SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 10 min

Scopri come Aprire il Terzo Occhio

Sviluppa i tuoi poteri psichici

Impara le tecniche e i metodi per accrescere la tua capacità di percepre i mondi oltre il velo dell'ordinario leggendo l'anteprima del libro di Ivo Dominiguez.

Dischiudere la vista interiore

Per molte persone, la vista interiore (vedere spiriti, aure e avere visioni) è il Santo Graal dello sviluppo psichico. Condividerò alcuni metodi che funzionano per la maggior parte delle persone per aprire e sviluppare l’occhio interiore, il terzo occhio. Anche così, non tutti matureranno velocemente dieci decimi di vista psichica o forse non lo faranno mai. Non è un ostacolo al diventare dei professionisti, mentre lo è di molto l’essere troppo critici verso qualsiasi combinazione unica di abilità possedute. Lavora su tutti i sensi interiori, perché ciascuno può essere migliorato, accogli ciò che hai e massimizza i tuoi punti di forza, qualunque essi siano.

La vista psichica ha molte forme e varianti. In questo libro, tratterò tre categorie principali. Per esempio, a volte si sovrappone alla vista fìsica ed è guidata dal punto in cui gli occhi fìsici si focalizzano; questa è la prima categoria. Per alcuni, uno sguardo rilassato e non focalizzato è più efficace se si usa la vista interiore a occhi aperti. In questa modalità, la vista interiore può spaziare dall’essere appena visibile o quasi trasparente al mostrarsi così vivida e colorata da oscurare il mondo fìsico.

Esiste anche una variante della vista psichica a occhi aperti che non compie alcuna sovrapposizione e modifica temporaneamente l’aspetto di qualcosa, facendolo apparire del tutto concreto e fìsico. Questa variante può essere sottile, per esempio un cespuglio sul lato della strada che per un attimo sembra un animale quando vi passiamo accanto, ma anche scioccante, per esempio spostarsi per evitare di urtare qualcuno che un istante dopo non è più lì. La vista psichica a occhi fìsici chiusi e le visioni all’interno della mente costituiscono un’altra categoria. Queste visioni interiori possono andare da sprazzi di colore e forme semplici a panorami completi e dettagliati. Possono essere immagini fìsse, fotogrammi o filmati proiettati dietro le palpebre. Possono riferirsi o avere collegamenti con l’ambiente fìsico oppure con luoghi, piani dell’essere o intervalli di tempo diversi.

Nella terza categoria della vista psichica, le visioni interiori vengono intenzionalmente proiettate su oggetti esterni. Quando guardi in una sfera di cristallo, uno specchio nero o una fiamma per ricercare visioni, stai usando uno stimolo fìsico a mo’ di ancora per ottenere un maggior controllo sul flusso di immagini che normalmente giungono a occhi chiusi. Se non c’è nessun oggetto atto allo scopo, è possibile ottenere risultati ragionevolmente buoni utilizzando una normale parete o un foglio di carta bianco di grandi dimensioni. Proiettare la vista interiore su un oggetto esterno viene spesso chiamato ricerca della visione e può tirar fuori il meglio o il peggio dell’approccio a occhi aperti e di quello della vista interiore. Più avanti riporto un intero capitolo sulla ricerca della visione, ma ti consiglio di leggere i capitoli in ordine e non a salti.

Esercizio di fluidità visiva

La mente cerca costantemente di trovare modelli riconoscibili nel flusso di impressioni sensoriali. Estrapola e riempie gli spazi vuoti cercando di adattare ciò che trova a qualcosa che le è noto. Questo modo di pensare è certamente favorito dall’evoluzione, perché cogliere il segnale nel rumore, ossia vedere il predatore o la scogliera, può portare rapidamente alla sopravvivenza o alla morte.

A volte questa tendenza a rilevare schemi può portare a trovare significati, immagini o suoni identificabili che non sono presenti. Il termine generale che descrive il riconoscere aspetti specifici in qualsiasi tipo di stimolo casuale è apofenia. Il termine specifico riguardante la mente che percepisce immagini e suoni in uno stimolo casuale è pareidolia.

Alcuni scettici per liquidare i fenomeni sostengono che sensitività e sistemi divinatori sono per la maggior parte alimentati da illusioni scaturite da apofenia e per metà hanno ragione. Detto questo, una delle nostre doti mentali più importanti è la capacità di discernere l’ordine e il significato da indizi scarsi. Ecco perché riusciamo a capire che cos’è una figura stilizzata o dare un senso a uno schizzo veloce. A mio parere, potrebbe anche essere ciò che ha fornito le basi psicologiche e neurologiche all’uso di simboli, pittogrammi e alfabeti. Spesso la vista psichica è un segnale debole che viene soffocato dal più forte input della vista fìsica.

In quest’ultima annoveriamo tra l’altro abitudini, condizionamenti e contesti acquisiti che hanno la precedenza nella coscienza di veglia. Per controbilanciare la supremazia della vista fìsica, è necessaria una maggiore fluidità nella ricerca del modello visivo.

Quando è stata l’ultima volta che hai trascorso cinque-quindici minuti a guardare le nuvole e a scoprire quante cose potevi vederci? Questo piacevole compito stimola il tipo di fluidità visiva e di immaginazione che apre la vista interiore. Puoi anche osservare soffitti strutturati, muri o qualsiasi altra ampia superfìcie dotata di piccoli dettagli che nella mente possono trasformarsi in varie scene e immagini. Creare fluidità è più facile con un campo visivo più ampio, quindi i mulinelli nella tazza di caffè non funzioneranno.

Ogniqualvolta ti è possibile, per questo esercizio guarda il cielo, perché così gli occhi mettono a fuoco più lontano. Oltre a rilassare lo sguardo, la messa a fuoco lontana aiuta a creare un collegamento associativo con il vedere lontano attraverso la vista psichica. Se già sai che probabilmente non ti ricorderai di svolgere questo esercizio con regolarità, aggiungi dei promemoria nel tuo calendario. I risultati migliori arrivano se lo ripeti a giorni alterni per tre o cinque sessioni di osservazione delle nuvole. Dopo aver fatto uno sforzo di concentrazione, puoi accantonare l’esercizio per alcune settimane prima di ripeterlo di nuovo. Molti colgono più dettagli e chiarezza nelle impressioni psichiche visive dopo solo pochi giorni trascorsi a incoraggiare la fluidità visiva.

Fissare una stella

La vista fìsica richiede un’illuminazione adeguata. Gli occhi fìsici colgono la luce che viene riflessa o emessa dagli oggetti che vediamo. La luce che riescono a registrare appartiene a una gamma molto piccola di frequenze sullo spettro elettromagnetico. Gli occhi interiori sono in grado di cogliere una gamma di frequenze assai più ampia, inclusa quella che non fa parte dello spettro elettromagnetico e che chiamerò luce sottile. In realtà, se consideriamo che l’universo contiene tutta la gamma di tale spettro e tutte le energie sottili che si trovano oltre lo stato fìsico, le fonti di illuminazione sono sempre numerose. Quando l’illuminazione va al di là di ciò che i nostri occhi riescono a cogliere, diventa uno splendore senza forma in cui non vediamo nulla o che ci fa chiudere metaforicamente le palpebre per evitarci il disagio della troppa luce. Questo è uno dei motivi per cui la barriera che impedisce alla coscienza di veglia di avere accesso alla vista psichica completa è così forte. Gli occhi interiori, oltre alle funzioni equivalenti a quelle degli occhi fìsici, devono anche selezionare le frequenze appropriate e focalizzarsi non solo sullo spazio ma anche sul tempo e sul piano della realtà.

Questi occhi - e comunque anche l’intera aura - possono ricevere ed emettere luce sottile. La radianza emessa dai corpi sottili non solo si collega e interagisce con le energie che la circondano, ma è anche uno dei mezzi attraverso i quali viene modulata la vista psichica. Nei tempi antichi, alcuni credevano che i raggi emanati dagli occhi agevolassero la vista. L’idea naturalmente si è dimostrata falsa per gli occhi fìsici, ma in un certo qual modo vera per gli occhi sottili. L’esercizio che chiamo fissare una stella si avvale della capacità di ricevere e di irradiare luce sottile per aprire e calibrare la vista psichica.

Per cominciare, chiudi gli occhi e immagina che tutto il tuo corpo si riempia di luce, così da farti risplendere come se fosse illuminato dall’interno. Solleva leggermente il mento e, con le palpebre ancora chiuse, sposta lo sguardo verso l’alto, verso il cielo notturno dentro di te. Non limitarti a immaginare questo movimento; sposta lo sguardo fìsico verso l’alto fìntanto che riesci.

Con il potere del simile che richiama il simile, la luce che richiama la luce, desidera ed esprimi la volontà che una stella si illumini sul tuo cielo interiore. Con la tua luce, chiamala. Guarda la stella diventare sempre più luminosa mentre la fìssi. Nel contempo, vedi i raggi di luce emessi dalla stella. Diventano sempre più ampi e lunghi, fino a toccare terra. La luce della stella si fonde con la luce dentro di te. Fai alcuni respiri profondi, poi prendi la luce dall’alto e la luce dall’interno e crea una stella sulla tua fronte. Lascia che questa stella brilli dal tuo terzo occhio.

Ora, apri i tuoi occhi fìsici e procedi con qualsiasi tipo di visione che desideri avere. Se hai bisogno di vedere più chiaramente con i tuoi sensi interiori, illumina la stella sulla fronte e invia i raggi verso l’oggetto della tua osservazione. In certi casi punterai a qualcosa su cui puoi focalizzare gli occhi fìsici; in altri, i raggi che invii saranno guidati dall’intenzione. Vedilo come il puntare un faro tratto dalla tua energia verso qualsiasi cosa debba risaltare su tutte le altre energie che si sovrappongono.

Il terzo occhio

Fin dalle superiori ho avuto bisogno di occhiali; ma non mi andava di usarli, così ho imparato l’arte di strizzare gli occhi. Ogni volta che lo facevo, riuscivo a leggere una riga in più sulla lavagna, fino a quando non mettevo assieme tutte le informazioni. Alla fine mi sono rassegnato a usare gli occhiali o le lenti a contatto, ma al mattino continuo a strizzare gli occhi, prima di indossarli.

I metodi fìsici spesso possono fornire dei modelli per i metodi psichici. Quando qualcosa si trova ai margini della tua vista psichica, fai uno sforzo breve e intenso per vedere di più. In sostanza, strizza il tuo terzo occhio. La maggior parte delle persone riesce a spingersi oltre il normale livello di vista psichica per brevi istanti di intensa concentrazione. Ogni volta che strizzi il terzo occhio, riesci a cogliere più dettagli che puoi mettere assieme. In generale, le informazioni che racimoli in questo modo saranno più accurate rispetto a uno sforzo per un periodo prolungato.

Quando strizzi il terzo occhio, ci sono alcune cose che potresti voler provare. Fai un respiro focalizzando l’attenzione sull’obiettivo e trattieni il respiro con il diaframma, non con la gola. Espira allentando l’attenzione. Usare il respiro in questo modo aiuta a creare una quiete che migliora la vista e limita il tempo di esercizio. Prima di ogni ripetizione dell’esercizio del terzo occhio, ripercorri ciò che hai colto nelle sessioni precedenti, così da rivolgere l’attenzione a nuovi dettagli anziché rielaborare ciò che hai già visto. Sii consapevole di come ti senti, in modo da poterti fermare prima di essere troppo stanco.

Data di Pubblicazione: 8 ottobre 2018


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