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La Santa della Salute, del Benessere e di una Vita Felice

La Farmacia di Santa Ildegarda - Anteprima del libro di Wighard Strehlow

Ildegarda di Bingen: la santa della salute, del benessere e di una vita felice

Tutto è avvenuto con inconsueta rapidità: santificata da Papa Benedetto XVI nel maggio del 2012, già il 7 ottobre dello stesso anno la profetessa Ildegarda di Bingen è stata nominata Dottore della Chiesa Universale (doctora ecclesiastica universalis), il più alto riconoscimento cui una persona possa aspirare su questa Terra, superiore a qualsiasi onorificenza terrena come il Premio Nobel o l’inserimento fra i beni del Patrimonio mondiale dell’umanità.

A Santa Ildegarda dobbiamo un patrimonio di oltre 2000 farmaci naturali che a oggi non trovano impiego in campo medico. Tra questi figurano generi alimentari ottimali come la spelta, ideale per la cura dei disturbi gastro-intestinali e per impedire lo sviluppo delle neoplasie, o le castagne domestiche che contribuiscono alla rigenerazione dei nervi prevenendo la demenza e l’Alzheimer.

L’uso della galanga per la prevenzione dell’infarto miocardico, degli ictus e dell’ipoacusia improvvisa ha rappresentato una scoperta rivoluzionaria e in grado di salvare vite umane. Anche l’effetto del decotto di lenticchie d’acqua è eccezionale per prevenire le neoplasie e come profilassi delle recidive tumorali. Ancora, la cura di fìnocchiello è considerata un metodo pionieristico nel trattamento di oltre 20.000 patologie autoimmuni.

L'opera completa di Santa Ildegarda

La stesura della sua tesi di dottorato, l’enorme codice Wiesbade-ner Riesencodex, risale già a 800 anni fa; tuttavia, in esso mancano ancora le opere di carattere medico-scientifico spedite a Roma solo in occasione della prima richiesta di santificazione, avvenuta dopo la morte di Ildegarda, che da allora risultano “scomparse”.

Ci rimane tuttavia copia del suo manuale medico Causae et Curae del 1233, da cui si è sviluppata la medicina tradizionale di Ildegarda. Molte sono le versioni esistenti dell’opera Physica: l’esemplare più attendibile, il manoscritto fiorentino della Physica, fu scoperta solo nel 1983 e pubblicata nel 2010 da De Gruyter, Berlino.

Da entrambe le opere sono stati scelti i principali metodi e rimedi medicinali e comparati con lo stato odierno dell’erboristeria scientifica (Enzyklopàdie der Arzneistoffe und Drogen di Hager, 18 volumi, Wissenschaftliche Verlagsgesellschaft Stuttgart 2007, e Teedrogen di Max Wichtl). È perciò evidente che le enormi conoscenze mediche di Santa Ildegarda sono superiori alla maggior parte dei concetti della medicina scolastica moderna, poiché offrono possibilità curative che finora si ritenevano impossibili.

La medicina di Ildegarda come prevenzione

Siamo sinceri: a chi piace ammalarsi, chi si augura di avere un infarto cardiaco, un ictus, reumatismi, il diabete o un tumore?

Come dimostrato da studi scientifici, la maggior parte delle patologie potrebbe essere evitata grazie a una corretta alimentazione che comprenda frumento integrale, frutta, verdura e una quantità limitata di carne e latticini. Immaginiamoci l’80 percento in meno di neoplasie, patologie cardiache, ictus, diabete, demenza, osteoporosi e altre malattie autoimmuni. Mano a mano l’attuale sistema sanitario potrebbe risparmiare un’indicibile quantità di denaro, trasformandosi da un sistema di cura delle malattie a un vero e proprio sistema di promozione della salute.

Finora la medicina tradizionale non ha ancora scoperto una cura definitiva per tutte queste patologie autoimmuni, mentre una buona alimentazione rispondente ai principi di Ildegarda e uno stile di vita sano permettono di prevenire l’80 percento di queste piaghe.

E tuttavia, la realtà è ben diversa: quasi un tedesco su due muore di insufficienza cardiaca, uno su quattro di tumore (218.889 all’anno).

Per un tedesco su sette è fatale l’assunzione di medicinali chimici prescritti in ospedale, circa 58.000 pazienti all’anno. La chimica farmaceutica si piazza così al terzo posto tra le cause di decesso, subito dopo le patologie cardiovascolari e le neoplasie.

Gli studi scientifici hanno dimostrato che i pazienti guariscono quando smettono di assumere medicine chimiche; in pazienti con insufficienza renale cronica avanzata si sono registrati miglioramenti dei valori renali dopo aver sospeso la somministrazione di antiipertensivi come gli ACE-inibitori o i bloccanti AT.

Molti medicinali chimici causano neoplasie drammatiche che si sarebbe voluto evitare: tra questi si ricordano i prodotti chemioterapici, gli antibiotici, il cortisone, gli analgesici o gli anticoagulanti come l’ASA o il Pradaxa®, appena ritirato dal mercato negli Stati Uniti a causa di numerosi casi di decesso. In Germania è ancora possibile ordinare questo stesso farmaco, poiché non è ancora stata promossa un’azione collettiva.

Alpinia galanga e riduzione dello stress invece dell'aspirina®: come prevenire le patologie cardiache

La medicina tradizionale si vanta del fatto che i suoi farmaci siano “evidence-based”, basati su prove scientifiche confermate da studi clinici in doppio cieco.

Cosa dovremmo dire, allora, dell’ultra centenaria aspirina (acido acetilsalicilico, ASA), ad oggi utilizzata in tutto il mondo come medicinale standard per la prevenzione di patologie cardiovascolari? Recenti studi hanno dimostrato che l’ASA ha notevoli controindicazioni mortali come vascoliti, infiammazioni dei vasi sanguigni con rischio di ictus e infarti del miocardio, emorragie gastriche e intestinali incontrollate, ulcere peptiche e intestinali, diverticoliti e molte altre.

In uno studio condotto dal dott. J. Cleland della Hull University (Inghilterra) su oltre 100.000 pazienti che presentavano un alto rischio cardiovascolare, si è dimostrato che l’aspirina era assolutamente inefficace poiché la sua aggregazione piastrinica risulta troppo ridotta.

I pazienti a rischio di infarto cardiaco non vivono più a lungo assumendo aspirina rispetto a quanto succederebbe se non la prendessero: al contrario, coloro che assumono regolarmente aspirina soffrono molto più spesso di gravi collassi cardiovascolari rispetto ai pazienti che non ne fanno uso.

Uno studio dell’Università di Harvard condotto su 40.000 donne ha dimostrato che l’aspirina non riduce né l’incidenza percentuale di infarti cardiaci né il tasso di mortalità.

Ancora, da uno studio del 2009 su diabetici è emerso che l’aspirina peggiora la propensione alle emorragie e può causare emorragie agli occhi che, a loro volta, possono portare a cecità.

Perché decidere di correre un tale rischio, se la medicina di Ildegarda permette di guarire anche senza controindicazioni?

Il sapere di Santa Ildegarda fu frutto di visioni?

Ildegarda stessa risponde a questa domanda in modo estrema-mente chiaro: “Non vengo a conoscenza di tutto questo in sogno, né in estasi, ma quando sono sveglia di giorno e di notte”.

Nel suo ultimo lavoro visionario sulle opere divine, Liber Di-vinorum Operum, scrive: “La Creazione è piena di forze guaritrici che nessuno può conoscere se non sono rivelate da Dio”. Ildegarda riceve le sue conoscenze dalla saggezza divina, mentre non si può dire altrettanto della medicina moderna.

Per questo anche le sue visioni superano tutto il sapere finora accumulato. Nelle sue visioni, Ildegarda viene a conoscenza di molto di più rispetto a quello che sappiamo. Come dichiarò Albert Einstein: “L’intuito è ciò che conta per davvero”.

Nel mondo occidentale questo tipo di fonte del sapere si è persa con filluminismo. Al giorno d’oggi, il nostro sapere medio ha breve durata ed è transitorio, mentre il sapere di Ildegarda non invecchia mai e vale in tutte le epoche, poiché deriva dalla saggezza di Dio. Albert Einstein scrive ancora: “...la più bella emozione che possiamo provare è il senso del mistero; è la fonte di ogni vera arte e scienza”.

La ricchezza spirituale rimane impenetrabile alla ragione. Cartesio si accontentò di un sapere parziale: “Cogito ergo sum”; proprio qui si cela l’alta siepe che ci impedisce di vedere il tutto e ci rende ciechi di fronte alla grandezza e alla bellezza dell’uomo. Con il nostro intelletto siamo diventati dei giganti e abbiamo fatto enormi progressi nei settori della tecnica e delle scienze naturali.

Al contrario, sul piano spirituale e interiore siamo divenuti dei nani zoppi che destabilizzano il mondo intero con il loro sapere parziale e la loro sete di denaro, precipitando in una crisi caotica in tutti i settori, dalla politica alle finanze, dal sistema sanitario alla formazione e addirittura all’educazione dei bambini.

Questo testo è estratto dal libro "La Farmacia di Santa Ildegarda".

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