SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

L'Occultismo tra Scienza e Religione

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Anteprima del libro "Viaggio Iniziatico nei Mondi Interiori" di Gareth Knight

La sfera di luce

L’occultismo è una branca della scienza. Come la scienza fisica studia le forze e le forme fisiche, così la scienza occulta studia le forze e le forme occulte, ovvero quelle che non sono immediatamente evidenti alla nostra percezione fisica. (Il termine “occulto” deriva dal latino occultus, che significa “nascosto”.) Il fatto che molti non riconoscano l’esistenza di tali forze è irrilevante, e non significa che esse non esistano. Solo che le scoperte della scienza occulta non sono così facilmente dimostrabili come quelle della scienza fisica. Un problema, ad esempio, è che le forze occulte non vengono registrate dagli strumenti fisici in modo diretto.

Per la sua mancanza di risultati fisici facilmente dimostrabili, la scienza occulta è stata esclusa dagli studi accademici ufficiali, almeno a partire dal XVIII secolo. Di conseguenza si è trasformata in un’accozzaglia di argomenti scartati – sia scientifici che religiosi – ed è diventata il terreno di caccia ideale per mistificatori, ciarlatani, incapaci, folli, creduloni e pervertiti.

Tuttavia, molta di questa parte silente dell’accademia non vuole rimanere lettera morta! Nonostante la mancanza di un riconoscimento ufficiale, continua a mostrare segni di vita. Ciò fa pensare che dietro alle idee distorte e rifiutate si nascondano autentiche verità estremamente vitali che, proprio perché tali, sopravvivono agli abusi e alla negligenza di cui sono vittime.

Purtroppo, quando le cose vengono messe insieme alla rinfusa, come in questo caso, crescendo formano un groviglio quasi inestricabile. Di tanto in tanto allora emergono strane idee popolari, che pur essendo alimentate da qualche goccia di verità, sono tuttavia condannate a consumarsi presto, deteriorate e spente dai molteplici errori che ne hanno fomentato la crescita repentina.

Tra scienza e religione

Di qui la storia delle eresie nelle varie epoche, sia nella scienza che nella religione. Il nostro compito è individuare con esattezza le verità fondamentali che questi fenomeni continuano a riportare a galla.

A tal fine, vanno chiariti i termini della questione. Innanzitutto dobbiamo decidere qual è la differenza tra “scientifico” e “religioso” nella materia di cui ci occupiamo. In altre parole, nel contesto delle scienze occulte, dobbiamo distinguere tra mistico e magico: il primo riguarda l’esperienza pratica religiosa di natura interiore, mentre il secondo concerne l’esperienza pratica scientifica di natura interiore. Ciò che fondamentalmente ci interessa qui è l’esperienza di natura interiore, di qualsiasi tipo essa sia, sebbene sia fondamentale anche definirne le diverse tipologie.

In breve, l’aspetto religioso, o mistico, è quello dell’anima che si avvicina a Dio, e l’esperienza che ne consegue. L’aspetto scientifico, o magico, è l’approccio dell’anima alla Creazione interiore. Su questo punto bisogna fare chiarezza, altrimenti rischiamo di scambiare forze archetipiche o agenti intelligenti dei mondi occulti per dèi, o di presentarci al loro cospetto privi di autorità o di punti di riferimento adeguati. Spesso non è possibile arrivare a una vera e propria comprensione delle forme e delle forze del mondo occulto senza un’autentica fede in Dio. Allo studioso che nega l’esistenza di Dio, in modo categorico o anche solo temporaneo, sono preclusi i raggiungimenti più elevati dell’occulto. E questa consapevolezza della realtà deve riguardare l’esistenza di un Dio di natura personale.

Dobbiamo qui prendere espressamente le distanze dalla visione dell’occultismo che prevale al giorno d’oggi: quella del classico cosmologo da salotto. Visione che implica un’idea sorpassata, ottocentesca, secondo cui Dio è una specie di remota “forza vitale” o “spinta evolutiva”. In gran parte originata dalla filosofia indù il cui influsso si diffuse in Occidente alla fine dell’Ottocento, tale visione si compiace di speculare sulle condizioni di vita e di esistenza in altri mondi, sistemi solari e galassie, nel tempo presente, passato e futuro. Si tratta di una sorta di esercizio intellettuale in un certo qual modo affascinante per la sua complessità, e ricco di ambiziose pretese, come quella di essere qualcosa di estremamente antico che si tramanda in segreto da generazioni e generazioni di adepti: tutte cose che alimentano la curiosità con una sottile forma di orgoglio.

Allenamento per la mente

L’unico vantaggio pratico di questo genere di attività speculative è che la sua sostanza, essendo molto fantasiosa, può fungere da allenamento per la mente, anche se non ne costituisce una fonte di informazioni. Come ginnastica mentale può servire a sviluppare l’intuito, a patto che non si prendano troppo sul serio i suoi contenuti. Disgraziatamente, però, viene considerata più sacrosanta delle Sacre Scritture e prerogativa dei “più evoluti”, anche se riuscire a leggere certi voluminosi tomi sembra più tipico di menti acritiche inclini a perdere tempo che di esseri “altamente evoluti” o dotati di straordinari poteri.

Molti ricercatori dell’occulto attraversano questa fase, che è comunque innocua se passeggera. È triste considerare la quantità di tempo che il “cercatore” medio spende nel passare continuamente da un sistema a un altro. Sarà anche proficuo per il commercio dei libri sull’occulto, ma la qualità dei prodotti proposti fa tristemente riflettere: stimolano la curiosità, promettono la verità, ma raramente regalano soddisfazioni durevoli. Perché non sono per nulla pratici. Se dovessero scendere nell’ambito pratico, la loro mancanza di realtà diventerebbe subito evidente.

Ovviamente l’occultismo presenta anche aspetti molto pratici che non hanno niente in comune con il misticismo che costituisce un elemento importante del lavoro occulto di natura superiore. Parliamo qui delle pseudo-scienze, discipline che sono state rifiutate per ragioni buone ma anche cattive, ad esempio astrologia, ipnosi, rabdomanzia, diagnosi dell’aura, agopuntura, ecc.; tutte con una loro storia, che le vede ora dentro ora fuori dalla cerchia delle scienze riconosciute.

Prendiamo il caso dell’ipnosi. Questa disciplina ha di fatto riguadagnato dignità in campo medico dopo aver attraversato fasi alterne; è infatti passata da spettacolo di intrattenimento a soggetto di romanzi d’amore, ed è stata etichettata nei modi più disparati, tra cui “magnetismo animale” o “autosuggestione indotta”.

Lo studio dell’aura umana venne intrapreso dal dottor W.J. Kilner, medico dell’ospedale St. Thomas di Londra, che scrisse il libro L’aura umana30 come supporto alla diagnosi medica. Tuttavia, i progressi della medicina e la scoperta di metodi diagnostici più semplici e avanzati hanno reso tale studio superfluo. L’argomento è così ricaduto nel mondo dell’occulto, in cui viene riproposto senza soluzione di continuità e con un atteggiamento di fideismo incondizionato anziché di indagine scientifica. In futuro, non si sa mai, potrebbe benissimo tornare a essere un metodo scientificamente riconosciuto e perdere la sua connotazione “occulta”.

Vi sono motivi fondati per ritenere che l’astrologia, l’influsso delle stelle sulle umane vicende e sulla personalità, sia una disciplina seria, anche se decisamente inaffidabile nella previsione del futuro, e talmente vaga nella descrizione del carattere da risultare poco funzionale a livello commerciale e decisamente al di fuori dell’ambito scientifico ufficialmente riconosciuto. Di solito, però, chi avvicina la materia rimane colpito dalla sconcertante accuratezza di una previsione azzeccata, per quanto sporadica, o dalla generica validità delle tipologie caratteriali che delinea. Dire che esistono personalità corrispondenti ai segni zodiacali (in base alla data di nascita) equivale a dire che esisto no tratti caratteriali corrispondenti alle nazionalità; sono informazioni senza utilità concreta, non dimostrabili in laboratorio.

La rabdomanzia è una scienza misteriosa che la comunità scientifica a stento riconosce, perché attualmente non esistono teorie plausibili che riescano a spiegarla. Ma è stato ampiamente dimostrato che funziona, altrimenti le aziende private non pagherebbero somme tanto elevate a chi riesce a trovare l’acqua e i metalli con questi metodi. Quando i rabdomanti ottengono risultati muovendo un pendolo sopra una mappa, la scienza nasconde la testa sotto la sabbia. Quei risultati non sono assolutamente in linea con i moderni (e presumibilmente “scientifici”) preconcetti.

Negli esempi citati, le scienze si trovano sulla linea di confine tra il fisico e il non-fisico. Il loro legame con il non-fisico tende a renderle imprevedibili e dipendenti da considerazioni soggettive che la scienza fisica trova arduo accettare.

Notiamo la difficoltà con cui la scienza fisica si muove in questo terreno di confine tra il materiale e il non-materiale, in cui le discipline diventano occulte o non-occulte a seconda di quanto sono vicine al mondo fisico. Ma esistono anche ambiti completamente immateriali che possono essere studiati solo con metodi soggettivi.

Uno di essi è la magia. Dobbiamo capire che la magia è una scienza, affine alla psicologia (scienza anch’essa “inesatta”, perché non riguarda la materia inanimata), ma più ampia.

Per comprendere la natura scientifica della magia possiamo prendere in considerazione gli obiettivi di un tipico mago rinascimentale come Giovanni Tritemio, Abate di Sponheim, che includevano l’utilizzo di una rete telepatica per trasmettere messaggi a distanza e sapere quello che accadeva in altre parti del mondo. In questo senso, il suo obiettivo, se non proprio i risultati che ottenne, non era altro che l’antesignano di quello che si sarebbe realizzato con i mezzi di comunicazione come telegrafo, telefono, radio e televisione. Storicamente sarà la scienza fisica, più che quella occulta, a ottenere i migliori risultati di questo genere, anche se, per quanto ne sappiamo, il mago potrebbe aver raggiunto lo stesso obiettivo con metodi occulti, senza però avere la capacità o la volontà di dimostrarlo.

A quei tempi le scienze fisiche erano strettamente intrecciate con quelle occulte, gli astronomi erano anche astrologi, i farmacisti alchimisti. Il dottor John Dee, che indagava le possibilità di comunicare con gli spiriti con l’aiuto di un sensitivo e di una sfera di cristallo, era un matematico di notevole importanza, nonché devoto cristiano.

Il grande balzo compiuto dall’umanità durante il Rinascimento grazie alla comprensione del metodo scientifico è intimamente connesso tanto alla scienza occulta quanto a quella fisica. Il mondo classico antico non aveva fatto grandi progressi a livello scientifico o tecnologico, non certo perché gli uomini di quel periodo fossero ottusi o meno “evoluti” di noi, ma perché erano più interessati alla speculazione filosofico-razionale, che non all’analisi meccanica della realtà. Nel Medioevo, finita l’età della barbarie, la teologia e la contemplazione religiosa furono elevate al vertice delle attività umane, per cui qualunque velleità indagatrice o manipolatoria nei confronti del mondo creato da Dio era vista come opera del diavolo.

Lo spirito del rinascimento

Quando lo spirito del Rinascimento sconvolse questo assetto psicologico, uomini come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Cornelio Agrippa si dedicarono di propria iniziativa all’“empia” manipolazione della materia. La Chiesa tendeva a guardare tali figure con estrema diffidenza, che fossero scienziati occulti come Giordano Bruno e Tommaso Campanella, o fisici come Galileo o Copernico. Ovviamente molti, come Keplero, Cardano, Paracelso e Newton, erano tutt’e due le cose.

Oggi siamo nella situazione in cui la scienza fisica, avendo ottenuto molti più risultati concreti della scienza occulta, viene considerata l’unica scienza, mentre la scienza occulta è finita in un guazzabuglio di cose fraintese e scartate, a volte scambiata per religione deviata o eresia.

Questo testo è estratto dal libro "Viaggio Iniziatico nei Mondi Interiori".

Data di Pubblicazione: 19 giugno 2018

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