Lasciati guidare dalla voce di Aurum attraverso un racconto di luce e tenebra, leggendo l'anteprima del nuovo libro "La Lampada della Comprensione".
Inspiegabile Meraviglia
Prima dell'inizio dei Tempi, esisteva un Reame di perfetta Luce, Bellezza e Letizia.
In quel magnifico Regno, non vi era sofferenza né dolore, né angoscia, né ignoranza che avvelena il cuore e la mente. Mai la tristezza aveva toccato quel candido suolo, mai la tenebra aveva offuscato la salvifica e radiosa visione della Luce Primordiale, Sole Supremo, nostro Padre Comune.
In quel luogo, suonava soltanto lo splendido e delicato canto di divine forze beate, le quali rendevano spontaneamente omaggio alla Inspiegabile Meraviglia.
La Inspiegabile Meraviglia, il Padre Comune, dall'eternità e per sempre, aveva emanato da sé lo Spirito di Luce: individuazione e concentrazione della sua medesima sfolgorante lucentezza.
La Luce del Padre Comune era ovunque irradiata, mentre nel Cielo splendeva il Sole dello Spirito di Luce, il Figlio, come un Sole nell'infinito Sole. Questo era il Regno dei Cieli, sfavillante apogeo del Bene e del Bello.
Il Padre Comune, come sigilli della propria Bellezza, aveva emanato dieci luminose Potenze: Corona Splendente, Saggezza, Comprensione, Compassione, Giustizia, Bellezza, Vittoria, Gloria, Retto Fondamento e Giusto Regno.

Lo Spirito di Luce
Sopra tutte le Luminose Potenze splendeva sovrano lo Spirito di Luce, il Figlio. Le Luminose Potenze danzavano maestosamente nel Cielo, sui loro carri solari della Giustizia, della Compassione e della Clemenza.
Al di fuori del magnifico Regno, in basso, nella greve e indegna oscurità, stava l'immondo Abisso delle Tenebre: lo chiamavano lo Stolto, poiché sua essenziale caratteristica era la stupidità, la cecità, l'inconsapevolezza, la totale incomprensione.
Lo Stolto aveva in sé, come aborti attaccati al suo corpo di tenebra, i suoi figli deformi: Ateismo, Avversione, Stupidità, Apatia, Crudeltà, Bruttezza, Cupidigia, Avidità, Instabilità e Materialismo.
I dieci aborti dello Stolto, come tentacoli di una piovra, muovevano le loro immonde spire, tramite Compulsione e Coercizione, avendo come risultato la Condanna. Le Tenebre avevano in sé un grande disordine: la radice non era in equilibrio, la disarmonia della Tenebra era nella sua inconsapevolezza, poiché, a suo dire, non c'era nessuno sopra di essa.

Il Padre conosceva la bassezza della tenebra, il suo disordine, il suo indicibile orrore: ma nulla poteva fare per essa, poiché essa era totalmente inconsapevole.
Il disordine e la disarmonia, però, portano sempre, prima o dopo, a un moto, a un movimento, espressione inevitabile del disequilibrio stesso: fu così che le Tenebre, all'origine dei Tempi, ebbero un sussulto, si agitarono.
Soltanto allora, quando il disequilibrio si manifestò, il Padre Incorruttibile decise di far splendere la sua onnipotente Divina Grazia.
Si rivelò dunque, dall'oscurità, la Mente della Tenebra: essa era l'occhio dell'amarezza del male, poiché esisteva nascosta e incatenata nei profondi recessi della Tenebra, testimone inconsapevole della stoltezza, della stupidità e del dolore.
La Mente della Tenebra
La Mente della Tenebra, ovvero l'occhio dell'amarezza del male, era comunque in parte simile allo Spirito, poiché poteva vedere.
Il Padre decise che la Mente della Tenebra non dovesse rimanere nella Oscurità Perenne, poiché era in parte simile allo Spirito: inviò dunque una ipostasi (emanazione diretta) dello Spirito di Luce, «affinché la Tenebra oscurasse sé stessa, secondo il volere della Maestà, così che la Tenebra fosse resa vuota di ogni forma di potere che possedeva».
In altre parole, il Padre Comune volle sollevare la Mente della Tenebra, poiché anch'essa poteva conoscere.
Sollevata ed elevata la Mente della Tenebra, sarebbe nato un perenne equilibrio perfetto, poiché la Tenebra, ormai priva della sua Mente, avrebbe definitivamente oscurato sé stessa, perdendo definitivamente ogni potere che possedeva.

La Luce e lo Spirito, dunque, per Compassione decisero di rubare la Mente alla Tenebra: infatti la Mente, essendo un organo razionale in parte simile allo Spirito, può essere elevata al di fuori della Tenebra e salvata dalla dannazione eterna [...] la logica di fondo è ineccepibile: stupisce, però, come le forze del Bene non siano affatto le vittime di una aggressione [...] sottrarre la Mente alla Tenebra significa infatti turbare la pace primordiale, innescando una serie di sconvolgimenti che porteranno alla creazione del mondo come lo conosciamo.
Questo, però culminerà in un aumento della perfezione dell'universo, dal momento che, con la conquista della Mente, si accrescerà il dominio del Bene.
Tale aumento della perfezione dell'Universo comporterà, inevitabilmente e invariabilmente, uno stato di perenne equilibrio, poiché la Tenebra, definitivamente privata della Mente, ovvero dell'unico organo razionale e conoscitivo, dovrà oscurare sé stessa perdendo ogni forma di potere che possedeva.
La Mente diventa un organo della Tenebra che è stato purificato, elevato, innalzato, riconquistato alla Luce.
La Mente purificata ed elevata comporta il definitivo perfezionamento del Tutto: la Mente non è più un organo della Tenebra, ma un'entità autonoma che appartiene alle forze del Bene.
Data di Pubblicazione: 4 luglio 2024