SALUTE E BENESSERE   |   Tempo di Lettura: 8 min

Pet Therapy: perché gli animali ti fanno bene?

Pet Therapy

Se hai un animale domestico, avrai notato che la sua compagnia fa bene all'umore, riduce ansia, stress e stati depressivi. Ma sapevi che la pet therapy ha campi d'applicazione che vanno da quello educativo a quello ospedaliero? Vediamolo insieme!

Pet therapy: un esempio (anzi due) molto personali

Per capire che cos’è la pet therapy, e perché funziona davvero, concedimi di farti un paio di esempi molto, molto personali.

Esempio n.1 A volte mi sento ansiosa. Molto. A volte l’ansia è così intensa da provocarmi tachicardia, spezzarmi il respiro, stringermi lo stomaco come in una morsa. “Oscar, andiamo!” Oscar corre e si siede di fronte a me col musetto rivolto verso l’alto: mi fissa con i suoi occhietti verde-azzurro, come in paziente attesa. Poi inizia la lotta per infilargli pettorina e guinzaglio (Oscar non è esattamente uno zuccherino) e infine via, si esce a fronteggiare il mondo, a respirare a pieni polmoni, a correre a perdifiato nel parco e incontrare altri cagnolini. E pian piano il mio ritmo cardiaco torna a farsi regolare, il respiro più profondo, la mente libera… e lo stress lascia spazio a un senso di ritrovato benessere. E sono solo uscita a passeggio con il mio cane.

Esempio n.2 A volte mia sorella deve preparare un esame: si sente frustrata, non ha voglia di studiare, ha le pile scariche ed è sotto pressione. Millo dorme nella sua cuccia, lei allora si avvicina, lo accarezza e lo coccola un po’, poi lo prende in grembo e va a sedersi alla sua scrivania: e lì, mentre con una mano continua ad accarezzare il cane, con l’altra inizia a evidenziare i concetti da memorizzare… e a fine giornata si rende conto che lo studio non è stato poi così pesante. E ha solo affrontato una sessione di studio in compagnia del suo cagnolino.

Basta davvero così poco per stare meglio? Davvero la vicinanza di un animale domestico può avere effetti tanto potenti sulla psiche? Gli esperti e numerose ricerche (vedi ad es. questo studio) assicurano di sì. Vediamo di scoprirne di più.

Cos'è la pet therapy? Una cosa seria!

Il termine “pet therapy” fu usato per la prima volta nel 1964 da Boris M. Levinson, psichiatra infantile, in riferimento all’impiego dei cosiddetti animali da affezione (i “pet”, appunto) nella cura di specifici disturbi.

Oggi si parla di interventi assistiti con gli animali (IAA) e questa definizione funge un po’ da “contenitore” all’interno del quale è possibile collocare 3 diverse tipologie di approcci, ovvero:

  • Attività assistita con gli animali (AAA): prevalenza componente ludico-ricreativa
  • Educazione assistita con gli animali (EAA): prevalenza componente educativa
  • Terapia assistita con gli animali (TAA): prevalenza componente terapeutica

Questo tipo di iniziative coinvolgono un’équipe multidisciplinare composta da numerosi operatori e figure professionali, tra i quali veterinari, educatori cinofili, medici, psicologi ecc.

Per lavorare nell’ambito degli interventi assistiti con gli animali, inoltre, è necessario acquisire specifiche competenze attraverso percorsi formativi individuati dalle “Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali”, approvate in conferenza stato-regioni nella primavera del 2015.

Gatti e Pet Therapy

Insomma, quando si parla di pet therapy si fa riferimento a un ambito di intervento tutt’altro che improvvisato, e anzi regolato da precisi standard operativi che mirano a garantire la corretta e uniforme applicazione degli interventi assistiti con gli animali sul territorio nazionale.

E se negli esempi personali che ti ho portato all’inizio di questo post ho fatto riferimento all’impatto positivo della compagnia di un animale domestico nella vita quotidiana, ho voluto intenzionalmente semplificare e, in parte, banalizzare, per introdurti a un argomento che è in realtà più complesso e regolamentato di quanto possa sembrare.

A chi è rivolta la pet therapy?

Potenzialmente, a tutti. Ma questa forma di terapia riabilitativa complementare, sempre più spesso impiegata in affiancamento (ma non in sostituzione) alle terapie tradizionali in ambito medico e psicologico, ha certamente alcuni destinatari privilegiati. Essi sono, in particolare:

  • bambini (soprattutto se manifestano disturbi del comportamento);
  • anziani;
  • persone con problemi di tossicodipendenza;
  • persone affette da disturbi dello spettro autistico;
  • pazienti con disturbi psichiatrici di diversa natura ed entità;
  • disabili;
  • malati di Alzheimer;
  • malati in fase terminale.

Conseguentemente, altrettanto numerosi sono i luoghi in cui la pet therapy trova applicazione. Solo per citarne alcuni:

  • scuole;
  • comunità minorili;
  • ospedali;
  • ricoveri per anziani;
  • carceri.

Pet Therapy anziani

Per tutte le categorie di persone nei suddetti ambienti, il contatto con gli animali rappresenta una preziosa occasione di interazione che consente di instaurare una relazione di tipo empatico con l’animale. Da tale legame, come dimostrano i numerosi studi e le tante testimonianze a riguardo, derivano una serie di effetti assai benefici. Vediamone alcuni insieme:

  • Diminuzione di ansia, stress e stati depressivi;
  • Migliore predisposizione alla socializzazione e alle relazioni sociali;
  • Incremento della capacità di coping (capacità di far fronte alle difficoltà);
  • Riduzione del senso di isolamento;
  • Aumento dell’autostima;
  • Accresciuta capacità di prendersi cura;
  • Semplificato svolgimento delle procedure mediche da parte del personale sanitario.

Non ti sembra incredibile? Alla luce di quanto detto, la pet therapy rappresenta senza dubbio una grande opportunità di promozione del benessere complessivo dell’individuo e di accrescimento di valore della relazione tra l’essere umano e le altre specie.

La comunicazione uomo-animale avviene, per ovvi motivi, a livello non verbale, ma profondamente emotivo, ed è in grado di attivare in quanti ricorrono alla terapia risorse insospettabili. Anche nel caso in cui la guarigione completa non sia possibile (mi riferisco a quelle patologie per le quali non esiste, allo stato attuale, una cura risolutiva), il contatto con l’animale rappresenta comunque una fonte di benessere globale.

Esso, infatti, va a soddisfare un bisogno di affetto e sicurezza, promuovendo al tempo stesso nelle persone la capacità di esprimere liberamente le proprie emozioni senza il timore di essere giudicati, feriti, abbandonati (cosa che spesso, purtroppo, si verifica nelle relazioni con altri esseri umani). E ciò, a livello sia mentale che fisico, ha un effetto profondamente rigenerante e anche, azzarderei, liberatorio.

Nel rapporto con l’animale, infatti, esiste un immenso spazio di libertà: la libertà di essere né più né meno di ciò che si è. Senza aspettative alle quali corrispondere, ecco allora che è più facile abbassare le difese contro le richieste del mondo esterno e scoprirsi capaci di infinito amore e tenerezza.

Pet therapy: cani, gatti e altri animali

L’animale per eccellenza in questo genere di interventi è senza dubbio il cane, in particolare se la terapia è rivolta ai bambini o agli anziani, e ciò è vero in virtù della capacità del migliore amico dell’uomo di offrire compagnia e prestarsi facilmente al gioco.

A seguire abbiamo: gatti; criceti; conigli; cavalli; asini; capre; mucche; uccellini; pesci; delfini.

Pet Therapy e bambini

Alla base degli effetti positivi della pet therapy vi sarebbero meccanismi ancora in fase di studio. Ciò che è noto è che la sola presenza di un animale in situazioni stressanti va a ridurre i livelli di ansia, la pressione sanguigna e il battito cardiaco (ricordi quello che dicevo a proposito delle passeggiate con il mio cane Oscar?)

Alcune ricerche hanno inoltre dimostrato che il contatto fisico con un animale induce una riduzione del livello di cortisolo - il cosiddetto ormone dello stress - nel sangue, generando al tempo stesso un incremento nella produzione di endorfine e dopamine, che hanno l’effetto diametralmente opposto, ovvero diminuire ansia e stress (sarà forse per questo che, con il cagnolino in braccio, mia sorella studia meglio?)

E tu hai mai sperimentato su di te l'effetto benefico del contatto con un animale da compagnia? Conosci qualcuno che lavora in questo ambito o che ha tratto giovamento fisico e/o psicologico da una terapia di questo tipo? Come sempre, a te la parola nei commenti!

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Per tanti interessanti libri, guide e manuali su questo argomento, vai alla sezione Pet Therapy del nostro sito.

E per approfondire, sempre sul rapporto e la comunicazione uomo-animale, puoi leggere lo speciale "Gli animali: come comunicare con loro".

Data di Pubblicazione: 13 novembre 2018

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