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La Personalità come Origine dell'Evoluzione

L'Enneagramma Biologico della Sessualità - Anteprima del libro di Manuele Baciarelli

La personalità non arriva ad un certo punto dell’evoluzione

Questo è un cambio di paradigma fondamentale. La nostra personalità, come dicono gli psichiatri, si forma nei primi sette anni di vita ed è frutto dell’interazione con nostri genitori. Ma ne siamo sicuri? Oppure per dirla con Joe Dispenza:

«... la nostra personalità è una serie di ricordi, comportamenti, valori, credenze, percezioni e atteggiamenti che proiettiamo nel mondo o nascondiamo al mondo. La personalità si forma allo stesso modo nella neocorteccia; ciò è comprensibile essendo la neocorteccia la sede dell’identità personale... noi siamo sinapticamente la somma di tutto quello che abbiamo appreso, sperimentato ed ereditato geneticamente; tuttavia questo non è il punto di arrivo del nostro sviluppo... il cervello e la mente non sono statici ma eternamente mutevoli sulla base dell’operatore (enneatipo N.d.A.) ... La nostra libertà di scelta determina quale mente vogliamo creare o cambiare a partire dall’hardware del nostro cervello individuale... ogni persona ha una propria firma individuale di attivazione neurale basata sul cablaggio individuale (personalità N.d.A.). E ogni temporale è diverso dal successivo. Ciascuno ha i propri modelli metereologici neurologici».

Capite allora come la nostra personalità si manifesti, prenda forma attraverso circuiti cerebrali, sinaptici, perché alla fine sono una manifestazione neurale, chimica. Ma tutto questo viene dopo. La nostra personalità è il pensiero, l’entità osservante che ha creato, attraverso il cervello, l’elettricità, l’addensamento della materia, creando l’esperienza e tutti i sintomi; per dirla in termini quantistici, come viene chiamata dai fisici: “collasso dell’onda di possibilità quantistica”.

Potremmo dire che vivere nell’infanzia un’esperienza di abbandono o di violenza sia profondamente diverso dall’aver avuto dei genitori accudenti e amorevoli. Ma i bambini abbandonati da piccoli non reagiscono tutti alla stessa maniera.

Se andiamo a vedere le esperienze di adulti che da bambini hanno vissuto storie di privazione, mancanza di affetto, di aggressioni o di violenze, vedrete, osserverete che ognuno ha vissuto quella esperienza attraverso il modello della propria personalità.

Di fronte ad un’esperienza di abbandono la reazione può essere quella ad esempio di chiusura autistica di un bambino E5 (l’avaro di sé), potrebbe creare nel bambino una reazione masochistica come un E4 (il tragico-romantico) e passare la vita a lamentarsi vivendo nella mancanza, oppure una reazione del tipo E2 (l’aiutante vanaglorioso) che farà di tutto per compensare quell’esperienza di abbandono con lo stare vicino a qualcun altro (magari facendo un figlio), non fargli mancare nulla ed essere quasi indispensabile, proprio per non rimanere più solo.

La personalità è un’entità osservante che è all’origine dell’evoluzione

Il lavoro sarà proprio quello di spostarsi, di cambiare casa, di cambiare esperienza, di uscire dal recinto, servendoci dell’esperienza genetica degli enneatipi che sono venuti dopo, per come si sono manifestati sulla Terra e prima di uscire dal recinto è necessario conoscere e lo ripeto, profondamente, la nostra personalità perché quello è il punto di partenza.

E la nostra personalità, coscienza o chiamatela come volete che rappresenta il punto iniziale da cui partire. E allora? Che fare? Conoscenza profonda della nostra personalità, conoscenza profonda del nostro tipo e del nostro sottotipo, partendo dall’analisi dei punti deboli, delle trappole, deH’infemo. Reich direbbe “partendo dall’analisi delle resistenze”, ma io mi rivolgo non ad un pubblico “fortemente nevrotico, malato”, ma a te, che mi stai leggendo, una persona che sceglie finalmente di comprendere la personalità che incarna o che ha scelto di incarnare.

È la personalità che determina la forma mente, il box all’interno del quale noi trascorriamo gran parte della nostra vita e della vita in compagnia di un partner e non dimentichiamoci che siamo gli unici responsabili della nostra vita, gli unici responsabili di tutto quello che ci accade e della capacità di provare amore per noi stessi e solo dopo per qualcun altro o per gli altri (IO-TU-NOI: CONSERVATIVO-SESSUALE-SOCIALE).

Questa consapevolezza rappresenta il punto di svolta per rendere la nostra vita ogni giorno sempre più interessante, non necessariamente unica ed irripetibile, ma magicamente ed eternamente meravigliosa.

Questo testo è estratto dal libro "L'Enneagramma Biologico della Sessualità".

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