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La Seconda Storia di Richard che ci Racconta i Reali Problemi di un Uomo

Anteprima del libro "Memorie di un Maestro" di Geoffrey Hoppe, Adamus Saint-Germain e Linda Hoppe

Il prestito

Ispirata dai reali problemi di un uomo...

Durante un pomeriggio caldo e assolato il Maestro stava pescando presso un bellissimo lago. Pescare gli piaceva, perché gli dava l’opportunità di stare in mezzo alla natura e di praticare le sue naturali capacità di abbondanza. Non appena gettava la lenza in acqua un pesce abboccava anche se sull’amo non c’era l’esca. Lo tirava su, ne ammirava la bellezza e, naturalmente, lo rigettava nel lago. Quasi senza sforzo, perché per il Maestro questo era un modo eccellente per fare esperienza della semplice verità spirituale per cui tutte le cose vengono a te… se lo Permetti.

Il Maestro si stava godendo la solitudine della piacevole giornata al lago, quando improvvisamente sentì un fruscio nei cespugli dietro di lui. Si girò e vide Richard, uno dei suoi studenti, che si stava avvicinando con uno sguardo contrariato.

Il Maestro fece un respiro profondo e mormorò tra sé: “Ci risiamo.”

Richard appariva e sembrava esasperato. “Maestro! Eccoti qui. Ho bisogno del tuo aiuto! Tutto sta andando male. Nonostante tutti i corsi che ho frequentato e tutto quello che ho studiato, non sono mai stato in condizioni peggiori. Sono al verde e non riesco a pagare le bollette. La mia auto è dal meccanico e non ho abbastanza denaro per ritirarla. Sono in ritardo con le rate del mutuo e molto probabilmente perderò la casa. Ho solo il minimo indispensabile per sopravvivere. Maestro, cosa posso fare? Dimmi qualcosa, qualsiasi cosa. Sono al limite. Non sono neppure più sicuro di voler vivere!”

Il maestro

Il Maestro ridacchiò sommessamente tra sé e sé perché aveva già sentito molte volte quella storia, da Richard e da altri come lui. Certo, era un momento di disperazione, ma aveva anche un potenziale importante, perché è in questi momenti che gli umani riescono a fare i più grandi cambiamenti nella loro vita.

Oppure no. Il Maestro disse: “Caro Richard, quanto denaro ti serve per risolvere i tuoi problemi?” Richard fu un po’ sorpreso dalla disponibilità del Maestro – da lui si era aspettato una lunga lezione sull’abbondanza – e disse in fretta: “Maestro, avrei bisogno solo di cinquemila dollari.” Sopra la testa del Maestro apparve una nuvoletta con una scritta, ma Richard non poteva vederla: “Richard sei un fesso, avresti dovuto chiedermene cinquantamila. Sei talmente disperato e così limitato nei tuoi pensieri e nella tua immaginazione che mi hai chiesto solo cinquemila dollari.” Il Maestro fece una lunga pausa, mettendo intenzionalmente in scena il dramma con Richard, divertendosi anche parecchio, perché in lui egli vedeva se stesso circa cinque vite fa. All’epoca il Maestro era ancora disperato, si nutriva ancora dell’energia degli altri e nonostante tutti i corsi, le scuole e gli insegnamenti, insisteva sul fatto che la sua vita era creata dalle cose fuori di lui piuttosto che dentro.

Alla fine, il Maestro disse: “Richard, ti presterò il denaro.” Infilò la mano in tasca e, sebbene prima di uscire non ci avesse messo del denaro, di colpo trovò cinquemila dollari, proprio la cifra di cui Richard aveva bisogno. Il Maestro non si ricordava neanche da dove venisse il denaro. C’era e basta e non si fece domande. Con i Maestri funziona così.

Mentre contava il denaro, una banconota da cento dollari per volta, gli occhi di Richard si spalancarono. Riusciva a stento a credere che il Maestro gli stesse dando il denaro. Ora poteva pagare i conti, riparare la macchina e risolvere molti dei suoi problemi. In quel momento di disperazione, Richard promise molte cose: “Ti ripagherò, Maestro, e con gli interessi!” Il Maestro rise tra sé: “Ecco Richard che menti di nuovo.”

Richard continuò: “Maestro, non scorderò mai quello che hai fatto per me.” Il Maestro rise di nuovo e disse: “In realtà, uno di questi giorni ti scorderai di me o mi tradirai, ma non ha importanza.”

Non appena il Maestro finì di contare il denaro, Richard corse via in fretta. Il Maestro riprese a pescare tirando fuori dall’acqua un pesce dopo l’altro. “È così facile” pensò. “Pescare è come la vita. Viene a te, tutto qui. Prendi ciò che ti serve e restituisci il resto, ma non ti limitare mai.”

Sei mesi dopo, il Maestro era seduto a un bar all’aperto e si godeva di nuovo il bel tempo mentre gustava un caffè macchiato al triplo caramello con tre brioche al cioccolato. Non seguiva diete e non si preoccupava mai delle calorie, dei carboidrati, dello zucchero, del glutine o dei grassi. Poteva mangiare di tutto – che venisse dal cielo, dalla terra o dall’oceano – e non aveva importanza. Non aveva importanza se il suo cibo era privo di glutine o allevato all’aperto, se era biologico o di produzione industriale, kashèr o proibito. Il suo corpo reagiva sempre in modo da restare in equilibrio. Il Maestro era al comando del suo corpo e della sua energia, quindi poteva mangiare e bere tutto ciò che sceglieva.

Sorseggiando il caffè

Mentre sorseggiava il suo caffè macchiato al bar, alzò lo sguardo e vide Richard passargli davanti trascinandosi a fatica. Aveva gli abiti stracciati, i capelli arruffati, la barba incolta e i sandali consumati. Dalla testa ai piedi Richard era un vero disastro.

Il Maestro lo chiamò: “Richard! Vieni qui un attimo. Siediti e bevi una tazza di caffè con me.” Richard farfugliò: “Ma io… io non ho denaro.” Il Maestro disse con finta simpatia: “Beh, peccato! Immagino che tu possa guardarmi mentre mi godo il mio!”

Erano passati solo sei mesi da quando aveva prestato cinquemila dollari a Richard. Potreste pensare che avrebbe potuto offrirgli almeno una tazza di caffè, ma il Maestro era stanco di giocare a quel gioco. Disse: “Richard, cos’è successo? Cos’è successo al denaro? Cos’è successo alla tua vita?”

“Maestro, è stato terribile. Dopo che mi hai dato il denaro ho pagato alcuni dei miei debiti e ho ritirato l’auto dal meccanico, ma una settimana dopo ho avuto un incidente terribile che l’ha distrutta completamente. Poi ho prestato del denaro a un amico che non me l’ha mai reso. Come se ciò non bastasse, una notte mentre rientravo a casa a piedi mi hanno rapinato e ho perso fino all’ultimo dollaro.”

Richard continuò: “Maestro, ho più debiti che mai. Per favore, ti ho promesso di non chiedertelo di nuovo, ma ti sarebbe possibile prestarmi altri cinquemila dollari? Riuscirò a renderti tutto il denaro in poco più di sei mesi e naturalmente con gli interessi.”

Il Maestro fece un respiro profondo e rispose: “No, Richard. Volevo dimostrarti una cosa e ci sono riuscito. Ecco il punto: tu sei in uno schema e non sei disposto a uscirne. È uno schema compulsivo – la coscienza del ‘minimo indispensabile’ – e anche se ti avessi dato diecimila dollari o cinquantamila saresti riuscito comunque a perderli. Sei mesi fa avrei potuto dirti che ci saremmo incontrati così e che tu saresti stato di nuovo al verde e disperato e avresti di nuovo mentito a te stesso. Una volta è abbastanza, Richard. Adesso basta! Di fatto non solo mi devi cinquemila dollari più gli interessi, ma mi devi anche il denaro per tutti i corsi che non hai mai pagato. Non voglio più vederti fino a quando non avrai restituito e pagato fino all’ultimo centesimo.”

Vivere la storia di Richard

Molte persone stanno vivendo la storia di Richard. È la storia di chi è bloccato in una coscienza di vittima e vive di conseguenza. Se tu dai a una vittima un milione di dollari, due anni dopo sarà in debito di due. È uno schema. È nutrirsi di energia. È una mancanza di responsabilità. È abbondanza di non-abbondanza. Le persone come il povero Richard sono inclini a rimanere nella stessa consapevolezza, anche se viene mostrata loro una via d’uscita. Accamperanno ogni sorta di scusa per giustificare la loro situazione, ma raramente sceglieranno con consapevolezza di cambiare. Perché? Perché stanno ancora ottenendo qualcosa dal fatto di giocare il ruolo di vittima.

L’abbondanza è un dono di Dio e per questo una condizione naturale. Dal momento in cui lo Spirito ti ha benedetto con il soffio della vita, tu hai ricevuto tutta l’abbondanza e l’energia di cui avrai mai bisogno. Tuttavia così tante persone sono intrappolate nel rappresentare il gioco della vittima, nel trovare alibi, nel dare la colpa agli altri e sostenere la loro vita di mancanza. Confondono la consapevolezza del minimo indispensabile con il naturale permettere all’abbondanza di fluire nella loro vita. Non c’è nessun altro oltre te stesso che ti sta trattenendo. Non ha importanza dove vivi o che lavoro fai. Non ha importanza se vieni da una famiglia ricca piuttosto che da una povera; se sei intelligente o stupido, uomo o donna. Nessuna di queste cose ha importanza. Quando scegli consapevolmente l’abbondanza, comincerà a servirti.

L’unica cosa che conta è se sei pronto a permettere all’abbondanza di entrare nella tua vita in modo gioioso, pieno, ricco e come un dono piuttosto che continuare lungo il percorso del minimo indispensabile.

Come Richard, molti hanno lottato e combattuto con l’abbondanza. Hanno provato ogni tipo di trucco per portare abbondanza nelle loro vite, ma semplicemente non funziona, soprattutto quando, come Richard, sono bloccati in schemi. Aveva ricevuto un prestito importante dal Maestro e poi aveva letteralmente dirottato quel denaro verso i suoi vecchi schemi.

Sei davvero pronto per la vera abbondanza? Se lo sei, lei ci sarà, proprio come i pesci che andavano dal Maestro. È molto semplice. Non ci sono trucchi né programmi, nessun segreto e nessuna formula magica. Si tratta di rendersi conto che l’energia è dappertutto e non ha limiti. Si tratta di rendersi conto che voi siete già nell’abbondanza, anche se è abbondanza del solo minimo indispensabile.

Questo testo è estratto dal libro "Memorie di un Maestro".

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