evolvere, le cellule del corpo umano da sempre, hanno usato complessi meccanismi e vari processi vitali, che, in modo semplificativo, possiamo ricondurre a due grandi categorie funzionali: meccanismi legati alla crescita-riproduzione e meccanismi legati a processi difensivi.

Di fronte agli stimoli che arrivano dall'ambiente, le cellule danno sostanzialmente questi due tipi di risposte:

  • Evolvono, crescono, si riproducono quando l’ambiente è gratificante come ad esempio di fronte a segnali ambientali vitali o che apportano sostanze nutritive.
  • Si ritirano, chiudendosi alla vita, si proteggono quando l’ambiente è percepito come nocivo e minaccioso; ad esempio di fronte a tossine o a sbalzi termici accentuati.

I comportamenti di crescita-protezione sono essenziali anche per gli esseri pluricellulari, che però non possono agire contemporaneamente in modo ottimale. Se è in atto il processo di protezione si toglie energia a quello di crescita e viceversa.

Come gli esseri umani le cellule analizzano migliaia di stimoli provenienti dal microambiente in cui vivono, interpretano questi dati e mettono in atto le risposte più adatte per assicurarsi la sopravvivenza. Le proteine della membrana cellulare che espletano tale funzione vengono chiamate proteine IMP (Integrai Membrane Proteins) e sono divise in due categorie funzionali: le proteine recettore e le proteine effettore. Si tratta di veri e propri organi di senso della cellula che funzionano come mono antenne molecolari che monitorizzano l’interno e l’esterno della cellula. Questi complessi proteici sono le unità base delPintelligenza delle cellule: le proteine recettore rappresentano la consapevolezza e quelle effettore l’azione, il comportamento.

Queste proteine IMP innescano una catena di complessi eventi biologici che influenzano i geni, attivandone o inibendone il potenziale operativo insito come informazione nello stesso gene. L’informazione genetica attivata comporta, come è noto, attraverso l’RNA, le varie sintesi proteiche. Nel corpo umano sono stati riconosciuti più di centomila tipi diversi di proteine, mentre i geni presenti nel DNA umano sono circa venticinquemila. Attualmente si da molta importanza anche al cosiddetto DNA di scarto, quella parte proteica non codificata come gene.

Gli studi di Lipton, della Pert e di numerosi altri ricercatori documentano con rigorosità scientifica che la cellula, di fronte alla catena di eventi biologici, chimici e fisici generati da un organismo che vive emozioni di paura, reagisce utilizzando i meccanismi difensivi e togliendo energie a quelli legati alla crescita- riproduzione.

Nel corpo umano, organismo pluricellulare costituito da oltre cinquanta trilioni di cellule, quando il sistema nervoso riceve e riconosce un fattore di stress ambientale (ad esempio eventi esterni minacciosi, relazioni interpersonali pericolose, stati emotivi di paura), immediatamente si allerta e organizza le risposte difensive.

Le riserve di energia vengono messe a disposizione delle risposte protettive per la reazione di lotta o di fuga (fight or flight) e, inoltre avviene una chiusura del sistema per separare l’organismo dalla minaccia percepita.

Una risposta protettiva prolungata porta un’inibizione cronica dei meccanismi di crescita e di evoluzione che inevitabilmente si riflette sul tono dell’umore, sulla vitalità, della creatività, sulla gioia di vivere...

Le nostre cellule necessitano non solo di non essere stressate dall’ambiente, per evitare di risvegliare i meccanismi di protezione, ma anche di essere nutrite da un contesto gratificante che attivi i processi di crescita-riproduzione.

Gli stati di ansietà e di panico e lo stress indotto dalla paura, soprattutto se cronicizzato, rappresentano tenibili eventi biologici cellulari che provocano meccanismi di protezione irreversibili, al contrario dello stato di coscienza dell’amore, che più di ogni altra emozione induce risposte di crescita e di evoluzione cellulare.

I meccanismi di risposta delle cellule all’ambiente sono di tipo riflesso. Quelli dell’organismo pluricellulare umano sono modulati dal sistema nervoso, in cui scattano sempre risposte riflesse, ma, grazie alla nostra mente meravigliosa, possiamo scegliere di percepire, a differenza delle cellule, l’ambiente in modi diversi.

I sistemi di difesa

Nel corpo umano, a differenza delle singole cellule, due sono essenzialmente i sistemi di difesa:

  • Il sistema ipotalamico-ipofisario-surrenalico (HPA), rivolto soprattutto alla difesa dei pericoli esterni;
  • Il sistema immunitario, che ci difende dalle minacce interne, sottopelle, come ad esempio le aggressioni virali o batteriche.

Entrambi i sistemi, in assenza di pericoli, contribuiscono significativamente ai meccanismi di crescita-riproduzione cellulare; viceversa, di fronte ai segnali ambientali di aggressione tolgono energia a tali processi per metterla a disposizione delle risposte difensive.

Come per le proteine IMP della membrana cellulare, di fronte ad un pericolo ambientale, l’ipotalamo lo riceve e lo trasmette come segnale chimico-fisico all’ipofisi, che a sua volta attiva le ghiandole surrenali affinché mettano in circolo gli ormoni adrenergici della risposta di lotta o di fuga. Sono i così detti ormoni dello stress che forniscono a ben precise zone del nostro copro una grande energia fisiologica per combattere il pericolo o per fuggire. Ma in questo modo vengono inibiti i processi di crescita e intaccate le riserve di energia vitale.

Lo stesso principio lo ritroviamo quando il sistema immunitario viene attivato per i processi di difesa: basta semplicemente pensare alla debolezza che proviamo quando “stiamo combattendo” contro uno stato influenzale o un’infezione orale. Le ricerche mediche e psicologiche documentano in modo inconfutabile gli effetti negativi indotti da una presenza prolungata di adrenalina nel corpo sulla salute fisica e psichica, sul comportamento e sulla repressione dell’azione del sistema immunitario.

Un minimo di auto osservazione ci mostra come nella nostra quotidianità le paure e le preoccupazioni occupino, purtroppo, un ruolo di rilievo. Sapendo che le stesse sono motivo di stress cronico e, di conseguenza, rappresentano una continua sollecitazione per le risposte difensive del sistema HPA, dobbiamo rivalutare tutto lo straordinario potere della nostra mente per saperci risintonizzare sui programmi di amore, gioia, gratitudine, benessere, vitalità... Ancora una volta le scienze positivistiche e i maestri spirituali, in tema di benessere totale, ci invitano alla stessa azione: “controlla i tuoi pensieri, le tue emozioni, il tuo comportamento”.

Ancora una volta le ricerche scientifiche moderne e gli antichi insegnamenti spirituali affermano, con determinazione e fermezza, l’importanza di saper trasmutare le emozioni negative per la salute, il benessere e l’evoluzione umana.

Data di Pubblicazione: 1 aprile 2019


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