SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

Scopri le Differenze dell'Universo Multidimensionale Diviso in Multifrequenziale e Plurifunzionale

Multidimensionale Multifrequenziale Plurifunzionale

Anteprima del libro "Oltre il Velo degli Dei" di Athon Veggi

L'universo multidimensionale

Prima di affrontare un argomento così controverso e delicato come quello dei Neteru, dei o extraterrestri, è bene partire da alcune informazioni essenziali sull’argomento.

L’universo multifrequenziale e plurifunzionale

Ogni cosa nell’universo è multifrequenziale e polifunzionale: le galassie, il nostro corpo, gli alieni, gli animali e anche le architetture.

Quando gli esperti parlano ad esempio della grande Piramide di Giza, ne analizzano solitamente un unico aspetto: c’è chi la descrive come macchina idraulica, chi come una costruzione il cui scopo è generare suoni, chi come un luogo iniziatico, chi come un punteruolo di avvistamento per astronavi e così via, dimenticando che ogni cosa perfetta è dotata di funzioni complesse e plurime.

Se qualcuno affermasse che l’uomo è solo una creatura che mangia, ma che non cammina, non percepisce e non ha altre funzioni all’infuori della sola azione di cibarsi, sarebbe ritenuto ignorante, e non stiamo ancora parlando dei corpi sottili, poiché non visibili. Per il resto del creato vige la stessa legge; ogni cosa perfetta è dotata di molteplici qualità e funzioni, poiché tutto il creato materiale è organizzato in modo che un composto si possa riconoscere nelle sue caratteristiche da frequenza e vibrazione, cioè dai moti ondulatori della materia. Tali moti ondulatori sono concetti che la fisica moderna ha approfondito, ma non è detto che le cose stiano esattamente così. Sono infiniti e molteplici gli enunciati che potranno essere coniati e proiettati come “scienza” nel futuro. L’universo è portatore di tante sorprese che non possono essere ancora concettualizzate. In un papiro egizio si afferma che, oltre a quanto è visibile, esistono dimensioni increate che neanche i Neteru conoscono; abbiamo, di conseguenza, ampio spazio per creazioni sfolgoranti e ancora non immaginate.

Noi siamo tuttora ancorati alla vecchia maniera di percepire cioè quella di vedere e cogliere solo ciò a cui siamo stati intonati! Captare le diverse frequenze equivale a percepire quel qualcosa; infatti, noi possiamo allargare il nostro contatto con gli “universi plurimi” e diventare ricevitori e trasmettitori cosmici.

Siamo in un universo fantastico dove ogni cosa, ogni singola particella infinitesima, è viva e cosciente. Allo stesso modo nel pianeta Terra ogni creatura, sia essa pietra, albero, erba, animale o essere umano, è dotata di vita, coscienza, sentimenti, nonché percezioni degli altri strati della nostra cipolla cosmica.

Gli umani e gli animali sono anche loro pluridimensionali. Con l’insieme dei vari “corpi”, sono in grado di captare frequenze diverse da quella cosiddetta normale della materia solida. Anche i santi, gli yogi, gli iniziati alle discipline esoteriche possono travalicare le dimensioni normali, esibire qualità che sono quelle attribuite ad alieni, divinità o extraterrestri, grazie a poteri insiti nel complesso della struttura animica e corporea umana. Ogni parte del pianeta presenta numerosi esempi di tutto ciò: dai taoisti cinesi agli sciamani mesoamericani, agli iniziati occidentali, a quelli indiani, tutti affermano le stesse cose.

Gli esseri umani hanno a loro disposizione poteri straordinari; basta uscire dal sistema condizionante e castrante imposto da una società retta da un manipolo di individui che tutto vuole meno che perdere il suo potere sul mondo e sulle sue creature, anche a rischio di una distruzione globale.

I Testi delle Piramidi affermano che il Ba, ovvero l'anima, sta coi Neteru, e il Sekhem, potere spirituale, la Shakti induista, sta con gli Akhu; i Neteru sono “alieni”, cioè extra-umani, gli Akhu sono “spiriti” che esistono negli universi paralleli, o universo multifrequenziale. Noi siamo dotati di Ba e, come specie, possiamo raggiungere e integrare anche il corpo di luce Akhu.

Ogni cultura ha cercato di elencare i poteri raggiungibili dagli esseri umani; i vari strati energetici degli aggregati umani e le collettive qualità tecniche erano, e sono tuttora, impartiti ai vari letti che si sottoponevano alla disciplina richiesta, sempre entro il confine imposto dalla società dominante.

In india, nell’induismo e nel buddhismo sono state codificate le siddhi maggiori e minori, classificando i diversi poteri in varie sezioni, fino ad arrivare alle siddhi maggiori che contemplano il potere sulla morte. La conoscenza dei Veda maggiori, come il Rig Veda, resta però appannaggio dei bramini.

A dispetto delle caste, tutti gli esseri umani, tutti gli operatori in qualsiasi campo delle arti o della scienza possono captare e intonare le loro frequenze nell’universo frequenziale della 5° o 6° dimensione, quello che può essere chiamato universo di materia non visibile, cioè il 95°/o dell’intero assetto cosmico, che comprende le nostre emozioni e sensazioni. Platone lo chiamava il mondo degli Archetipi, Pitagora dei Numeri formanti. Sia chiaro, tutti i poteri spaziano nelle frequenze dalla 5° o 6° dimensione, o anche oltre, compresa l’ispirazione artistica più vera, che fa trascendere il senso dell’ego limitato, affondando le sue radici nell’universo plurimo. Tesla, Mozart, Beethoven, per citarne solo alcuni, erano tra coloro che vi si collegavano.

Omm Seti una volta affermò che, mentre era nel Tempio di Seti ad Abydos a compiere i suoi rituali, sentiva spesso la musica, i suoni che aleggiavano dal passato. Una volta anche un guardiano del tempio che accompagnava Omm Seti li udì ma, non essendo preparato all’evento, fuggì terrorizzato. Tale melodia fu descritta da Omm Seti simile a quella delle sonate di Bach; molto probabilmente Bach stesso captava quei suoni e li trascriveva per la nostra buona fortuna.

È chiaro che tutti i miti dei vari dèi o dio supremo parlano di creature con queste qualità plurime, la cui vita può essere quasi eterna rispetto a quella degli esseri umani normali. Essi possono esistere in più dimensioni e luoghi simultaneamente, e possedere tutti i poteri psichici e spirituali di cui sono dotati gli adepti alle vie iniziatiche. Anche gli esseri umani possono accedere a tale sconfinata gamma di poteri ed esperienze di vita, percezioni di altre realtà e via dicendo, ma devono fare i conti con la difficoltà delle pratiche che danno accesso a tali poteri e all’acquisizione degli stati più elevati.

La via iniziatica del corpo di luce e del corpo perfetto è la congiunzione consapevole al Neter, al divino, e in tutte le tradizioni iniziatiche si insegnano la via e le tappe per realizzare tale unione. Il corpo spirituale perfetto è la sintesi dei nostri involucri. In Egitto è raffigurato eoi geroglifico di un nodo magico composto da otto parti più due, in totale dieci parti che danno la chiave per la fase ultima del percorso. Il nodo è la raffigurazione di un sistema di relazioni tra le parti, ognuna delle quali è connessa a un’altra.

Ogni tradizione usa i suoi glifi per riscoprire la matrice della sapienza e tutti sono caratterizzati dal settenario, dal numero otto con l’armonica delle ottave, e dal dieci come completamento di un cielo.

I corpi dell’essere umano

“lo sono nato nella notte. Vieni, poiché io sono nato! O voi due che concepite di giorno, sorgete, per poter dar nascita a me, che sono nell’Uovo! Mi avete concepito, mi dovete allevare.” (T.P. 408)

Siamo nati dall’uovo e ci chiediamo cosa sia. L’uomo è un uovo? E chi l’ha concepito? Cos’è l’essere umano? Che cosa sono i suoi corpi? Cos’è l’uovo?

L’uovo è un sistema complesso di involucri energetici, che similmente a tutte le altre parti della creazione partecipa all’esistenza universale; i corpi umani sono quest’uovo. Tali corpi sono forme di energia che si manifestano a livelli di vibrazione differenti, dall’aggregato più denso e lento del corpo fisico a quello più veloce e rarefatto dei corpi sottili.

L’essere umano possiede, oltre al corpo fisico, vari altri strati energetici che gli danno la possibilità di espandersi oltre i confini del mondo normalmente sperimentato. Grazie a loro riesce a raggiungere e captare le energie degli altri involucri, o dimensioni della realtà, dell’universo intorno a noi.

Solo il Khat, il corpo fisico, il Ka, il corpo energetico, e Shu e Khaibit, i corpi dell’ombra, sono normalmente utilizzati, anche se nasalmente e caoticamente, dall’uomo normale.

Però è possibile costruire i corpi più sottili e infinitamente più potenti, quali l’Akhu e il Sahu. Essi sono accessibili solo mediante Sekhem, il che equivale a dire solo mediante pratiche spirituali rigorose e discipline iniziatiche.

Universo multidimensionale

L’esistenza di universi simultanei, plurimi e multidimensionali è una nozione in totale antitesi con la normale consapevolezza degli esseri umani odierni, ma è comunque un concetto al quale si sta avvicinando la fisica quantistica.

Le discipline esoteriche ci parlano da sempre degli infiniti mondi esistenti in cui lo spirito dimora e ai quali può accedere; ma spesso sono state concepite come favole o materie sovversive, e Giordano Bruno ne finì bruciato, tanto per citarne uno.

La moderna fisica ha cominciato a immettere nell’immaginario collettivo l’idea di un universo strutturato in modo singolare, con spazio e tempo relativi, possibilità di porte dimensionali tra i diversi universi paralleli e livelli di più dimensioni. Qualcuno ha proposto una teoria di un universo a undici dimensioni; Michio Kaku lo ha proposto a dieci dimensioni, con sei avvolte su se stesse e quattro visibili.

Tutte queste congetture sono però relative alla nostra prospettiva di abitanti un universo materiale a quattro dimensioni. Più avanti vedremo che vibriamo con un sistema “interno-esterno di ben più livelli. Le immagini che ci arrivano dai telescopi spaziali ci mostrano un universo immenso, del cui totale noi vediamo solo un 4% Nel restante 96% tutto è possibile, insomma, quantistica o che dir si voglia, la scienza attuale sta esplorando dimensioni fino a ora precluse ai più, generando un diverso approccio alla realtà nella popolazione mondiale.

Vorrei inserire qui in anteprima il geroglifico della connessione terra-cielo della Netert Seshat (o Sefkhet) lo Zenti: esso e sia la sommatoria di tutte le teorie emesse dagli astrofisici negli ultimi anni che un balzo verso modalità forse future, ma già esistenti sincronicamente, che donano una visione complessa e trascendente dei fenomeni fisici, mentali e temporali. È la base teoretica alla quale mi sono rivolta indagando la Tradizione egizia. Seshat è Netert di astrologia, architettura, durata della vita delle creature, dei geroglifici e delle biblioteche intese come “sommatoria di conoscenza”. Il famoso nastro di Moebius è al confronto di Zenti un gioco da ragazzini; in esso sono presenti i ripiegamenti su di sé ipotizzati da Kaku, ed è lo stesso modo in cui la totalità degli eventi terrestri compresi di sincronicità, cioè in assenza del famigerato rapporto spazio-tempo lineare, sono connessi con quanto è definito come “cielo”, cioè qualcosa che esemplifica il nostro concetto di “dimensioni altre, spirituali, psichiche”.

Nella sincronicità tutto accade nello stesso tempo, tutto si ripiega su se stesso, e la dimensione planetaria è ancorata strettamente, ritmata e calcolata matematicamente dai moti cosmici. Questo tema verrà approfondito più avanti parlando di Seshat, ma nel frattempo desideriamo solo affermare che tutto ciò che le menti possono captare dai livelli paralleli è, era e sarà per l’eternità già presente in dimensioni parallele e in un tempo sempre esistente. Tutto ci viene tramandato da una serie di simboli ritenuti sacri, nel gioco illusorio di un tempo lineare, dai nostri antenati, che molto probabilmente si chiamavano Neteru. Riscoprendo le nostre radici, il nostro “legame col cielo”, lanciamo il nostro futuro lungo le vie del cosmo, quelle che erano chiamate “i solchi di lapislazzuli del cielo”, verso la totalità dei nostri poteri e possibilità, verso la vittoria sul nemico principe: l’ignoranza e la morte.

Ecco cosa scrive uno scienziato moderno, Jacques Vallèe, ufologo e astrofisico, parlando degli UFO, tema che possiamo senz’altro far confluire in quello dei Neteru, Anunnaki e affini:

Credo invece che il fenomeno ufologico rappresenti la prova dell’esistenza di altre dimensioni che trascendono il continuum spazio-temporale; può darsi che gli UFO non provengano dallo spazio così come siamo soliti intenderlo, ma da un multiverso che e tutto attorno a noi e la cui realtà è stata ostinatamente rifiuta a nonostante le prove a nostra disposizione da secoli. Siamo circondati da un sistema che trascende il tempo e lo spazio. Il sistema di cui sto parlando, in grado di padroneggiare le dimensioni spaziali e temporali, potrebbe anche, in effetti, trovarsi nello spazio Ciononostante le sue manifestazioni non possono essere delle navi spaziali nel senso ordinario del termine. Gli UFO sono dei fenomeni fisici che non possono essere compresi prescindendo dalla loro realtà psichica e simbolica. Quello con cui abbiamo a che fare non è un’invasione aliena, ma un sistema spirituale che agisce negli esseri umani e li manipola.

Come avremo modo di vedere, provenire da qualche sistema stellare esterno non toglie nulla all’esistenza della multidimensionalità dell’intero sistema cosmico, che è insieme materiale e psichico, o visibile e invisibile.

La Via egizia è dettata e modulata dal nodo di fondazione di Seshat è perciò molto difficile dare un inizio e una fine a questo libro. Cercheremo di rendere intellegibile l’argomento frazionandolo in capitoli che possono essere letti separatamente dall'inizio, dalla fine o dal centro, poiché ogni cosa si specchia e si duplica l’una nell’altra ed è, in effetti, una realtà frattalica.

Questo testo è estratto dal libro "Oltre il Velo degli Dei".

Data di Pubblicazione: 9 marzo 2018


Torna su
Caricamento in Corso...