Il ribes nigrum è un potente antinfiammatorio e antistaminico
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Ribes Nigrum: uso terapeutico e controindicazioni

Il ribes nigrum, comunemente chiamato ribes nero, è una piccola bacca dalle proprietà interessanti: è considerato un potente antiinfiammatorio e un antistaminico naturale

Da un arbusto del sottobosco

Cosa c’è di meglio, quando si è in montagna, di una full immersion nella natura per scoprire quanto essa ha da offrirci!?! Passeggiando per i boschi, nei giorni estivi, oltre all’aria fresca che ci accarezza la pelle, se stiamo bene attenti, possiamo accorgerci di non esser soli, ma circondati da una moltitudine di animali, insetti, frutti e piante; non bisogna guardare poi così lontano, basta girare un attimo lo sguardo…ecco, esatto! Proprio lì, nascosti tra gli arbusti, possiamo ammirare delle piccole bacche colorate: nere come i ribes, blu come i mirtilli, bianche come l’uva spina, rosse come le fragoline e i lamponi… che meraviglia! Ma lo stupore non è solo visivo, se pensiamo a tutti i benefici che si possono ricavare dall’assunzione, o dall’uso, di questi piccoli doni provenienti della natura.

Prendiamo ad esempio il ribes nigrum (o ribes nero): lo troviamo comparire spontaneamente a ridosso dei sentieri, tra i cespugli carichi di questi piccoli acini di color nero; un frutto dai toni asprigni, saporito e profumato.

Pochi acini possono decorare una torta o accompagnare formaggi freddi, ma se la raccolta è cospicua si può preparare una fantastica marmellata. In Francia, il ribes nero è l’ingrediente principale di alcuni liquori molto popolari.

Il ribes nigrum è sempre stato raccolto per scopo alimentare, anche se, in realtà, nutrirsi di questo frutto, piccolo e tondo, significa assumere una gran quantità di vitamina C, di antiossidanti, di antiinfiammatori e di antocianosidi

 

Qualche notizia in più sul ribes nero

Dai fusti ramificati di arbusti perenni, spuntano, in estate, piccole bacche sferiche di colore nero, chiamate ribes nigrum, ricche di semi e con un gusto ed un sapore molto consistente.

Il ribes nero è originario delle zone montuose dell’Europa centro-settentrionale e dell’Asia; conobbe la fama in epoca medievale, e ad oggi, cresce spontaneo in tutta Europa, nelle zone montane, umide e ombrose. 

Del ribes abbiamo poche notizie, alcune certe, altre meno. Partendo proprio dal nome, due sono le teorie: per alcuni, il nome del frutto deriva dal termine scandinavo “Rips”; per altri, la denominazione deve essere attribuita agli Arabi. Quando i Mori raggiunsero l’Europa, scoprirono, in Spagna, il ribes nero: un ottimo surrogato della loro bevanda preferita, che ottenevano dalla pianta di rabarbaro “Rheum ribas”, molto diffusa nelle regioni arabe; trovarono che il frutto nero potesse fare al loro caso e lo denominarono “Ribes”. Lo sciroppo che ne ricavarono viene prodotto ancora oggi ed è usato a scopo terapeutico.

In Italia, ma anche in Germania, il frutto veniva (e tuttora viene) chiamato anche “Uva di San Giovanni”, perché a ridosso della festività in cui si celebra il santo (a giugno), matura anche il ribes nero. 

Nel libro “De coquina” di A.Bertoluzza (secc. XVI-XVII), si descrive la preparazione della marmellata di ribes nigrum dalle donne trentine; nel “trattato de’ cibi e del bere”, scritto da Baldassarre Pisanelli nel 1583, viene consigliato il ribes nigrum per prevenire raffreddori e problemi di circolazione.

 

Uso terapeutico

In effetti, il ribes nero è ricco di vitamine A e C e di un modesto apporto di fibre, zuccheri, acidi organici, pectina e mucillagine. Queste sostanze sono essenziali per chi è convalescente a seguito di malattie influenzali, reumatismi, gotte, calcoli renali. 

Per attività terapeutiche, oltre al frutto, si possono usare anche altre parti della pianta del ribes nigrum.

Le foglie, per esempio, hanno proprietà depurative e diuretiche, grazie alla presenza di triterpeni e polifenoli. Con le foglie di ribes nero si ottengono infusi e tinture madri: in fitoterapia vengono consigliati a chi ha problemi di colesterolo nel sangue e per facilitare il drenaggio, favorendo l’eliminazione di tossine, di acido urico ed urea. 

Dai semi presenti nel ribes nigrum si ricavano oli essenziali, molto ricercati per le loro proprietà antiinfiammatorie grazie alla presenza di acidi grassi essenziali, l’omega 3 e l’omega 6; in fitoterapia e in gemmoterapia vengono usati per regolarizzare la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali: il cortisolo è un ormone che viene rilasciato principalmente in risposta allo stress e può aiutare a controllare i livelli di zuccheri nel sangue, regolare il metabolismo, contribuire a ridurre le infiammazioni  e assistere nella gestione della memoria; deve però essere tenuto sotto controllo, perché se i livelli di cortisolo risultano cronicamente elevati, possono verificarsi numerosi problemi.

Come gli altri frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more, uva spina…), il ribes nero viene apprezzato perché ricco di antiossidanti, che contrastano e rallentano l’invecchiamento cellulare; il loro utilizzo è importante per chi soffre di fragilità capillare, ritenzione idrica, gonfiore alle gambe.

Altre proprietà si sommano a quelle già citate, come le proprietà astringenti e quelle antiallergiche; come il mirtillo, il ribes nero contribuisce a migliorare la vista.

Non è ancora del tutto chiaro, ma queste piccole bacche nere sembrerebbero essere efficaci anche nel combattere le allergie cutanee e quelle respiratorie legate alla proliferazione dei pollini, per i trattamenti contro le infiammazioni locali o generali, sia a livello respiratorio, che a quello digestivo. 

Probabilmente la quercetina e i flavonoidi, contenuti al suo interno, agiscono nel contrastare il processo che scatena le allergie: da una parte riducono la produzione di “Istamina”, che l’organismo secerne in risposta agli stimoli esterni di sostanze allergizzanti, dall’altra, limitano la produzione di immonoglubina, che è la risposta antiallergica dell’organismo; la loro attività è quindi simile a quella del cortisone e, come il cortisone, donano sollievo alla cefalea perchè dilatano i vasi sanguigni del cranio e alleviano i sintomi in caso di asma bronchiale e riniti allergiche.

 

Modalità d’uso

Affinchè mantenga le caratteristiche benefiche sopra citate, è’ importante che il prodotto sia 100% naturale e proveniente da agricoltura biologica: per evitare che il nostro organismo entri in contatto con le sostanze dannose, quali, ad esempio, i pesticidi chimici.

In commercio si possono trovare: 

  • La tintura madre delle foglie di ribes nero bio: viene consigliata per drenare e disintossicare l’organismo; sono sufficienti 30 gocce per 2 volte al giorno a stomaco vuoto 

  • Il succo di bacche di ribes nero bio, ottimo soprattutto per la fragilità capillare; anche questo va preso a stomaco vuoto, preferibilmente al mattino

  • Il macerato glicerinato delle gemme: per prevenire le allergie primaverili. Si consiglia di iniziare la terapia a dicembre, assumendo 40/50 gocce a metà mattina e metà pomeriggio, quando le ghiandole surrenali sono in piena attività.

 

Controindicazioni

Anche questo piccolo frutto, all’apparenza così innocuo, può presentare alcune controindicazioni che è bene evitare.

Per la sua azione simile a quella del cortisone, può aumentare la pressione arteriosa; per chi soffre di ipertensione, assumere ribes nero significherebbe un peggioramento della patologia, con complicazioni per la salute del cuore e delle vene.

Il ribes nero può interagire con anticoagulanti e psicofarmaci: da una parte, amplificherebbe gli effetti delle terapie che regolano il sangue, dall’altra, la stimolazione della produzione di cortisolo potrebbe interagire con le patologie nervose e psicologiche.

Sconsigliata l’assunzione di ribes nero anche in soggetti che soffrono di epilessia, perché potrebbe scatenare frequenti crisi convulsive.

 

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