SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 9 min

Padroneggiare i numeri per diventare imprenditori di successo

Padroneggiare i numeri per diventare imprenditori di successo

Scopri i tre principi fondamentali che ogni imprenditore deve seguire per gestire la propria azienda leggendo l'anteprima del libro di Claudio Cerutti.

Scopri come governare l'azienda con i numeri

Fare l’imprenditore non è certo una cosa semplice al giorno d’oggi. Un tempo bastava saper fare un mestiere e avere abbastanza “coraggio” di mettersi in proprio per ottenere guadagni sufficienti per sé e per la propria famiglia. I clienti non mancavano di certo e non c’era necessità di fare troppi calcoli, dato che i margini erano talmente alti che gli utili erano garantiti.

Oggi non è più così: essere esperti del proprio settore e lavorare dalla mattina alla sera non è più sufficiente per gestire un’attività con profitto. La concorrenza è aumentata e con internet i prezzi e le informazioni sono immediatamente confrontabili. Ottenere clienti è diventato molto più complesso e quelli che arrivano danno margini sempre più risicati. Si rischia di lavorare come dei matti per guadagni ridicoli (se non addirittura rimettendoci).

Per far fronte a tutto ciò è diventato quindi indispensabile differenziarsi dalla concorrenza per attirare i clienti, gestire in modo efficiente la propria attività per restare competitivi ma, soprattutto, saper fare bene i calcoli.

Eh sì, perché quando i margini erano elevati e tutti pagavano puntualmente, vendere era sinonimo di guadagnare. Calcolare i numeri dell’azienda era certamente opportuno, ma non così indispensabile. Ora invece non è assolutamente più così: i margini si sono talmente assottigliati e i clienti pagano (se pagano) così a lungo termine che non basta fatturare: bisogna accertarsi di avere un utile e di incassare sempre ed in tempi ragionevoli. Bisogna inoltre fare investimenti di marketing e gestire in modo intelligente l’indebitamento quando (come spesso accade) non si hanno in proprio le risorse per far fronte a tutto.

E per fare tutto ciò serve calcolare precisi numeri, che non rappresentano più un’opzione, bensì una necessità. Gestire oggi un’azienda navigando “a vista”, guardando solo il fatturato e i soldi disponibili sul conto, significa rischiare di creare disastri.

Gli imprenditori di successo attuali e futuri dovranno quindi necessariamente essere esperti di numeri e basarsi su di essi per prendere le decisioni.

Lo scopo di questo libro è proprio quello di insegnarti i numeri che realmente contano per governare l’azienda: l’utile, il flusso di cassa, il patrimonio netto, il valore dell’azienda, i guadagni sui singoli prodotti o clienti, il rendimento degli investimenti di marketing, sono solo alcuni numeri che imparerai a calcolare e gestire.

Mi rendo conto che la materia non è certo delle più semplici e probabilmente nemmeno delle più divertenti per chi non ne è appassionato. Io dal canto mio ho cercato di semplificare al massimo il linguaggio ed eliminare per quanto possibile i tecnicismi, in modo tale da rendere accessibile queste informazioni anche per chi ne è a digiuno. Ho cercato inoltre di evitare nozioni superflue e di condensare nel minor numero di pagine possibili tutto ciò che realmente ti serve sapere per gestire un’azienda con i numeri.

Detto ciò, imparare questi concetti non è certo una passeggiata. Se però farai lo sforzo di studiare e soprattutto di applicare il contenuto questo manuale, le tue fatiche saranno ampiamente ripagate: avrai difatti in mano degli strumenti che, se usati correttamente, ti permetteranno realmente di cambiare il destino della tua azienda.

I principi fondamentali

In questo capitolo ti illustrerò i tre principi fondamentali che ogni imprenditore deve seguire per gestire la propria azienda. La mia esperienza mi ha insegnato che seguirli è l’unico modo che hai per gestire l’azienda in maniera sana.

Primo principio: Devi gestire l’azienda sulla base dei numeri. Se non hai a disposizione i numeri corretti per gestire l’azienda, sei cieco! Non ti resta quindi che andare “a sensazione”, guardando i dati che hai a disposizione e che non necessitano di nessun calcolo: il fatturato e il saldo del conto corrente.

Questi due valori, lo vedremo meglio in seguito, sono estremamente fuorvianti per gestire l’azienda. Guardare il fatturato per valutare l’azienda, ad esempio, è come guardare il peso come unico parametro della tua salute. Se sei alto 1,80 e pesi 90 kg, sei soprappeso? Dipende! Una cosa è essere un pugile professionista tutto muscoli e nemmeno un filo di grasso. Altra cosa è essere un sedentario zero muscoli e tutta “panza” che passa le giornate tra scrivania, divano e mangiare schifezze. I kg sono sempre 90, ma in un caso la salute e la forma fisica è ottima, nell’altro sei totalmente fuori forma. Non puoi metterti a dieta solo perché la bilancia segna 90 kg, se lo fai perdi la muscolatura, la forza fisica e indebolisci il tuo corpo peggiorando il tuo stato di salute. Anche nella tua azienda devi stare attento: può succedere la stessa cosa. Puoi avere un fatturato sano o un fatturato marcio. Il numero “fatturato” in sé non significa nulla e se guardi solo quello rischi di creare disastri.

Per gestire correttamente la tua azienda, non mi stancherò mai di ripeterlo, devi guardare i numeri che contano davvero. Ho visto molte aziende in condizioni disastrose e le cause derivavano soprattutto dal fatto che guardavano i soliti numeri sbagliati: fatturato e saldo del conto corrente.

Posso portarti l’esempio di un’azienda in cui l’imprenditore, dopo anni di duro lavoro (non meno di 10 ore al giorno) è riuscito pian piano ad aumentare il fatturato della sua azienda portandolo a buoni livelli. E anche il saldo del conto corrente era buono. Peccato in 10 anni aveva accumulato un buco di più di 200.000 euro sotto forma principalmente di debiti verso il Fisco (Iva non versata). E nemmeno se ne era accorto, perché aveva la società in contabilità semplificata.

Come è potuto accadere una cosa del genere? Semplicemente perché l’imprenditore in questione si è limitato a guardare il fatturato anziché controllare l’utile di conto economico. E ha lavorato per anni in perdita, “scaricando” tale perdita nel mancato pagamento dell’Iva. Quindi anche là cassa aziendale non aveva problemi. Mentre il fatturato e il saldo del Conto corrente erano a posto, lo stato dell’azienda era un disastro! Se n’è accorto solo al momento del passaggio in contabilità ordinaria.

Sono sicuro cosa hai pensato in questo momento: “Ma che fesso che è stato, una cosa del genere a me non potrebbe mai capitare”. Sei sicuro? Ok allora facciamo un test. Sapresti dirmi quanto hai fatturato il mese Scorso? Questo dato sono certo che lo sai al volo. Sapresti anche dirmi quanto hai attualmente sui conti correnti bancari? Anche questo dato molto probabilmente lo conosci. Ora una domanda un po’ più ostica: sapresti dirmi quanto hai guadagnato il mese scorso? Sì al netto di tutti i costi: merci, costo del personale, affitto, utenze ecc. ecc. Ti do qualche attimo per pensarci... ma come? Questo dato non lo conosci? Allora non sei in una situazione molto diversa dell’imprenditore del mio esempio. Ovviamente non nel senso che hai creato un buco di 200.000 euro!

Intendo nel senso che ti stai facendo guidare dagli indicatori sbagliati (fatturato e saldo del conto corrente) che portano in una direzione sbagliata. E direzione sbagliata significa meno guadagni, meno valore dell’azienda, meno flussi di cassa.
Dato che gestire l’azienda comporta spesso sudore e sacrifici, tanto vale lavorare per andare nella giusta direzione non credi?

Per questo l’azienda deve essere gestita in base ai numeri. Non potrai mai sapere qual è la rotta corretta se non li calcoli.

Secondo principio: Sei tu a gestire l’azienda, non il tuo commercialista. Molto probabilmente penserai che il tuo compito è quello di occuparti della parte “operativa” dell’azienda, che devi pensare a produrre e a vendere, mentre per i numeri ci pensa il commercialista. In fondo lo paghi proprio per questo, giusto? NO, sbagliato!!

Devi renderti conto che il commercialista non è un tuo socio, ma un professionista esterno con un compito molto preciso: elaborare i dati dell’azienda per mandarli al fisco e per calcolarti le tasse, come prescrive la legge. Stop. Di certo il commercialista non ti fornisce i numeri che ti servono per gestire l’azienda. E, che ti piaccia o meno, non è neppure una sua responsabilità. E una tua responsabilità, da imprenditore, creare e calcolare quei numeri indispensabili per condurre l’azienda nella giusta direzione.

Essendo compito tuo gestire l’azienda sulla base dei numeri, questi numeri devi imparare a conoscerli e gestirli. Ed in questo libro ti darò tutte le informazioni necessarie allo scopo.

Nota bene: non ti sto dicendo che devi cambiare mestiere e metterti tutto il giorno a calcolare numeri. Il tuo compito è decidere sulla base dei numeri. L’attività di calcolo di questi numeri, invece, è opportuno che sia affidata ad un apposito apparato amministrativo interno (e non ad un commercialista esterno). Quindi riassumendo: gli amministrativi calcolano i numeri, tu ti limiti a guardarli e a decidere in base ad essi. Più avanti approfondiremo la tematica dell’apparato amministrativo.

Terzo principio: Per gestire l’azienda ti servono i dati. I numeri sono un prodotto finito, per raggiungere questo risultato devi recuperare la materia prima: i dati. La contabilità contiene la maggior parte dei dati necessari per calcolare i numeri. Ciò significa una sola cosa: la contabilità deve essere tenuta all’interno della tua azienda, e deve essere in ordinaria.

Se al contrario, come molte piccole e medie imprese, fai tenere la contabilità in esterno dal commercialista, non riuscirai ad ottenere i dati contabili necessari per calcolare i numeri dell’azienda. Il commercialista è infatti strutturato in modo tale da usare i tuoi numeri per un solo scopo: darli in pasto al fisco e calcolarti le tasse. Non riuscirà a darti tutti i dati di cui necessiti per gestire la tua azienda, quindi la soluzione è solo una: devi crearti una contabilità interna.

Oltre ai dati contabili, per calcolare i numeri è necessario recuperare altri dati che non si trovano in contabilità. Questo lo vedremo meglio in seguito. Dopo averti illustrato i principi fondamentali per gestire in modo sano l’azienda, vediamo ora di capire a quali sono le domande a cui dobbiamo rispondere con i numeri.

Data di Pubblicazione: 3 marzo 2020

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