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Quali sono i tuoi pensieri?

Neurosculpting - Anteprima del libro di Lisa Wimberger

Memoria, un tentativo di far credere ciò che non è

La memoria, me ne rendo conto, può essere una cosa inaffidabile; spesso è fortemente influenzata dalle circostanze in cui si ricorda.
Kazuo Ishiguro

Avevo scelto un tema per questo viaggio. Era tempo di cancellare le vecchie storie di legittimazione, in particolare sulla necessità di essere legittimata dagli uomini. La Madre mi disse che era possibile creare un modo più sano di relazionarsi con gli uomini, ovvero di uscire da uno stato di bisogno per entrare in una modalità di relazione alla pari, in modo che un giorno avrei potuto camminare fianco a fianco con un partner in un rapporto profondo e significativo. Era tempo di smettere di inseguire uomini che, noncuranti, facevano cadere le briciole di pane che non vedevo l'ora di raccogliere restando nella loro scia. Mi disse che, al fine di cambiare, dovevo prima capire la natura della fallibile memoria umana.

Mi aggrappavo, mentre lei mi portava indietro nel tempo. Contavo i giorni alla rovescia man mano che il passato mi scorreva davanti, come quando si sfogliano velocemente gli album delle foto. Andavo indietro ai miei primi vent'anni, al periodo della tesi, quando discutevo con orgoglio con il mio professore per avere il suo rispetto e la sua considerazione. E poi ancora indietro alla mia tarda adolescenza, all'inizio dell'università, quando mi sedevo in modo vistoso a gambe incrociate, sotto i riflettori, perché facevo parte di una minoranza con la passione delle minigonne, in una facoltà di Ingegneria dominata dai maschi. E poi ancora più indietro, alla prima adolescenza, quando mi resi per la prima volta conto che il corpo femminile ha il potere di influenzare e far girare la testa. Per arrivare infine a quando ero pre-adolescente, quando l'amico di mio fratello, per cui tutte le ragazze del quartiere si erano prese una cotta, mi comprò una barretta di cioccolato. Sì, in ogni momento ero stata notata! La Madre mi fermò in quel punto, congelata nel tempo nell'istante in cui il ragazzo mi porse la tavoletta di cioccolato. Quindi mi tirò fuori dal ricordo, lasciando al mio posto una sagoma in gesso.

Quali sono i tuoi pensieri?

«Quali sono i tuoi pensieri?», mi chiese mentre spingeva il mio viso a guardare dentro al vuoto della mia memoria. Il mio cuore batteva forte e, mentre arrossivo, non potei fare a meno di sentire la timida vampata di calore nelle guance. Ero travolta dall'emozione perché pensavo di essere speciale, mi sembrava di tenere in pugno l'attenzione di quel ragazzo. Avevo le farfalle nello stomaco: non capivo ancora dove la Madre mi stesse portando.

Lei mi riportò veloce in avanti, di nuovo nella mia stanza al di fuori della vita di questo corpo. Più la frequentavo, più questa stanza era la mia casa. Abbassai uno schermo al plasma contenente gli accordi da me accettati durante la vita. Sullo schermo, erano elencate nel dettaglio le lezioni. Avevo scelto di legittimarmi attraverso i compromessi a cui sarei scesa con me stessa. Avevo scelto di definire il mio valore inseguendo e catturando di uomini. Avevo scelto di chiedere la mia legittimazione a uomini troppo sprezzanti da prendermi in considerazione.

Poi la Madre mi chiese: «Sai che cosa ci vorrebbe perché tu mettessi il segno "completato" su quella linea dell'accordo, in modo da non dover ripetere ancora una volta la lezione?». Tremavo. E se non l'avessi saputo mai? Respirai profondamente, inalando vapori da un pozzo nel centro della stanza. Da frammenti e scintillìi si formò una risposta. E se decidessi di ricordare tutto diversamente per ricreare la mia storia?

«Sì» ella disse.

Ricordare diversamente

E improvvisamente, era il momento di tornare indietro... di salire sulla scala del tempo attraverso il portale della nascita, i ricordi inversi del ri-creare come se stessero accadendo per la prima volta, e non di nuovo. E in un batter d'occhio, ero di nuovo me stessa a 12 anni, quando avevo in mano una barretta di cioccolato che mi aveva dato in mano lui, il bello del quartiere. Questa volta non arrossii. Il mio cuore batteva ancora forte, ma non perché lui mi aveva dato qualcosa. Questa nuova ondata di eccitazione innocente sembrava legata solo al fatto che stavo per mangiare il cioccolato!

Non riuscivo più a ricordare il suo nome in questa nuova versione di quello che lei mi disse essere l'iterazione del ricordo. La Madre chiese se volevo approvare questa versione come la più nuova e accessibile, quella di cui avevo il ricordo migliore. E così feci: lasciai che fosse la gioia del cioccolato a caratterizzare il contesto del ricordo, mentre il ragazzo trovava una più giusta collocazione insieme a tutti gli altri, sfumando nel paesaggio. A quel punto mi chiese: «Sei pronta a vedere il resto dei tuoi ricordi ri-contestualizzati?».

Mentre ritornai velocemente ai miei primi anni dell'adolescenza, notai che il potere del corpo femminile era in relazione con il trovare uno scopo nella vita più che il potere sugli altri. Mi sentivo in completa soggezione, nel sapere che un giorno con questo corpo avrei creato una vita. Viaggiai quindi fino alla mia tarda adolescenza, prendendo posto in classe e pronta a concentrarmi sul mio apprendimento, non preoccupandomi di come ero vestita. Improvvisamente, apprezzai come l'anonimato mi offrisse libertà, nel momento in cui avevo scelto uno stile comodo invece di uno provocatorio. La Madre mi portò più avanti, ai miei primi vent'anni, ed ero più attenta alle emozioni e ai pensieri che mi trasmetteva la letteratura, che non a discutere e farmi valere con il mio professore. Come un'onda attraverso il tempo, mi resi conto che il contesto di tutti i ricordi può cambiare... nessuna memoria è la verità di chi siamo. La Madre mi disse che arriviamo a scegliere come trasformare i nostri ricordi, in quanto sono solo tutte storie di finzione.

Avrei saputo per sempre che ogni ricordo è stato un tentativo di farmi credere ciò che non è.

Ma lo ricordo come se fosse accaduto ieri

Si tratta di una pillola difficile da mandare giù, quando ci viene detto che i nostri ricordi sono accurati solo in parte. I ricordi sono i punti di ancoraggio della nostra biografia. Sono i punti di riferimento del nostro passato che ci pongono in luoghi nel tempo con gli altri, creando una rete di interazioni che tengono insieme la storia di chi siamo. Indossiamo ricordi come distintivi, usandoli come cartelli o blocchi stradali. Le tracce di ogni ricordo creano sculture di vita nelle pieghe del nostro cervello, man mano che usiamo il metodo Neurosculpting per plasmare le nostre reminiscenze. Le nostre identità sono così avvolte nella nostra memoria che a volte non ci rendiamo conto che, se solo potessimo allentare un po' la presa, potremmo essere una più grande o migliore versione di noi stessi. Entrare nella nostra grandezza implica riconoscere il passato e quindi contestualizzarlo, in un modo che ci permette di evolverci nel nostro sé del presente in modo completo.

Come esseri umani, a quanto pare siamo ossessivamente focalizzati sulla parte della nostra vita che già è accaduta, piuttosto che su quella che sta accadendo in questo momento. Guardiamo le foto per ricordare. I buoni amici spesso si mettono a fantasticare sui vecchi tempi. Man mano che i bambini crescono, i genitori cercano di aggrapparsi ai ricordi, che scivolano come la sabbia tra le dita di mamma e papà. Facciamo riferimento ai ricordi di passate ingiustizie ogni volta che incontriamo circostanze simili. Ci nascondiamo dietro le immagini di giorni di tanto tempo fa e ci fanno tristezza coloro che perdono la capacità di ricordare.

Che cos'è dunque questa forza che la memoria ha su di noi? E può il metodo Neurosculpting restituirci il potere per governare i mutevoli fantasmi di ciò che era la nostra vita?

Vivere nel momento presente

Per essere chiari, i nostri ricordi e gli eventi passati hanno fatto di ciascuno di noi ciò che siamo adesso, e per questo è facile esserne grati. Tuttavia, fino a quando la Madre non mi ha mostrato che potevo archiviare quel ricordo su uno scaffale etichettato «fatto», ero incapace di essere nel momento presente, incapace di assorbire di più dalla vita, perché filtravo le mie esperienze attraverso convinzioni obsolete. Vivere nel momento presente ci permette di rispondere in modo appropriato alle situazioni accedendo al nostro intero spettro emozionale, piuttosto che rimettere in scena un copione ben scritto, al quale abbiamo già assegnato il nostro comportamento come una parte da recitare.

Non sto suggerendo di dimenticare il nostro passato o negare gli eventi della nostra vita. Tuttavia, molti di noi continuano a usare la lente dei propri ricordi e utilizzano quella stessa lente nel momento presente per filtrare le esperienze della vita. Sto suggerendo di onorare il passato ringraziandolo e permettendogli di ritirarsi in una zona della nostra mente cui possiamo fare riferimento in qualsiasi momento, ma che non offusca la nostra visione attuale.

Questo testo è estratto dal libro "Neurosculpting". 

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