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Scrittura Creativa - Anteprima del libro di Julia McCutchen

Presenza - Il processo di espansione della consapevolezza

Presenza

In estrema sintesi, la presenza - l'essere presente - è la consapevolezza I eterna che trascende la mente. Quando siamo presenti, la nostra visione del mondo scaturisce dal vero io e dal mistero che questo porta con sé, mentre l'io quotidiano funge semplicemente da veicolo di espressione. Abbiamo una prospettiva che risuona in armonia con l'immensità e splende tramite noi, come se i raggi del sole filtrassero attraverso la vetrata della nostra individualità in una radiosa giornata estiva. Viviamo la realtà di ogni singolo momento e siamo testimoni dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e delle nostre reazioni, senza perderci nei contenuti specifici del passato o del futuro cui di solito si riferiscono. Questo livello di consapevolezza implica che ciò che stiamo facendo in un dato momento diventa un fine di per sé, invece che un semplice passo per raggiungere la meta sperata.

La presenza è una qualità dell'essere: è l'essenza della persona che siamo e al contempo è più grande di quanto la nostra mente quotidiana potrà mai immaginare. È un paradosso: ma quando accettiamo i limiti della nostra capacità di cogliere esattamente la realtà di ciò che è, siamo liberi di approcciarla senza aspettarci di afferrarne razionalmente il senso. Di conseguenza apriamo la via che ci porta a farne esperienza diretta e a riconoscere quello che è essenzialmente il nostro naturale stato dell'essere.

Entra nel flusso:

  • Comincia scegliendo un singolo elemento su cui focalizzarti, per esempio un fiore. Puoi scegliere qualunque cosa faccia parte del regno naturale. Osservalo senza sforzarti, con l'intenzione di vederlo in tutta la sua gloria, usando quella che Henry David Thoreau definiva "la parte vergine degli occhi", come se lo guardassi per la prima volta. Lascia che si propaghino dentro di te sensazioni di stupore e di meraviglia, mentre la sua forma, i colori, il profumo e la sua consistenza rivelano il miracolo della natura.
  • Chiudi gli occhi, respira profondamente e porta la tua consapevolezza in tutto il corpo. Mentre siedi completamente immobile, invia la tua consapevolezza nel corpo, portandola fino ai piedi e, senza guardarli, conferma a te stesso che i piedi sono lì. Sentili e nota tutte le sensazioni che attestano la loro presenza. Ripeti il procedimento con le gambe, con la zona pelvica, con il busto, con le braccia, con le mani, con il collo e con la testa, senza soffermarti troppo a lungo su una zona. Poi espandi la consapevolezza, fino a includere tutto il corpo. Con la pratica, sarai in grado di sentire l'energia della vita in tutto il tuo essere fisico.
  • Mantieni questa consapevolezza cinestetica del corpo, apri gli occhi e riporta lo sguardo sul flore. Ora immagina di fare internamente un passo indietro. Con gli occhi della mente, percepisci il fiore come se lo vedessi dal punto che sta al centro dei due emisferi del cervello e osservalo attraverso le lenti dei tuoi occhi. All'inizio può sembrare strano, ma con la pratica la consapevolezza si svilupperà e ti verrà naturale spostare la percezione verso questo punto. È da qui che una parte di te - una parte profonda, di cui abitualmente non ti accorgi - percepisce il mondo direttamente, così com'è.
  • Mantieni l'immobilità esteriore, la vivacità interiore e la prospettiva modificata per qualche minuto. Quando arrivano i pensieri o le emozioni - e di sicuro arriveranno - evita di lasciarti attrarre dal loro contenuto specifico e considerali semplicemente come eventi che accadono all'interno della mente. Quando lasci andare la presa sull'abituale flusso di pensieri grazie a questa auto-osservazione, dentro di te scatta un mutamento e sperimenti la consapevolezza che trascende il pensiero. All'inizio questo mutamento può essere solo momentaneo ma, appena noti che la mente divaga, guida la consapevolezza e riportala alla prospettiva ampliata, ripetendo i passaggi precedenti, se è necessario.
  • Infine, lascia che il senso di separazione tra te e il fiore si dissolva e scrivi liberamente della tua esperienza nel Diario della Scrittura Consapevole. A questo punto, dentro di te hai già il potenziale che ti consente di sperimentare la realtà quantica e di scoprire che l'energia che senti dentro e quella del fiore sono una cosa sola. Scrivendo di questa esperienza, l'energia si radica e si riverbera sulla mente conscia, inviandole dettagli impercettibili che forse rischierebbero di andare perduti.

Il processo di espansione della consapevolezza

Il processo di espansione della consapevolezza può diventare un metodo immensamente potente ed efficace per entrare in quello stato cosciente e creativo che desideriamo raggiungere con la Scrittura Consapevole.

Iniziamo a focalizzarci su un singolo elemento: il fiore. Poi, grazie alla connessione con l'energia della vita che è in noi, e grazie alla prospettiva modificata che adottiamo, sviluppiamo un livello di concentrazione in cui il senso di separazione tra noi e il fiore inizia a dissolversi.

Con la pratica, la consapevolezza continua naturalmente a espandersi dal livello della concentrazione mirata alla consapevolezza allargata che trascende il pensiero: ossia, la presenza.

Infine arriviamo a comprendere che, a un livello profondo, nella nostra stessa essenza c'è già ciò che abbiamo sempre cercato: la via di casa. In questo processo scopriamo che, nel nostro nucleo essenziale, noi siamo la presenza stessa.

Questa è la base degli insegnamenti della scuola di pensiero adualistica chiamata Advaita, che in sanscrito significa "non due". L'Advaita contempla una realtà unitaria che è esattamente al centro della consapevolezza del momento presente: l'unità essenziale di tutto ciò che è. Uno dei maestri più famosi dell'Advaita, Nisargadatta Maharaj, la spiega così: "Quando trascendi la consapevolezza, c'è uno stato di adualità in cui non esiste cognizione, solo il puro essere. Nello stato di adualità ogni separazione viene meno."

Ovviamente, tutto questo va ben oltre l'analisi logica e l'interpretazione intellettuale. Si può solo indicare con le parole e si può Conoscere al livello primordiale dell'essere che risiede dentro di noi, in attesa delle condizioni giuste per realizzarlo, proprio come il fiore ha bisogno di nutrimento, acqua e luce solare per schiudere i propri petali al mondo.

La nostra abituale esperienza di vita prevede l'interazione tra opposti: luce e oscurità, soggetto e oggetto, questo e quello. Ma fondamentalmente questi opposti si dissolvono in un tutto unitario e completo, quando adottiamo la prospettiva della presenza, che ci porta a percepire la vita esattamente così com'è, senza l'interferenza di concetti, etichette e giudizi.

L'onda non può essere separata dall'oceano nel quale si forma. In superficie può apparire distinta, ma l'osservazione delle sue profondità prova che non è così. Espandere la nostra consapevolezza in modo da contemplare ciò che va oltre l'esperienza abituale ci consente di conoscere la natura indivisibile dello stato primordiale. Questo è l'oceano in relazione all'onda percepita singolarmente. Da qui abbiamo accesso diretto alla pulsazione creativa della vita stessa, senza alcuna interferenza da parte degli schemi di pensiero condizionati o delle ansie quotidiane.

È per questo motivo che la Scrittura Consapevole c'incoraggia a confrontarci con la totalità di ciò che significa essere presenti: invitare la sorgente creativa a riversarsi sulla pagina tramite noi, lasciando che la nostra scrittura sgorghi da essa.

Eckhart Tolle, maestro spirituale e autore del best seller Il potere di adesso, paragona la presenza a uno stato di attesa totalmente vigile, come quello di un gatto appostato davanti alla tana del topo in attesa di catturare la preda. Spiega:

"In un certo senso, lo stato della presenza si può paragonare all'attesa. È un’attesa qualitativamente specifica, che richiede una vigilanza totale. In qualunque momento potrebbe accadere qualcosa e, se non sei assolutamente lucido, assolutamente calmo, potresti perdertela. In questo stato, tutta la tua attenzione è rivolta all'Adesso. In questo stato non c'è spazio per i sogni a occhi aperti, le riflessioni, i ricordi, le aspettative. Non c'è tensione né paura, solo una presenza vigile. Sei presente con tutto il tuo Essere, con ogni cellula del tuo corpo. In questo stato il 'te' che ha un passato e un futuro, la tua 'personalità', se preferisci chiamarla così, quasi non esiste più. Ma nulla di prezioso è andato perduto. Sei ancora essenzialmente te stesso. In effetti, sei te stesso in modo più completo che mai; o meglio, solo adesso sei autenticamente te stesso."

La Mindfulness

Uno degli approcci più noti per coltivare la presenza nel momento attuale è la Mindfulness. Questa concezione ha avuto origine in antiche pratiche spirituali ed è stata introdotta nel sistema sanitario occidentale da Jon Kabat-Zinn, ideatore di una metodologia per la riduzione dello stress chiamata "Mindfulness-Based Stress Reduction" (MBSR), nonché fondatore e direttore della rinomata Stress Reduction Clinic, afferente alla University of Massachusetts Medical School. Jon Kabat-Zinn descrive la Mindfulness come il "prestare attenzione in modo particolare: con intenzione, nel momento attuale e senza giudicare".

La Mindfulness offre un solido punto di partenza per sperimentare la presenza, perché c'insegna a focalizzarci completamente su ogni aspetto dell'attività che stiamo compiendo in un dato momento, senza pensare al passato o al futuro. Così cominciamo ad allenare la mente a mantenere uno stato di calma e a fermare l'attenzione su un singolo elemento. Poi, con la pratica, come abbiamo visto, espandiamo l'attenzione, fino a sperimentare la piena consapevolezza che trascende la mente come fonte da cui scaturisce il singolo elemento della nostra attenzione e - a dir la verità - ogni altra esperienza.

Questo testo è estratto dal libro "Scrittura Creativa".

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