Lasciati guidare da Francesca Di Gangi in un viaggio alla scoperta di te stesso. Inizia il tuo percorso, leggendo l'estratto del libro "Riscrivi la tua Vita".
Perché il Viaggio dell'Eroe?
C'è stato un tempo in cui giocavamo al "facciamo che" e grazie all'immaginazione scoprivamo il nostro mondo interno e le relazioni, sperimentavamo capacità e ambizioni: un cucchiaio diventava un microfono e il letto su cui salivamo il palcoscenico di Sanremo; un impasto di terra, acqua ed erba diventava la cena per la famiglia e un'asse di legno con i cuscinetti a sfera era il bolide di Formula 1 con il quale sfrecciavamo sulla prima discesa disponibile.
Giocavamo e creavamo e riproducevamo storie, entravamo nelle storie che ci raccontavano e che cercavamo ovunque: quelle storie non erano finzione, ma ritagli e rappresentazioni delle nostre giovani storie, attraverso le quali imparavamo del mondo e di noi stessi poiché "i bambini piccoli imparano inizialmente non dalla sperimentazione scientifica sulla realtà, ma attraverso lo scambio di storie su di essa".
Oggi che siamo adulti continuiamo a cercare storie e a viverci immersi, anche se al "facciamo che" non giochiamo più. O pensiamo di non giocare più, e invece è un gioco che continua, seppure sotto forme diverse, poiché "la narrazione è a tutti gli effetti cruciale per comprendere noi stessi e l'ambiente circostante".

Il potere delle storie
Continuiamo, da quei giorni in cui eravamo bambini, ad avere bisogno di incontrare e vivere storie, di usare le storie per dare sostanza e motivazioni e significati alle nostre giornate. Dentro le storie troviamo riferimenti, giustificazioni, indicazioni, senso, risposte. Troviamo alternative e speranza.
Troviamo giustizia, quella giustizia poetica di cui parlava Aristotele e che prevede che l'eroe, il protagonista della narrazione, debba vincere e la giustizia trionfare, e questo ci dà coraggio quando sentiamo che la giustizia intorno a noi vacilla.
Troviamo significato, quando le trame che si risolvono ristabiliscono quell'ordine che ci aiuta a vedere ordine anche nel nostro personale percorso.

Il senso del viaggio
Quale che sia la storia che viene raccontata, nel suo scorrere il protagonista, l'eroe di quella narrazione, affronta il viaggio che lo porta a essere chi è chiamato a essere, ed è così da sempre, fin da quando si ha memoria delle narrazioni.
Possiamo immergerci nelle culture più disparate e lontane dalla nostra, percorrere gli angoli della terra più stranianti e sempre ascolteremo storie diverse fra loro ma imbastite su una stessa struttura, sullo "stesso, proteiforme, eppure straordinariamente identico racconto, il quale inoltre ci lascia intuire ogni volta, con provocante pertinacia, la potenziale esistenza di infiniti altri racconti che non conosceremo mai".
E la magia di ciò che Joseph Campbell ha definito il monomito: quale che sia la struttura culturale in cui quella storia si sviluppa, quale che sia il tempo o la latitudine, quali che siano le vesti che i personaggi indossano, a muovere la storia e il suo protagonista ci sono sempre un viaggio verso l'ignoto e l'acquisizione della consapevolezza piena, un viaggio che porta l'eroe ad affrontare prove, a riflettere e ascoltare e cogliere aiuti, a difendersi da nemici, a muoversi da un luogo - sia esso reale o figurato - al quale è necessario torni, però soltanto dopo aver compiuto il percorso di crescita e conquista personale cui è chiamato.

Iniziare il viaggio
Ritroviamo la struttura del monomito e del viaggio dell'eroe nelle narrazioni che da sempre accompagnano la storia umana: nell'epopea di Gilgamesh così come nell'Odissea di Omero, nella leggenda del Re Pescatore, nelle fiabe che da bambini ci hanno raccontato e con le quali siamo cresciuti; la ritroviamo oggi nella saga di Harry Potter, nella stragrande maggioranza dei film di Hollywood e in buona parte dei romanzi che ci ritroviamo fra le mani.
Il viaggio dell'eroe inizia mostrando una situazione di vita ordinaria in cui l'eroe ha le sue abitudini e una sua stabilità, situazione in cui potrebbe serenamente continuare a vivere se non fosse che l'equilibrio viene turbato da qualcosa che accade d'improvviso.

La chiamata all'avventura
Ѐ quel che viene definito chiamata all'avventura, un evento che chiede all'eroe di abbandonare la vita così come la conosce e gli crea quindi uno stato di tensione e sofferenza cui è necessario metta riparo.
L'eroe in un primo momento rifiuta di aderire a quella chiamata e a tutto ciò che sarebbe necessario vivere e sperimentare, in fondo nel suo mondo, noto e abituale, sta bene: perché muoversi?
E a questo punto che interviene il mentore, una figura cui l'eroe attribuisce valore e saggezza; grazie ai consigli e alle rassicurazioni che ne riceve l'eroe si decide a intraprendere il suo viaggio.
Il tempo di avviarsi, di lasciare il mondo ordinario per entrare nel mondo stra-ordinario, che iniziano a presentarsi difficoltà e incognite: l'eroe viene messo alla prova e le sue capacità, la sua volontà, il suo coraggio vengono sfidati.
Ѐ un continuo affrontare pericoli, nemici palesi e occulti, ferite fisiche ed emotive, fino ad arrivare a una vera e propria discesa agli inferi dove gli si presenta una scelta semplice e drammatica allo stesso tempo: sfuggire all'ultima prova e tornare sconfitto, o accettare il rischio di morire - una morte che può essere fisica o "solo" spirituale - per poter incontrare e riconoscere e onorare il motivo vero e profondo del suo viaggio.

La via del ritorno
L'eroe, appunto perché eroe, affronta anche l'ultima sfida e ne esce vincitore. Ha compiuto ciò cui l'avventura lo chiamava, può adesso intraprendere la strada per il ritorno. Anche il ritorno però, poiché deve rispondere a una scelta consapevole, sottopone l'eroe ancora ad altre prove; superata anche l'ultima, l'arco di trasformazione può dirsi compiuto.
L'eroe che prende il cammino di casa è la stessa persona che da lì è partita, e anche non lo è più: il viaggio ha consentito che scoprisse parti di sé che non conosceva, che rivedesse posizioni e relazioni, che curasse ferite.
Data di Pubblicazione: 11 luglio 2024