SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

Sei nato per diventare chi sei veramente: segui il tuo vero Io

Scopri come diventare chi sei veramente

Impara a discernere i falsi guru dalle persone etiche, concrete, serene che lavorano per un mondo migliore leggendo l'anteprima del libro di Camilla Ripani.

I paradossi quantistici e l'osservatore

Lo ricordo come fosse ieri. Stavo girovagando in una libreria quando mi cadde l’occhio su un piccolo libro; era un saggio che voleva dimostrare il collegamento tra la fisica quantistica e le filosofie spirituali. Affascinata dall’argomento, decisi di acquistarlo.

Negli ambienti spirituali sempre più spesso si ribadisce che siamo i creatori della nostra realtà e si citano i paradossi della fisica quantistica per confermare che il mondo si modella in base a colui che lo osserva. Per la fisica quantistica, infatti, il risultato di un esperimento è influenzato dall’osservatore.

Gli oggetti quantistici abitano il microcosmo, il mondo dell’infinitamente piccolo. La loro peculiarità è che posseggono diversi stati potenziali in cui esistono simultaneamente. Nel momento in cui lo scienziato osserva l’oggetto quantistico, lo costringe a manifestarsi in uno dei suoi possibili stati e quindi ad assumere un valore definito e misurabile.

Ipotizziamo per assurdo che esista un divano quantistico e che abbia la potenzialità di essere lungo a, b o c (questo normalmente non è possibile, perché un divano ha sempre la stessa lunghezza). Non appena il nostro scienziato osservasse tale divano, lo spingerebbe ad assumere una delle sue lunghezze possibili. Quale? Dipende, perché il risultato della misurazione varierà in base all’osservazione, quindi a volte sarà lungo a, a volte b e altre volte c.

L’oggetto quantistico fornisce un valore concreto solo nel momento in cui viene misurato, ma finché la misura non viene effettuata permane in uno stato indefinito, se pur all’interno del suo spazio di possibilità.

I paradossi quantistici ci dicono che la natura della realtà materiale è tutt’altro che oggettiva e che l’osservatore determina il risultato... ma tali paradossi possono estendersi anche al resto della realtà ed essere usati per avvalorare il potere creatore della coscienza?

A queste domande stanno cercando di rispondere molti ricercatori nel campo della spiritualità e della scienza. Per quanto mi riguarda, il problema non si pone: il mondo spirituale è così consistente e così determinante nel guidare la mia evoluzione, che non sento la necessità di spiegarlo attraverso i modelli della scienza. Preferisco immergermi direttamente in esso.

La via scientifica e la via spirituale sono allo stesso tempo lontane e vicine, diverse e simili.

L’indagine sul piano materiale, razionale e scientifico segue criteri e direzioni diverse rispetto all’indagine psicologica, emotiva e spirituale. Esistono tuttavia territori dove queste due vie si incontrano, come già anni fa ci dimostrava Fritjof Capra nel suo bellissimo Tao della fìsica, o come possiamo intuire leggendo il libro Tutto è uno dove l’autore Michael Talbot, partendo dalla fisica quantistica e dalla neurofisiologia, arriva a ipotizzare che l’universo sia di natura olografica, dove ogni parte contiene il tutto.

Pensiamo ai lobi destro e sinistro del nostro cervello: uno legato al pensiero logico, l’altro connesso alle dimensioni astratte e intuitive, eppure a un certo punto si incontrano grazie al corpo calloso che li mette in comunicazione. Due mondi diversi, ma è dal loro incontro che prende vita una visione globale della realtà.

Il mondo scientifico e il mondo spirituale sono distinti e allo stesso tempo interconnessi, possono guardare in direzioni completamente differenti oppure stringersi la mano. Sapremo integrarli nella nostra realtà senza che l’uno venga automaticamente ritenuto più importante o addirittura necessario per dimostrare l’esistenza dell’altro?

Ci sono esperienze e situazioni dal sapore decisamente poco scientifico ma non per questo meno significative, come ho potuto verificare tutte le volte che ho permesso ai segni e ai messaggi ricevuti in modo intuitivo di indicarmi la strada, oppure quando ho lasciato che la mia realtà si modellasse attraverso il potere della fiducia e dell’amore.

D’altro canto, la logica e tutto ciò che è misurabile ci permettono di muoverci all’interno del mondo con cognizione di causa, senza perdere di vista gli obiettivi materiali e concreti che sono parte essenziale dell’esistenza.

Sia l’intuizione sia la logica sono fondamentali e, considerate nel loro insieme, ci permettono di essere interi.

Torniamo a quel piccolo saggio che acquistai tempo fa. Rimasi talmente affascinata dalla scrittura dell’autore, e così colpita dalla sua apparente saggezza, che nacque in me il desiderio di incontrarlo. Cominciai a raccogliere informazioni su di lui e andai a conoscerlo dal vivo a un convegno, dove scoprii l’esistenza di altri interessanti autori che nei loro libri promettevano felicità e autorealizzazione.

La dipendenza spirituale

Iniziò più o meno allora la mia dipendenza spirituale, ossia quel fenomeno per il quale cominci a drogarti di spiritualità e crescita personale attraverso libri, video, corsi, tecniche e così via, perché non ne hai mai abbastanza e ne vuoi sempre di più. Mi dicevo che ero curiosa, che c’erano tanti argomenti da approfondire e che di questi tempi tutto era accelerato. In realtà arrivai a dimenticare l’ovvio, a perdere di vista quel che è spontaneamente noto a chi vive genuinamente connesso con il proprio intuito e il proprio corpo: per fare il passo successivo, per attivare un cambiamento, una rivoluzione interiore, spesso basta poco. Non c’è bisogno di saltare di qua e di là tra interminabili studi e argomenti, può bastare un viaggio, una frase, un accorgersi, ma al quale dai tutta la tua presenza.

Non c’è niente di male nell’occuparsi entusiasticamente di argomenti disparati. Il problema sorge quando la varietà di interessi diventa un modo per non approfondire mai oppure quando ciò che piace si trasforma in ossessione. Sono due facce di una stessa medaglia, quella della ricerca spirituale intesa come la ricerca di una bacchetta magica che cambi ogni cosa. La bacchetta magica non esiste, oggi lo so. Non esiste una tecnica esoterica che cambi magicamente la tua realtà se non sei tu stesso a cambiare, e non esiste un guru che conosca la tua strada meglio di te stesso. Ci ho messo un po’ a capirlo, non solo a parole ma con ogni atomo del mio essere.

Ho conosciuto e continuo a conoscere diverse persone che hanno un atteggiamento di venerazione verso il proprio guru del momento (e a volte il momento può durare tutta una vita), fortemente convinte che lui veda oltre i loro limiti e possa sciogliere i nodi della loro anima.

So bene come ci si sente, e so anche che in quei frangenti è diffìcile credere che le uniche risposte che contano davvero sono quelle che trovi dentro di te. Invece, come rapito da un’estasi senza fine, metti il guru e la sua filosofia al centro di tutti i tuoi argomenti. Cominci a dargli sempre più attenzione, sempre più energia, e non ti accorgi che la stai togliendo a te stesso. Travolto dall’entusiasmo e dall’ansia di trovare un modo per cambiare la tua realtà, vedi certi personaggi non come semplici insegnanti ed esperti delle loro materie, ma come maghi, come sapienti conoscitori dei segreti dell’universo che potrebbero risolvere tutti i tuoi dubbi e tirarti fuori dalla mediocrità del quotidiano.

Ci ho messo un po’ a realizzare che l’autore di quel primo saggio che tanto mi aveva affascinato era un semplice essere umano, con i suoi limiti e i suoi difetti, e non un maestro illuminato o qualcuno di superiore. Questo fraintendimento mi veniva amplificato dal fatto che lui e altri come lui mi dicevano che ero un’«anima speciale», alimentando la mia ansia di essere riconosciuta, e solo con il tempo compresi che di speciale trovavano soprattutto il fatto che avessi un bel paio di gambe.

In più occasioni certi pseudo-maestri, compiaciuti dell’interesse che provavo nei loro riguardi, hanno cercato di fare leva sui miei bisogni per indurmi a frequentarli in privato oppure per spingermi a lavorare gratuitamente per loro.

Episodi simili mi sono stati raccontati da diverse persone e c’è pure chi si è lasciato convincere a donare ingenti somme di denaro. Alcuni si sono sentiti così manipolati e gettati nella confusione da aver perso ogni fiducia verso la ricerca spirituale. Un quadro tutt’altro che incoraggiante.

Per fortuna ci sono storie che hanno un finale differente.

Crescere e prendersi le proprie responsabilità

Ho sempre avuto una forte connessione con il mondo invisibile e questo mi ha permesso di non gettare la spugna e continuare la mia ricerca nonostante le delusioni.

A un certo punto del percorso, guardandomi allo specchio, ho riconosciuto che stavo usando la spiritualità come uno stupefacente: era un modo per stordirmi, per provare piacere immediato e cercare solo risposte che mi facessero sentire al sicuro; è per questo che attiravo personaggi apparentemente carismatici ma di dubbia integrità, pronti a vendermi quella bacchetta magica di cui tanto avevo bisogno. Ciò di cui avevo bisogno davvero, invece, era crescere e prendermi le mie responsabilità.

Nel mare magnum di pseudo insegnanti e guru, ho pian piano imparato a discernere persone etiche, concrete, serene. Là fuori ci sono anche loro, individui che lavorano per un mondo migliore, maestri autentici, spesso senza seguaci, impegnati a costruire stando sul campo... più che sul palco.

Apro qui un’importante parentesi. Chi si accontenta di ciò che sembra, chi non si fa domande, chi non si meraviglia di fronte alla vastità di un cielo stellato, raramente cadrà nelle illusioni della spiritualità. Sono gli animi più sensibili, le menti più frizzanti e soprattutto coloro che cercano di restaurare un rapporto con il sacro a esporsi maggiormente alle insidie e alle illusioni di ciò che appare luminoso.

Quel che luccica non sempre possiede un valore autentico, proprio per questo è importante sviluppare buon senso, integrità e discernimento. Dobbiamo imparare a metterci al centro del nostro mondo, non come oggetto della nostra attenzione narcisistica, ma come soggetto della nostra vita. Solo diventando il capitano della nave che ci è stata affidata potremo attraversare le tempeste senza perdere la rotta.

Trovo meraviglioso che così tante risorse dedicate al benessere fìsico, psicologico e spirituale siano messe a disposizione di un pubblico sempre più vasto. Certo, ci sono illusioni e trabocchetti, ma possiamo imparare a individuarli e superarli. Questo è un tempo colmo di opportunità perché ci viene offerta la possibilità di scegliere. Sta a noi usare in modo opportuno la ricchezza e la varietà dei contenuti, nella consapevolezza che, quando miglioriamo, anche l’universo intorno a noi fa lo stesso.

Caro esploratore di mondi e di possibilità, ciò che arriva nella tua esistenza dipende da te, da quello a cui dai attenzione, importanza, energia. Tu sei la porta della tua casa, sei colui che decide chi far entrare e chi lasciare fuori, e sei la persona che può fare la differenza nella tua vita.

L’unico vero guru che ha senso seguire è quello dentro di te, è il tuo Io più grande, quel nucleo di coscienza evolvente che alcuni chiamano anima, sé superiore, guida interiore, cuore. E lì che risiedono la tua bussola, le tue risposte, il tuo destino.

Riconoscere e seguire l’Io non è sempre facile, perché i suoi messaggi vanno cercati in mezzo alle tante frequenze che tempestano la coscienza, e questo richiede impegno e attenzione. E più comodo innamorarti di un maestro e delegare a lui ogni risposta, oppure adagiarti nel ruolo di vittima così da giustificare i sogni che abbandoni. Ma tu non sei nato per seguire la via comoda. Sei nato per diventare chi sei veramente.

La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda l’esterno, sogna. Chi guarda all’interno si sveglia.
Cari Gustav Jung

In questo libro condivido le riflessioni, i punti di vista e gli strumenti con cui ho recuperato il senso del sacro quando mi sembrava perduto e che mi hanno aiutato a trovare dentro me stessa le risorse di cui avevo bisogno. Ti auguro di trarne ispirazione, autonomia e forza, così come è stato per me. Se solo una di queste pagine ti sarà di conforto o ti suggerirà una più ampia visione, mi riterrò soddisfatta. Ti auguro sempre e comunque di percorrere la strada della fiducia poiché essa detiene tutte le chiavi.

Data di Pubblicazione: 11 marzo 2019


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