Incontra le tue emozioni e risveglia le tue potenzialità con le pratiche di Shinrin-yoku. Leggi ora l'estratto di "Obiettivo Salute con la Forest Therapy".
Introduzione alle discipline trattate
«Camminare in natura fa stare bene»! Quante volte si è sentita questa frase? Eppure è sempre rimasta una considerazione dal tono molto soggettivo e, per alcuni versi, anche suggestivo e, perché no, figlia della corrente modaiola della new age.
Negli anni Ottanta del XX secolo, un ricercatore giapponese, il dottor Quing Li, comincia a sperimentare la pratica in natura, riuscendo a verificare in maniera strumentale le reazioni di un corpo umano al contatto con essa.
Poté misurare la variazione di parametri vitali come la conduttanza termica, i valori pressorici, la saturazione dell'ossigeno. Ad un'analisi delle componenti sanguigne, notò una maggiore produzione di linfociti NK («Natural Killer») che si occupano della gestione delle cellule tumorali del corpo; notò inoltre come il tono dell'umore migliorava, i più giovani avvezzi a problemi attentivi ne giovavano nel comportamento e molto altro.

Si era intorno al 1980, anno in cui ha avuto luogo una scoperta scientifica significativa.
Tutt'oggi in fase di ricerca e approfondimento, lo Shinrin-yoku («Bagno di foresta») o Forest Therapy è inscritto nel sistema sanitario nazionale di diversi stati nel mondo, a sostegno di un miglioramento psicofisico.
Dalle ricerche si comprese che gli alberi rilasciano nell'ambiente una serie di molecole odorose volatili, i terpeni - detti anche BVOC («Biogenic Volatile Organic Compounds») - composti organici volatili biogenici.
Essi vengono rilasciati nell'ambiente dalle foglie e dalla corteccia degli alberi. Inspirandole, i recettori del corpo umano attivano una serie di risposte dei parametri biologici sopra descritti.
La ricerca comprese che l'essere umano ha sempre vissuto in luoghi rurali e da quei luoghi ha tratto cura e sostentamento.
Guardando alla storia dell'essere umano, sono solo pochi anni - circa 200 - che si sono istituiti i primi centri urbani, ambienti totalmente nuovi e per molti versi sterili rispetto alle antiche attitudini e agli aiuti rurali.
Nuovi ambienti pongono nuove richieste di adattamento a chi vi abita, con problematiche e conseguenti soluzioni di autoguarigione che il corpo umano non ha in memoria a livello epigenetico, generando sintomi e patologie, appunto, sconosciuti, nuovi.

Viene coniata poco dopo, dal giornalista Richard Louy, l'espressione «Sindrome da Deficit di Natura» o «Nature deficit disorder», dove l'assenza protratta di elementi naturali, ambienti caratterizzati da urbanizzazione, elettromagnetismo e forte stress comportano sintomi importanti, specialmente nella giovane età, in cui avviene la disconnessione tra Uomo e Natura, evento mai verificatosi nella Storia dell'essere umano.
La biofilia, ovvero il collegamento e il giovamento della natura da parte dell'Uomo, viene gradualmente persa, spesso a favore della tecnologia che, invece di essere di aiuto all'Uomo, diviene centro di vita.
Il ritorno alla natura, mai in senso assolutista ma in modo compartecipato, secondo il dottor Li, è il rimedio per il riequilibrio fisico, mentale e spirituale rispetto a molti dei mali del nuovo millennio.

Ad esempio, il dottor Li considera una pratica di quattro ore, come anche un semplice picnic in un parco urbano, fattore di beneficio per circa un mese.
In questo libro è possibile esperire diverse tecniche nel bosco e in generale a contatto con la natura, sperimentando la conoscenza e la comprensione di alcune emozioni.
Ci appassiona e continua a farci innamorare poter raccontare la bellezza di entrare nel bosco, di potersi sperimentare ed ascoltare nella bellezza assoluta della madre selva, di come processi importanti possano essere osservati, spiegati e accompagnati con diversi strumenti, i quali puntano tutti allo stesso ambizioso quanto antico obiettivo: tornare ad essere natura all'interno della natura.

Le pratiche in natura proposte in questo libro
Per partecipare alle pratiche proposte, è importante seguire semplici accorgimenti che consentiranno allo sperimentatore un'esperienza nutriente e appagante. L'ingresso nel bosco equivale all'ingresso rispettoso in una casa di un amico o familiare. Va fatto con attenzione e rispetto. Ѐ una buona norma evitare di cogliere o estirpare gli elementi.
I fiori e tutti gli abitanti del bosco sono meravigliosi da osservare vivi! Nel bosco si entra con il giusto abbigliamento. Il giusto grado di calore fisico, che faccia caldo o fresco, è importante. L'esperienza del bosco invernale è unica, come è meravigliosa ogni altra stagione.
Si indossano scarpe con la suola tacchettata e possibilmente impermeabili, un abbigliamento lungo anche d'estate, questo per impedire le possibili punture di insetti. Ѐ bene riporre in uno zainetto la giusta quantità di acqua e di cibo, più un piccolo kit di pronto soccorso.
Ѐ possibile portare con sé un bastone al quale poggiarsi qualora ci fossero salite o discese più impegnative. Avere un bosco con una segnaletica ben tracciata e saperla leggere aiuterà, soprattutto i principianti.
Ѐ molto utile conoscere il territorio, la fauna selvatica. Conoscere i tempi di alba e tramonto e le conseguenti escursioni termiche che in un bosco, soprattutto d'inverno e al tramonto, possono essere considerevoli.
Ѐ bene lasciare detto ad una o più persone il luogo in cui si andrà cosicché, in caso di emergenza, potremo essere rintracciati. Queste semplici norme permetteranno un viaggio nel bosco e una qualità esperienziale senza eguali!

Data di Pubblicazione: 12 luglio 2024