Scopri come guarire e compiere il primo passo per creare quel capolavoro che è la storia della tua vita leggendo l'anteprima del libro di Don José Ruiz.

L'importanza della guarigione

La tradizione tolteca riconosce che ogni essere umano è un artista (ricordati che la parola tolteco significa artista) e che l’opera d’arte che creiamo è la storia della nostra vita. Come ama dire mio padre, don Miguel Ruiz: “Sei tu l’unico che può cambiare la storia in cui stai vivendo, se non ti piace”.

Curare se stessi è ciò che rende possibile un cambiamento duraturo. La borsa di medicina è concepita per aiutarti a fare esattamente questo.

L’importanza della guarigione mi è stata insegnata da uno degli sciamani più potenti che abbia mai conosciuto: mia nonna. Era la custode della tradizione orale della nostra famiglia e ha condiviso la sua saggezza con mio padre, i miei fratelli e il resto della sua famiglia in modo che potesse essere tramandata, migliorata e messa in pratica dalle generazioni a venire. Questo è il suo grande dono che continua ancora oggi.

Mia nonna era una curandera (guaritrice) estremamente potente, la cui pratica di autoguarigione la connetteva alla forza delle generazioni che erano venute prima di lei, alla natura, alla sua profonda fede religiosa e al potere di guarigione di Madre Terra.

Attraverso l’esempio di mia nonna ho imparato tre cose fondamentali:

  1. Quando ci curiamo, costruiamo delle solide fondamenta per la nostra vita.
  2. Quando ci curiamo, stiamo preparando anche tutta l’umanità - non solo i nostri cari, con cui entriamo in contatto direttamente, ma proprio tutti - a curarsi.
  3. Quando ci curiamo, rivendichiamo il nostro posto come guerrieri toltechi.

A chi non ha familiarità cori il guerriero tolteco dico che questa definizione non si riferisce a coloro che usano la violenza fisica ma a coloro che si sono impegnati a guardare la propria mente e a sradicare ogni negatività che vi trovano. Il guerriero tolteco è colui che si impegna a porre fine alla dipendenza della mente dalla sofferenza.

Quando faccio riferimento ai Toltechi rispetto a questa capacità, non intendo l’antica civiltà che prosperò duemilacinquecento anni fa. Sto parlando dei Toltechi che sono vivi ora, quelli che sono consapevoli di essere gli artisti della propria vita e che si sono impegnati a creare un meraviglioso capolavoro. Allo stesso tempo, è importante ricordare che non siamo all’inizio di questo lavoro. Noi partiamo dalla comprensione delle generazioni passate, che hanno trasmesso questa conoscenza e ci hanno aiutato ad arrivare a questo punto. Ora possiamo fare la scelta di trascendere, crescere e fiorire. Dico questo per ricordarti che è vero che una pratica di autoguarigione può venire solo da te e dal tuo intento, tuttavia non sei privo di sostegni. Mentre lavori sulla tua guarigione, ricordati che sei sostenuto dalla forza e dall’amore dei guerrieri che ti hanno preceduto.

Per iniziare il tuo viaggio cerimoniale, creerai due strumenti speciali a cui faremo riferimento più volte nel resto del libro: la borsa di medicina e l’altare personale.

La tua borsa di medicina

In molte culture indigene, una borsa di medicina è un oggetto tradizionale che contiene una varietà di oggetti sacri ad uso esclusivo del suo proprietario. È un punto di riferimento concreto che ti mantiene concentrato sul tuo cammino mentre percorri il mondo. In periodi di stress può fare da zavorra per tenerti saldo su ciò che è più importante, e il suo peso e la sua consistenza ti ricordano costantemente che sei parte di una storia più grande, che stai facendo un cammino di guarigione e di crescita personale.

Qualcuno porta con sé una piccola borsa di medicina con un laccio o una corda intorno al collo oppure in un borsello o in una tasca. Altri possono avere borse un po’ più grandi che portano con sé alle cerimonie. Molte borse di medicina tradizionali sono realizzate a mano con pelle o cuoio. La tradizione è importante, ma ogni modello stabilito deve crescere e cambiare insieme alla cultura affinché mantenga il suo potere e la sua rilevanza. Potresti scoprire che preferisci acquistare una borsa di medicina già fatta, oppure che sei più attratto da una di cotone, di lino o di feltro. La borsa, che sia tradizionale o meno, deve piacerti perché la cosa più importante è il lavoro interiore che farai con essa. Per riempire la tua borsa di energia curativa e di oggetti di grande significato attingerai dal tuo io più profondo.

Se scegli di farti la borsa di medicina da solo, devi prima decidere le sue dimensioni. Una piccola borsa personale da portare al collo o mettere in tasca o in un borsello dovrebbe stare nel palmo di una mano. Un semplice sacchettino con dei laccetti è abbastanza facile da realizzare, tagliando due pezzi di stoffa (o di pelle se sei capace di lavorare con essa), cucendoli insieme su tre lati, rovesciando l’interno verso l’esterno e poi cucendo una corda o un laccetto sul bordo superiore per chiuderlo. Una borsa più capiente per gli oggetti cerimoniali può essere fatta più o meno allo stesso modo e di qualsiasi dimensione. Ci sono molti tutorial online che possono aiutarti in questo.

Una volta realizzata la tua borsa, puoi decorarla con perline, ricami o simboli colorati che riguardano il tuo cammino e che hanno un significato speciale per te. La borsa è in sé un oggetto sacro a pieno titolo, pertanto dedica alla sua realizzazione o alla sua scelta la stessa attenzione e lo stesso tempo che dedicheresti agli oggetti al suo interno.

Se scegli di acquistare una borsa già pronta, considera diverse opzioni e attendi che quella giusta ti chiami: lo saprai quando la vedrai. Se puoi, confronta diverse alternative e vedi se una di esse ti sembra quella giusta o se in quel momento avverti qualche segnale. Degli uccelli volano sopra di te quando prendi una borsa? Hai sentito un profumo familiare nell’aria? Non c’è bisogno di accelerare questo processo.

Spesso, quando permettiamo a un oggetto sacro di sceglierci invece di fare il contrario, finiamo per avere qualcosa di perfetto per noi che consapevolmente non avremmo scelto.

Una volta che hai trovato o creato la tua borsa di medicina, ciò che ci metti dentro dipende solamente da te. Prenditi il tuo tempo per farlo. Resisti alla tentazione di metterci dentro tutto subito e in una sola volta. Cogli piuttosto l’occasione per passare del tempo in meditazione e distinguere ciò che appartiene alla tua borsa di medicina da ciò che invece sarebbe meglio lasciare sul tuo altare a casa (che vedremo in seguito). Queste cose possono includere piccole pietre, doni del tuo animale guida (piume, pezzetti di pelliccia), piante essiccate, piccole conchiglie, preghiere scritte su carta. Pensa ai tuoi oggetti personali più preziosi che insieme rappresentano il tuo spirito peculiare e sono un simbolo potente del tuo viaggio. Nei capitoli che seguono ti darò dei suggerimenti sulla creazione di oggetti che puoi aggiungere alla tua borsa di medicina e che possono aiutarti a guarire e a cambiare.

Quando la borsa di medicina è completa, dovresti dedicare un po’ di tempo a benedirla, lasciandola sotto i raggi del sole o della luna, oppure pregando o cantando per lei mentre ti concentri sul suo nuovo ruolo di punto di riferimento per il tuo cammino spirituale o di guarigione.

Infine, lascia che la tua borsa di medicina evolva con te. Potresti sentirti spinto ad aggiungere o a togliere degli oggetti basandoti su sogni, percorsi sacri, visioni, necessità di guarigione o incontri con il tuo animale guida. Lasciati guidare dal tuo intuito: non esiste un modo giusto o un modo sbagliato. La borsa è una sacra benedizione che ti accompagna ovunque tu vada.

Il tuo altare personale

Oltre al potere della borsa di medicina, molte culture tradizionali riconoscono l’importanza di creare un luogo sacro per la riflessione spirituale, un luogo che unisca il mondo visibile e quello invisibile. Un altare personale è un riflesso di questo antico concetto: un luogo onorato, custodito e tenuto con cura, permeato di bellezza e devozione, dove il sacro e il quotidiano si incontrano. In un certo senso, la tua borsa di medicina funziona già come un piccolo altare portatile poiché contiene elementi di un potere profondamente sacro che risuonano con il tuo sentiero personale. Allo stesso modo, la creazione del tuo altare domestico favorisce il tuo percorso originale, espande in tutta la tua casa il potere del tuo sacro intento e ti offre uno spazio prescelto per la pratica cerimoniale.

Nella tradizione tolteca, il tuo altare personale funge da metafora del tuo spirito originale e del tuo posto nell’universo. Non ci sono regole per la creazione dell’altare: può essere semplice e minimalista o essere un’esplosione di colori e di forme. Al tuo altare puoi recitare preghiere o mantra, definire il tuo intento e riflettere su di esso, meditare, eseguire cerimonie e rituali, fare offerte e canti. Come la borsa di medicina, è un promemoria materiale del viaggio che stai facendo, un quartier generale per il tuo cuore divino.

Sarebbe opportuno cambiare stagionalmente il tema del tuo altare e onorare i tuoi cari passati ad altra vita aggiungendo le loro foto (entrambe queste pratiche saranno trattate più avanti). Un altare è uno spazio dove riposarsi dal ritmo frenetico della vita quotidiana e notare se la mente sia intrappolata nella sofferenza. Un altare è, per gli spiriti e le forze del mondo, il segnale che sei pronto per avanzare sul tuo cammino.

Ognuno ha un suo altare, unico nel suo genere, ma eccoti alcuni suggerimenti per iniziare.

In primo luogo, trova un posto in casa da dedicare a questo: può essere il ripiano superiore di una credenza o di una madia, un tavolino, una libreria, un comodino, un caminetto, un angolo del giardino. Potresti anche valutare l’idea di realizzare il tuo altare su un’asse di legno o su un carrello con le ruote, in modo da poterlo riporre quando non lo usi. Gli altari possono essere adattati a qualsiasi superficie e dimensione, quindi non preoccuparti se all’inizio tutto ciò che riesci a recuperare è un angolo del comò. Anche una semplice candela votiva con un paio di minuscoli oggetti può creare l’ambiente e focalizzare il tuo intento con la stessa potenza dell’altare più elaborato.

Una volta scelto il posto, dovresti ripulire e consacrare lo spazio, assicurandoti che sia privo di polvere e purificandolo energeticamente con incenso o con una cerimonia del sale (vedi il capitolo nove). Quando lo spazio è pronto, prenditi del tempo per scegliere gli oggetti del tuo altare. Forse hai in casa delle cose che sai già che avranno un posto nel tuo altare, o forse dovresti stare un po’ in mezzo alla natura cercando qualcosa che abbia un significato per te. Nell’altare potresti includere fiori freschi, cristalli e cose trovate durante delle passeggiate spirituali (come pigne, conchiglie, piume o pietre); bottiglie di vetro riempite dell’acqua di un fiume, un lago o una sorgente che per te è speciale; campanelle, libri di preghiera o altri testi sacri; tazze o ciotole per contenere acqua, erbe, terra, pietre o piccoli oggetti; foto di persone care, statue o immagini di spiriti o divinità; candele o incensieri... Le possibilità sono davvero infinite.

Quando hai sistemato l’altare, dedicati ad accendere le candele, bruciare dell’incenso e ascoltare un po’ di musica. Raccogli ogni oggetto considerando il suo valore e il suo significato per te e di’ una piccola preghiera. Una volta installato il tuo altare, puoi tornarci quando vuoi, anche per brevi momenti, per rinnovare la tua motivazione e collegarti al mondo. Non sentirti obbligato a svolgere cerimonie lunghe ed elaborate. Anche il semplice atto di prendere un oggetto dell’altare, tenerlo tra le mani e chiedere una benedizione può rinvigorire la tua giornata.

Anche il tuo altare è la tua opera d’arte. In esso troverai il riflesso vivente e spirituale della storia della tua vita. Lascia che la sua bellezza sia un promemoria della tua, come fosse una finestra attraverso la quale puoi raggiungere i mondi dell’invisibile.

L'impegno a guarire

Dopo avere realizzato a modo tuo questi due importanti strumenti, è tempo di fare il primo passo rituale verso la guarigione. Si basa su una cerimonia che ho imparato da mia nonna e che funge da iniziazione e impegno all’autoguarigione. Genera un potente promemoria, che ti aiuterà durante il percorso di guarigione. Con questa pratica metterai insieme gli oggetti con una tua foto per legare a te la loro bellezza e potenza. L’esecuzione di questa cerimonia simboleggia la tua consapevolezza di essere l’artista della tua vita e il tuo riconoscere che guarire è il primo passo per creare quel capolavoro che è la storia della tua vita.

Prepara e raccogli:

  • Una tua foto
  • Un vaso di vetro o un altro contenitore con coperchio
  • Alcuni piccoli oggetti degradabili che per te rappresentano la guarigione o che sono significativi e allettanti (per esempio conchiglie, fiori, pietre, legnetti, pigne, pezzetti di tessuto colorato)
  • Incenso (opzionale)
  • Acqua

Per iniziare, metti la tua foto e gli oggetti all’interno del vaso. Se stai usando l’incenso, sbriciolane un po’ e aggiungilo al resto. Quindi riempi il contenitore con acqua. L’acqua è un simbolo universale della vita e, come l’aria, un canale per lo scambio di energia tra oggetti. Siamo tutti collegati dall’aria che respiriamo e dall’acqua che ci scambiamo attraverso i nostri corpi.

Poi concentra il tuo intento sulla guarigione e sulla trasformazione di te stesso nell’artista della tua vita, rimanendo aperto al respiro e alle sensazioni che sorgono, e pronuncia ad alta voce il seguente mantra:

Mi impegno a curare costantemente il mio sé più profondo, ad aprire il mio cuore, a prendermi cura del mio corpo, a prendermi cura della mia mente, a porre fine alla dipendenza dalla sofferenza. Sono l’artista della mia vita e sono pronto a creare il mio capolavoro.

Quindi chiudi il contenitore con il coperchio e mettilo da qualche parte per tre giorni senza toccarlo. Ora hai creato un potente vaso di gestazione, in cui l’energia degli oggetti può unirsi alla tua. Nei tre giorni successivi, ogni volta che vedi o ricordi il vaso, prenditi un momento per sentire il potere del tuo intento e indirizza quell’energia positiva verso di esso. Dopo tre giorni, butta l’acqua del vaso e prendi la tua foto.

Questa immagine ha ora il potere degli oggetti, dell’acqua e delle tue intenzioni. Mentre è ancora bagnata, tienila tra i palmi delle mani e chiudi gli occhi. Sii grato per l’energia che contiene. Dopodiché lascia che la tua foto si asciughi al sole per assorbire altra energia potente, quindi mettila in un posto significativo: forse nella tua borsa di medicina, sul tuo altare o tra le pagine di un diario o di un libro che leggi regolarmente. L’importante è che sia in un posto speciale dove la vedrai spesso, perché ti ricorderà il tuo impegno a essere il guaritore di te stesso e l’artista della tua vita.

Adoro questa cerimonia perché definisce il tuo intento di curarti e ti dà una rappresentazione fisica di quell’intento. Entrambi sono espressi nella foto che hai impregnato dell’energia di questi oggetti. La foto ora ha questa energia. E anche tu.

Data di Pubblicazione: 30 dicembre 2020

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