SALUTE E BENESSERE

Perché si ingrassa? Come sconfiggere l'obesità

Perché si ingrassa? Come sconfiggere l'obesità

Qual è la vera causa dell’aumento di peso e cosa si può fare al riguardo? Scoprilo leggendo l'anteprima del libro di Jason Fung.

L’arte della medicina è alquanto singolare

Ogni tanto capita che si diffondano dei protocolli di cura che, in realtà, non funzionano. Per pura inerzia, queste terapie si tramandano da una generazione di medici a quella successiva e, a dispetto della loro inefficacia, sopravvivono per un tempo incredibilmente lungo. Si pensi, per esempio, all’uso medico delle sanguisughe o alla tonsillectomia di routine.

Purtroppo, la cura dell’obesità è un altro di questi esempi. L’obesità viene definita in termini di indice di massa corporea, che si calcola dividendo il peso di una persona (espresso in chilogrammi) per il quadrato della sua altezza (espressa in metri).

Si definisce obeso chiunque abbia un indice di massa corporea superiore a 30.

Per più di 30 anni, i medici hanno considerato la dieta ipocalorica a ridotto tenore di grassi come la prima scelta nella cura di questa patologia; ma, invece di migliorare, l’obesità è diventata epidemica. Dal 1985 al 2011 la sua diffusione in Canada è triplicata, passando dal 6 al 18 per cento.

Questo fenomeno non è circoscritto al Nordamerica, ma affligge la maggior parte dei paesi del mondo. Praticamente chiunque abbia cercato di dimagrire con il metodo della restrizione calorica ha fallito. E, diciamoci la verità, esiste qualcuno che non ci abbia provato?

Ogni misurazione oggettiva dimostra che questa strategia è del tutto inefficace. Eppure continua a essere la soluzione privilegiata, difesa a spada tratta dalle autorità nutrizionali.

In qualità di nefrologo, sono specializzato in patologie renali, la cui causa più comune è il diabete di tipo 2, patologia a cui si associa l’obesità.

Ho visto spesso i miei pazienti intraprendere la terapia insulinica per il diabete, consapevole che la maggior parte di loro sarebbe andata incontro a un aumento di peso.

I pazienti se ne preoccupano, e a ragione. “Dottore” mi dicono “mi ha sempre consigliato di dimagrire. Ma l’insulina che mi ha prescritto mi fa ingrassare. Come può farmi bene?”

Per molto tempo non fui in grado di fornire una risposta valida.

Cominciai a sentirmi sempre più a disagio. Come molti medici, anch’io credevo che l’aumento ponderale fosse dovuto a uno squilibrio calorico: si mangia troppo e ci si muove troppo poco.

Ma se le cose stavano davvero così, perché il farmaco che prescrivevo, l’insulina, provocava un aumento di peso così inarrestabile?

Tutti, dagli operatori sanitari fino ai pazienti, sapevano benissimo che la causa primaria del diabete di tipo 2 era il sovrappeso.

In rari casi, quando alcuni pazienti particolarmente motivati riuscivano a perdere molti chili, anche il loro diabete di tipo 2 iniziava a regredire. Visto e considerato che il problema di fondo era il peso, a rigor di logica si sarebbe dovuta prestare particolare attenzione a questo aspetto.

Ma la comunità medica non sembrava affatto intenzionata a occuparsene. Mi dichiaro colpevole in prima persona. Pur avendo lavorato in questo settore per oltre 20 anni, mi resi conto che le mie conoscenze in ambito nutrizionale erano a dir poco rudimentali.

I medici e l'alimentazione

La cura per questa terribile malattia, l’obesità, era stata lasciata in mano alle grandi aziende, come Weight Watchers, e ai vari imbonitori e ciarlatani che cercavano di vendere l’ultimo ritrovato “miracoloso” per dimagrire.

I medici non erano neanche lontanamente interessati all’alimentazione. Anzi, sembrava che si limitassero a scovare e prescrivere i farmaci più recenti sul mercato:

  • Soffre di diabete di tipo 2? Ecco qui una pillola.
  • Soffre di pressione alta? Ecco qui una pillola.
  • Soffre di colesterolo alto? Ecco qui una pillola.
  • Soffre di una patologia renale? Ecco qui una pillola.

Eppure avremmo dovuto curare l’obesità fin dal principio. Stavamo cercando di curare i disturbi causati dall’obesità, anziché l’obesità stessa.

Animato dal desiderio di scoprire le cause sottese a questa malattia, finii per fondare l’Intensive Dietary Management Clinic (Clinica di gestione dietetica intensiva), a Toronto, in Canada.

La concezione tradizionale, secondo cui l’obesità sarebbe il frutto di uno squilibrio calorico, non aveva alcun senso.

La restrizione calorica, prescritta negli ultimi 50 anni, si era dimostrata incredibilmente inefficace.

Leggere libri sulla nutrizione non mi fu di alcun aiuto. Non erano che un susseguirsi di “Tizio dice che...” “Caio sostiene che...” con tante citazioni di medici “autorevoli”. Il dr. Dean Ornish afferma, per esempio, che i grassi sono nocivi e i carboidrati sono salutari. È un medico stimato, perciò dovremmo dargli ascolto.

Tuttavia, il dr. Robert Atkins afferma che i grassi sono salutari e i carboidrati sono nocivi. Anche lui era un medico stimato, perciò dovremmo dargli ascolto.

Chi ha ragione? Chi ha torto? Nell’ambito della scienza della nutrizione, è raro che ci sia accordo su qualcosa:

  • I grassi fanno male. No, i grassi fanno bene. Esistono grassi nocivi e grassi salutari.
  • I carboidrati fanno male. No, i carboidrati fanno bene. Esistono carboidrati nocivi e carboidrati salutari.
  • Bisognerebbe fare più pasti al giorno. No, bisognerebbe farne meno.
  • Bisogna contare le calorie che si ingeriscono. No, le calorie non contano.
  • Il latte fa bene. No, il latte fa male.
  • La carne fa bene. No, la carne fa male.

Per trovare le risposte, non bisogna affidarsi a delle opinioni confuse, ma ci si deve rivolgere alla medicina e alle prove scientifiche.

Esistono letteralmente migliaia di libri dedicati alle diete e al dimagrimento, solitamente a opera di medici, nutrizionisti, personal trainer e altri “esperti della salute”. Tuttavia, con poche eccezioni, è raro che vadano oltre a qualche rapida considerazione sulle effettive cause dell’obesità.

A cosa è dovuto l'aumento di peso? Perché si ingrassa?

Il problema principale è la totale mancanza di un quadro teorico che ci consenta di capire davvero il fenomeno dell’obesità.

Le teorie vigenti sono semplicistiche in modo assurdo e spesso si focalizzano su un unico fattore:

  • L’obesità è causata dal consumo eccessivo di calorie.
  • L’obesità è causata dal consumo eccessivo di carboidrati.
  • L’obesità è causata dal consumo eccessivo di carne.
  • L’obesità è causata dal consumo eccessivo di grassi.
  • L’obesità è causata dalla carenza di attività fisica.

In realtà, tutte le malattie croniche sono multi-fattoriali e i diversi fattori non si escludono a vicenda. Tutti possono contribuire in varia misura.

Nel caso delle patologie cardiovascolari, per esempio, intervengono molteplici fattori (anamnesi familiare, sesso, tabagismo, diabete, colesterolo alto, ipertensione e mancanza di attività fisica, per citarne solo alcuni), ed è un fatto accettato.

Ma non accade altrettanto con l’obesità.

L’altro grande ostacolo che ci impedisce di comprendere del tutto questa patologia è la tendenza a rifarsi a studi clinici a breve termine. Di norma l’obesità richiede decenni per svilupparsi appieno. Eppure spesso ci si basa su dati provenienti da studi della durata di qualche settimana.

Per studiare la formazione della ruggine, bisogna osservare il metallo per settimane o per mesi, non per ore! Anche l’obesità è una patologia che si manifesta a lungo termine. Pertanto, gli studi a breve termine potrebbero non riuscire a fornire tutte le informazioni necessarie.

Pur sapendo che non sempre le ricerche sono concludenti, mi auguro che questo libro, basato sulla mia esperienza ventennale con pazienti diabetici di tipo 2 a cui ho insegnato a dimagrire in modo duraturo per gestire la malattia, possa fungere da punto di partenza per degli approfondimenti successivi.

Parlare di “medicina basata su prove di efficacia”, però, non significa prendere per buone anche le prove scadenti.

Mi capita spesso di leggere affermazioni del tipo: “È scientificamente provato che le diete povere di grassi fanno regredire del tutto le patologie cardiovascolari”.

E poi vedi che la fonte è uno studio su cinque ratti. A malapena si potrebbe considerarla una prova.

In queste pagine farò riferimento esclusivamente a studi clinici condotti su esseri umani e, soprattutto, pubblicati su riviste di qualità e oggetto di revisione paritaria.

In questo libro non si citeranno studi su animali.

Il motivo di questa decisione si può spiegare con la “parabola della mucca e dei leoni”.

Due mucche stavano discutendo dell’ultima ricerca in ambito nutrizionale, condotta sui leoni. Una mucca disse all’altra: “Hai sentito che negli ultimi 200 anni abbiamo sbagliato tutto? Gli studi più recenti dimostrano che mangiare erba fa male, mentre mangiare carne fa bene”. Così le due mucche si misero a mangiare carne.

Dopo poco si ammalarono e morirono. Un anno dopo, due leoni stavano discutendo dell’ultima ricerca in ambito nutrizionale, condotta sulle mucche. Un leone informò l’altro che gli studi più recenti dimostravano che mangiare carne faceva male e mangiare erba faceva bene. E così i due leoni si misero a mangiare erba e morirono.

Qual è la morale della storia? Che non siamo topi. Non siamo ratti. Non siamo scimpanzé, né scimmie ragno. Siamo esseri umani e, pertanto, dovremmo prendere in considerazione solamente gli studi clinici condotti su esseri umani.

Mi interesso dell’obesità nell’uomo, non dell’obesità nei topi.

Per quanto possibile, cerco di concentrarmi sui nessi causali piuttosto che sugli studi di associazione. È pericoloso presumere che, solo perché due fattori risultano associati, uno sia la causa dell’altro.

Ne è un esempio il disastro dovuto alla terapia ormonale sostitutiva nelle donne in post-menopausa. La terapia ormonale sostitutiva si associava a una minor incidenza di patologie cardiovascolari, ma ciò non significava che ne fosse la causa.

Tuttavia, nel campo della ricerca nutrizionale, non è sempre possibile prescindere dagli studi di associazione, dato che spesso forniscono le migliori prove disponibili.

La prima parte di questo libro, “L’epidemia”, tratta di come l’obesità sia diventata un’epidemia nel corso del tempo e del ruolo giocato dalla storia familiare del paziente e mostra in che modo entrambi i fattori facciano luce sulle cause sottostanti.

La seconda parte, “L’inganno delle calorie”, analizza nel dettaglio l’attuale teoria delle calorie, compresi gli studi sull’attività fisica e l’iperalimentazione. In questa sezione si evidenziano le lacune dell’attuale spiegazione del fenomeno dell’obesità.

La terza parte, “Un nuovo modello di obesità”, introduce la teoria ormonale dell’obesità e fornisce una solida spiegazione di questa patologia dal punto di vista medico.

I capitoli di questa sezione descrivono l’importanza cruciale dell’insulina nella regolazione del peso e il ruolo fondamentale svolto dall’insulino-resistenza.

La quarta parte, “Il fenomeno sociale dell’obesità”, mostra in che modo la teoria ormonale dell’obesità rende conto di alcune associazioni tipiche di questa patologia. Perché l’obesità si associa alla povertà? Cosa si può fare per l’obesità infantile?

La quinta parte, “Cosa non va nella nostra alimentazione?”, esplora il ruolo di grassi, proteine e carboidrati, i tre macronutrienti, nell’incremento ponderale. Inoltre, si parla di uno dei principali responsabili dell’aumento di peso, il fruttosio, e degli effetti degli edulcoranti artificiali.

La sesta parte, “La soluzione”, offre delle linee guida per curare l’obesità in modo duraturo, trattando lo squilibrio ormonale correlato ad alti livelli ematici di insulina.

Le raccomandazioni nutrizionali per ridurre i livelli di insulina comprendono la limitazione del consumo di zuccheri aggiunti e di cereali raffinati, la moderazione nell’assunzione di proteine e l’aggiunta di grassi e di fibre benefiche.

Il digiuno intermittente è un metodo efficace per curare l’insulino-resistenza senza incappare negli effetti negativi associati alle diete ipocaloriche.

Imparando a gestire lo stress e migliorando la qualità del sonno, è possibile ridurre i livelli di cortisolo e tenere sotto controllo l’insulina.

"Il codice del dimagrimento" delinea un modello per capire la patologia dell’obesità negli esseri umani. Pur condividendo tante importanti analogie con il diabete di tipo 2, questo libro si occupa soprattutto di obesità.

Sfidare i dogmi nutrizionali vigenti può essere destabilizzante, ma le conseguenze sulla salute sono troppo importanti per venire ignorate.

Qual è la vera causa dell’aumento di peso e cosa si può fare al riguardo? Questa domanda è il filo conduttore di questo libro.

Un nuovo modello teorico per comprendere e curare l’obesità rappresenta una nuova speranza per un futuro più sano.

Jason Fung, dottore in medicina

Data di Pubblicazione: 18 luglio 2019

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