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Perché Prendere in Considerazione l’Alimentazione del Gruppo Sanguigno?

Le Mie Ricette per Continuare a Star Bene - Anteprima del libro di Michela Colombero

L’alimentazione del gruppo sanguigno?

«Devo riconoscere che le prime volte in cui sentii il dottore Piero Mozzi parlare nelle dirette TV rimasi un po’ perplessa da certe sue posizioni estreme... Ma continuai ad ascoltarlo per approfondire... Sono giunta alla conclusione che l’intuizione dei colleghi D'Adamo, prima, e Mozzi, poi, aveva innegabili riscontri: i diversi gruppi sanguigni e i loro sistemi immunitari, hanno altrettanto diverse reazioni all’assunzione dei vari alimenti o gruppi sanguigni».

(Citazioni del libro “Mangiare bene per sconfiggere il male” della dottoressa Maria Rosa Di Fazio, responsabile del centro internazionale SH Health Service di San Marino)

Ho deciso di partire da questa dichiarazione, per il semplice motivo che il sentire un’oncologa, nella sua posizione, che scrive ciò in merito all’alimentazione sui gruppi sanguigni, dovrebbe far riflettere tutti coloro che indagano sulla correlazione fra cibo e benessere.

Ora è sempre più evidente che il dottore Piero Mozzi non è più una voce solitaria. A lui va il merito di aver intuito, fra i primi in assoluto, l’efficacia di questa alimentazione per favorire il benessere e fronteggiare patologie serie. Ma perché Mozzi sostiene che questa alimentazione può essere seguita da chiunque?

Nel libro “La dieta del Dott.Mozzi”, alla pagina 21, in relazione al gruppo sanguigno, viene riportato: “Esso rappresenta l’espressione più comprensibile e immediata delle nostre caratteristiche immunitarie”; quindi, mettendolo in relazione all’alimentazione, scrive: “Il cibo viene digerito e quindi semplificato per entrare nel circolo sanguigno e apportare i nutrienti a tutte le cellule”.

Sulla base di queste dichiarazioni, cercherò quindi di riassumere in breve il pensiero mozziano.

Nella maggioranza dei casi, si prende in considerazione un cambio di alimentazione che ci viene prescritta, perché si è già ammalati, con il giusto scopo di migliorare la nostra condizione di salute. Allo stesso tempo è anche vero che vivere un regime alimentare come una arida prescrizione, ci potrebbe portare, nella migliore delle ipotesi, al raggiungimento di quella che è definita una condizione di omeostasi, cioè l’assenza di una specifica malattia, o dei sintomi della patologia.

Diversamente se, invece, desideriamo andare oltre e vivere serenamente il percorso di una sana alimentazione, ciò deve divenire un modo di vivere che non sia concentrato unicamente sulla malattia da controllare ma, appunto, sul benessere psicofisico nel suo insieme, aiutandoci a riscoprire così i gusti semplici e naturali di un’alimentazione sana, dando spazio alla creatività in cucina.

Un primo passo, infatti, che si propone questa alimentazione è di condurci a riscoprire alimenti validi come i legumi, l’immensa varietà delle verdure, il valore del pesce, delle uova e di alcune carni, alimenti che, in un modo o nell’altro, hanno sempre nutrito l’umanità.

Ecco perché l’alimentazione del gruppo sanguigno si presenta come una valida possibilità, essendo strutturata sul gruppo del sangue che è, appunto, come lo stesso Mozzi definisce, “la targa” del nostro sistema immunitario. Il gruppo del sangue è stampato nel nostro DNA, indipendentemente se abbiamo, o no, patologie.

Piero Mozzi, nel suo libro, approfondisce bene altri aspetti e variabili possibili, specificando che ogni essere vivente è, in effetti, unico, raccomandando a tutti di imparare ad ascoltare i segnali che il nostro organismo ci invia quando assumiamo del cibo.

In pratica, è questa l’intuizione che ha avuto il medico piacentino e che, come abbiamo visto, è anche il parere di un’oncologa.

A questo punto quanti altri riconoscimenti riceverà questo regime alimentare? Non lo sappiamo, ma una cosa è sicura: dal 1997, anno in cui venne pubblicato il primo libro “L’alimentazione su misura” di Peter D’Adamo, questa alimentazione si sta sempre più diffondendo e sempre più anche tra medici, nutrizionisti, consulenti del benessere che, a loro volta, ne apprezzano il valore e la raccomandano.

La vera sfida? Continuare a star bene

Ben trovati e ritrovati! Sono passati solo pochi mesi dal successo inaspettato, almeno per me, del mio libro “Le mie colazioni per star bene”; per alcuni di voi però è la prima volta che scoprite le mie ricette.

Come ho già spiegato nel precedente libro, ho due patologie autoimmuni e, da ormai tre anni e mezzo, grazie al dottore Piero Mozzi, che mi ha seguito passo dopo passo fin dall’inizio, ho capito come impostare la mia alimentazione per tenerle sotto controllo con successo.

Molti di coloro che seguono questa alimentazione, basata sul gruppo sanguigno, si sono rivolti direttamente a lui, come ho fatto io, per sapere quali alimenti dovevano ulteriormente eliminare in relazione alla loro patologia, ricevendo - quindi - indicazioni precise. E si sono sentiti dire frasi come queste: “Quando la patologia è tosta bisogna essere altrettanto tosti”. In pratica cosa voleva dire il dott. Mozzi?

Bè, per lui, significa che, per ritrovare un certo benessere, molti dei suoi pazienti hanno dovuto eliminare diversi alimenti a noi cari, come i cereali (tutti anche quelli senza glutine), il riso o il miglio, gli zuccheri, le frutta, i latticini.

Allo stesso tempo, ad alcuni - per certe specifiche problematiche - ha raccomandato di astenersi dai cosiddetti “pseudo-cereali”, che sono la quinoa, l’amaranto e il grano saraceno, e di concentrasi su carne, pesce, legumi, verdure e uova. E tutto ciò senza “sgarrare”, perché, per alcuni di noi, un piccolo “sgarro”, una piccola deroga, può comportare un ritorno pressoché immediato di certi sintomi della patologia.

Tutto questo ha comportato, per molti, un’ulteriore sfida. Ma noi, che dobbiamo combattere con patologie “toste”, siamo pronti ad affrontare questa ulteriore sfida con determinazione, pur di “continuare a star bene”.

Ecco perché ho intitolato così questo ricettario ed ecco perché, in queste pagine, non troverete ricette con nessuno dei cosiddetti “pseudo-cereali”.

Devo ammettere che questa alimentazione, in certi momenti, rappresenta un vera sfida anche per me, ma - al tempo stesso - è un piacere continuare a sperimentare e scoprire e osservare come può diventare affascinante, nonostante certe restrizioni e rivelarsi, oltre che salutare, anche piacevole.

In questa occasione ho voluto ideare altre semplici ricette che rendano piacevoli i miei pasti e anche quelli della mia famiglia e spero anche i vostri.

Se il mio primo libro aveva lo scopo di essere un supporto per chi doveva trovare idee per la colazione e quindi instradarsi su questo percorso, questo ha, sin dal titolo, un obiettivo in più: vuole essere uno stimolo a non mollare. Perché bisogna ammettere che la sfida più grande, spesso, è proprio quella di continuare ad alimentarsi in modo corretto.

lo per star bene ho deciso di continuare, per me, ma soprattutto per la mia famiglia, che merita una mamma e una moglie a tempo pieno. E voi?

Questo testo è estratto dal libro "Le Mie Ricette per Continuare a Star Bene".

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Michela Colombero

A breve distanza dal successo di vendite del suo primo libro di ricette Le mie colazioni per stare bene, edito da Comida, Michela... continua