I Romani Hanno Copiato - Syusy Blady
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I Romani Hanno Copiato

I Miei Viaggi che Raccontano Tutta un'Altra Storia - Anteprima del libro di Syusy Blady

I Romani

È una vita che ci fanno studiare i Romani: elementari, medie, superiori. Se non bastasse anche all'università. E tutto il resto del mondo? Dall'Asia ci è arrivato molto di più di quanto sappiamo, e non lo sappiamo perché non lo studiamo. Così, rimaniamo convinti di essere il centro della civiltà. Partendo da Roma, e seguendo a ritroso le orme della lupa, si arriva addirittura in Mongolia...

- Ci sono venuto decine di volte qua a San Pietro, o meglio davanti a San Pietro, in mezzo al colonnato del Bernini, in mezzo al traffico di Roma. Abbiamo anche abitato per anni da queste parti. E tu adesso sostieni che qui sotto San Pietro cè un antico tempio pagano. Ma chi sei, Dan Broum?

Meglio di Dan Brown. Le mie avventure non sono inventate, le ho vissute di persona in quindici anni di viaggi. Anzi, lasciamo perdere il Vaticano con il suo muro rosso là alla base, costeggiamo invece le Mura Vaticane ed entriamo un momento ai Musei Vaticani dove, se vieni con me, ti faccio vedere una cosa importante. Dai!

- Ma cè una fila che non finisce più...

Ma noi la scavalchiamo. Il custode mi conosce, vengo qui spesso, ormai mi fa entrare... Ti porto direttamente dentro. Qui ai Musei Vaticani sono conservati i documenti più incredibili, raccolti in secoli di colonizzazione e cristianizzazione.

È evidente che tutta la sapienza pagana, di tutti i luoghi toccati dalla cristianizzazione, è arrivata qui ed è conservata - ma nello stesso tempo nascosta - in questi archivi.

- Però non è che facciamo la fine di Tom Hanks in «Angeli e Demoni»?! Ti ricordi? Lo chiudono negli archivi, e rischia di morire per mancanza di ossigeno! Riesce a salvarsi per un pelo, spaccando tutto per uscire...

No, noi non vogliamo distruggere niente, anzi: vogliamo portare alla luce i segreti, svelarli... Perché ti ho portato qui? Guarda quella statua.

- Quale? Quella con tutte quelle tette?

Sì, quella. In effetti gli attributi che ha sul petto non sono tette, anche se si trovano all’altezza delle tette. Sono testicoli di toro. La chiamano Diana Artemide Efesina, è l’antica Signora di Efeso e rappresenta un simbolo di fecondità. A lei era dedicato un tempio così grande e famoso da essere considerato una delle sette Meraviglie del mondo antico. Di statue come questa nell’antichità ce n’erano centinaia in Medio Oriente, dove il culto era più diffuso. Ti ricordi che le abbiamo anche viste anni fa in Turchia?

- Di una statua con tante tette ho un vago ricordo... Ricordo bene invece (era uno dei nostri primissimi viaggi, ed eravamo davvero turisti per caso) che mi fece impressione tutta quella gente accucciata: per un attimo ho pensato che stessero facendo i loro bisogni per strada...

Scoprimmo invece che era l’Oriente! Lì ci si siede così. Che bello, è stato il primo contatto con una cultura diversa e sai quante cose si scoprono su se stessi, aprendosi a un’altra storia? Che poi è alla base della nostra! Come appunto nel caso delle Artemidi Efesine. Le prime le ho viste in Turchia. Qui ai Musei Vaticani ne sono conservate tantissime. Ne hanno fatto incetta, se le sono portate via per metterle al Museo, ma secondo me anche per toglierle dai luoghi deputati, per sostituirle con il culto di Maria, che venne istituito per legge durante il Concilio di Nicea nel 325 d.C., a sostituzione del più antico culto della Dea, impossibile da estirpare. Nestorio, sostenendo che Maria fosse madre solo di Cristo in quanto uomo, metteva in discussione il suo culto, cosa che aveva suscitato una forte reazione in Egitto... Ma cosa fai, telefoni mentre ti parlo?

- Ma no, mi connetto. Miracoli della tecnica... Nestorio, chi era costui? Ecco: Nestorio, 381-451 d.C., Vescovo di Costantinopoli. Eretico Diofisita. Diofisita? Sosteneva cioè la doppia natura di Cristo, umana e divina. Condannato dal Concilio di Efeso, riabilitato cinquecento anni dopo... Nemico del vescovo Cirillo, quel cattivone che uccise Ipazia (questa la so: ho visto il film!). Ma insomma, che cazzecca questo Nestorio con i testicoli di toro appesi sulle tette della Dea?

C’entra con Maria, che c’entra con la Dea: le teorie di Nestorio suscitarono reazioni negative nei luoghi in cui erano abituati a vederla assisa sul trono. E sono proprio i luoghi dove prima si venerava Iside, al cui culto quello per la Madonna si è sovrapposto. Anche a Efeso vi fu un’analoga reazione. Qui gli abitanti erano molto devoti a Maria, che si riteneva fosse morta proprio in quella località. A Efeso, però, guarda caso, prima del culto di Maria, c’era un tempio gigantesco distrutto da Erostrato... telefoni ancora?!

- Erostrato: pastore mitomane che per passare alla storia il 21 luglio del 356 d.C. incendiò il tempio di Artemide, considerato una delle sette Meraviglie del mondo...

Non c’è bisogno che ti connetta, basta che tu mi dia retta:

Erostrato distrusse il tempio di Diana-Artemide con la sua statua, che celebrava «la Grande Madre», carica di mammelle e di testicoli di toro. Gli abitanti di Efeso avevano gridato a suo tempo in faccia a Paolo di Tarso: «Grande è la Diana degli Efesini!».

- E allora?

L'unico Dio

Alla fine tutta la grande impalcatura delle religioni monoteiste si regge sul concetto della Dea. Perché l’unico Dio alla fine che cos’è, se non una Dea dai mille volti? Mi sembra di poter dire che l’idea stessa di monoteismo viene dalla Dea, adorata ovunque con mille volti ma un unico senso. Tra l’altro, sai chi era la madre di Diana?

- Sicuramente una che Zeus si era portato a letto...

Già: Latona! La lupa. Capisci?

- La lupa

L’iperborea Latona era la madre di Apollo e di Diana-Artemide e, secondo la leggenda, aveva partorito gemelli divini, avuti da una relazione con Zeus, dopo un viaggio nel paese degli iperborei (cioè nei paesi del Nord) dove era nata. Partorì, di nascosto dalla gelosa Era, sull’isola di Deio, dove era stata accompagnata da «lykes» («lupe» o anche «donne licie», cioè della Licia), e anche lei aveva assunto le sembianze di una lupa. Per questo Apollo era chiamato Apollo Likeios o Apollo dei lupi.

- Quindi una lupa come quella del Campidoglio?

Bravo, sì, come quella del Campidoglio. Visto che siamo a Roma, ti porto a vederla. Si dice che la lupa capitolina in bronzo sia di origine etrusca ma probabilmente è invece medioevale; sembra che i gemelli siano stati aggiunti nel Rinascimento dal Pollaiolo. Però la lupa resta veramente il simbolo della romanità, quindi è importantissima. Ma la lupa, ancora una volta, non è altro che la Dea.

- ... quindi da un simbolo etrusco si è arrivati al simbolo romano per eccellenza: la tradizione vuole che Roma sia stata fondata da Romolo e Remo, i gemelli allattati dalla lupa.

Etruschi

Non è strano trovare a Roma un simbolo etrusco. Come sai, tra i primi re di Roma i più importanti erano appunto di origine etrusca.

- Questa la so: Tarquinio Prisco, Tarquinio il Superbo... alle elementari te li facevano imparare a memoria come una filastrocca.

Tullio Ostilio, Anco Marzio... Esatto. Fino al 509 a.C., alla cacciata del Superbo e all’avvento della Repubblica furono gli Etruschi i veri signori di Roma ed è quindi probabile che tutta la simbologia pubblica abbia attinto dalla tradizione etrusca. Persino il nome stesso della città. Nell’antica lingua degli Osci «Ruma» significa «tetta» ma anche «colle», ed è anche l’appellativo di Tirrenia, sorella di Tarconte, fondatore di Tarquinia. Ma basta con le chiacchiere, siamo arrivati al Campidoglio. Ce la fai a salire queste scale?

- È proprio necessario? La lupa la conosco... L’ho vista mille volte nei libri di scuola: è un classico, e anche se noi siamo troppo giovani - per fortuna - per essere stati figli della lupa, ce l’hanno cucinata in tutte le salse a livello storico. A parte essere il simbolo della Roma, nel senso della squadra...

Ma ti ricordi il mito della lupa che allatta i gemelli? Com’è la storia?

- Mi ricordo dalla quinta elementare... due gemelli abbandonati lungo il Tevere... una lupa li vede... li allatta... li nutre... diventano grandi...

Ma perché tentenni? Non mi dire che non ti ricordi la storia?

- Non tentenno... ansimo... È per via delle scale... Fanno bene a farci i matrimoni in cima al Campidoglio... è la giusta metafora... della vita che ti aspetta...

Lascia perdere e torna alla storia.

- I gemelli allattati dalla lupa sono Romolo e Remo, fondano una città e devono darle il nome, Romolo dice: «La voglio chiamare Roma». Remo dice: «No, si chiamerà... ». Boh, come l’avrebbe chiamata Remo? Remola?

Questo testo è estratto dal libro "I Miei Viaggi che Raccontano Tutta un'Altra Storia".

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