SALUTE E BENESSERE   |   Tempo di Lettura: 8 min

Metamedicina: il legame tra il vissuto e la malattia

Metamedicina: il legame tra il vissuto e la malattia

Scopri le motivazioni che hanno spinto Claudia Rainville a scrivere Il Grande Dizionario della Metamedicina leggendo l'anteprima del libro.

Il risveglio

Alcuni di voi mi leggono dal 1989, momento in cui mi sono lanciata con tutta la mia inesperienza nel mondo della scrittura. Quante volte in seguito vi ho sentito dire “questo libro è la mia piccola Bibbia”, “leggendoti, sento che parli a me”, “sono guarito grazie al tuo libro”, ecc. Certi lettori mi hanno particolarmente commossa con le loro testimonianze, uno di loro mi ha scritto queste parole: «Leggiamo i suoi libri perfino sotto le bombe».

Parecchi terapeuti mi hanno confessato di usare le mie opere nella loro pratica professionale. Dei medici e degli infermieri mi hanno raccontato di aver raccomandato i miei libri ai loro pazienti, arrivando addirittura a proporre a una di loro, che seguiva la mia formazione, di sistemarle un tavolo al pronto soccorso per rispondere alle domande dei pazienti mentre erano in attesa di vedere il medico. Chissà, forse un giorno questo diventerà un’abitudine anche negli ambulatori medici e perfino nei pronti soccorsi.

L’avventura di questo libro è cominciata nel 1984. A quell’epoca lavoravo da anni come corresponsabile di un servizio di microbiologia in un centro ospedaliero alla periferia di Montréal mentre seguivo in parallelo dei corsi di formazione del gruppo del centro “Ascolta il tuo corpo” fondato da Lise Bourbeau a Montréal.

Nel mese di aprile di quell’anno mi ero iscritta a una giornata di seminario sul linguaggio del corpo. La sera prima del seminario il mio patrigno morì: stavo per annullare il seminario ma siccome ero stata a fianco del mio secondo padre nelle ore che avevano preceduto il suo decesso e sapevo di avergli detto tutto quello che la sua anima aveva bisogno di ascoltare, scelsi di partecipare a quella giornata malgrado ciò che mia madre disse per colpevolizzarmi.

L’animatore del seminario utilizzava allora un libretto di poche pagine di Louise Hay. Io gli parlai dei miei mal di schiena per i quali da mesi mi sottoponevo a dei trattamenti di fisioterapia. L’animatore mi disse allora: «I problemi di schiena riguardano quello che si porta sulla schiena». Mi domandai, quindi: “Che cosa mi porto sulla schiena?”. Credo che mi trascinassi addosso i problemi del mondo, a cominciare da quelli della mia famiglia e dei miei amici.

Dopo questa presa di coscienza, decisi: “A partire da adesso avrò il cuore grande come un autobus ma alla prima fermata tutti dovranno scendere”. In seguito, osservai che non avevo più mal di schiena e quindi interruppi la fisioterapia. Oggi capisco meglio che cosa mi creasse quei mal di schiena ma in quel periodo della mia vita questa improvvisa consapevolezza non fu meno importante. Fu l’inizio, il risveglio: avevo iniziato a prendere coscienza del legame tra il vissuto e la malattia.

Il come e il perché di ogni cosa

Ho sempre avuto lo spirito di un ricercatore e non mi sono mai accontentata di ciò che mi veniva insegnato. Ero il genere di bambina che domanda il come e il perché di ogni cosa, insistendo con gli insegnanti fin tanto che, perduta la pazienza, non mi mettevano in corridoio con il mio banco: fortunatamente peraltro perché, seguendo la mia necessità, è stato proprio lì, seduta nel mio banco, che è cominciata la mia avventura sui sentieri non battuti della conoscenza. È lì che ho cominciato a essere autodidatta.

Per me le cose dovevano avere un senso, una logica, e non mi bastava che qualcuno l’avesse detto un giorno, o l’avesse insegnato perché avesse per forza ragione. Mi rivedo a un corso di religione chiedere all’insegnante: «Lei ci dice che Dio è tutto. Ma allora il Diavolo chi è? Perché se il Diavolo non è Dio, allora Dio non può essere tutto».

Quando studiavo microbiologia, e mi insegnavano che i microbi provengono dalla contaminazione, di nuovo pensavo “Potrei anche essere d’accordo con voi, ma i primi da dove hanno preso il contagio?”.

Questa ricerca di una logica in ciò che mi veniva insegnato mi ha spinto nel tempo a prendere le distanze da ciò che si reputa verità e a preferire l’esperienza per scoprire la mia propria verità, accettando che essa possa essere diversa da quella di un’altra persona.

Fu così che nell’agosto del 1984 decisi di girar pagina su dieci anni di lavoro in microbiologia per avventurarmi questa volta nel campo della crescita personale. Avevo cominciato questo percorso dapprima per comprendere le cause delle mie diverse affezioni e per potermene liberare. Compresi molto rapidamente che aiutando gli altri in realtà aiutavo me stessa, e questo mi ha spinto a proseguire. Nel settembre 1986 aprii il mio primo centro di Crescita personale a Montréal che si chiamava “Centro di armonizzazione interiore il risveglio radioso” e ho continuato le mie ricerche sulle cause psicosomatiche delle malattie e dei malesseri.

Nel 1989, dopo sei anni di ricerche e migliaia di persone ascoltate nei miei seminari o in consultazioni individuali, ho pubblicato il mio primo libro dal titolo Partecipare all’universo sani di corpo e di spirito. In realtà avrei voluto chiamarlo Guarire se stessi con la metamedicina ma i miei amici di allora mi avevano convinta che con quel titolo avrei ristretto il numero lettori che potevano essere interessati.

Quel libro aveva 263 pagine. Proseguendo le mie ricerche in quel campo, nel 1995 pubblicai Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio. La guarigione a portata di mano (un’opera di più di 500 pagine). Nel 2002 proposi una nuova versione di Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio. La guarigione a portata di mano e nel 2015 dopo 26 anni di ricerche pubblicai di nuovo una versione più completa di questo libro.

Non pensavo di scrivere un dizionario sulle cause dei malesseri e delle malattie dal momento che il mio libro Metamedicina. Ogni sintomo è un messaggio. La guarigione a portata di mano conteneva già un lessico importante su questo soggetto, ma diverse situazioni mi hanno indotto a comprendere l’importanza di farlo. Per esempio: la direttrice di un ospedale in Italia, che mi aveva invitato a tenere una conferenza per il suo personale, mi offrì in seguito la possibilità di animare dei seminari di metamedicina all’ospedale, in cambio di una formazione che avrei offerto a dei membri del personale sanitario. Fu così che feci la conoscenza di Maurizia.

Una paziente difficile

Dopo aver seguito i miei primi seminari, Maurizia sentì parlare di una paziente difficile di cui nessuno voleva occuparsi tanto si mostrava sgradevole con il personale infermieristico. Pensò allora: “Forse è venuto il tempo di mettere in pratica quello che ho appreso con Claudia” e quindi si propose per occuparsi di questa paziente.

Durante le cure alla paziente, le domandò: “Perché crede che le sia venuto questo cancro?” e le lasciò il tempo di riflettere.

L’indomani quando ritornò dalla paziente, questa le disse:

“Io so perché mi è venuto questo cancro”.

“Ah, sì?” chiese Maurizia con aria interessata.

“Vede, ho passato la mia vita a occuparmi di tutti ma per quanto mi riguarda non c’è stato mai nessuno che si sia occupato di me. Ho avuto bisogno di questo cancro perché qualcuno finalmente si occupasse di me”.

“E perché non vi siete mai occupata di voi stessa?”.

Di nuovo Maurizia la lasciò riflettere a questa questione. Ogni giorno la paziente si apriva sempre di più con lei.

Poi la paziente lasciò l’ospedale. Ritornata qualche mese dopo per una visita di controllo, cercò Maurizia e le disse “Lei, lei mi ha fatto una domanda che ha cambiato tutta la mia vita! Da allora ho imparato a occuparmi di me e vado molto meglio e oggi sono in via di guarigione! Volevo ringraziarla”.

Quando Maurizia mi raccontò questa storia ne rimasi molto commossa. Pensai allora ai medici e agli infermieri che dispongono di così poco tempo per ascoltare i loro pazienti e pensai: “Se io potessi dare ai medici e agli infermieri, ai terapeuti, ai dentisti… una domanda precisa, che loro potrebbero porre ai loro pazienti per aiutarli a prendere coscienza della causa delle loro sofferenze, questo sarebbe di grande aiuto alle cure che prodigano e inoltre permetterebbe la partecipazione attiva del paziente alla sua guarigione”.

Questo libro è adesso alla sua terza edizione. Questa nuova versione più completa ha la missione di diventare un libro di riferimento per i terapeuti, gli infermieri, le infermiere, i medici e per tutti coloro che si adoperano nel campo della salute e del benessere.

Data di Pubblicazione: 12 maggio 2021

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