ARTICOLI VARI

Gli Orbs: L'Autenticità delle Sfere

Gli Orbs, Le Sfere di Luce Intorno a Noi - Klaus Heinemann - Speciale

Scopri i segreti degli orbs, le misteriose sfere luminose che appaiono nelle fotografie, leggendo l'anteprima del nuovo libro di Klaus e Gundi Heinemann.

Gli Orbs: L'Autenticità delle Sfere

"La persona più patetica al mondo è quella che ha la vista ma non possiede visione."

Helen Keller

Un sano scetticismo

Tanto per cominciare, è nostro desiderio ribadire che vi sono importanti motivi per coltivare un sano scetticismo. Invitiamo quindi gli scettici a controllare bene le nostre scoperte, a sottoporre ad analisi il campo di applicazione, a farsi ispirare, e sperabilmente a esplorare e scoprire il senso recondito delle sfere che notano nelle loro fotografie.

Uno dei primi ricordi infantili di Klaus è quello in cui sua madre gli leggeva o raccontava delle storie. Lui le domandava se fossero storie "vere" e si rifiutava di ascoltarle finché lei non glielo avesse confermato. Quest'idea della definizione certa della verità, con eventuale esclusione del semplice sentito dire, è rimasta sempre una delle sue caratteristiche.

I frutti di quel seme continuano a germogliare ancora, dopo la sua laurea in Fisica ottenuta da una celebre università tedesca; dopo anni di ricerche eseguite per la Nasa e per l’università di Stanford; dopo la scrittura di più di sessanta libri o articoli sottoposti a revisione paritaria, specie su temi di scienza dei materiali; dopo la redazione di un manuale di ingegneristica dell’energia solare; dopo la fondazione e la direzione (per un ventennio) di un’azienda di ricerche a contratto per la Nasa.

Per Klaus, la distinzione fra verità e falsità in ambito scientifico e ingegneristico è sempre stata una priorità assoluta. Tuttavia, un secolo fa, con l’avvento della fisica quantistica e della teoria della relatività, è cambiato tutto. I fisici hanno dovuto espandere le loro concezioni sul funzionamento del mondo e ampliare le loro percezioni a proposito delle modalità con cui giungere alla verità.

La concezione newtoniana è divenuta obsoleta, sebbene sia ancora valida in tante aree ingegneristiche e di applicazione concreta, dalla fabbricazione dei giocattoli alla costruzione di navicelle per sbarcare su Marte. Si sono imposte le leggi della probabilità, dei cambiamenti quantistici di stato, sulla reale curvatura spazio-temporale e sulle velocità superiori a quella della luce.

Abbiamo appreso quali sono le differenze tra mente e cervello, e ormai sappiamo che il regno mentale non conosce limiti spaziali o temporali. Siamo infatti consapevoli che la mente non è confinata nel corpo fisico, e che ogni pensiero o parola enunciata in qualunque punto dell’universo, e in qualsiasi momento, circola ancora "da qualche parte", essendo sempre recuperabile.

Insieme a tutti questi cambiamenti si è imposta anche l’idea secondo cui i metodi con cui si separava tradizionalmente la verità dal falso non sono più adeguati. Occorre ridefinire in modo nuovo il "metodo scientifico". Non basta più la riproducibilità degli esperimenti fattuali, la precedente definizione, perfettamente logica, delle metodologie scientifiche, in auge ormai da quattrocento anni.

 

orbs-sfere-luce-intorno-noi-heinemann-libro

 

La scienza ritiene "assurde" le cose che sono "intrinsecamente caotiche o bacate", ovvero, secondo la fisica newtoniana, tutte quelle che non si possono vedere, pesare, misurare, udire o calcolare; in altre parole, una cosa irrazionale e/o inconoscibile è falsa.

Tale definizione di "insensatezza" possiede un deficit cognitivo connaturato, ossia la si designa con la stessa espressione secondo cui essa "non ha senso".

C'è bisogno di una definizione nuova, più moderna e comprensiva di questo "non senso". Per esempio, lo si potrebbe descrivere come "qualcosa che è inintelligibile e non ha significato". Questa nuova spiegazione sarebbe coerente con la fisica attuale e lascia fuori dall’equazione il tempo, lo spazio e l'inadeguatezza mentale dell’uomo.

Non possiamo più lasciare al singolo individuo la determinazione di ciò che ha o non ha senso. Applicare questa nuova descrizione di quel che è assurdo a ciò che è inintelligibile in senso lato, e qualificarlo in base all'eventuale presenza di un significato, rende più oggettiva la determinazione del "non senso".

Chi osa ancora scartare una prova come quella mostrata nella Foto 2? (Ci soffermeremo dettagliatamente sul tema dei volti nelle sfere in un prossimo capitolo).

In base a tale nuova definizione di "assurdità", diventa giustamente molto più difficile sostenere il secondo criterio tradizionale del metodo scientifico, la riproducibilità. Si solevano infatti eliminare tutti gli esperimenti che fossero stati plausibilmente influenzati dal pensiero dello sperimentatore, cioè non se ne teneva conto per le ricerche scientifiche.

Di conseguenza, tutti gli esperimenti epocali di psicoenergetica realizzati da William Tiller verrebbero accantonati e considerati assurdi o insensati.

Dobbiamo perciò accettare la possibilità che un esperimento non riproducibile, o non costantemente riproducibile, sia valido.

Pertanto, la nostra affermazione secondo cui lo scetticismo svolge una funzione importante per le esplorazioni scientifiche di concetti nuovi va subordinata alla necessità di una più ampia definizione di "non senso" che lo scettico deve accettare. Altrimenti non sarà possibile fare alcun progresso nella comprensione della realtà.

 

orbs-sfere-luce-intorno-noi-klaus-heinemann

 

Particelle di polvere o emanazioni spirituali?

Dunque, le sfere sono autentiche emanazioni di Esseri Spirituali o le si dovrebbero spiegare come casuali difetti fotografici? La domanda rimane in sospeso da quando le abbiamo osservate nelle fotografie. In "The Orb Project" abbiamo dedicato un capitolo intero a quest’argomento.

Nonostante questa presa di posizione pubblica sull’autenticità dei globi, Klaus non può ammettere, da esperto scienziato, di scrivere un altro libro su questo fenomeno ancora controverso senza almeno dire perché sia convinto di tale autenticità.

La sua tesi attuale sull’argomento è riportata nell’Appendice B di questo libro. La sua conclusione, dopo approfondite ricerche, è che la stragrande maggioranza delle immagini sferiche rilevate dai fotografi di tutto il mondo sono genuine e non causate da difetti dell'apparecchio fotografico, da riflessi di particelle aeree o da goccioline di umidità, oppure da altri fenomeni di diffrazione.

Ora ci occupiamo solo delle ipotesi più importanti, ma vi esortiamo a scandagliare a fondo le implicazioni articolate nell’appendice.

La tesi prevalente fra i critici a proposito dell’autenticità delle sfere è che, a loro avviso, esse sono riflessi di particelle aeree situate molto vicino all'obiettivo della fotocamera. Questa spiegazione però non tiene per vari motivi che riferisco nell’Appendice B, fra cui un recente esperimento nel quale si è fotografata una sfera in condizioni di camera bianca, ovvero in un ambiente dove non potevano essere presenti particelle aeree di dimensioni tali da giustificare effetti di riflessione.

Altri argomenti avanzati dai critici vertono sulle impurità o anomalie dovute alla fotocamera o al dispositivo di registrazione elettronica al suo interno. Queste tesi sono confutabili grazie a diversi fatti acclarati, fra cui i numerosi globi rilevabili nelle foto scattate dall'olandese Ed Vos, un fotografo professionista, e da tanti altri, con pellicole convenzionali.

Senonché, l'argomento più significativo a favore dell’autenticità delle sfere è che esistono prove schiaccianti e sbalorditive secondo cui esse appaiono in certe foto strategiche, o posizioni strategiche all’interno della foto. L’evidenza della comparsa e posizione strategica è talmente lampante che è impossibile che tutti i cast di questi globi siano razionalizzabili in quanto statisticamente incidentali e aneddotici.

Ciò indica che le sfere sono molto più che effetti di riflessi casuali. Gli esseri non fisici, di cui si ritiene che le sfere siano emanazioni, potrebbero avvalersi del particolare posizionamento dell’oggetto sferico per comunicare con le persone che scattano la foto, con quelle che la vedono o la studiano.

Gran parte del presente testo consta di questa argomentazione.

 

orbs-sfere-luce-intorno-noi-libro-klaus-heinemann

 

La logica dell'anche se

Anche se i globi visibili nelle foto fossero dimostrabilmente null’altro che normali riflessi fisici del flash che cattura particelle aeree, si potrebbe ancora asserire che la semplice circostanza per cui li vediamo nel loro posizionamento evidentemente non casuale denota che potrebbe essere coinvolto un pensiero esterno al regno fisico.

La tesi si sposterebbe allora dalla spiegazione sull’origine delle sfere al modo in cui può essere tanto strategica la posizione di queste particelle aeree. Come mai tali particelle, nel momento stesso in cui si attiva il flash (e rispetto alla posizione in cui si regge la fotocamera), sono disposte in una costellazione ad alta definizione che conduce a una collocazione significativa della sfera nella foto che esce?

Le particelle aeree dovrebbero sempre trovarsi in posizioni statisticamente casuali; quindi ci si aspetta che gli oggetti globulari si presentino in collocazioni fotografiche altrettanto incidentali a livello statistico, e quasi mai in posti significativi.

Di conseguenza, anche se il riflesso delle particelle fosse all’origine delle sfere, e non sono certo io a sostenere che ciò potrebbe essere il meccanismo in gioco, la mistica delle prove del pensiero non umano non sarebbe comunque affatto svilita.

Essa si sposterebbe dal "miracolo" della produzione (di una minuscola quantità) di energia fisica con mezzi appartenenti a un altro regno al miracolo altrettanto grande dell’influenza sul posizionamento e sulla tempistica delle numerose particelle aeree che si situano in una maniera tanto significativa da sfidare chiaramente le leggi della statistica.

Siamo perciò convinti che, siccome le sfere appaiono in luoghi significativi delle foto, e non a casaccio, ciò dipenda dal fatto che esse sono state progettate per trovarsi lì.

 

libro-orbs-sfere-luce-intorno-noi-klaus-heinemann

 

Considerazioni energetiche

Cosa accade davvero quando scattiamo immagini fotografiche di queste sfere? Il fatto che esse compaiano nelle foto indica che è all’opera una qualche forma di processo fisico.

Muovendo dalle ipotesi basate sulle prove a disposizione, il processo esordisce dalla coscienza di un essere senziente, esterno a questo mondo, e termina come evidenza fisica sull'immagine di un dispositivo di registrazione. In altre parole, un’intenzionale impronta energetica dalla realtà esterna alla nostra realtà fisica viene registrata all’interno della nostra realtà fisica.

Perfino nel caso in cui dovessimo apprendere e capire bene come questo si realizzi, cioè come mai le sfere siano registrate dalle nostre fotocamere (e non abbiamo dubbi che in futuro riusciremo a migliorare tale comprensione), ciò vorrà solamente dire che avremo capito solo una delle due fasi dell’intero processo, ma non il processo nella sua interezza.

La seconda fase sarebbe quella in cui impareremo a scoprire in che modo gli esseri senzienti sono in grado di "produrre" l’energia fisica che serve per il processo di registrazione. La reale quantità di energia fisica necessaria per produrre l’immagine di una sfera in una foto è estremamente piccola, forse inferiore a quella contenuta in 1000 fotoni, cioè un tenore minuscolo di energia.

Fatevene un’idea con questo calcolo: l'energia necessaria sarebbe un miliardesimo di un miliardesimo della quantità di energia richiesta per tenere accesa per un secondo una normale lampadina da 100 watt.

Comunque, pur essendo a dir poco minuscola, si tratta di energia, e questo indica che la realtà in cui risiedono questi esseri non fisici possiede una componente energetica. E attesta che tali esseri sono riusciti a sfruttare un progresso tecnologico umano che converte una quantità infinitamente piccola di energia in qualcosa di visibile e dimostrabile.

La conversione di un pezzettino di energia fotonica diventa una registrazione fotografica grande, luminosa e talvolta colorata che possiamo scorgere e godere tante e tante volte di seguito. Davvero notevole!

Il processo usato per creare quest’energia non è ancora compreso perché non comprendiamo la realtà di questi esseri.

Potrebbero essere capaci di convertire l'energia, per esempio con un flash elettronico, oppure potrebbero produrla autonomamente, e quindi indirizzarla verso il dispositivo di registrazione. In questo caso, essi possono conservare energia preziosa, evitando di dirigerla dove non ce n'è bisogno o dove non sarà scoperta, cioè dove non ci sono fotocamere.

Ci sono chiaramente molte domande senza risposta a proposito degli aspetti fisici delle sfere nelle foto. L'essenza di questo libro consiste nell’esplorare la missione di questi oggetti globulari e i messaggi che intendono trasmetterci.

Data di Pubblicazione: 3 agosto 2022

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!

Procedendo con l'invio dei dati:

Lascia un commento su questo articolo

Caricamento in Corso...