SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

Scopri il potere dell'energia del gruppo

Energia miracolosa del Gruppo

Resoconto dell'esperimento sulla Pace e Unione Mistica nell'anteprima del libro di Lynne McTaggart

L'istante sacro

È come se il mio cervello fosse collegato a un sistema più ampio.

Così rispose al sondaggio uno dei partecipanti. E altre migliaia di persone descrissero un fenomeno simile. Non si trattava di resoconti entusiastici di partecipanti soddisfatti. Erano descrizioni di niente meno che uno stato di rapimento mistico. Sembrava che il pubblico fosse entrato in una specie di unio mystica, la fase del cammino spirituale in cui il singolo sperimenta una fusione completa con l’Assoluto. E il momento in cui, come scrisse Santa Teresa d’Àvila, siamo “avvolti nell’amore divino”, in cui, come spiegò uno sciamano, “le cose spesso sembrano brillare”, l’attimo in cui, secondo la descrizione del mistico cabalista Isaac d’Acri, la sua “brocca d’acqua” diventa indistinguibile dalla “sorgente che scorre”. I sufi e altri mistici islamici, i Kahuna delle Hawaii, i Maori, i Qero andini, i nativi americani, saggi come G. I. Gurdjieff e infinite altre culture hanno tutti cercato l’istante, oltre il tempo e lo spazio, in cui il senso di individualità scompare e si esiste in uno stato di unione estatica. Un corso in miracoli lo definisce “l’istante sacro”. È, in pratica, un orgasmo spirituale, e sembrava che parecchi dei miei partecipanti l’avessero appena sperimentato da soli, seduti davanti ai loro computer.

“Ho avuto la sensazione di essere entrato in un flusso palpabile di energia che mi scorreva lungo le braccia e le mani e che sembrava avere una direzione, una forza e una massa.”

“Ho sentito una forte corrente attraversarmi il corpo.”

“E stato come se tutti fossero connessi alla mia pelle.”

“Era come se fossi immerso in un campo magnetico solido.”

“Non volevo abbandonare l’esperienza, tanto sembrava profonda.”

“La sensazione è sparita poco dopo l’esperimento.”

Mi chiesi cosa stesse accadendo. Avevo temporaneamente ipnotizzato 15.000 persone oppure partecipare a un’esperienza di gruppo le aveva portate in uno stato di coscienza alterato? Ma la cosa più strana era che i partecipanti erano entrati in quello spazio senza sforzo, legati solo al potere di un pensiero collettivo.

La maggior parte delle descrizioni dell'unio mystica racconta di esperienze avvenute individualmente, piuttosto che in gruppo, nel corso di cerimonie sciamaniche o messe carismatiche, ma non sono rare come si pensa. Alla fine della sua vita, lo psicologo Abraham Maslow dedicò la propria attenzione a quelle che definì “esperienze di picco”, considerandole un elemento comune della condizione umana e non appannaggio esclusivo della mistica. Dissentiva decisamente dai resoconti storici che definivano queste esperienze ultraterrene. “E molto probabile, anzi direi quasi certo” scrisse “che questi resoconti antichi, che parlano di rivelazioni sovrannaturali, descrivessero invece un fatto perfettamente naturale.”

Il parapsicologo dottor Charles Tart definiva questo stato “coscienza cosmica”, termine coniato dallo psichiatra Richard Maurice Bucke. Tart studiò le caratteristiche tipiche di questo stato in molte culture e, come Maslow, scoprì alcuni tratti comuni. Il santo, il profeta, il mistico, il canalizzatore, l’indigeno avevano tutti descritto il momento trascendente in modo simile, con determinate caratteristiche ben definite.

La maggior parte delle esperienze mistiche comprende una forte componente fisica, un “senso di luce interiore”, come lo definisce Bucke. E nel caso dei partecipanti all’Esperimento sulla Pace si era trattato di una sensazione di energia palpabile. Prima che l’esperimento cominciasse, anch’io percepii un’energia forte e quasi insopportabile che emanava dal computer, come un potente campo di forza, ma finché non lessi i sondaggi la consideravo solo una mia fantasia. Parecchi raccontarono di sensazioni fisiche molto forti: formicolìi alle mani, mal di testa, pesantezza o dolore agli arti, emozioni amplificate, un’energia potente e quasi contagiosa che sembrava emanare dal computer. Lori di Washougal percepì un senso di apertura fisica nel petto. Teresa, di Albuquerque, disse che aveva avuto la sensazione di essere parte di un improvviso aumento di energia, “un po’come immagino sarebbe trovarsi in un raggio traente di Star Trek. Venivo trascinata da questa gigantesca onda di energia e, allo stesso tempo, facevo anche parte della sorgente di quest’onda.”

Visualizzazioni ed allucinazioni

I partecipanti descrissero inoltre strane visualizzazioni dettagliatissime, simili ad allucinazioni, e anche altre sensazioni, come odori:

“Un biancore luminoso che mi scioccò, portandomi alla consapevolezza.” (Susan, Wolfe Island, Ontario, Canada)

“Una visione della rete di luce che circondava la Terra, con un raggio che ne usciva, diretto allo Sri Lanka.” (Elizabeth, PortTownsend, Washington)

“Soldati di entrambi gli schieramenti deponevano le armi in un mucchio, poi li vedevo coltivare i campi in pace.” (Marianne, Bournemouth, Gran Bretagna)

“Un grande gruppo di rifugiati che meditava e parlava con i soldati.” (Corii, Pomona, California)

“Una chiara immagine di frecce che andavano avanti e indietro nel buio, poi un’enorme cascata di luce indirizzata allo Sri Lanka.” (Kathleen, Sonoita, Arizona)

“Un leggero profumo di acai, caprifoglio o vaniglia. Non ci sono piante aromatiche né nel mio giardino né in quelli dei vicini.” (Lisa, Las Vegas)

La maggior parte dei partecipanti aveva pianto per l’intera durata degli esperimenti e non, come credevo all’inizio, per empatia con gli abitanti dello Sri Lanka, ma per la potenza della connessione. “Il primo giorno cominciai a singhiozzare” scrisse Diana da New Orleans, “non di tristezza ma perché la sensazione di essere collegata a tante persone era travolgente. Era POTENTE.”

“Quest’emozione fortissima” disse Verna da Llanon, nel Galles, “veniva dal potere dell’esperimento in sé, nella fase di Potenziamento. Non avevo mai provato niente di simile.”

La gran parte dei partecipanti ebbe la sensazione di non avere il controllo né dell’esperienza né del proprio corpo. L’energia, l’intenzione in sé e la situazione di gruppo si erano impossessate di loro e li dominavano. Non respiravano più da soli. Nell’occhio della mente apparivano immagini che, come spiegarono, non erano state create da loro. Erano entrati in un “intenso stato di alterazione”, “già predisposto e pronto al loro ingresso”, “un canale per un potere spirituale più profondo”, secondo Shyama di New York. In effetti c'era quasi la sensazione di non poter tornare indietro, anche se lo si fosse voluto. “Potevi solo seguire il flusso” disse Lisa da Frisco, in Texas.

“Era come se l’energia mi avesse attraversata. Mi riempì tutta e cercò una via d’uscita” scrisse Geertje di Lierop, in Olanda.

“Era come avere il pilota automatico” raccontò Lars di Braedstrup, in Danimarca. “Io conducevo l’esperimento e l’esperimento ‘conduceva’ me.”

Guardando fuori dall’oblò dell’Apollo 14 sulla strada di ritorno verso la Terra, Edgar Mitchell, la sesta persona ad atterrare sulla Luna, sperimentò un'unio mystica. Era cominciata con un travolgente senso di connessione, come se tutti i pianeti e tutte le persone mai vissute fossero collegate da una qualche rete invisibile. Aveva avuto la sensazione di essere parte di un enorme campo di forza che univa ogni individuo, con i suoi pensieri e desideri, e ogni forma di materia animata e inanimata: tutto ciò che faceva o pensava avrebbe influenzato il resto del cosmo, e qualsiasi evento accaduto nel cosmo avrebbe avuto lo stesso effetto su di lui. Era una sensazione viscerale, come se si stesse estendendo fisicamente verso i confini più remoti dell’Universo.

Secondo Maslow, quando si entra totalmente in un’esperienza di picco con ogni particella del proprio essere, si lascia indietro l’essenza corporea. Edgar Mitchell si era trovato in uno spazio dove non esistevano più il qui e ora e lo stesso era accaduto ai partecipanti all’Esperimento sulla Pace: “Come sempre” scrisse un veterano alla fine dei nostri esperimenti, “il tempo sembra fermarsi.”

Un tutto infinito

Migliaia di partecipanti descrissero una simile sensazione di unità palpabile, in cui tutte le cose sembravano “un tutto infinito”, come scrisse una volta William James. Avevano provato un profondo senso di unità gli uni con gli altri e con gli abitanti dello Sri Lanka, una sensazione “così intensa che riuscivo quasi a vederli e certamente li percepivo” scrisse Marianne di Bournemouth, Gran Bretagna, mentre Gerda di Antwerp, in Belgio, sentì sgorgare un amore empatico, “un flusso d’energia dalla Terra e da molto, molto più lontano, dall’Universo”. Ramiro, dal Texas, ebbe persino l’impressione di essere trascinato in “un’onda di luce”. Filippa di Mariefred, in Svezia, raccontò di essersi “sentita luce che si univa a migliaia di raggi per diventare una grande entità luminosa”. Eoin, da Dublino, disse che era come essere “parte di una mente di gruppo”. Quasi tutti riferirono di essersi sentiti sopraffatti da un’ondata di amore empatico, da un profondissimo senso di unità con gli altri o da un’intensa sensazione di connessione con gli abitanti dello Sri Lanka.

Maslow descrive nei dettagli anche un altro fenomeno, un senso di conoscenza assoluta, “un’intuizione diretta della natura della realtà che è autovalidante”, come la definì William James, come se l’individuo avesse avuto accesso a qualche straordinario segreto dell’Universo che, pur appena intravisto, gli lascia il senso della sua perfezione e una certezza permanente sul futuro. Bucke descrisse la propria esperienza mistica come la sensazione “che l’Universo sia costruito e ordinato in modo che tutte le cose cooperino insieme per il bene di ciascuna e delle altre, che il principio fondante del mondo sia ciò che chiamiamo amore e che la felicità di tutti sul lungo termine sia assolutamente certa”. Ce spesso la percezione di Dio, ma più come Assoluto che non sotto forma del dio antropomorfo di alcune religioni organizzate, e una sensazione soggettiva di immortalità o eternità.

In Le varie forme dell’esperienza religiosa, William James descrisse l’esperienza di un sacerdote, il cui momento mistico fu come un confronto faccia a faccia con Dio:

“La mia anima si spalancò come per congiungersi all’Infinito, e i due mondi, quello interiore e quello esteriore, si fusero insieme. La normale percezione delle cose attorno a me svanì. Per il momento, non restava altro che una gioia e un’esaltazione inspiegabili. È impossibile descrivere con precisione l’esperienza. Era un effetto simile a quello provocato da una grande orchestra, quando le singole note si fondono in un’unica armonia che cresce, lasciando chi le ascolta consapevole solo dell’elevazione della sua anima e quasi travolto dalle sue stesse emozioni.”

Senso di perfezione

Per Edgar Mitchell questo momento fu come un’accecante epifania di significato, la sensazione che niente avvenisse a caso e potesse turbare questa perfezione; quest’intelligenza naturale dell’Universo, antica di millenni, che aveva forgiato ogni molecola del suo essere, era responsabile anche del suo viaggio. Tutto era perfetto e, all’interno di questa perfezione, anche lui aveva il suo posto. Molti partecipanti provarono lo stesso senso di perfezione e di unione con tutto l’esistente. Clare di Salt Point, New York, scrisse di aver percepito una specie di “forte connessione all’Universo. Niente conflitti. Niente dubbi. Completezza nella quiete.” Era, secondo la testimonianza di Geertje di Lierop, in Olanda, un senso di certezza, il sentirsi “in contatto con tutto e a casa”.

Fondamentalmente, l’esperienza era risultata ineffabile, come se la persona avesse raggiunto una dimensione dell’Universo diversa, che non può essere paragonata a niente di più terrestre. Era uno stato di coscienza così differente da qualsiasi altro avessero provato che non avevano le parole per descriverlo, nemmeno con una metafora. Ana di Cheriton, in Virginia, percepì il forte aumento di un’energia amorevole, che si verificò all’improwiso la sera dell'esperimento, senza che avesse fatto nulla per provocarlo. La stanza sembrava “caricata” di quest’energia d’amore. Più tardi si chiese se si fosse sentita così solo per aver deciso di prendere parte all’esperimento e quell’energia fosse “fornita” dalla partecipazione. “Non era davvero analizzabile.” Hielmie di Lierop, in Olanda, ebbe l’impressione di “diventare sempre più grande, così grande da non riuscire a descriverlo”.

Stephen di Northampton, negli Stati Uniti, non percepì solo un fortissimo senso di unità con gli altri partecipanti, ma anche una potente connessione all’obiettivo specifico dell'esperimento, molto più intensa, scrisse, “della sensazione di gratificazione per avere fatto qualcosa di buono; era quasi come se non fossi solo coinvolto fisicamente nel processo, ma come se mi appartenesse, se io facessi parte di lui e lui di me, una sensazione molto profonda e difficile da descrivere, molto più che essere pienamente coinvolto”.

Nel libro Ecstasy: A Way of Knowing [Estasi: una via alla conoscenza], il sacerdote sociologo Andrew Greeley cita lo psicologo Arnold Ludwig, il quale definisce le caratteristiche di uno stato di coscienza alterato che, secondo Greeley, sono applicabili all’estasi mistica: alterazioni nel pensiero; diversa percezione del tempo; perdita di controllo; cambiamenti nell’espressione emotiva; cambiamento dell’immagine corporea; distorsioni nella percezione, tra cui visualizzazioni e allucinazioni; differente attribuzione di significati e valori, specie per quanto riguarda lo stato mistico stesso, vissuto come un momento di comprensione profonda; senso di ineffabile; impressione di ringiovanimento. La maggior parte dei partecipanti all’Esperimento sulla Pace aveva provato quasi tutti, se non tutti, questi stati. Secondo Greeley, chi accedeva a questa dimensione aveva davvero la percezione di una realtà più grande.

L’effetto de''’Esperimento sulla Pace sui partecipanti era dovuto a qualcosa di diverso dal potere della suggestione. Era come entrare in una dimensione diversa.

Data di Pubblicazione: 7 settembre 2018


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