Non Siete Soli! - Christophe Tissier

Non Siete Soli!

Liberarsi da Ansia e Panico in 6 Mosse - Anteprima del libro di Christophe Tissier

Il discorso

"La vera felicità sta nella pace della mente e del cuore."
Charles Nodier

"La credenza che niente cambi viene o da una cattiva visione o da una cattiva fede. La prima si corregge, la seconda si combatte."
John Maynard Keynes

L'uomo si dirige verso il leggio, dove pronuncerà un discorso di capitale importanza. Si raddrizza e respira con calma. La famiglia e gli amici sono con lui. La moglie lo incoraggia. Mentre il conto alla rovescia passa da cinque a uno, il microfono si accende. Le prime frasi sono esitanti. Seguono sei minuti che possono sembrare un’inezia per i comuni mortali, ma non per Giorgio VI, re d’Inghilterra, che soffre di balbuzie. E che, durante questo discorso, chiede al popolo britannico di sostenere gli sforzi della guerra contro la Germania. Da questa straordinaria storia è stato tratto un film magistrale. Una bella lezione per tutti coloro che soffrono d’ansia.

Non è che Giorgio VI avesse molta scelta, vero? Ciò significa forse che, quando siamo costretti a piegarci a un evento molto angosciante, la mente trova le risorse per aiutarci a superare lo stato d’ansia? La risposta un po’ più avanti in questo libro.

Quale ansia

Gli attacchi avvengono in condizioni che variano molto da una persona all’altra. Chiunque può essere soggetto a degli attacchi, che la situazione sia ripetuta e per sua natura stressante, come durante un importante riunione o un evento drammatico (decesso, separazione), oppure che sia ansiogena in modo anomalo (non mi si apre il paracadute).

La buona notizia è che un rimedio c’è. Ne uscirete!

Contrariamente al titolo del capitolo, in tutti i casi vi sentite proprio soli. Pazienza, pazienza... Ecco un altro esempio che sicuramente vi dirà qualcosa.

State facendo una passeggiata in una piazza del centro, sotto il sole, e ve la state godendo con i vostri amici. Fino a quel momento, va tutto bene. Siete abituati a questo genere di ritrovi. Conoscete bene le persone con cui parlate. I luoghi vi sono familiari. Sono quei momenti che apprezzate di più.

Sta quindi andando tutto per il meglio nel migliore dei mondi possibili, fino a quando...

All'improvviso vi sentite diventare deboli, come se foste ubriachi, barcollaste e steste per cadere. Per qualche secondo cercate di riprendervi senza che nessuno si accorga del vostro malessere. Fate fìnta di niente e sorridete, ma in realtà non vi sentite affatto bene. Le ginocchia stanno per cedervi? State per cadere dritti a terra, in quel posto che conoscete da anni, davanti ai vostri amici e a tutti i passanti? Vi sedete sulla prima panchina libera, con la scusa di mettervi più comodi per discutere. Gli altri però non si fanno ingannare. Il colore e l’umore che il vostro viso comunica sono cambiati. Bianco di paura o rosso, surriscaldato dall’emozione, il corpo reagisce con violenza al vostro primo attacco d’ansia. Gli amici si preoccupano. Voi sdrammatizzate. Li rassicurate. Per convincerli di questo improvviso e insolito bisogno di sedervi giustificate un improvviso momento di stanchezza. Si siedono anche loro accanto a voi. Mentre discutete come se nulla fosse, per rassicurarvi, non potete impedirvi di chiedervi che cosa è successo. Un calo di pressione? Sonno da recuperare? Un problema cardiaco? L’elenco dei motivi è infinito e questo non fa che rafforzare il vostro malessere. Fate dei profondi respiri. Fumate una sigaretta, mandate giù qualcosa di dolce o masticate una gomma.

Una volta che vi siete ripresi, vi alzate per dare il segnale ai vostri amici, i quali non hanno notato nulla. Con lo sguardo a terra, la testa che ancora vi gira, sapete che in voi si è verificato un evento anomalo. E non c’è nulla di peggio che proiettarsi dei film senza sapere niente. Avete un unico desiderio, tornare a casa e consultare quanto prima un medico. Nell’attesa, vi promettete di non mettere mai più piede in quella maledetta piazza che vi ha fatto così tanta paura.

Inoltre, eviterete accuratamente di attraversare qualunque piazza che d’ora in poi incrocerà i vostri passi...

Adesso occorre rialzarsi e dirigersi verso l’auto o il mezzo di trasporto più vicino. Nel peggiore dei casi non ci riuscite e chiedete apertamente aiuto ai vostri amici, perché vi accompagnino a casa o al pronto soccorso. A meno che non chiamiate un’ambulanza.

Quale panico

Vediamo assieme un ultimo caso per illustrare questo capitolo. La signora Martin è stata appena promossa caporeparto di una grande catena di ipermercati e deve presentare al suo nuovo staff, in due settimane, i progetti dell’azienda, nonché gli obiettivi di vendita del suo reparto. Sa inoltre che dovrà parlare con ciascun membro dello staff, per fare una valutazione e riferire al direttore di filiale o a quello regionale. È chiaro che la signora Martin è sotto stress, lo possiamo facilmente capire. È però meno normale che si crei degli scenari uno più negativo dell’altro. Non facciamo fatica a immaginare il suo cervello dirle in continuazione: “Non ne sarò capace , Non ci riuscirò mai”, “Che cosa penserà il personale?” ecc. La pressione economica odierna e il rischio di perdere il lavoro non aiutano di certo. Si immagina di venire retrocessa e di far parte dello staff che invece dovrebbe dirigere, essere lo zimbello di tutto il negozio o, peggio, venire licenziata. Il suo naturale stato di stress si trasforma in uno stato ansiogeno sempre più forte. Un giorno, sotto la pressione della mente, la signora Martin ha un crollo emotivo sul posto di lavoro. Presa dal panico, esce dal negozio e non vuole più rimetterci piede.

Queste persone hanno appena vissuto il loro primo attacco d’ansia, seguito da uno stato di panico.

Ho vissuto le prime due situazioni poco più di vent’anni fa.

So quindi alla perfezione cosa avete vissuto voi e l'inferno che attraversate.

Credetemi, se siete tra coloro che hanno acquistato questo libro per aiutare una persona cara è diffìcile immaginare le terribili sensazioni che provoca un attacco d’ansia seguito dal panico.

Siete ansiosi e lo ignorate?

Stress, ansia e angoscia: qual è la differenza? Affinché i nostri sforzi siano più mirati, in un primo momento vi spiegherò la differenza tra questi tre termini.

Cominciamo con il definire queste tre parole, le più importanti che vi riguardano direttamente. Il dizionario ci aiuterà.

Questo testo è estratto dal libro "Liberarsi da Ansia e Panico in 6 Mosse".

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