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Peter Wohlleben e la Vita Segreta degli Animali

Peter Wohlleben Vita Segreta degli Animali

Sentire le emozioni degli animali ci aiuta a sentire le emozioni delle persone, soprattutto di quelle in difficoltà e questo è forse il messaggio che ci danno gli animali: più comprensione e meno competizione.

Chi è Peter Wohlleben

Peter Wohlleben ha trascorso oltre 20 anni lavorando per la commissione forestale in Germania prima di partire per mettere in pratica le sue idee sull'ecologia. Ora gestisce un bosco ecologico in Germania, dove lavora per il ritorno delle foreste primordiali, nonché per la cura degli animali selvatici e domestici. 

Nel suo libro, La la vita segreta degli animali, ci porta a considerare le grandi questioni filosofiche, etiche e scientifiche relative alla sensibilità animale. 

Sentiamo storie di un riccio che ha incubi, api che pianificano il futuro e maiali che imparano i loro nomi. 

Sempre più ricercatori lo stanno scoprendo: gli animali sperimentano una vita emotiva ricca che viene ignorata e messa da parte, affinché la razza umana li sfrutti più a fondo. 

Wohlleben porta in vita la ricerca scientifica rivoluzionaria attraverso le sue osservazioni sulla natura e sugli animali.

 

Wohlleben - Animali

 

Il suo nuovo libro: La Vita Segreta degli Animali

Perché c'è ancora così tanta resistenza all'idea che i nostri simili hanno la capacità di provare gioia e di soffrire? 

Questa resistenza viene da alcuni scienziati, ma soprattutto da politici che rispondono agli agricoltori. 

Per lo più, stanno proteggendo i poteri economici degli allevamenti. E poi c'è la caccia che nella sua forma attuale non è più appropriata.

Peter Wohlleben è indubbiamente una persona con uno spirito di osservazione e di riflessione straordinariamente sviluppato e profondo.

Leggere il suo libro ci aiuta a capire, a fare nostre e ad amare quelle sfumature del comportamento animale che solitamente non si colgono e che, proprio grazie all’autore, riescono a fare breccia anche nel cuore di un osservatore poco attento ai dettagli.

La vita segreta degli animali è un libro bellissimo, che vale la pena leggere facendosi trasportare dalle riflessioni che inevitabilmente sorgono. Riflessioni che, attraverso gli animali, ci conducono fino ai rapporti tra esseri umani: come ci dedichiamo al prossimo accettandone tutte le sfumature?

Lo scoiattolo che sotterra i semi e poi si dimentica dove li ha messi, rischiando di rimanere senza cibo durante i duri e freddi mesi invernali, potrebbe essere considerato sbadato, invece sta aiutando il bosco a crescere, sta seminando alberi per le generazioni future; la sua apparente distrazione serve a far crescere l’abbondanza del futuro.

Gli animali hanno emozioni

Continuiamo a stupirci di cose evidenti, che possiamo verificare tutti i giorni passeggiando in un parco, in campagna o solamente convivendo con un animale: gli animali hanno emozioni, vivono come noi l’amore materno, amano giocare, memorizzano le voci dei figli e del gruppo di appartenenza, provano paura, rabbia, dolore, mettono in moto meccanismi di difesa articolati, sono altruisti, mettono in pericolo se stessi per salvare la vita degli altri, come ci insegna la cinciallegra.

L’altruismo è la premessa per un buon funzionamento sociale: possiamo migliorare noi stessi e il rapporto con chi ci circonda dando valore a quello che la natura ci insegna.

Peter Wohlleben ci apre gli occhi sulla visione sistemica dei processi naturali, ci fa ragionare sul sano istinto, sulla gratitudine degli animali adottati in tarda età, sul cambio delle abitudini in caso di bisogno.

Non esistono animali di serie A e di serie B; attraverso la lettura del libro capiremo che dobbiamo uscire dallo schema che ci fa pensare ad animali utili e animali dannosi.

Tutti gli animali hanno lati interessanti da conoscere e, attraverso l’osservazione spassionata che conduce a una conoscenza sempre più approfondita, non potrà che aumentare l’apprezzamento nei loro confronti.

Sentire le emozioni degli animali

Sentire le emozioni degli animali ci aiuta a sentire le emozioni delle persone, soprattutto di quelle in difficoltà e questo è forse il messaggio che ci danno gli animali: più comprensione e meno competizione.

Concludiamo questa prefazione del bellissimo libro di Peter Wohlleben ragionando sull’anima.

Gli animali hanno un’anima oppure no? La definizione che si evince dal libro per l’anima è: «L’insieme del sentimento, della sensibilità e del pensiero da cui è costituito l’essere umano».

Leggendo quest’opera appare più che evidente che gli animali hanno sensibilità e sentimento; e il pensiero?

Sempre dal libro si evince: «Pensiero = processo mentale che genera, trasforma e combina rappresentazioni simboliche o metaforiche di oggetti, avvenimenti o azioni». Detta in maniera più semplice: «Pensare significa risolvere problemi...».

Quindi, citando ancora Wohlleben: «Il pensiero è una facoltà presente almeno nelle specie animali di cui comprendiamo bene il comportamento. Corvi che si chiamano per nome, ratti che riflettono sulle proprie azioni e provano rammarico per gli errori commessi, galli che ingannano le loro galline (...)». Basandoci su questi presup-
posti, gli animali hanno un’anima.

Forse, per il lettore che si avvicina a un libro del genere la definizione «anima-le: essere dotato di anima» può essere un passaggio quasi scontato.

Tuttavia, siamo più che sicuri che non sia scontato venire a conoscenza dell’esistenza di un movimento culturale fatto da professionisti del settore (medici veterinari, biologi, educatori cinofili, operatori di terapie assistite con gli animali, permacultori, ecc.) che si è organizzato in un’associazione che ha preso il nome di Armonie Animali, la quale mette in primo piano l’esperienza animico-emozionale degli animali in un contesto di visione sistemica.

Stefano Cattinelli e Pietro Venezia, medici veterinari, direttori scientifici della collana “Qua la zampa” e responsabili dell’associazione Armonie Animali

 

Wohlleben Alberi

 

Prefazione del Libro

Galli che mentono alle loro galline? Cerve che portano il lutto? Cavalli che si vergognano? Fino a pochi anni fa tutto questo sembrava fantasia, una pia illusione degli amanti degli animali che volevano sentirsi ancora più vicini ai loro beniamini.

Anche a me succedeva la stessa cosa, dato che gli animali mi accompagnano fin da quando sono nato.

Poco importa che si tratti del pulcino a casa dei miei genitori che mi aveva scelto come mamma, o delle capre che con i loro allegri belati ci riempiono la vita alla casa del guardaboschi, o degli animali selvatici che incontro nei miei giri quotidiani di perlustrazione della riserva: ogni volta mi sono chiesto che cosa mai potesse passare nella loro testa.

È proprio vero, come sostiene da tempo la scienza, che solo noi umani possiamo assaporare fino in fondo la gamma dei sentimenti?

È possibile che la Creazione abbia concepito appositamente per noi un percorso biologico particolare, l’unico che garantisce una vita cosciente e appagata?

Se così fosse, il libro terminerebbe qui, poiché se l’uomo fosse una costruzione biologica molto particolare, non potrebbe essere paragonato ad altre specie.

Un’empatia nei confronti degli animali non avrebbe senso, poiché non potremmo intuire neppure sommariamente quello che provano.

Ma per fortuna la natura ha optato per la variante economica: l’evoluzione ha “solo” adattato e modificato ciò che aveva di volta in volta a disposizione, un po’ come farebbe un sistema informatico. E così, come in Windows 10 continuano a essere attive le funzioni della versione precedente, anche in noi continuano a funzionare i programmi genetici dei nostri antenati, come pure in tutte le altre specie il cui albero genealogico si è di-
ramato da questa linea nel corso di milioni di anni. Per questo, dal mio punto di vista non esistono due tipi diversi di tristezza, sofferenza o amore.

Certo, forse sembra un po’ presuntuoso sostenere che un maiale provi i nostri stessi sentimenti, ma la probabilità che una ferita gli scateni emozioni meno sgradevoli di quelle che proveremmo noi è pressoché pari a zero.

«Ma figuriamoci!», esclameranno forse a questo punto gli scienziati, «Non c’è alcuna prova al riguardo».

È vero, e non ce ne potranno essere mai. Anche il fatto che voi nutriate sentimenti simili ai miei è solo una teoria.

Nessuno può leggere nella mente di un’altra persona, e neppure dimostrare che la puntura di un ago produca la stessa sensazione in tutti e sette i miliardi di abitanti della Terra. Dopotutto, gli esseri umani sono in grado di esprimere a parole i loro sentimenti e il risultato di queste comunicazioni aumenta la probabilità che tutti abbiano reazioni analoghe sul piano emozionale.

Ecco allora che la nostra cagnetta Maxi, che in cucina si era sbafata una zuppiera piena di gnocchi e poi aveva assunto un’aria innocente, non era una macchina divoratrice vivente, bensì una raffinata e adorabile furbacchiona.

Più le mie osservazioni diventavano frequenti e accurate, più scoprivo nei nostri animali domestici e nei loro parenti selvatici del bosco la presenza di emozioni che si presumeva fossero esclusivamente umane.

Molte specie animali hanno svariati punti in comune con noi

E in questo non sono solo: sempre più ricercatori si stanno rendendo conto che molte specie animali hanno svariati punti in comune con noi.

Vero amore fra corvi? Lo si dà per certo. Scoiattoli che conoscono i nomi del parentado? Le prove esistono da tempo. Ovunque si guardi, si vedono animali che amano, condividono le emozioni e si godono la vita.

Nel frattempo, su questo argomento sono stati pubblicati numerosi lavori scientifici che tuttavia coprono solo minimi aspetti parziali e spesso sono scritti in uno stile così arido da non prestarsi quasi per niente a una lettura rilassante, tanto meno a favorire una migliore comprensione.

Perciò desidero farvi da interprete in questo campo, tradurre gli avvincenti risultati in un linguaggio quotidiano, unire le tessere del puzzle fino a formare un quadro generale, aggiungendovi le mie osservazioni personali.

Da tutto questo emerge un’immagine del mondo animale da cui siamo circondati che trasforma le specie descritte: da biorobot azionati da un codice genetico fisso a compagni fedeli e amabili birbanti.

Ed è proprio questo che sono, come potete verificare osservando le capre, i cavalli e i conigli durante una passeggiata nel mio distretto forestale, ma anche nei parchi e nei boschi della vostra zona.

Data di Pubblicazione: 18 luglio 2018

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