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La Radiestesia di Fronte alla Scienza, alla Religione e alla Legislazione

La Radiestesia Applicata alla Medicina - Anteprima del libro di Fernando Bortone

La radiestesia non contrasta con i princìpi della scienza

Da quanto si è detto, appare evidente che la radiestesia non contrasta con i princìpi della scienza, anche se con questo termine si volessero indicare soltanto le discipline sperimentali. Ciò vale soprattutto se si tiene presente — come giustamente osserva il Calvario — che essa è « una disciplina a sé stante, del tutto originale, che presenta semplici analogie con le altre scienze ».‘ Perciò i cultori di queste non sempre riescono a comprenderla, per il semplice fatto che i radiestesisti nel trattare la propria materia prendono in prestito termini in uso nella fisica, come: « campo », « onde », « radiazioni », ecc... il cui esatto significato è soltanto analogico.

Benché la radiestesia non sia ancora entrata a far parte della scienza ufficiale, tuttavia è uscita dal campo delle scienze occulte per prendere posto nell area della parapsicologia. Mentre la fisica studia soltanto ciò che è oggettivo, la radiestesia tiene conto anche dei fenomeni soggettivi, riferiti all operatore-individuo; fenomeni che vanno ben oltre i cinque sensi e le quattro (o cinque) dimensioni. Senza dubbio essa considera le energie ondulatorie della materia, ma considera anche quelle psicosomatiche del cervello, il quale ha funzione di registratore delle vibrazioni dell’universo e di antenna irradiante nell’universo stesso.

Tra gli scienziati moderni, che pongono l'accento sulla necessità di tener conto delle forze ultraterrene nelle spiegazioni dei fenomeni che riguardano direttamente l’uomo, è da ricordare il compianto dottor Nicola Pende, il quale voleva che in medicina fosse considerato anche l’elemento sociale. L'illustre patologo, nel « Simposio Internazionale di Roma», affermò che l’arte medica deve essere considerata di aiuto alla persona umana nel suo complesso totale: «che vuol dire sintesi di corpo e di anima individuale, e sintesi individuale e di vita sociale collettiva».

Un sempre maggiore sviluppo della radiestesia 

Senza dubbio l’utilità di un sempre maggiore sviluppo della radiestesia è di enorme portata tale da renderne auspicabile la diffusione mediante l’insegnamento da farsi nelle scuole a tutta la gioventù, o almeno da svolgere negli atenei specializzati.

Quanto alla Religione non vi è alcun contrasto con la radiestesia.

I Padri del Concilio Vaticano II hanno dichiarato che:

La ricerca metodica in ogni disciplina, se procede in maniera scientifica e secondo le norme morali, non sarà mai in reale contrasto con la Fede, perché le realtà profane e le realtà della Fede hanno origine dal medesimo Dio. Anzi, chi si sforza con umiltà e con perseveranza di scandagliare i segreti della realtà, anche senza avvertirlo, viene come condotto dalla mano di Dio, il quale, mantenendo in esistenza tutte le cose, fa che siano quelle che sono.

La Chiesa non condanna, né proibisce la pratica della radiestesia, salvo nel caso che, mediante il pendolino, si pretendesse di predire il futuro libero o di conseguire risultati superanti le forze naturali.

Il 26 marzo 1942, mentre si combatteva la seconda guerra mondiale, il Sant'Uffizio proibì ai chierici e ai religiosi la pratica di certe forme di radiestesia riguardanti accertamenti sullo stato fisico e morale di determinate persone.

La proibizione fu occasionata, oltre che da certi abusi verificatisi da parte di alcuni chierici radiestesisti, anche dalla pressione politica dei governanti del tempo. È risaputo che il Governo Italiano fece sequestrare tutti i trattati di radiestesia, per timore che gli esperti in materia venissero a scoprire i segreti militari, riguardanti la dislocazione delle proprie truppe, dei depositi di armi e di munizioni!

Tra coloro che furono particolarmente colpiti dal drastico provvedimento va ricordato il viterbese don Alceste Granitori, al quale furono sequestrate duemila copie del suo manuale di radiestesia. Oggi, cessata la causa determinante e mutato il regime, la proibizione ecclesiastica ha perduto il suo significato. Resta valida soltanto per coloro che persistessero a volersi servire della radiestesia in modo superstizioso e per fini illeciti.

Radioestesia e Religione

Che la radiestesia sia lungi dall'essere in contrasto con la Religione lo dimostra anche il fatto che tra i suoi migliori cultori si annoverano numerosi sacerdoti. Per esempio in Italia oltre a Don Granitori, di cui se detto, vanno ricordati: Don Castelli, costruttore del pendolino meccanico; Don Stiattesi, della Pontificia Accademia delle Scienze, Direttore delTOsservatorio Astrofisico di Quarto.

Ecco perche, quando alcuni male informati mi chiedono come riesca a conciliare la mia qualità di sacerdote cattolico con la pratica della radiestesia, rispondo che si tratta di una prassi avente per oggetto la ricerca della verità. Ora — parlando di un altro campo della parapsicologia — il parroco svizzero Leo Schmid asserisce:

Non c’è verità che non conduca a Cristo, il quale ha affermato di se stesso: Io sono la Verità. Perciò ogni progresso verso la verità è un passo avanti verso lo stesso Cristo. Quindi la Chiesa non ha nulla da temere da una seria indagine scientifica.

Ed è bene che, anche nel campo della radiestesia, i sacerdoti facciano onore alla Chiesa come lo fecero il Taparelli nel diritto naturale, lo Stoppani in geologia, il P. Secchi negli studi del sole, I’Alfani in sismologia, mons. Perosi nella musica sacra...

Giova inoltre ricordare che papa Pio XI fece pervenire all’associazione parigina « Amici della radiestesia » l'apostolica benedizione (1935), e che il suo successore Pio XII gradì molto l’omaggio del libro di radiestesia di don Grandori, assicurandolo di essere già al corrente della nuova scienza.

Per quanto riguarda la legislazione della Repubblica Italiana non risulta in essa alcuna legge contraria. A Milano esiste, fin dal 1957, «l’Associazione Italiana Radiestesisti » (A.I.R.) legalmente costituita e a Roma si radunano i soci del « Centro Sperimentale Radiestesisti » (Ce-Spe-Ra)

In Germania, i radiestesisti operanti anche in campo medico sono legalmente riconosciuti. In Inghilterra, godono di completa libertà e nell'Accademia Imperiale dell’Arma del Genio si fanno ricerche radiestesiche in campo idrografico e orografico. In Olanda, non sono più perseguitati come un tempo. In Belgio, il Consiglio di guerra di Anversa nel 1948 nominò ufficialmente tre esperti di radiestesia, perché ricercassero i diamanti di alcuni ricettatori, i quali avevano collaborato con il nemico. Mentre nei due anni precedenti le ricerche erano risultate vane, grazie ai tre radiestesisti i preziosi furono recuperati in meno di un’ora!

In Francia, i radiestesisti sono liberi in ogni campo, ma non in quello della medicina. Perfino i medici non possono chiedere il loro aiuto, sicché un radiestesista non laureato in medicina, se diagnostica o prescrive una terapia anche sotto la tutela del medico, è passibile di condanna. Ciò può avvenire anche se i risultati della ricerca radiestesica sono confermati dalla medicina ufficiale, e se l'operatore è riuscito a salvare il paziente dalla morte!

Con tutto ciò, Padre Jurion è dell’avviso che, in alcuni casi, anche in Francia, il radiestesista non medico può cooperare alla guarigione dei malati, ma a patto che questi siano stati già sottoposti alla medicina ufficiale. In tutti i modi l’operatore deve agire con prudenza e mantenere il segreto anche se professionalmente non vi è tenuto.

Tuttavia, in Francia le cose stanno cambiando. Lo dimostra il fatto che nella facoltà di medicina dell'Università di Parigi, fin dal 1971, funziona una sezione incaricata delle ricerche radiestesiche.

Questo testo è estratto dal libro "La Radiestesia Applicata alla Medicina".

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