SALUTE E BENESSERE

Un obiettivo: porre fine al mal di schiena

Un obiettivo: porre fine al mal di schiena

Scopri come mantenerti sano e libero dal dolore in modo duraturo leggendo l'anteprima del libro di Roland Liebscher-Bracht e Petra Bracht.

I grandi errori a proposito del mal di schiena

Il mal di schiena è la malattia numero 1 fra la popolazione tedesca. In base a un rapporto della DAK [Deutsche Angestellten-Krankenkasse, agenzia tedesca di assicurazioni sanitarie; N.d. 77], il 75% dei lavoratori dipendenti ne soffre ormai con regolare frequenza, e uno su sette addirittura in forma cronica.

Negli ultimi anni il problema ha assunto proporzioni ancor più massicce, al punto che nel frattempo quasi un giorno di assenza per malattia su dieci è dovuto al dolore alla schiena. Oltre alla sofferenza a nostro parere inutile per i pazienti, da questa situazione derivano anche enormi problemi di ordine economico: i costi annuali di questa patologia in Germania ammontano a circa 50 miliardi di Euro, ovvero oltre il 2% del prodotto nazionale lordo. Nel 2003, il 55% della popolazione attiva risultava colpito almeno una volta all’anno dal dolore alla schiena; nel 2017 la percentuale era salita al 75%, dunque circa una volta e mezza; dal 2007 al 2016, e cioè in meno di dieci anni, il numero delle terapie in degenza aveva subito uno sbalorditivo incremento dell’80%, mentre le accettazioni in pronto soccorso erano maggiori del 160% rispetto alle degenze ospedaliere.

L’aspetto inquietante di queste cifre è che non si intravede la fine di questa escalation. Al contrario: questo dolore lancinante colpisce noi e l’intera società sempre più precocemente e in proporzioni sempre maggiori, e noi tutti veniamo lasciati letteralmente da soli ad affrontarlo. Infatti il tentativo tradizionale della medicina allopatica di venire a capo del problema ricorrendo agli antidolorifici e alla fisioterapia può ormai ritenersi fallito. Nemmeno le ricche e variegate offerte delle casse malattia come i corsi di ginnastica vertebrale e l’educazione posturale permettono di ottenere risultati positivi: semmai procurano addirittura un lieve peggioramento. Nella maggior parte dei casi non è nemmeno nota la causa di questa patologia,

Questa è la situazione a livello ufficiale.

Una soluzione con gli strumenti della medicina convenzionale, della naturopatia, della fisioterapia e delle terapie manuali o di altra natura non è in vista, e a indicarlo non è solo il numero esorbitante dei soggetti colpiti.

Questo dato di fatto diventa lampante anche in interviste come quella rilasciata per esempio all’inizio del 2018 da Jan-Peter Jansen, direttore sanitario del Centro di terapia del dolore di Berlino, al settimanale «Die Zeit», in cui lo specialista descriveva in questi termini la visione dominante della medicina: «Una vita senza alcun tipo di dolore è un’utopia».

Il consiglio indiretto che ne deriva è dunque quello di rassegnarsi al proprio dolore. L’unica alternativa sembra essere ormai un intervento chirurgico alla colonna vertebrale eseguito sempre prima nel tempo. Nelle pagine che seguono spiegheremo in modo più dettagliato come mai questo a nostro avviso sia quasi sempre un errore medico. Al momento anticipiamo soltanto che un’operazione di questo tipo, oltre che da rischio elevato, è sempre accompagnata da una massiccia alterazione della statica e non è più in alcun modo reversibile. Un simile passo dovrebbe essere preso eventualmente in considerazione solo se negli anni tutte le altre misure - soprattutto la nostra terapia - non sono riuscite a procurare sollievo. Perciò vi raccomandiamo caldamente di sottoporvi almeno una volta al nostro metodo del tutto privo di effetti collaterali prima di lasciarvi convincere ad affrontare un intervento così grave.

È in gioco la vostra vita

E ottimo che abbiate fra le mani questo libro, ed è di grande importanza per la vostra vita. Il suo messaggio, infatti, è che è possibile godere di un’esistenza priva di dolore. Qual è il presupposto di ogni senso di benessere? La salute, e il fatto di non provare alcun tipo di sensazione dolorosa. La sofferenza fìsica infatti può farci impazzire, privarci dell’energia, renderci incapaci di esercitare la nostra professione, per non parlare degli hobby o degli sport. Può turbare la convivenza al punto da distruggere famiglie e separare coppie. Può pesare tanto sull’esistenza di una persona da portarla a togliersi la vita per la disperazione, piuttosto che continuare a sopportare un simile tormento. Negli Stati Uniti, si sono raccolti i dati relativi a questa realtà: fra il 2006 e il 2008, circa 3000 individui si erano suicidati a causa di dolore cronico incurabile, e soprattutto quello alla schiena sembrava rivestire un ruolo importante in questa decisione. In Germania non disponiamo di statistiche su questo tema, ma si sa che ogni anno più o meno lo stesso numero di individui muore solo in seguito agli effetti collaterali degli antidolorifici. E si tratta solo delle cifre ufficiali.

Il tutto nel frattempo ha assunto proporzioni tali da indurre il direttore sanitario del Centro di terapia del dolore di Berlino a proseguire così la sua intervista alla «Zeit»: «I dolori articolari sono semplicemente parte della vita», una frase che suona come una dichiarazione di fallimento su tutta la linea da parte della medicina convenzionale. Anche dai pazienti si sentono fare spesso affermazioni di questo tipo: più sono anziani, e tanto maggiore è la frequenza. Raccontano di medici che, alla domanda sul perché non si possa fare niente contro i loro disturbi, rispondono: «Si dia un’occhiata intorno: come può pretendere di essere diverso da tutti gli altri?».

Mal di schiena, la fonte di dolore numero 1

Ovviamente stiamo parlando di casi limite, ma in base alla nostra esperienza circa il 20% della popolazione soffre di dolore estremo e, nonostante l’assunzione di antidolorifici e gli interventi chirurgici, questi soggetti sono fortemente limitati nella loro vita quotidiana. Di loro si dice che sono “incurabili”. Un’altra percentuale di circa il 20% accusa un dolore tale da richiedere l’assunzione permanente di analgesici per affrontare le normali mansioni quotidiane. Molti di loro si fanno operare per risolvere il problema. Il successivo 20% deve continuamente ricorrere agli analgesici per non essere troppo limitato dal dolore alla schiena, e anche questi pazienti si sottopongono all’intervento chirurgico o quantomeno non lo escludono. Infine abbiamo il 20% circa di soggetti che in linea di massima non soffrono di mal di schiena in modo continuativo, ma quando ne sono colpiti assumono antidolorifici per sopprimerlo.

Solo il restante 20% è libero dal dolore, e dichiara di soffrire molto di rado eventualmente di cefalea tensiva, o di avere qualche sensazione dolorosa al ginocchio dopo aver fatto jogging.

In questo libro parliamo del dolore che insorge perlopiù a livello articolare o nella regione del dorso: in fondo anche la colonna vertebrale è una sorta di insieme di più articolazioni. Molte delle sensazioni dolorose che si avvertono nella regione della schiena o anche nel resto del corpo, e che in un primo momento sembrano non dipendere dall’apparato motorio, hanno in realtà a che fare con tensioni eccessive a livello dei muscoli e della fascia.

Come nel nostro precedente libro, L’artrosi è una bugia (Macro, 2019), anche qui vi annunciamo:

  • nessuno su questo pianeta deve necessariamente soffrire di dolori che riguardano l’apparato locomotore;
  • nessuno deve avere per forza il “mal di schiena”.

La soluzione del problema ha cominciato a delinearsi nel 1986, e ci sono voluti circa vent’anni per arrivare a offrire i primi corsi di formazione a medici di quasi tutte le specializzazioni, osteopati, naturopati, fisioterapisti e altri terapeuti. Da quel momento, la nostra soluzione, la terapia contro il dolore Liebscher & Bracht, è stata perfezionata al punto da poter essere insegnata in soli quattro giorni, e già l’indomani chi ha completato il corso può far ottenere ottimi risultati ai pazienti che fino ad allora non aveva potuto aiutare in modo soddisfacente. Nel frattempo oltre 2000 terapeuti che hanno concluso la nostra formazione sono inseriti nel nostro programma di certificazione, si aggiornano regolarmente, e vengono perciò elencati nel nostro sito Internet dallo strumento per la ricerca degli specialisti contro il dolore.

I nostri successi terapeutici, che per molti restano inspiegabili, hanno tuttora un effetto fortemente polarizzante, soprattutto fra gli specialisti. Quelli fra loro che hanno frequentato i nostri corsi di formazione, sanno che cosa facciamo e si sono convinti dei risultati spettacolari della nostra osteopressione, perciò sono entusiasti e impiegano con sempre maggiore frequenza la nostra terapia per curare i loro pazienti afflitti da dolore.

Altri, che non conoscono la terapia, ritengono che le nostre affermazioni sulla sua efficacia siano solo frutto di esagerazione e le avversano con veemenza riferendosi a studi scientifici inesistenti. Questi specialisti ridicolizzano le nostre esperienze e ci tacciano di affarismo: non riescono proprio a immaginare che ci sia una terapia del dolore in grado di ottenere risultati così positivi e sistematicamente ripetibili. Senza conoscerla, considerano la nostra tecnica qualcosa che è sempre esistito in questa o simili forme, e che perciò non può funzionare meglio rispetto alle terapie convenzionali che conoscono e hanno finora impiegato.

L’opinione convenzionale è sbagliata

L’opinione convenzionale riflette la “falsa realtà”, una verità fasulla, e afferma: «Non ci sono procedure garantite per prevenire il mal di schiena. Se sono insorti danni alla colonna vertebrale, sarà quasi sempre necessario un intervento chirurgico, perché questi danni sono alla base del dolore alla schiena: il nostro corpo non è in grado di ripararli da solo. Tutti questi dolori alla schiena e ad altre parti del corpo sono per noi esseri umani una minaccia sempre più probabile con l’aumentare dell’età».

Questa opinione convenzionale, che tuttora convince la maggior parte dei pazienti e anche dei medici e terapeuti, è sbagliata. È l’errore del secolo. Ne abbiamo la certezza grazie alle nostre esperienze più che trentennali. Se soffrite di mal di schiena, nella maggior parte dei casi potrete liberarvi del dolore in tempi relativamente rapidi. Potrete addirittura prevenirlo in modo mirato e non conoscerlo mai. I soggetti che soffrono di dolore alla schiena non hanno quasi mai bisogno di un intervento chirurgico e, se i danni alla colonna vertebrale non sono troppo gravi, il loro corpo da solo può ripararne moltissimi.

Possiamo perciò porre fine in modo mirato al dilagante problema del mal di schiena, il vostro e quello di tutta la popolazione. Nella maggior parte dei casi sarete voi in prima persona a mantenervi sani e liberi dal dolore in modo duraturo.

La nostra terapia funziona

Nove pazienti su dieci soffrono inutilmente. Per quale motivo? Perché noi potremmo aiutarli con la nostra terapia. È interessante notare che la nostra esperienza coincide alla perfezione con la realtà descritta dagli studi scientifici convenzionali. Questi ultimi giungono alla conclusione che l’80-99% dei casi di mal di schiena è aspecifico: ciò significa che non si possono dimostrare danni di alcun tipo che siano in grado di spiegarne l’origine. E che cosa può sfuggire alla diagnostica per immagini? Proprio così: le tensioni eccessive a livello di muscoli e fascia, che noi siamo riusciti a individuare come vera causa della maggior parte dei casi di mal di schiena.

Queste algie aspecifiche possono essere eliminate, e dunque guarite, normalizzando le tensioni eccessive in modo naturale. Ed è precisamente per questo che nove pazienti su dieci soffrono senza motivo.

Noi stessi lo sappiamo sin dal 1986, come naturalmente la maggior parte dei pazienti da noi presi in cura, perché sono stati loro ad avvertirlo in prima persona. Dal 2007, ossia dall’inizio dei corsi di formazione, lo sanno anche i partecipanti che hanno cominciato a curare i loro pazienti con la nostra terapia. In questo modo la nostra notorietà è fortemente aumentata. Otto anni dopo, abbiamo cominciato ad affiancare al lavoro di divulgazione tradizionale (conferenze per un pubblico di pazienti e specialisti, articoli su riviste, partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive) l’utilizzo intensivo dei social media. Così è nato il nostro canale YouTube Liebscher & Bracht, con ormai oltre 300.000 abbonati che praticano regolarmente i nostri esercizi e acquisiscono utili conoscenze sull’insorgenza e l’eliminazione dei loro dolori articolari. Contemporaneamente abbiamo creato la nostra pagina Facebook, che oggi conta quasi 400.000 iscritti. La pubblicazione del libro "L’artrosi è una bugia" ha nuovamente superato ogni aspettativa.

Questa tendenza è una prova del fatto che la nostra terapia mantiene ciò che promette. Anche se forse per i nostri detrattori sarà un fatto difficile da mandar giù, la richiesta da parte di medici e terapeuti che vogliono partecipare ai nostri corsi di formazione è aumentata al punto che nel 2018 abbiamo dovuto organizzare un numero doppio di corsi rispetto al 2017. Sempre più pazienti chiedono di essere curati da uno dei terapeuti formati da noi.

Vi accompagneremo per tutta una vita libera dal dolore

L’attuale stato delle cose è che, sulla base della sbalorditiva efficacia del nostro metodo, un numero sempre maggiore di soggetti sofferenti esegue i nostri esercizi, si fa trattare dai nostri terapeuti e si convince sempre più che nel lungo periodo solo impegnandosi in prima persona si può venire a capo dei propri dolori articolari... con il nostro sostegno. Vi accompagneremo per tutta una vita libera dal dolore fino all’età avanzata. Leggete questo libro e mettete effettivamente in pratica gli esercizi e le tecniche che descriviamo: se volete davvero guarirvi dal mal di schiena in modo duraturo, o non volete soffrirne per tutta una vita, non c’è miglior modo di investire il vostro tempo prezioso.

Data di Pubblicazione: 30 aprile 2021

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