Tamburi, Sonagli e l'Altra Realtà - Alfonso Crosetto

Tamburi, Sonagli e l'Altra Realtà

Riprenditi l'Anima- Anteprima del libro di Alfonso Crosetto

L'inizio

«Siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni».
William Shakespeare

Immagino.

L’Eterno, l’Uno, Dio, l’Essenza, la Vita.

Onnipotente, onnipresente, onnisciente, dall’eternità all’eternità. Come un bambino che, con troppi giocattoli e che può avere tutto, si annoia.

Ma nel mare della sua coscienza onnisciente, un pensiero più intenso sembra farsi spazio: creare un gioco divertente, avventuroso ed entusiasmante.

Perdere la consapevolezza della propria onnipotenza, onniscienza e onnipresenza separando se stesso in bilioni e bilioni di parti che compongono quello che chiamerà poi Universo.

Creando un gioco di molte dimensioni.

Un gioco che poi noi, frammenti di quella Unità, chiameremo “realtà”.

In questa “realtà” ognuno dei frammenti dell’Uno avrà uno spazio speciale di contatto con l’Unità.

Questo spazio sarà chiamato Anima.

E quando qualcosa di questa cosiddetta realtà non funzionerà troppo bene, l’Anima potrà allontanarsi da essa per trovare un po’ di pace nell’Unità.

Solo quando dentro la coscienza della realtà individuale qualcosa cambierà, e le circostanze create saranno favorevoli, l’Anima rientrerà per continuare il gioco della “realtà”.

Così i frammenti di Anima, le anime perse, l’Essenza originaria che permea ognuno di noi saranno richiamata dal tamburo dello sciamano per ritornare e continuare a vivere l’esperienza della vita, creando una completezza come quella di un bimbo appena nato. Così Dio, l’Essenza, l’Unità, la Vita continua a fare esperienza e non si annoia più nell’Eternità.

Immagino.

Tamburi, sonagli e l'altra realtà

«L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà».
Paul Watzlawick

Avevo fatto centinaia di migliaia di chilometri in auto e in aereo in giro per il mondo, avevo raggiunto un buon benessere economico, lavoravo con molta soddisfazione con amici e a 35 anni pensavo di aver raggiunto il successo come principale dirigente e azionista di una nota azienda nel settore del benessere naturale.

Non potevo immaginare che da lì a poco sarebbero accaduti fatti così importanti per me.

E nemmeno che, avendo perso pezzi della mia Anima in ciò che è accaduto, avrei poi trovato in un libro sul Recupero dell’Anima la risposta al vuoto che sentivo dentro di me.

Nel giro di due anni lasciai l’azienda, incrinai l’equilibrio della mia famiglia e aprii un’attività in un’altra città, ma nulla sembrava colmare il vuoto che tutti gli avvenimenti di quei due anni avevano creato dentro di me.

Da un po’ di anni ero ritornato a studiare gli argomenti che mi avevano entusiasmato da ragazzo: la mente, la medicina naturale, il rapporto tra corpo e Anima.

Compravo tutti i libri e frequentavo tutti i seminari che sembravano in grado di darmi una risposta.

Quando lessi il libro di Sandra Ingerman sul Recupero dell’Anima non ebbi più dubbi.

Io avevo perso un pezzo della mia Anima e dovevo recuperarla.

Le circostanze per le quali, invece di fare un “semplice” Recupero dell’Anima, mi ritrovai a frequentare i corsi di sciamanesimo dell’Accademia degli Studi Sciamanici, incontrare uno sciamano eccezionale come Carlo Zumstein e in seguito studiare con la stessa Sandra Ingerman e diventare parte dei suoi insegnanti di Medicina per la Terra, sono così speciali da sembrare incredibili. Adesso comprendo che quelle circostanze si erano manifestate affinché io, qui, in questo bellissimo e sperduto luogo dell’entroterra marchigiano, potessi scrivere questo libro.

Così, nel seminario avanzato di cinque giorni sul Recupero dell’Anima, recuperai parti della mia Essenza perduta e ovviamente, dopo un po’ di mesi, mi scordai perfino di aver avuto un vuoto dentro di me.

Ricordo ancora chiaramente quando al primo corso di introduzione allo sciamanesimo, dopo un lungo silenzio, l’insegnante ci aveva fatto alzare e senza proferire parola ci aveva invitato a suonare sonagli e tamburo che avevamo a nostra disposizione, mentre lui usava i suoi.

Ricordo che dopo alcuni istanti un pensiero si fece chiaro nella mia mente: «Questi sono tutti pazzi, io sono un uomo di successo, mica uno strambo come loro! Appena posso me ne vado via!». Non appena ebbi formulato questo pensiero mi rilassai e mi accorsi che, a occhi chiusi, il suono di tutti i sonagli e i tamburi era coinvolgente...

Una parte di me stava riconoscendo” qualcosa che io non conoscevo.

Dopo pochi giorni, con il mio nuovo tamburo, mi iscrivevo ai seminari seguenti, divertito e inconsapevole (a quel punto) di aver pensato seriamente di fuggire da quella esperienza.

Questo testo è estratto dal libro "Riprenditi l'Anima".

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