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Il Problema dello Stress

Il Monaco Urbano - Anteprima del libro di Pedram Shojai

Lo stress: come faccio a schivare i proiettili?

Robert appartiene alla vecchia scuola. È cresciuto in un’epoca in cui i giovani maschi avevano tre scelte nella vita: diventare medico, avvocato o ingegnere. Ha studiato legge sapendo che avrebbe ottenuto un impiego stabile e sicuro. Lunghe e pesanti ore di studio, l’esame da avvocato, settimane lavorative di settanta ore, molto caffè e la necessità di sopportare persone difficili sono stati gli ostacoli che ha incontrato sulla via del successo. Ha lottato, si è fatto strada e ora è socio junior di uno studio legale molto rinomato. Le giornate sono sempre molto impegnative e il livello di stress è altissimo. Ha decisamente meno capelli di prima.

Sua moglie ha smesso di lavorare dopo la nascita del loro secondo figlio, quindi ora il mantenimento di tutta la famiglia grava sulle sue spalle.

Vive in una casa molto carina, situata in un buon quartiere. Hanno una piscina e una Jacuzzi, nella quale non entra più dall’anno scorso. Hanno un condominio in multiproprietà, ma non hanno il tempo di usufruirne. I costi dell’assicurazione sanitaria aumentano anno dopo anno, e suo figlio minore soffre di asma e di alcune strane allergie alimentari: tutte cose che costano tempo e denaro, e che creano ulteriori problemi in famiglia. Pur avendo una tata part-time, sembra non ci sia la possibilità di dormire, e la loro ultima vacanza a Maui ha creato più problemi che altro. Ne è tornato esaurito e avvilito.

La vita di Robert è piena di stress. Sebbene abbia un tetto sulla testa, delle automobili e una grande abbondanza di cibo, nel profondo di sé è terrorizzato. Sa di non poter mantenere questo ritmo di vita. Sente che un bel giorno cadrà con la faccia a terra, ma non può permetterselo. In fin dei conti, tutti dipendono da lui. Beve caffè, va in palestra, prende delle multi-vitamine e ogni tanto si fa fare un massaggio, ma la sua mente è sempre dominata pressione di portare avanti tutto il carico.

Un buon avvocato deve guidare una Lexus.

I bravi genitori mandano i figli a una scuola privata.

La ginnastica e le lezioni di piano sono irrinunciabili.

Gli altri genitori spediscono i figli a qualche esclusivo campo estivo. Naturalmente, lo facciamo anche noi...

La gioia è sparita. Lo stress pesa e Robert cerca continua-mente di tener duro. Suo padre gli ha insegnato che «gli uomini veri non rinunciano mai; combattono per la loro famiglia e non mostrano mai alcun segno di debolezza». Robert guarda il tele-giornale del mattino mentre mangia i cereali insieme ai bambini. Sente di essere stato un padre assente, che in pratica non ha visto crescere i propri figli, e questo fatto lo addolora. Avverte che la sua debolezza si sta acuendo ed è terrorizzato di perdere la sua battaglia. Dopo tutto, a causa di tutti i soldi che sperpera continuamente, ha solo pochissimi risparmi e se lui smettesse di lavorare, la sua famiglia comincerebbe ad avere grossi problemi nel giro di qualche mese. La sua polizza di assicurazione sulla vita frutterebbe una discreta somma se lui dovesse collassare, e un paio di volte gli è già capitato di pensarci, spaventandosi a morte.

Robert è bloccato. Le sue ghiandole surrenali girano a vuoto e non c’è alcuno sbocco all’orizzonte. Non riesce a vedere alcuna via di uscita e ogni giorno fra le ombre della sua mente prende corpo una silenziosa disperazione, un’emergenza per la sopravvivenza stessa della sua famiglia. Robert continua a lottare, ma il medico l’ha messo in guardia perché la sua pressione sanguigna sta salendo troppo. La posta in gioco è alta, proprio come i valori dei suoi esami medici. Che cosa deve fare un uomo in questa situazione?

Il problema

In un certo senso, tutti condividiamo il problema di Robert. Il nostro corpo si è sviluppato ed evoluto nell’arco di milioni di anni in risposta ad alcuni prevedibili agenti stressogeni presenti nell’ambiente. La risposta “lotta o fuggi” rappresenta uno splendido meccanismo che ci ha aiutato a restare in vita in un mondo pericoloso, dominato dai predatori e dalla miseria. Si è evoluto per aiutarci a sfuggire alle situazioni di pericolo mortale ottimizzando il nostro metabolismo, affinché accelerasse entrando in modalità di crisi. Quando siamo in pericolo, i nostri livelli di cortisolo e/o di adrenalina si alzano per deviare il flusso sanguigno verso i grandi muscoli che ci aiuteranno a combattere un nemico o a fuggire da un predatore. Si tratta degli ormoni dello stress, che esercitano un controllo dall’alto verso il basso sui vari sistemi fisiologici; bastano piccole fluttuazioni dei loro livelli per spostare tutte le lancette fisiologiche. Questi ormoni funzionano in base a un elegante interruttore posto nel nostro sistema nervoso. Il nostro sistema nervoso simpatico dirige le risposte “lotta o fuggi” e si fa in quattro per inviare energia là dove ne abbiamo più bisogno nei momenti di crisi. Il versante opposto di quest’interruttore è costituito dal sistema nervoso parasimpatico, che può essere considerato alla stregua di una modalità del tipo “riposa e digerisci”, in cui il corpo è libero di guarire, di assimilare gli alimenti e di attuare la disintossicazione e le funzioni escretorie. Nei momenti di pericolo il corpo è progettato per sottrarre abilmente una parte del flusso sanguigno agli organi interni, al sistema immunitario e ad aree del cervello associate alle funzioni cognitive superiori, incanalando il sangue nei quadricipiti per permetterci di correre all'impazzata in caso di bisogno. E una cosa fantastica quando scoppia il caos nel nostro corpo, ma torniamo alla vita di Robert per capire perché questa è una brutta notizia per un moderno avvocato.

Lo stress di Robert non è dovuto a un grave incidente. Certamente, ogni tanto l’automobile della corsia vicina sterza verso di lui, facendo alzare il suo ritmo cardiaco (e il dito medio della sua mano), ma non è questo che lo sta uccidendo. È piuttosto lo stress cronico. Un impala selvatico in Africa non pensa ai vari scenari ipotetici quando un leone lo attacca. Bruca, si pone alla ricerca di femmine, fa molto sesso e, se si presenta un pericolo, fugge. Se sopravvive, se lo scrolla di dosso e torna alla sua vita normale. Noi, invece, non funzioniamo cosi. Continuiamo a rivedere l’evento mentalmente, lo colleghiamo alle emozioni e lo visualizziamo in base a differenti opzioni di svolgimento; restiamo aggrappati all’evento. L’impala è andato oltre, invece noi siamo in psicoterapia e stiamo ancora parlando di quell’evento o, peggio, lo stiamo ancora covando dentro. Non raggiungiamo la modalità “riposa e digerisci” fino al punto da bilanciare questi sistemi fra loro, perciò restiamo su di giri.

Lo stress cronico uccide.

Robert vive dei piccoli casi “di vita o di morte” ogni volta che un cliente minaccia di terminare il rapporto o che un giudice respinge un caso. L’altro giorno sua moglie è tornata a casa con una borsetta alla moda, cosa che gli ha fatto torcere le budella: «Quanto è costata?».

Questi moderni agenti stressogeni praticamente equivalgono a una sorta di “morte dai mille tagli”. Il nostro concetto astratto di denaro o valuta è legato alla nostra stessa sopravvivenza e attiva lo stesso circuito. Ci pone in stato di confusione e ci carica di tensione. I soldi sono pochi, e giù nel profondo questo significa qualcosa che il nostro corpo comprende a livello viscerale. Un rilascio di bassi livelli di cortisolo per periodi prolungati riveste conseguenze terribili per l’organismo. Si può dire che Robert viva in stato di eccitazione del simpatico e che abbia dimenticato come si fa per svincolarsene e per calmarsi. Ecco alcune delle prevedibili ripercussioni quando il corpo sottrae continuamente il flusso sanguigno agli apparati vitali.

Riduzione dell'energia destinata al sistema immunitario

Un corpo sottoposto a stress costante è come una nazione in guerra: tutto il denaro, le truppe e le risorse sono inviati in prima linea (alle vie dello stress “lotta o fuggi”)- Allora chi resta a fare la guardia nelle strade? Come si gestiscono le bande locali e le cellule terroristiche? Non lo si può fare. Esse si insinuano, prendono il sopravvento e si manifestano sotto forma di malattie. Prima che si riesca a richiamare l’esercito dalle prime linee, il danno è fatto, e bisogna investire molte più energie per ripararlo.

Il problema non dipende da una cattiva pianificazione. Il sistema immunitario umano è fantastico. Si tratta di un universo complesso che ci aiuta a riconoscere oggetti che non appartengono al nostro corpo e a liberarcene. Quando tutto va come deve, è una meraviglia osservare la precisione e l’efficienza del nostro sistema immunitario. Tuttavia, nel mondo moderno la maggioranza delle persone sconta le conseguenze di un sistema immunitario compromesso. I centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), imputano allo stress la causa del 90% delle malattie croniche. È una percentuale enorme. Robert è condannato a contrarre qualche grave malattia quando il suo sistema si sarà sufficientemente indebolito. E solo questione di tempo.

Il problema è la vita di Robert.

Ogni giorno Robert adotta inconsapevolmente dei comportamenti che sottraggono risorse al suo sistema immunitario e che rendono più difficile al suo organismo restare in equilibrio. Dopo un po’ di tempo l’equilibrio cederà e lui si ammalerà.

Taglio dell'energia destinata all'apparato digerente e agli organi interni

Quando il corpo riceve il segnale che sta arrivando un leone, devia il nostro sangue dai visceri (organi interni) e lo guida verso quei muscoli che si spera possano aiutarci a sopravvivere all’“attacco”. Quando questo accade, gli organi subiscono un colpo. Il flusso sanguigno negli organi diminuisce poiché è incanalato verso i grandi muscoli preposti a fronteggiare il frangente “diamocela a gambe”. Questo interrompe il flusso di energia e di sostanze nutritive che affluiscono agli organi vitali. Concepitelo come un sistema economico in periodo bellico; non ci sono più soldi per i libri scolastici, la manutenzione stradale o i buoni pasto.

Quando il tratto digerente subisce regolarmente una serie di sottrazioni di energia, cominciano a manifestarsi problemi di cattiva assimilazione degli alimenti, carenze nutrizionali, stitichezza o feci liquide, indigestione, gonfiore, affaticamento e, per finire, la sindrome dell’intestino permeabile. Spiegherò questo concetto successivamente nel corso del libro. Lo stato “riposa e digerisci” è quello che ci fa guarire, ma cosa succede se non permettiamo a noi stessi di accedervi? Guardatevi intorno. Esiste un’industria della sanità stimata un trilione di dollari, che si arricchisce sulle malattie croniche derivanti da uno stile di vita di bassa qualità e dallo stress incontrollato.

Questo testo è estratto dal libro "Il Monaco Urbano".

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