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Sostegni, Tappetino e Consigli Generali

Yoga per chi Viaggia - Anteprima del libro di Jennifer J. Ellinghaus

A chi servono i sostegni?

Nei primi tempi in cui praticavo yoga non mi piacevano i sostegni. Non ne avevo bisogno, grazie. Riuscivo a fare tutto da sola, senza aiuti esterni, con la mia sola determinazione. La mente domina la materia. Ma davvero? Questo è un ottimo esempio di quanto io sappia essere indipendente, testarda e sciocca, perché sono invece arrivata alla conclusione che i sostegni sono fantastici! Davvero. Se non ti piace usare i sostegni, chiediti il perché. Forse sei una di quelle persone che ha difficoltà a chiedere aiuto, a chiamare gli altri quando si sente giù? Io so di esserlo. Cerchi di essere perfetto, invincibile? E perché? Nessuno di noi lo è, e ammetterlo - anche solo in minima parte - significa trovare la pace in se stessi. I sostegni ti sono amici. Dovresti usarli, e non solo quando non riesci a «raggiungere» la posizione completa: ad esempio, possono essere comodi per innalzarsi leggermente in una torsione oppure un doppio tappetino potrebbe essere un supporto più soffice in shavasana (posizione del cadavere) o nelle posizioni sedute. Sii gentile con te stesso.

Detto questo, tranne il tappetino, in viaggio non porto con me sostegni per lo yoga. Preferisco improvvisare con quello che c’è in giro, il che dipende dal clima e dal tipo di sistemazione scelta, ma in genere si trova sempre ciò che serve. Ricorda che puoi anche modificare la posizione o il tipo di posizioni che pratichi in modo da utilizzare quello che hai a portata di mano per altri consigli sull’uso dei sostegni disponibili. Non lasciare che la mancanza di sostegni ti distolga dal mantenere la tua pratica in viaggio.

Tappetino yoga da viaggio

L’unico sostegno che ti consiglio di portare con te è un tappetino yoga «da viaggio», piccolo e leggero. Ti basterà stenderlo per avere la tua palestra personale, uno spazio delimitato per la pratica. Anche se la forma e le dimensioni dell’area in cui ti trovi non sono proprio l’ideale, avere il proprio tappetino crea una sensazione di spazio dedicato allo yoga e diventa quindi più facile perseverare nella pratica quotidiana. Piuttosto che uno di quegli assurdi tappetini da viaggio sottili come sacchi della spazzatura, suggerisco di scegliere un tappetino in tessuto, il cui peso si aggira in genere sui 600 g. Basterà mettere in valigia una maglietta in meno e non noterai la differenza.

Se sei già in viaggio e non hai un tappetino per lo yoga, non è una buona scusa per non praticare. Si possono usare alternative provvisorie come un sarongx, un asciugamano, un lenzuolo oppure eseguire solo posizioni in piedi. Al giorno d’oggi, tuttavia, quasi ovunque si può facilmente acquistare un qualche tipo di tappetino da yoga.

Penso che viaggiare con un tappetino sia importante. Abbiamo tutti sentito dire che la parte più difficile consiste nell’iniziare, e questo vale anche e soprattutto per lo yoga: una volta steso il tappetino, il resto viene da sé.

Mattoncini

I libri sono perfetti come mattoncini e quasi tutti ne portano con sé almeno uno quando viaggiano. Io uso il libro che leggo al momento in posizioni quali pincha mayurasana (piuma di pavone) e quando siedo in meditazione. Se appartieni alla generazione kindle, potrai probabilmente usare altri oggetti disponibili nel tuo alloggio, come un asciugamano o una coperta. Anche un semplice paio d’infradito può essere perfetto per innalzarsi leggermente in posizioni come ardha matsyendrasana (mezza posizione del saggio Matsyendra) o gomukhasana (posizione del muso di vacca).

Cinture

Puoi usare qualsiasi cintura tu abbia con te in viaggio. Le cinture sono l’ideale per allungare la parte posteriore delle cosce ed effettuare diverse varianti che coinvolgono le gambe. Se non hai a disposizione una cintura, prova con un sarong (un capo che secondo me è d’importanza fondamentale in viaggio), un asciugamano o anche una cinghia per bagagli.

Coperte

Nella maggior parte delle sistemazioni sono incluse le coperte, tranne forse dove il clima è molto caldo. Non aver paura a chiederne una, perché gli alloggi ne tengono spesso alcune a disposizione per gli ospiti, anche se non sono fornite nelle stanze. Le coperte sono perfette per avere una base morbida quando si pratica shirshasana (posizione sulla testa) e saiamba sarvangasana (posizione sostenuta sulle spalle), per sedere in meditazione e per coprirsi in shavasana (posizione del cadavere). Usate doppie, possono anche fungere da mattoncino per sedersi più in alto in alcune posizioni di flessione in avanti e di torsione.

Bende per gli occhi

Mi piace coprirmi gli occhi in shavasana (posizione del cadavere). Eliminando la luce, la mente si calma e raggiungo uno stato di rilassamento più profondo. Coprire gli occhi e allo stesso tempo sentire il peso della coperta può essere una sensazione molto piacevole. Non è difficile improvvisare una benda per gli occhi, basta usare qualsiasi cosa si trovi, ad esempio: la mascherina per gli occhi che viene data in aereo, un paio di calzini puliti, una coperta o un cuscino. I calzini sono anche ottimi per aiutarsi ad avvicinare le mani in gomukhasana (posizione del muso di vacca), come appoggio su cui rilassare le mani in shavasana oppure quando non si riesce ad afferrare una mano con l’altra nelle torsioni.

Cuscini da meditazione

Anche questo può sembrare ovvio, ma prova a usare un cuscino, magari piegato in due, oppure un asciugamano o un tappetino da yoga arrotolati. Se sei in spiaggia puoi costruirti un cuscino di sabbia: è veramente comodo, lo si può modellare in base alla forma del corpo e secondo me è in assoluto il miglior cuscino da meditazione. Per una serie di pratiche di meditazione.

Incenso

Bruciare dell’incenso può essere un modo efficace per creare un’atmosfera particolare in cui praticare yoga. L’incenso può avere diverse funzioni in viaggio, in quanto agisce da repellente per gli insetti comprese le zanzare, mantiene profumati (o almeno un po’ più profumati) la borsa e i relativi contenuti e può essere usato quando il bagno dell’ostello non esala il migliore degli aromi. Se non ti piace l’incenso, un’ottima soluzione è una bottiglietta del tuo olio essenziale preferito da tenere sempre con te.

Questo libro!

Portami con te! Se non ci avevi ancora pensato, l’idea è di avere con te questo libro in viaggio. Non è troppo grande né pesante, quindi dovrebbe entrare tranquillamente nel bagaglio. Quando viaggio tendo a portare con me un libricino di yoga che mi dia ispirazione, come A Student’s Companion to Patanjali di Roger Worthington e un quadernetto con alcuni schemi di lezione, meditazioni, citazioni e varie informazioni relative allo yoga che possano servirmi da stimolo. Ma questo libro dovrebbe, spero, fornirti tutto ciò di cui hai bisogno.

Semplici consigli per la cura del corpo

Viaggiare può mettere a dura prova l’organismo: trasportare una borsa pesante, dormire in letti sempre diversi, prendere treni notturni, fare tardi la sera e alzarsi presto la mattina sono tutte esperienze che possono causare dolori fìsici che normalmente non comparirebbero. Questo è uno dei motivi per cui mantenere una pratica di yoga in viaggio è un’ottima idea. Esistono comunque alcuni semplici modi per ridurre l’impatto che la vita del viaggiatore può avere sullorganismo.

Consapevolezza del proprio centro

Puoi sviluppare una maggiore consapevolezza del «centro» del tuo corpo: la zona dalla quale originano i movimenti degli arti e che include i principali muscoli dell’addome, del bacino, del dorso e della regione lombare. Inizia dal considerare come tuo centro quello che intuitivamente ritieni tale. Esercitati ad attivare questa zona nel seguente modo: verso la fine dell’espirazione avvicina la parte inferiore dell’addome alla spina dorsale e durante l’inspirazione rilassa completamente il ventre. Tenere le ginocchia leggermente piegate, senza bloccarle, può aiutare ad attivare questa zona. Tutto ciò può risultare utile in particolare durante i trekking, perché diminuisce le sollecitazioni su altre parti del corpo. Muovendoti dal centro ti sentirai più sostenuto e stabile, sia che scali una montagna, allunghi una mano per afferrare un bicchiere d’acqua o sollevi il bagaglio.

Sollevare il bagaglio

E molto importante essere consapevoli del modo in cui si solleva e si posa il bagaglio. Userai probabilmente il tuo lato dominante: il braccio destro se sei destrorso o quello sinistro se sei mancino. L’ideale è sollevare il bagaglio in modo simmetrico su una sedia o su un tavolo, piegando le ginocchia. Da qui lo si può caricare sulla schiena senza privilegiare un solo lato. Tuttavia, non è sempre possibile attenersi a questa procedura: ad esempio quando dopo ore di attesa su una strada sudicia nel bel mezzo del niente arriva finalmente il tuo autobus e si ferma solo per pochi secondi. Quindi, quando devi sollevare il bagaglio con un lato solo, alzalo usando il centro del corpo, tenendo le ginocchia piegate e alternando il braccio che usi. In questo modo è meno probabile farsi male o creare uno squilibrio di forze tra il lato destro e sinistro.

Partire con la sinistra

La maggior parte delle persone inizia sempre i movimenti con lo stesso lato del corpo e ha livelli di forza e flessibilità diversi tra i due lati. Non siamo esseri perfettamente simmetrici ed è importante accettarlo, senza considerarlo un problema. Una maggiore consapevolezza del modo in cui io inizio i movimenti con il corpo, dal piede che parte a camminare fino alla gamba che slancio per prima in adho mukha vrksasana (verticale in appoggio sulle mani), ha fatto una grande differenza per quanto riguarda la simmetria del mio corpo. Tu parti sempre con lo stesso piede oppure quando cammini in salita fai il passo più difficile sempre con la stessa gamba? Se sì, stai lavorando in modo non uniforme e rafforzando sempre di più il tuo lato dominante. Puoi scoprire molti modi per abbandonare le vecchie abitudini e alternare i lati che danno inizio ai movimenti: dal variare quello che mangi ogni giorno a colazione a tenere il libro o il mouse nell’altra mano. In fondo è divertente e rappresenta un primo passo verso l’abbandono di abitudini significative nella propria vita.

Simmetria di piede, caviglia e ginocchio

Durante le lezioni di yoga puoi aver sentito l’insegnante spiegare come distribuire il peso in modo uniforme su tutto il piede: davanti, dietro e sui due lati, e come allineare il ginocchio con il punto centrale del piede. Questa postura protegge le ginocchia e le rende più forti, soprattutto quando si salgono e si scendono le scale o le montagne. Prova a notare se tendi ad appoggiarti sull’interno o l’esterno del piede quando fai un passo. Se non ne sei sicuro, guarda la suola delle tue scarpe: una parte è più usurata delle altre? Controlla se il ginocchio si muove lungo il centro del piede oppure se punta all’interno o all’esterno. Ricorda di osservare, piuttosto che rimproverarti di «sbagliare». Se devi salire 3000 gradini, essere spettatore di te stesso può costituire una pratica meditativa e distogliere l’attenzione dai 2999 gradini che mancano.

Questo testo è estratto dal libro "Yoga per chi Viaggia".

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