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Qual è la nostra migliore idea di vita?

Qual è la nostra migliore idea di vita?

Scopri cosa rende la specie umana incapace di vedere se stessa per ciò che è leggendo l'anteprima del libro di Neale Donald Walsch.

La proposta

Un’unica decisione ci separa dalla soluzione del più grande problema dell’umanità.

Una decisione così forte che il suo impatto risolverebbe non soltanto i maggiori problemi collettivi della nostra specie, ma anche il peggior problema mai affrontato da chiunque stia leggendo queste pagine.

Devo tuttavia avvisarvi che questa decisione non è quel che potrebbe sembrare - e di sicuro non sarà in linea con quanto normalmente ipotizzabile o accettato.

E' una sfida. Forse la decisione più importante della vostra vita. E non potrete dire che non ne eravate consapevoli quando avete iniziato a leggere: sapevate con esattezza quello che stavate facendo.

E perché.

Sappiamo tutti che la vita sul nostro pianeta non è quella che speravamo fosse. Ci basta dare un’occhiata a quello che accade intorno a noi e nel mondo - in alcuni casi, nella nostra vita - ogni singolo giorno.

Capita a pochi di non scuotere la testa sconsolati davanti all’ultimo tweet o all’ultimo notiziario Online. E talvolta - forse troppe volte - davanti alle sfide affrontate tra le mura domestiche.

Questo ci porta a formulare una domanda impellente: è possibile - solo possibile - che non siamo riusciti a capire qualcosa di noi, della nostra vita, di Dio? Qualcosa che avrebbe cambiato tutto?

Secondo me, la risposta è ovvia. Lo è anche per voi?

Se la risposta è sì, siete invitati ad esaminare insieme con me una spiegazione di ogni cosa, rapida, ma profondamente rivelatrice, perché sulla Terra, al giorno d’oggi, le cose vanno come vanno, quando è sorto il nostro problema più grave, cosa ci ha allontanati dall’ovvia soluzione, e come possiamo superare il problema in un solo istante.

Iniziamo con alcuni fondamentali domande di approfondimento.

Le domande

  • Cosa accadrebbe se la cosa migliore che avete pensato della vostra vita fosse vera?
  • Cosa accadrebbe se l’idea migliore che avete di voi stessi fosse vera?
  • Cosa accadrebbe se l’idea migliore che avete riguardo a Dio fosse vera?
  • Cosa accadrebbe se la vostra migliore idea riguardo alla vita dopo la morte fosse vera?

In questo caso, cosa sarebbe vero per voi?

Pensate che vi sarebbe qualche differenza tra il modo in cui potreste vivere e come vivete adesso?

Le risposte a tali domande stanno ridefìnendo il corso e la direzione della vostra esperienza sulla Terra, ne siete consapevoli?

Non per drammatizzare, ma è vero. Determinano la via che imboccherete.

E le risposte collettive dell’umanità a tali domande creano il futuro della nostra specie, decidendo la via che sarà imboccata da tutti.

Sarà la via che la nostra specie percorre da migliaia di anni? Quella che ci ha condotti al punto in cui si trovano le nostre vite e il mondo? È qui che vogliamo essere? È questa la nostra migliore idea di vita? Di noi stessi? Di Dio?

Le idee sono importanti. Sono le idee che creano le convinzioni; le convinzioni creano i comportamenti; i comportamenti creano l’esperienza e l’esperienza crea la realtà. E se le vostre idee migliori diventassero le vostre credenze, la vita sul nostro pianeta sarebbe del tutto diversa da come si presenta oggi.

Secondo gli scienziati cognitivi, per smuovere un’intera massa basterebbe che una persona su dieci adottasse empaticamente un’idea. Pertanto, cosa convincerebbe una sola persona su dieci che le migliori idee mai avute sono vere?

Una singola decisione.

Siamo a una sola decisione da questo.

Veramente.

Ma dobbiamo prenderla adesso, perché non farlo sta esercitando, su tutti noi, un effetto assai reale.

L'effetto

Non giriamoci intorno: abbiamo un grosso problema. Sulla Terra, intendo dire. E sta influenzando la nostra vita ogni giorno. A livello individuale e collettivo.

Non c’è motivo di deprimersi, però, perché tra noi e la soluzione c’è davvero una sola decisione. E non è neppure una decisione difficile da prendere. Dobbiamo solo scegliere di farlo.

Molte persone, in modo intuitivo, sono già d’accordo. Semplicemente, non l’hanno ancora messa in pratica nella loro vita, probabilmente perché stanno aspettando di vedere se altri si uniscono. Ma non possiamo più attendere.

Il problema che ci troviamo davanti, ormai, è pervasivo. Non si palesa solo nei governi delle nazioni, delle grandi imprese o delle istituzioni sociali e religiose del mondo. Ci colpisce tutti. Ne sentiamo gli effetti nelle case di tutto il pianeta.

E quindi? Qual è il problema? Diciamolo chiaro e tondo.

Il problema più grande dell’umanità è che l’umanità non sa qual è il suo più grande problema.

Possiamo vedere l'effetto del problema intorno a noi, ma non riusciamo a coglierne la causa.

Ed è un problema davvero grosso quando sapete di avere un problema ma non capite quale sia. Non riuscite a comprendere che cosa scatena l’effetto che osservate ogni giorno. E lo stato di confusione in cui versa l’umanità dura da così tanto tempo che ha ormai creato una condizione. Una condizione che rischia di diventare permanente.

Ecco una delle manifestazioni più comuni: in tempi recenti, forse come mai prima, sentiamo dire che se abbiamo un problema è solo perché «quelli» lo stanno creando. Una volta non avevamo questi problemi, dice la gente, e vogliamo tornare ai Bei Tempi Andati.

E chi sono, esattamente «quelli» a cui ci si riferisce?

Sono quegli immigrati indesiderati, quelle minoranze insoddisfatte, quelle donne infelici, quei radicali di destra, quei pazzoidi di sinistra, quegli inaccettabili gay, quegli studenti disinformati, quegli stupidi conservatori, quegli sciocchi progressisti, quei parassiti foraggiati dell’assistenza pubblica. È solo colpa di «quelli», se viviamo tempi tanto difficili.

Un noto stratega politico statunitense, Brad Todd, sintetizzò il concetto in un tweet postato nel 2018: «La sinistra americana è disposta a vivere insieme alla destra americana, o siamo di fronte a una rottura culturale?»

Il fenomeno non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma è presente in tutto il mondo. Più o meno nello stesso periodo, in un editoriale pubblicato dal New York Times Paul Krugman dichiarò: «La vera crisi è un’ondata d’odio: un odio irragionevole, senza nesso con le azioni di coloro che ne sono vittime».

Non posso che condividere le preoccupazioni e le osservazioni di Todd e Krugman. All’improvviso, sembra di vivere in un mondo di noi contro loro. In tutto il pianeta, le persone si schierano, e il terreno comune sembra scomparire.

Forse non tutti si sentono in questo modo, ma riusciamo tutti a sentire intorno a noi questo atteggiamento. Pertanto, ne siamo tutti influenzati. E impossibile trascorrere un giorno senza essere stressati da notizie dolorose, blog rabbiosi, insulti, invettive, prepotenti diatribe, dita puntate e sfoghi carichi di violenza.

E anche se non riusciamo a cogliere la causa sottostante al problema che affligge la società, possiamo descriverne l'impatto cumulativo con una sola parola.

Alienazione.

Diventa ogni giorno più visibile: è lo sviluppo di una situazione assai conflittuale e infelice.

La situazione

L’alienazione crescente è un’inevitabile conseguenza dell’attuale frustrazione del cittadino. La frustrazione del cittadino è un’inevitabile conseguenza dell’attuale disfunzione della società. La disfunzione della società è un’inevitabile conseguenza del fallimento sistemico in atto. E questo è esattamente ciò che abbiamo di fronte: un fallimento sistemico che si protrae da tempo.

Sul nostro pianeta, abbiamo messo in campo un ampio assortimento di sistemi creati per migliorare la vita di tutti noi. Tali sistemi, tuttavia, non funzionano. Vi sono alcune rare eccezioni, ma la maggior parte di essi non sta producendo gli effetti desiderati.

No, è anche peggio di così: stanno producendo l’opposto.

I nostri sistemi politici - creati per produrre stabilità e sicurezza per le nazioni del mondo e le loro genti - hanno in maggioranza prodotto l’esatto contrario: discordia, insulti, demonizzazione degli oppositori, pericolose guerre commerciali, minacce militari snervanti e un crescendo di violenza a ogni livello.

I nostri sistemi economici - creati per offrire opportunità e sostegno per tutti - hanno in maggioranza prodotto l’esatto contrario', profonda disuguaglianza economica e povertà crescente, con una manciata di persone (in effetti, meno di dieci) che possiedono più ricchezze e risorse della metà della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone).

I nostri sistemi sociali - creati per accrescere e favorire la gioia di vivere in comunità e per instaurare l’armonia tra genti diverse - hanno in maggioranza prodotto l’esatto contrario: discordia, disparità, pregiudizio e disperazione, accompagnati da scarsa mobilità sociale e, in troppi casi, da un’ingiustizia sfrenata che produce esasperazione e sdegno.

(Persino la tanto osannata rete internet - questa moderna innovazione dei sistemi sociali, pensata in origine per avvicinare le persone grazie alle «meraviglie» dei social media - ha prodotto in gran parte l’esatto contrario: un gioco al massacro di tutti contro tutti, attraverso la manipolazione delle emozioni, l’accentuazione delle differenze, l’esacerbazione delle paure e l’avvelenamento delle menti con la negatività; tutte cose che non ci hanno avvicinati, bensì ci hanno resi ancor più isolati).

E, cosa più triste, i nostri sistemi spirituali - creati per accrescere l’amore verso Dio e verso il prossimo - hanno in maggioranza prodotto l’esatto contrario', aspro moralismo, intolleranza scioccante, rabbia diffusa, odio profondo e violenza indulgente verso se stessi.

Potreste pensare che io abbia esagerato l’impatto di tutto ciò. Al giorno d’oggi, sulla Terra, le cose vanno meglio di quanto sia mai accaduto in precedenza, giusto? In effetti, ciò è vero per alcuni, ma siete a conoscenza del fatto che in questo momento più di 1,7 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile? Che 1,6 miliardi di persone vivono senza elettricità? E, per quanto sia difficile crederlo, sapete che 2,5 miliardi di persone - circa un terzo della popolazione mondiale - non dispone di servizi igienici pur vivendo nel XXI secolo?

Non sono banali seccature. I rischi per la salute indotti da tali situazioni causano ogni anno migliaia di morti evitabili. E sempre in tema di morti evitabili, valutate la seguente statistica: ogni ora, su questo pianeta, più di 650 bambini muoiono di fame.

Ogni ora.

Di fame? Veramente? Quando nei ristoranti, da Tokyo, a Parigi, a Los Angeles, finisce nella spazzatura più cibo di quanto servirebbe per nutrire i bambini di un intero, remoto villaggio del terzo mondo per una settimana?

Una rapida occhiata a tali numeri - anche la più spassionata - fornisce una sconcertante prova del nostro assoluto, completo, totale fallimento nel cogliere (e tanto più nell’agire di conseguenza) le più semplici e basilari risposte alle più semplici e basilari domande alle quali i membri di una specie senziente (si spera) dovrebbero prima o poi rispondere: Chi siamo? Chi scegliamo di essere come specie?

Cosa sta succedendo? Cosa rende la specie umana incapace di vedere se stessa per ciò che è? Qual è il punto cieco dell’umanità? Qual è la ragione di tutto questo?

Data di Pubblicazione: 7 agosto 2019

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