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Omeopatia per l'Infanzia - Anteprima del libro di Baudouin Caironi

Il nostro omeopata è un medico

Il nostro omeopata è un medico

L’omeopata di vostro figlio è un medico in tutto e per tutto. È quindi logico che utilizzi tutti i mezzi diagnostici moderni, nella fattispecie l’anamnesi o storico della malattia e l’esame clinico. Qualora ci fosse il minimo dubbio non esita a ricorrere agli esami detti paraclinici: radiografìe, esami del sangue ecc. Il medico omeopata ha seguito una formazione classica in una data università, in cui la parola omeopatia era ancora tabù. Questo comportamento intransigente da parte di scienziati che dovrebbero pensare in maniera universale è deplorevole, giacché uno scetticismo basato su pregiudizi non trova posto in ambienti scientifici, soprattutto quando si tratta di salute. Analogamente, un medico omeopata che rifiutasse ogni traguardo della medicina classica basandosi unicamente su dogmi fallirebbe nel suo dovere deontologico di prodigare al malato le migliori cure possibili, di qualsiasi tipo esse siano.

I buoni medici omeopati sono di fatto onnipatici. Là dove è necessario un prodotto allopatico, non esiteranno a utilizzarlo, spesso integrandolo con il rimedio omeopatico. Un esempio classico è quello della polmonite nel bambino, in cui è tassativa l’antibioticoterapia. Simultaneamente, il medico omeopata prescriverà il rimedio diluito e dinamizzato che più si avvicina alla modalità reattiva del bambino. Aggiungiamo però che un omeopata di rado ricorre all’antibioticoterapia nelle malattie infantili. Di contro, si trova ahimè spesso a dover far fronte agli effetti collaterali di questi farmaci, quando sono prescritti in maniera scorretta: allergie, carenze di sali minerali, deficienza del sistema immunitario ecc.

Qualsiasi automedicazione comporta dei rischi

I rimedi omeopatici descritti in questo libro si riferiscono a dei malati o meglio, a dei malesseri, con la loro modalità reattiva. Similia similibus curantur. le modalità reattive sono quelle descritte nella Materia medica. Vi saranno durante le prime cure prodigate a vostro figlio. Attenzione! Si tratta di automedicazione.

Il segno di una malattia talvolta rappresenta la parte emersa di un iceberg: la parte più grossa del ghiaccio è sotto la superfìcie dell’acqua. In altre parole, dietro un sintomo in apparenza banale può nascondersi una malattia grave.

altro canto, è innegabile che l’automedicazione sia una prassi diffusa. Chi non ha sottomano un’aspirina in caso di mal di testa? Ci sono altri esempi di automedicazione, come l’assunzione di un antinfiammatorio in caso di artrosi o d, un farmaco per l’angina pectoris. È diffìcile essere d’accordo con questo approccio, il quale tuttavia corrisponde a una realtà quotidiana e una richiesta del pubblico, che da un lato è alla ricerca di un certo conforto e dall’altro non vuole disturbare il medico per delle sciocchezze. In linea generale qualunque malattia infantile richiede il parere del medico. I piccoli fastidi del neonato o del bambino e le malattie infantili sono in teoria banali, ma ben lungi dall’essere innocenti! In questo libro l’attenzione del lettore verrà attirata sui segnali d allarme che giustificano un parere medico urgente. In questo contesto e per ciò che riguarda i rimedi omeopatici, riportiamo dei semplici schemi di accompagnamento. Solo il medico è in grado di prescrivere un trattamento propriamente detto! Qualora prescrivesse unicamente prodotti allopatici, grazie a questo testo e alla vostra farmacia omeopatica sarete in grado di integrare in maniera utile la sua prescrizione. Se il trattamento è prescritto dall’omeopata non è da escludere che la modalità reattiva del bambino si modifichi in un momento in cui magari non riuscite a contattare il medico. Gli schemi di accompagnamento suggeriti in questo testo vi saranno allora ugualmente utili.

A propositito del medico allopata

I vocaboli allopatia e omeopatia non dovrebbero creare antagonismi, perché possono essere utilizzati in maniera perfettamente complementare. Rimane però il fatto che la stragrande maggioranza dei medici pratica esclusivamente la medicina classica e che il vostro rischia di reagire in maniera scettica se affrontate l’argomento omeopatico. Infatti, a seconda della formazione ciascun medico segue la propria deontologia e le proprie convinzioni, altrettanto degne di rispetto giacché basate su una sincera ignoranza della legge di analogia.

Lo stesso medico tuttavia dovrebbe accettare la vostra libertà e il vostro desiderio di un compromesso tra il suo approccio e la vostra politica familiare in materia di salute. L’ideale per il paziente sarebbe che i medici allopati ricevano una formazione integrativa in omeopatia oppure che lavorino fianco a fianco con medici omeopati, così da tenersi vicendevolmente al corrente dei progressi e dei trattamenti spesso complementari. Purtroppo non ci siamo ancora arrivati e il vostro approccio onnipatico alla salute non sempre sarà tollerato dalla medicina classica.

Come testimonianza, ecco un aneddoto: stavo curando di nascosto la moglie del mio collega e amico M., strenuo difensore della medicina allopatica. Questa signora, che soffriva di mal di testa cronici, aveva già tratto beneficio dalle mie cure molto prima di conoscere il dottor M. ed era già una convinta sostenitrice della medicina dei simili. Un bel giorno si fa cogliere “con le mani nel sacco” mentre assume dei granuli di Belladonna 30K. Il dottor M. le strappa il tubo dalle mani e, con uno sguardo torvo, si mette a inghiottire tutto il contenuto. “Vedi” le dice, “ho mandato giù tutto e non succede niente, sono solo sciocchezze”. In effetti non poteva succedere niente, perché una sostanza bioattiva e dinamizzata può agire solo se somministrata a un malato la cui modalità reattiva presente è similimum del rimedio...

A proposito del medico omeopata e delle sue scelte terapeutiche

In questo libro faremo brevemente conoscenza con le capacità dell’omeopatia di accompagnare i piccoli problemi del neonato o del bambino. I rimedi proposti costituiscono dei grandi classici della medicina dei simili e la loro scelta si basa sulla nostra esperienza quotidiana. Abbiamo sempre cercato di rispettare la legge di analogia, considerata la modalità reattiva presente nel neonato o nel bambino e le modalità reattive descritte nella Materia medica. Questo approccio non esclude una certa soggettività da parte del medico omeopata, soprattutto quando si tratta di scegliere la potenza (promemoria: la somma delle diluizioni e delle dinamizzazioni). Quantunque in questo testo la preferenza vada al metodo pluralista, parleremo anche dei rimedi cosiddetti unitari o unicisti. Spesso consiglieremo i complessi e terremo conto anche delle cure.

Non esistono medicine miracolose

I bambini sottoposti a cicli di antibiotici e a polivaccinazioni talvolta all’inizio reagiscono con difficoltà a un trattamento omeopatico. A volte possiamo assistere a una lieve recrudescenza dei sintomi nei primi giorni successivi alla prescrizione. Dobbiamo forse perdere fiducia nell’omeopatia? Certamente no! La medicina omeopatica, così come la consorella allopatica, è un’arte e non una scienza esatta. Infatti assistiamo a fallimenti anche con certi trattamenti allopatici. Sarebbe davvero un peccato denigrare l’omeopatia perché il miracolo non è avvenuto subito dopo il consulto. In linea generale e durante un consulto ben condotto in presenza di malattia cronica, è possibile individuare molto velocemente un similimum o vari similia nel bambino, il che ovviamente non vuol dire guarirlo subito. Possiamo però affermare che nelle settimane successive si manifesta un miglioramento graduale osservato in maniera oggettiva dei genitori.

Questo testo è estratto dal libro "Omeopatia per l'Infanzia".

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