SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 4 min

Prima o poi, saremo tutti morti

Quattromila Settimane - Oliver Burkeman - Libro

Affronta grandi questioni esistenziali per proporre una rinnovata gestione del tempo, leggendo l'anteprima del nuovo libro di Oliver Burkeman.

Una vita breve

La durata media della nostra vita è assurdamente, terribilmente e scandalosamente breve. Proviamo a mettere le cose nella giusta prospettiva: i primi esseri umani moderni fecero la loro comparsa nelle pianure africane almeno 200.000 anni fa, e gli scienziati pronosticano che qualche forma di vita resisterà almeno per altri 1,5 miliardi di anni, prima che l’aumento della temperatura solare condanni a morte anche l’ultimo organismo.

Ma noi? Anche chi vivrà ottant'anni avrà totalizzato all'incirca quattromila settimane.

Qualcuno sarà un po’ più fortunato e arriverà a novanta; allora le settimane saranno 4700. Qualcuno sarà molto fortunato, come Jeanne Calment, la donna francese morta nel 1997 alla presunta età di 122 anni, nonché la persona più longeva di cui abbiamo avuto notizia.

Diceva di avere incontrato Van Gogh (più che altro, se lo ricordava per il puzzo di alcol) ed era ancora viva nel 1996 alla nascita della pecora Dolly, il primo mammifero clonato con successo. Secondo i biologi, episodi di simile longevità potrebbero presto diventare comuni. Eppure, anche lei è vissuta solo per circa 6400 settimane.

 

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Il tempo ben speso

Se analizziamo il problema da questo punto di vista, è facile capire perché i filosofi, dall'antica Grecia fino ai giorni nostri, abbiano definito l’esistenza umana a partire dalla brevità della vita: ci è stata data la facoltà mentale di elaborare piani infinitamente ambiziosi, ma non il tempo sufficiente per realizzarli.

"L'arco che ci è concesso trascorre in modo così lesto e rapido che la maggior parte di noi giunge al termine dell’esistenza proprio quando si sta preparando a vivere", si doleva il filosofo romano Seneca nel trattato De brevitate vitae.

Quando ho scoperto la faccenda delle quattromila settimane, mi è venuta un po’ di nausea. Non appena mi sono ripreso, però, ho iniziato a tormentare i miei amici, chiedendo loro di indovinare su due piedi e senza troppi calcoli mentali quante settimane viviamo in media.

Una ha sparato un numero di sei cifre, e mi è toccato ricordarle che un numero di sei cifre nemmeno troppo alto (310.000) corrisponde alle settimane di vita di tutte le civiltà umane a partire dagli antichi sumeri della Mesopotamia.

Come ha scritto il filoso contemporaneo Thomas Nagel, se prendiamo in considerazione qualsiasi arco temporale minimamente significativo, stiamo tutti per morire da un momento all’altro.

Ne consegue che la gestione del tempo, nel senso più ampio del termine, dovrebbe essere la maggiore preoccupazione di ognuno di noi. In fin dei conti, vivere non è altro che gestire il tempo.

 

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Quattromila Settimane

Eppure, la disciplina che oggi porta questo nome (così come sua cugina più alla moda, la produttività) sembra avere orizzonti ristretti: come massimizzare il rendimento sul lavoro, come elaborare la perfetta routine mattutina, come preparare tutte le cene per la settimana in un'unica volta.

Certo, anche queste cose sono importanti, ma la vita non è tutta qui. Il mondo è meraviglioso, ma ben pochi guru della produttività sembrano contemplare l’idea che il fine ultimo del nostro fare frenetico sia godersi un po’ di questa meraviglia.

D’altra parte, il mondo appare sull’orlo del baratro — la partecipazione alla vita civile è allo sbando, una pandemia ha paralizzato la società e le temperature continuano a salire — ma nessun sistema di gestione del tempo contempla di riservare spazio per l’interazione costruttiva con i nostri simili, gli eventi dell’attualità o il destino dell’ambiente.

Perlomeno, esisterà qualche libro sulla produttività che prenda sul serio la brevità della vita invece di ignorare del tutto l’argomento, vero? Purtroppo, no.

Questo libro è un tentativo di ristabilire l'equilibrio, di capire se è possibile scoprire o recuperare un modo di pensare al tempo che renda giustizia alla condizione in cui ci troviamo; alla scandalosa brevità e alle sfolgoranti possibilità delle nostre quattromila settimane.

Data di Pubblicazione: 11 aprile 2024

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