Lasciati ispirare dall'esperienza di Cristina Vignato, eleva la tua consapevolezza e inizia il viaggio di ritorno a Casa... continuando a leggere!
Sfumature di paura
«Quando l'essere umano sarà di fatto scelto e dichiarato patrimonio dell'umanità, sarà impossibile qualsiasi tentativo di alterarne l'immenso valore e l'uguaglianza comincerà davvero ad unire i popoli in un unico destino di serenità e solidarietà.» Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia
Non sparai a nessuno, ovviamente, ma il solo pensiero di averlo pensato mi terrorizzò. Chi abitava dentro di me? Cosa mi stava succedendo? E l'amore dov'era?
Dovevo uscire di casa. Sfidando le leggi mi allontanai oltre i confini regionali concessi per andare a pranzo dagli amici della comunità dove avevo vissuto per sei anni.
Ventidue ettari di uliveto e bosco dove vivevano, in pace e tranquillità, una cinquantina di persone. Nella proprietà c'erano sette casali suddivisi in miniappartamenti sfitti da anni, ma dopo il lockdown erano stati presi d'assalto da cittadini che non volevano ripetere l'esperienza di reclusione in pochi e cementati metri quadri.
Mentre a noi era imposto di mascherarci la faccia anche all'aperto, per loro la vita continuava come sempre. Fui felice di ritrovarli, li abbracciai e li baciai come non avevo mai fatto prima, grata di poter di nuovo sentire il contatto fisico con altri esseri umani.

Un'alternativa possibile
Mi raccontarono che all'interno della proprietà avevano continuato a vivere come sempre, nessuno guardava i telegiornali e cercavano di andare in paese il meno possibile per non ricordarsi di come era diventato il mondo fuori di lì.
Poi mi mostrarono l'orto che ognuno aveva iniziato a coltivare nel pezzettino di terra davanti casa e di come cercassero di essere sempre più indipendenti nella produzione del cibo.
Volevano arrivare ad avere tutto quello di cui c'era bisogno anche attraverso lo scambio di beni e servizi all'interno della comunità.
L'obiettivo era l'autosufficienza e creare un'alternativa possibile. Avevano dato vita a scuole parentali, dove i genitori mettevano a disposizione il proprio tempo per insegnare ai bambini, portandoli a contatto con la natura e con le cose, invece di farli stare seduti fermi sui banchi per ore.
La cosa che mi colpì di più, mentre ascoltavo i loro racconti, furono le risate che per tutto il pranzo scoppiavano spontanee. Da quanto tempo io non ridevo così? Guardavo i bambini che giocavano a rincorrersi tra gli ulivi e trovai piacevole il loro baccano.

Perdere la fiducia
Prima di sera mi avviai verso casa invocando le mie protezioni per evitare i blocchi stradali. E mentre guidavo accadde qualcosa: all'improvviso tutto mi fu chiaro.
Capii che avevo vissuto gli eventi degli ultimi mesi attraverso il filtro della paura. Credevo di essere immune dalla psicosi collettiva, e di fatto lo ero, ma nel mio profondo si annidavano altri timori.
La mia inquietudine era diversa da quella generale ma era pur sempre qualcosa che aveva modificato la mia percezione della realtà. Non avevo paura del Covid-19 né di morire ma di essere costretta, obbligata a fare qualcosa contro il mio volere.
Avevo avuto paura dell'autorità, di dire quello che pensavo, paura di ammettere che avevo paura.
Reminiscenze di persecuzioni di vite passate si erano riattivate, la mia paura era diversa ma non meno accecante di quella degli altri. La paura sorge quando ti allontani dall'amore e io me ne ero decisamente allontanata.

Temevo di essere obbligata a fare ciò che non volevo fare: era paura mischiata a rabbia ma in essenza rimaneva pur sempre quello, ovvero perdita di fiducia.
La fiducia o la fede nell'Assoluto Immenso Onnipotente Amore di cui siamo tutti espressione.
Questi sentimenti avevano creato una coltre di rabbia e frustrazione sul mio cuore e mi era diventato impossibile ricevere i messaggi dal mio sé superiore e dai Maestri.
La mia vibrazione era troppo bassa, era come voler prendere il volo pur rimanendo ancorata a terra. Ma non me ne rendevo conto, ero talmente immersa nelle emozioni pesanti che il ricevere aiuto da parte degli esseri amorevoli che ci sostengono sempre era stato messo in dubbio.
Il dubbio crea dubbio e la paura lo alimenta. Un cane che si morde la coda. Il viaggio di ritorno verso casa fu illuminante: l'aver preso consapevolezza di quello che mi era successo nell'ultimo anno e mezzo mi aveva liberata.
Guidavo come se ci fosse il pilota automatico e sorridevo. La nebbia interiore iniziava finalmente a diradarsi. Una luce, una gioia immensa mi scaldava il petto e la gola e avevo solo voglia di ridere.

Un messaggio dai Registri Akashici
Appena arrivata a casa corsi in studio e davanti all'altare aprii i Registri Akashici e chiesi. Fui invasa da una sensazione dolcissima di familiarità, di pace e di gioia e il dettato iniziò di nuovo a fluire nella mia coscienza.
Ecco un estratto di ciò che mi arrivò:
«Puoi dire a tutti coloro che come te sono sulla via del servizio di non temere, di non smettere di lottare internamente per dominare il proprio odio e la propria rabbia contro un ipotetico nemico esteriore.
Dominare il proprio odio e la propria rabbia significa osservarli con amore e accorgersi che un sentimento così forte come l'odio, un'energia così forte come la rabbia ingabbiano chi li prova e fanno il gioco dell'ombra che si ciba di questi elementi, letteralmente si ciba.
Significa arrivare a comprendere che quest'odio e questa rabbia devono essere illuminati dentro, se poi devono sparire fuori perché, lo ripetiamo, l'ombra si ciba di questi sentimenti, di queste emozioni represse e così alimenta il suo impero esterno, ma il cibo lo fornite voi.»
Piangevo e mentre ricevevo queste parole qualcosa si era davvero sciolto dentro di me, sentivo di volermi perdonare.
Ma non erano solo parole, erano sensazioni, era come se qualcuno nel mio profondo riconoscesse la verità, l'unica, quella che era sempre stata lì al suo posto, dentro di me.
Solo accettando la mia ombra potevo illuminarla e lasciare che la luce tornasse a brillare.
La via della liberazione, la libertà a cui tanto anelavo, era dovuta passare attraverso l'ombra per arrivare a farmi comprendere che solo accettarmi così com'ero, con i miei dubbi e le mie paure, mi avrebbe reso davvero libera.
Solo così, permettendomi di esprimere tutti i miei colori senza giudicarmi, potevo accettare quello che accadeva fuori di me e permettergli di esistere senza esserne toccata.

Data di Pubblicazione: 24 luglio 2024