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Oxygen - Anteprima del libro di Patrick McKeown

Il naso serve per respirare, la bocca per mangiare

Il naso serve per respirare, la bocca per mangiare

Per regolare il volume respiratorio e incrementare il punteggio BOLT, la prima cosa da fare è tornare alle origini e imparare a respirare con il naso, giorno e notte. Come ogni bambino sa, il naso serve per respirare e la bocca per mangiare. Alla nascita respiriamo dal naso, che da centinaia di migliaia di anni è lo strumento principale per procurarci l’aria.

I nostri antenati respiravano con la bocca solo quando si trovavano in situazioni di pericolo, per assumere grandi quantità d’aria in preparazione a un’attività fisica intensa. Ecco perché la respirazione orale è sinonimo di emergenza e attiva la stessa reazione «lotta o ftiggi» che era necessaria agli uomini primitivi ma oggi solitamente non è associata a un’attività fisica tale da riportare il sistema respiratorio al funzionamento normale.

Dal punto di vista fisiologico, la respirazione attraverso la bocca attiva il movimento del petto, mentre quella nasale fa muovere l’addome. Potete notare la differenza sedendovi davanti a uno specchio e posando una mano sul petto e l’altra sopra l’ombelico. Mettetevi comodi, traete un respiro di entità moderata con la bocca e notate come si muovono le mani. Poi ripetete l’operazione respirando con il naso.

La respirazione che sfrutta la parte alta del torace ha maggiori 

probabilità di essere associata a una reazione di stress, mentre quella nasale è composta da respiri regolari, calmi e costanti, eseguiti usando il diaframma. L’errore comune consiste nel fare un respiro «profondo» gonfiando il petto e sollevando le spalle, ma questo gesto non è né profondo né salutare per l’ossigenazione del corpo. Per tenere a bada lo stress, il consiglio di trarre respiri profondi è corretto, ma i respiri davvero profondi sono addominali, lievi e silenziosi: l’esatto opposto di quelli che di solito si fanno per cercare di calmarsi.

Respirare con la bocca attiva la parte superiore del petto, determina respiri più ingenti e può ridurre l’apporto di ossigeno al sangue arterioso. Non c’è da stupirsi se chi respira abitualmente con la bocca lamenta spesso spossatezza, difficoltà di concentrazione e sbalzi d’umore.

Per più di vent’anni io stesso ho respirato con la bocca, quindi conosco fin troppo bene gli effetti di questa pratica. Dentisti e orto-dontisti hanno documentato profonde alterazioni del viso derivanti dall’abitudine di respirare con la bocca: mandibola stretta, denti storti, zigomi infossati e cavità nasali più piccole. Oggi, moltissimi adolescenti devono ricorrere al dentista e usare un apparecchio per i denti, mentre i nostri antenati avevano una dentatura perfetta.

C’è un legame tra l’alimentazione moderna e l’iperventilazio-ne cronica. Gli alimenti confezionati stimolano la produzione di muco e acidi. Per tutto il corso dell’evoluzione la nostra dieta è consistita al 95 per cento di cibi alcalinizzanti e per il 5 per cento di alimenti acidificanti. Oggi è vero il contrario: i cibi che consumiamo generano al 95 per cento acidi e al 5 per cento alcali. Gli alimenti che producono acidi - come quelli lavorati, i latticini, la carne, il pane, lo zucchero, il tè e il caffè — stimolano la respirazione. Una reazione naturale al maggiore bisogno di respirare consiste nell’aprire la bocca per prendere più aria. Con il tempo, il cervello si abitua a questo maggiore apporto di aria e l’iperventilazione diventa un’abitudine.

Non sto dicendo che dobbiate diventare vegetariani. Le proteine sono parte essenziale di un’alimentazione sana e la carne offre una fonte naturale di sostanze nutritive. La modifica più importante da effettuare è l’eliminazione dalla vostra dieta degli alimenti preconfezionati.

Il naso è uno degli organi più importanti del corpo umano. Nei suoi viaggi in Nordamerica nell’Ottocento, il pittore George Catlin osservò che le madri native americane prestavano molta attenzione alla respirazione dei figli. Se un bambino apriva la bocca per respirare, la mamma gliela chiudeva delicatamente per assicurarsi che respirasse con il naso. Catlin notò inoltre che l’incidenza delle malattie tra gli indiani d’America era molto bassa rispetto ai coloni europei; i figli di questi ultimi respiravano con la bocca, alla ricerca d’aria, in ambienti caldi e non ventilati.

La respirazione nasale è spesso parte integrante delle tecniche di sopravvivenza e di caccia degli animali. Il ghepardo, che è considerato l’animale terrestre più veloce al mondo, è in grado di accelerare da 0 a 100 all’ora in soli 3 secondi. Impiega ben poco a raggiungere la preda, ma durante quel breve inseguimento la respirazione nasale gli è di grande aiuto e assicura che la vittima resti a corto d’ossigeno prima del predatore.

Il cane è forse l’esempio più noto di animale che periodicamente respira con la bocca: è frequente vederlo ansimare per rinfrescarsi quando fa caldo o dopo avere camminato a lungo. Ma in ogni altro momento respira con il naso e usa la bocca solo per mangiare, bere e abbaiare. La natura si è accertata che la grande maggioranza dei mammiferi di terra respiri dal naso, posizionando la trachea in modo che il retro del naso conduca direttamente ai polmoni. In altri termini, per molti animali non è facile respirare con la bocca.

Lo stesso vale per gli esseri umani alla nascita, ma dopo qualche mese la trachea scende dietro la lingua per consentire al bambino di respirare anche attraverso la bocca. Charles Darwin era perplesso da questo adattamento negli umani: dal fatto cioè che, a differenza della maggior parte degli animali, nelfuomo le cavità che servono per portare il cibo allo stomaco e l’aria ai polmoni siano posizionate fianco a fianco. Questa dislocazione appare illogica, perché aumenta il rischio che il cibo finisca nel condotto sbagliato, richiedendo così lo sviluppo di un meccanismo complicato per deglutire. Il motivo è probabilmente da ricercarsi nella nostra capacità di parlare e nuotare, perché entrambe queste azioni richiedono il controllo volontario della respirazione. Se Darwin avesse indagato sull’impatto negativo della respirazione orale negli esseri umani, tuttavia, non ho dubbi che l’avrebbe considerata un difetto molto più grave nell’evoluzione della nostra specie rispetto al rischio di soffocare mentre si mangia.

Generalmente, quando un animale respira con la bocca è segno che è malato, ferito o a disagio. Le cavie e i conigli continuano a respirare dal naso anche sotto sforzo intenso, e respirano con la bocca solo se hanno un disturbo alle vie aeree. Lo stesso vale per tutti gli animali domestici: mucca, pecora, asino, capra, cavallo eccetera. L’esperienza dice all’allevatore che, quando una mucca o una pecora sta immobile con il collo disteso e la bocca aperta, bisogna chiamare il veterinario.

Guardandovi allo specchio, il naso che vedete rappresenta circa il 30 per cento del volume complessivo dell’organo. È la punta dell’iceberg, per così dire, dato che il restante 70 per cento della cavità nasale si trova nel cranio. La natura è intelligente e oculata: l’importanza che l’evoluzione ha attribuito al naso si può dedurre dallo spazio che occupa nella testa.

Quando l’aria entra dal naso passa attraverso formazioni ossee spugnose dette turbinati, che regolano e guidano l’aria inalata determinando un flusso costante. Il naso interno, con i suoi condotti, valvole e turbinati, determina la direzione e la velocità dell’aria per massimizzarne l’esposizione a una rete di piccole arterie e vene e al rivestimento delle mucose che scaldano, umidificano e sterilizzano l'aria stessa prima che arrivi ai polmoni. Maurice Cottle, che nel 1954 fondò l'American Rhinologic Society (Società rinologica americana), affermava che il naso svolge almeno trenta funzioni, ciascuna delle quali è un importante supplemento al ruolo dei polmoni, del cuore e degli altri organi.

Per ottenere un BOLT più alto e migliorare le prestazioni sportive, è imperativo praticare la respirazione nasale in ogni momento durante il riposo.

Se il vostro punteggio è inferiore a 20 secondi, l’unico modo per evitare l'iperventilazione durante l'esercizio fisico è respirare sempre con il naso, anche durante l'attività fìsica. Si può fare un’eccezione per brevi periodi di tempo mentre si eseguono esercizi particolarmente intensi, ma questo genere di allenamenti andrebbe praticato solo se si ha un BOLT superiore ai 20 secondi.

Il naso: un organo importantissimo

Ecco un breve elenco delle funzioni della respirazione nasale:

Respirare con il naso oppone circa il 50 per cento di resistenza in più al flusso dell’aria negli individui normali rispetto alla respirazione con la bocca, determinando un apporto di ossigeno dal 10 al 20 per cento maggiore.

La respirazione nasale scalda e umidifica l’aria in ingresso (l’aria che entra nel naso a 6 °C raggiunge i 30 arrivando in fondo alla gola, e ben 37 — la temperatura corporea — quando giunge alla destinazione finale, i polmoni).

Respirando con il naso si rimuove dall’aria una grande quantità di germi e batteri.

La respirazione nasale durante l’attività fisica permette un’intensità di lavoro sufficiente per produrre un effetto aerobico sulla base del ritmo cardiaco e della percentuale di V02max.

  • Come vedremo tra poco, il naso è un ricettacolo di monossido di azoto, un gas essenziale per il mantenimento della buona salute.

Vediamo invece gli effetti della respirazione con la bocca:

  • I bambini che respirano con la bocca hanno un rischio maggiore di sviluppare una postura errata della testa e una minore forza respiratoria.
  • La respirazione orale contribuisce alla disidratazione dell’organismo (se si respira con la bocca durante il sonno ci si sveglia con la bocca secca).
  • La disidratazione acidifica la bocca e provoca carie e disturbi gengivali.
  • La respirazione con la bocca provoca l’alitosi, perché altera la flora batterica.
  • È dimostrato che respirare con la bocca aumenta notevolmente l’incidenza del russamento e delle apnee ostruttive notturne.

Questo testo è estratto dal libro "Oxygen".

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