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L'Arte Realizzare l'Impossibile - Anteprima del libro di Walter Rolfo

La felicità impossibile

La felicità impossibile

Perché dovremmo imparare a realizzare l’impossibile?

Perché tutto quello che ci rende felici, nella maggior parte dei casi, ci sembra impossibile da raggiungere.

Crediamo che per ottenere la felicità sia necessario soddisfare grandi bisogni. In realtà la felicità è molto più a portata di mano di quanto pensiamo.

A volte ci farebbe felici avere un’ora in più da dedicare a noi stessi: impossibile.

O trovare la forza per perdere quei due chili di troppo: impossibile.

O cambiare lavoro, fare il budget più alto di sempre, trovare un nuovo amore: impossibile.

Quasi sempre ciò che ci separa dalla felicità amiamo definirlo, per tranquillità mentale o per paura, «impossibile», a prescindere dal fatto che lo sia veramente o meno: «Non è colpa mia se non riesco a essere felice, è impossibile!»

Con questa frase ci creiamo l’alibi perfetto per piangerci addosso e non scendere nell’arena della vita.

Le nostre azioni sono sempre la conseguenza delle nostre scelte, e spesso scegliamo di non provarci neppure o di tentare senza convinzione, quel poco che basta a garantirci un rassicurante, sebbene non eccitante, quieto vivere.

Sta quindi a noi la decisione di realizzare quello che, a priori e in maniera superficiale, abbiamo definito impossibile.

La consapevolezza di poter scegliere è un passo fonda-mentale verso la felicità, perché se scegliere di realizzare ciò che credevamo impossibile ci rende felici, allora possiamo scegliere di essere felici.

In forma schematica, il sillogismo è questo: scelgo di realizzare l’impossibile —-> l’impossibile mi rende felice —-> scelgo di essere felice.

Ecco lo scopo ultimo di questo libro: essere un aiuto concreto per trovare la strada verso la felicità.

Il passo successivo, dopo averla raggiunta, è imparare a mantenerla: il vero segreto, infatti, non è creare continuamente nuovi picchi di felicità, ma conservarli il più a lungo possibile.

Essere felici è davvero alla nostra portata?

Sì! Siamo noi che non ce ne rendiamo conto e tendiamo a complicarci la vita.

Ne I demoni, Dostoevskij fa dire al signor Kirillov, un pragmatico ingegnere: «L’uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante».

Ma che cosa si intende per felicità? Una condizione il più possibile stabile di serenità e soddisfazione. È diversa dal picco della gioia, al quale si contrappone la tristezza. Picchi di gioia e tristezza sono solo momenti estremi, e occasionali, della quotidianità. Per essere felici a lungo dobbiamo, quindi, agire sulla nostra percezione della normalità.

Spesso crediamo che la felicità sia la conseguenza di qualcosa che ci accade: Sono felice se mio figlio è bravo a scuola, se il lavoro va bene, se la mia squadra del cuore vince, se...

Molte volte si delega la propria felicità a terzi. Mi piace invece pensare alla felicità non come a una conseguenza ma come a una scelta duratura. Il piede che poggiamo a terra per primo quando ci svegliamo al mattino, la lente con cui guardiamo il mondo.

Qualunque cosa ci capiti, esistono sempre almeno due modi per affrontarla, e sta a noi sceglierne uno, possibilmente il migliore.

Possiamo cioè vivere il nostro destino passivamente o attivamente, con atteggiamento cupo o sereno, con pessimismo o entusiasmo, con senso del dovere o energia, perché questo tipo di scelta ricade nel nostro libero arbitrio.

Anche se in prima battuta il nostro atteggiamento sembra influire poco sul destino, in realtà lo stato d’animo incide su come affrontiamo le cose, e di fatto le cambia radicalmente.

Facciamo un esercizio di astrazione: dato un qualunque problema, avremo più possibilità di successo se lo affrontiamo carichi di energia o con tristezza e malinconia? Quale dei due stati d’animo vi sembra vincente? La risposta è tanto limpida quanto scontata: chi mette energia ed entusiasmo in ogni momento della propria vita ha maggiori possibilità di successo. E questa è una nostra scelta.

Cambiate il focus

Ciò che vediamo non è assoluto, bensì filtrato dai nostri sensi e dai nostri ragionamenti. Persino i colori sono soggettivi. Il mondo come lo conosciamo, con i suoi colori, è soltanto un’interpretazione della nostra mente: infatti, le api vedono in rosa shocking, i cani in scala di grigio, e gli squali sono sensibili alla luce e ai colori dieci volte più di noi. Quindi qual è la realtà?

Diamo per scontato che quello che vediamo sia oggettivamente vero, ma sbagliamo. Esistono molte realtà, praticamente una per ogni persona.

Credere che la realtà sia assoluta vuol dire rassegnarsi a non poterla modificare. Assumere invece che la realtà non esista, ma sia solo una nostra percezione, ci dà un grande potere: plasmando queste percezioni possiamo modificare la realtà stessa. Scegliete da che punto di vista guardare e come guardare, poi impostate di conseguenza le vostre azioni.

Facciamo un esempio: immaginate di essere su un balcone e di guardare con un binocolo il terrazzo di fronte, dove si svolge una festa. La visione che abbiamo è limitata a quello che il binocolo ci permette di vedere.

Iniziamo da destra. Ci sono due tizi seduti su una panchina che parlano e sbadigliano: Che noia questa festa...

Spostiamoci verso sinistra. Due persone litigano e discutono, facendo quasi a pugni: Brutta gente a questa festa...

Più in là, un ragazzo e una ragazza si baciano appassionatamente: Però, interessante questa festa...

Poi spostiamo ancora il binocolo e troviamo dieci persone che ballano sfrenate: Wow, bella festa!

Se ora vi chiedessi com’è la festa che state osservando, che cosa rispondereste? Noiosa, rissosa, romantica o piena d’energia? Dipende da cosa decidiamo di guardare. E, se siamo anche noi alla festa, da cosa decidiamo di fare: possiamo stare seduti e sbadigliare, oppure buttarci in pista e ballare. La scelta è nostra, tutto dipende da dove rivolgiamo il focus.

Una festa, come la vita, ha tanti momenti belli e altri meno, alcuni emozionanti e altri tristi: tocca a noi scegliere come e con quale stato d’animo viverla.

Ogni volta che vi capiterà qualcosa che vi rende infelici o vi infastidisce, fermatevi a riflettere e cercate un aspetto positivo in quello che sta accadendo. Spostando il focus ci riuscirete sempre, anche nelle situazioni più difficili, e cercarlo è il primo passo per costruire la vostra felicità.

Questo testo è estratto dal libro "L'Arte di Realizzare l'Impossibile".

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