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Nessuno può darti la verità

Uno Specchio Limpido - Anteprima del libro di Osho

Nessuno può darti la verità

Quando Yamaoka era uno studente spavaldo visitò il Maestro Dokuon.
Volendo impressionare il Maestro disse: «Non c’è alcuna mente, non c’è alcun corpo, non c'è alcun Buddha. Non c’è meglio, non c’è peggio. Non c’è alcun Maestro, non c’è alcuno studente. Non c’è alcun dare, non c’è alcun ricevere. Ciò che pensiamo di vedere e di sentire non è reale. Nessuna di queste cose apparenti esiste realmente».
Dokuon rimase seduto tranquillo a fumare la sua pipa, senza dire nulla. All’improvviso, prese il suo bastone e colpì con violenza Yamaoka.
Yamaoka fece un balzo, infuriato.
Dokuon disse: «Poiché nessuna di queste cose esiste veramente, e tutto è vuoto, da dove viene la tua rabbia? Pensaci!».

Il sapere non è di grande aiuto, solo l’essere può diventare il veicolo per raggiungere l’altra sponda.

Puoi continuare a pensare, ad accumulare informazioni: saranno solo barchette di carta, per nulla utili se vuoi viaggiare sull'oceano. Se resti sulla riva e continui a parlare dell’altra sponda, vanno benissimo: le barche di carta sono ottime come le vere barche, se non ti metti mai in viaggio; se però le usi per viaggiare, affonderai. E le parole non sono altro che barchette di carta; anzi, non hanno neppure quella consistenza.

Che cosa facciamo quando accumuliamo sapere? All’interno non cambia nulla, l’essere ne resta assolutamente inattaccato. Le informazioni si raccolgono intorno a te come polvere, proprio come polvere che si raccoglie su uno specchio: lo specchio resta lo stesso di sempre, perde semplicemente la sua qualità riflettente.

Ciò che conosci attraverso la mente non fa alcuna differenza, la tua consapevolezza non cambia; anzi, peggiora, poiché il sapere accumulato è del tutto simile a polvere che si raccoglie sulla consapevolezza e sulla sua qualità riflettente: essa rifletterà sempre meno.

Più sai, meno diventi consapevole. Quando sarai completamente ricolmo di studi, di sapere preso in prestito, sarai già morto. A quel punto nulla giungerà più a te, in quanto comprensione personale; tutto sarà mutuato da altri, assomiglierai a un pappagallo.

La mente è un pappagallo.

Ho sentito raccontare. Accadde ai tempi di Stalin: un uomo, un comunista di spicco, andò alla stazione di polizia di Mosca e denunciò la scomparsa del suo pappagallo. Poiché era un membro molto famoso del Partito, il capo della polizia in persona prese in mano la sua denuncia e gli chiese maggiori dettagli, per poter organizzare una ricerca in grande stile.

Come prima cosa gli chiese: «Il suo pappagallo parla?».

Il compagno comunista parve agitarsi a quella domanda, poi si riprese e disse: «Sì, parla; ma voglio che sia messo a verbale che qualsiasi opinione politica esprima non è affatto la mia!».

Ma come può un pappagallo avere opinioni proprie? Non può, come non ne può avere la mente, poiché è un meccanismo. Un pappagallo è più vivo di una mente, perfino un pappagallo potrebbe avere opinioni proprie, la mente mai in assoluto! È un computer, un biocomputer: accumula, non è mai originale, non può esserlo. Qualsiasi cosa la mente abbia in sé è presa in prestito, mutuata da altri.

Diventi originale solo quando trascendi la mente. Allorché la mente viene lasciata cadere e la consapevolezza percepisce l’esistenza direttamente, immediatamente, quando è in contatto con la vita attimo dopo attimo, diventi originale. A quel punto sei autenticamente te stesso.

In qualsiasi altro caso tutte le idee sono prese in prestito. Puoi anche citare i testi sacri, puoi anche conoscere a memoria tutti i Veda, il Corano, la Gita, la Bibbia, non fa alcuna differenza: nulla di tutto ciò è tuo. E un sapere che non è frutto della tua comprensione è pericoloso, è più pericoloso dell’ignoranza, poiché si tratta di un’ignoranza occulta, e tu non sarai in grado di vedere che stai ingannando te stesso. Ti porti dietro monete false e pensi di essere ricco, hai in mano delle pietre colorate e credi siano diamanti: prima o poi la tua povertà verrà portata alla luce. Allora rimarrai sconvolto.

Accade sempre, ogni volta che muori, allorché la morte si avvicina. Nello shock che la morte ti dà, all’improvviso diventi consapevole che non hai guadagnato nulla di nulla, poiché è un guadagno solo ciò che viene realizzato nell’essere.

Il sapere dev’essere trasceso

Tu non hai fatto altro che accumulare frammenti di sapere qui e là, forse sei diventato un’incredibile enciclopedia ambulante, ma tutto questo non ha alcun valore e non ne ha soprattutto per coloro che sono alla ricerca della verità: è una barriera, non è di alcun aiuto. Il sapere dev’essere trasceso.

Quando non vi è alcun sapere, accade la conoscenza, poiché la conoscenza è una tua qualità: la qualità della consapevolezza. Assomiglia a uno specchio: lo specchio riflette qualsiasi cosa sia presente, la consapevolezza riflette la verità che si trova sempre di fronte a te, proprio sotto il tuo naso!

Purtroppo la mente si trova in mezzo e continua a chiacchierare, ragion per cui la verità si limita a stare lì, di fronte a te, mentre la mente non smette mai di parlare... e tu segui la mente, lasciandoti sfuggire il Reale. La mente è un incredibile perdente!

Prima di addentrarci in questo bellissimo aneddoto, alcune cose vanno comprese.

Il sapere è preso in prestito

La prima: il sapere è preso in prestito, comprendilo. La stessa comprensione si trasforma nell’abbandono di ogni sapere. Non devi fare nulla, semplicemente devi riconoscere che qualsiasi cosa sai di aver udito, non la conosci minimamente: ne hai letto, non l’hai realizzata, non ti è stata rivelata, è un condizionamento della mente. Ti è stata insegnata, non l’hai affatto appresa: la verità può essere appresa, ma non può essere insegnata.

Apprendere vuol dire essere rispondenti a qualsiasi cosa ti circonda: essere rispondenti a ciò che è. Questo è un incredibile apprendimento, qualcosa che il sapere non potrà mai dare.

Non esiste altro modo per trovare la verità, fatta eccezione per la ricerca che porta a scoprirla, non esistono scorciatoie di alcun genere: non la puoi prendere in prestito, non la puoi rubare, non puoi sottrarla con l’inganno. Quelle strade sono semplicemente vie senza uscita. Puoi conseguire la verità solo se sei senza mente e questo perché la mente ondeggia in continuazione, è un continuo tremito, non è mai immobile, è movimento. È simile a una brezza, scorre in continuazione, pertanto la fiamma continua a ondeggiare. Quando la mente non è presente, la brezza si ferma e la fiamma diventa immobile e, allorché la tua consapevolezza è simile a una fiamma immobile, tu conosci la verità.

Dunque, devi apprendere in che modo non seguire la mente

Nessuno può darti la verità, nessuno; neppure un Buddha, un Gesù, un Krishna, nessuno potrà mai dartela. Ed è bello che nessuno possa dartela, altrimenti sarebbe una merce disponibile al mercato: se qualcuno potesse dartela, potrebbe anche essere venduta. E se potesse essere data, potrebbe anche essere rubata. Se si potesse darla, potresti prenderla da un amico, chiederla in prestito. È splendido che la verità non possa essere trasferita in alcun modo: se non la raggiungi in prima persona, non la puoi ottenere. Se non diventi tu stesso la verità, non l’avrai mai.

Infatti, non è qualcosa che puoi possedere; non è una merce, un oggetto, un pensiero. Puoi essere la verità, ma non la puoi avere.

Nel mondo, in questo mondo, possiamo avere qualsiasi cosa, qualsiasi cosa può diventare un nostro possesso, ma la verità non potrà mai essere posseduta. E questo perché esistono due tipi di beni che si possono possedere: i pensieri e le cose; sia i pensieri sia le cose possono essere posseduti, ma la verità non è né l’uno né l’altro. Verità è essere: puoi diventare la verità, ma non la puoi possedere. Non la puoi depositare nella tua cassetta di sicurezza, non la puoi avere racchiusa in un libro, non la puoi avere in mano. Nel momento in cui ce l’hai, lo sei: puoi diventare la verità; non è un concetto, è un essere in sé.

Questo testo è estratto dal libro "Uno Specchio Limpido".

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