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Transfert - Preludio

Transfert - 4 Passi Fuori dall'Inferno - Anteprima del libro di Marco Bianchi

Preludio

Europa centrale St. Moritz, 20 gennaio 2008 La finale

- Allora Oleg, sei pronto per la gara? - chiese Vasily.

- Si, ma continuo a non capire perché l’abbiano organizzata con un mese d’anticipo!

- Cosa ti importa? Lo sai quanto denaro gira intorno a questo evento; è tutta una questione di sponsor; sono loro che di fatto rendono possibile queste giornate, avranno avuto i loro motivi.

- Non so... — disse perplesso Oleg guardandosi intorno e vedendo tutti indaffarati nei preparativi. Gli sponsor sbandieravano i loro loghi e i loro marchi stampati sui corpetti di tutti i partecipanti, sui camion, sulle vele e sulle bandiere al vento; la bmw aveva attrezzato un circuito di prova su neve presentando in anteprima il suo ultimo modello di suv. Ogni cosa era marchiata. I giudici controllavano le attrezzature, mentre gli addetti alla sicurezza si disponevano lungo il circuito. Tutto appariva normale.

- Sara la tensione di questa gara che mi alimenta certe sensazioni! — aggiunse Oleg.

- Dai fratello, e la nostra prima partecipazione al White Turf, andiamoci a preparare - incitò Lev. - Tra mezz’ora iniziano le ultime qualificazioni con le quattro batterie, poi nel pomeriggio c’è la finale; speriamo che qualcuno di noi si qualifichi.

- Avete visto come si sta rovinando la pista? Le discipline precedenti l’hanno disastrata, è piena di solchi che la rendono pericolosa.

- Vasily, non essere drammatico come sempre! - intervenne Evgeny. - Si, è un po’ rovinata, ma non puoi pretendere di partecipare a questi eventi su circuiti immacolati. Peraltro ho sentito dire che, se la pista fosse stata veramente impraticabile, avrebbero spostato il circuito per la finale. Dai, ci aspettiamo all’arrivo — concluse sorridendo e avviandosi verso il ricovero dei cavalli.

- Ok, ci vediamo lì - risposero i fratelli.

Ogni batteria era composta da dodici concorrenti

Ogni batteria era composta da dodici concorrenti e ognuna consentiva ai primi tre di qualificarsi per la finale. Al termine della giornata tutti i fratelli Baranov risultarono qualificati, tanto da suscitare scalpore tra il pubblico che iniziò a scandire i loro nomi dagli spalti. Oleg si era classificato primo nella sua batteria tentando di non strapazzare troppo il suo cavallo; Vasily e Lev si erano qualificati arrivando secondi, mentre Evgeny si qualificò solo grazie a un ripescaggio dovuto in seguito alla squalifica del primo arrivato nella sua batteria per scorrettezze in gara. I Bàranov erano entusiasti e orgogliosi; dalla loro tribuna privilegiata salutavano i figli e stringevano le mani a coloro che si congratulavano per la prestazione straordinaria dei ragazzi. Di lì a circa tre ore si sarebbe disputata la finale. Nel frattempo gli organizzatori osservarono che la pista percorsa la mattina era eccessivamente compromessa per accogliere la finale; decisero pertanto di spostare il nuovo circuito un centinaio di metri verso il centro dell area dei giochi; ne risulto così una pista complessivamente più corta: duemila metri anziché duemilasette-cento, da percorrere in quattro tratte da cinquecento metri ciascuna con tornanti stretti, anziché la consueta pista ovale.

Nell’immediato dopo pranzo un anziano giudice sportivo, un tedesco che da tempo ricopriva solo un ruolo di consulente, tenendo una tazza di caffè caldo in mano, salì sulla motoslitta e sorseggiando restò a guardare da lontano le operazioni; terminato di bere, prese della neve con la tazza, la pulì dai residui di caffè e la ripose di fronte a sé in modo che non potesse volar via al primo scossone, quindi accese la motoslitta e iniziò a scendere tranquillamente verso il nuovo percorso. Costeggiando lentamente il circuito si fermava qua e là facendo alcuni rilevamenti, togliendo la neve in alcuni tratti, osservando la tonalità di colore del ghiaccio sottostante e picchiettandolo con uno strano bastone per ascoltarne il suono; fece anche dei piccoli carotaggi in alcuni punti ai lati della pista per testarne resistenza e spessore. A fine ottobre aveva manifestato le sue perplessità in merito alla decisione di anticipare l’evento di un mese, in considerazione delle temperature anomale registrate già nel mese; aveva interpellato un amico all’istituto nazionale di meteorologia in Germania prima che la commissione dei giochi si riunisse per deliberare; questi gli aveva riferito che sarebbe stato rischioso anticipare per motivi di ciclicità climatiche previste proprio in coincidenza dell’inverno 2007-2008 su tutta l'Europa.

Circa a metà del tragitto della direttrice verso il traguardo, una particolare trasparenza del ghiaccio richiamò la sua attenzione; si fermò e scese dalla sua motoslitta; tenendo i guanti spolverò con le mani la neve mettendo a nudo la superfìcie ghiacciata; poi prese il bastone e lo fece vibrare a terra percependone il suono; allarmato, si spostò di un metro ed esegui la stessa operazione, e poi una terza volta in un altro punto. La sua esperienza e anzianità gli fecero capire subito che quella zona del circuito era al limite della soglia minima di sicurezza; tornò alla motoslitta, prese il vhf e chiamò la direzione:

- Radolfl Pronto Radolf, mi senti? Rispondi Radolfl

Controllò se la batteria della ricetrasmittente fosse carica

Controllò se la batteria della ricetrasmittente fosse carica, poi risintonizzò il canale, ma il problema non era suo; lanciò uno sguardo all’orologio, salì sulla motoslitta, mise in moto e corse verso la direzione dei giochi; giunto sul posto abbandonò la motoslitta in prossimità delle scale, salì di fretta le due rampe metalliche, aprì di scatto la porta e affannato, restando sull’uscio, strillò:

- Radolf! Finalmente ti trovo.

- Cosa c’è Ebert, cosa strilli?

- Perché non rispondevi sul vhf?

- Scusami, ero fuori e l’avevo lasciata qui.

- Dobbiamo spostare il circuito delle finali! C’è una sezione della pista, a circa duecento metri dopo la bandiera, sulla via del traguardo, che ha uno spessore di ghiaccio di poco superiore ai limiti di sicurezza.

- Che sciocchezze vai dicendo! Vieni dentro! - disse Radolf invitando Ebert a entrare in una saletta e chiedendo alla persona presente di lasciarli soli. - Cosa vai dicendo? Lo strato di ghiaccio è solido; lo abbiamo controllato fino a poche ore fa.

- Sì, forse era così per quello usato nelle qualificazioni, ma il circuito delle finali è a rischio; lì nessuno ha fatto rilevamenti perché non era previsto si facesse la gara. Gli anni passati abbiamo sempre fatto qualifiche e finali sullo stesso perimetro, ma come hai visto già all’ottava gara la pista è stata compromessa. Te l’avevo detto a ottobre che non potevate anticipare la manifestazione!

- Sì, la pista stamane si è rovinata a causa di quei nuovi ferri chiodati montati ai cavalli dai concorrenti; ho già inoltrato un reclamo alla commissione sportiva dello skijoring. Comunque, avendo spostato là il circuito, gli spettatori domineranno meglio la gara.

- Non raccontarmi stronzate, Radolf! A te interessano solo i soldi degli sponsor; so bene quanto questi abbiano fatto pressione su di te e sull’organizzazione per anticipare la gara di quattro settimane. E sai altrettanto bene che io ero contrario fin dal principio; purtroppo non ho voce in capitolo nel consiglio di amministrazione, altrimenti...

- Altrimenti cosa?

- Non trattarmi da scemo! Due sponsor dovevano lanciare i loro prodotti in questo periodo e febbraio sarebbe stato troppo tardi. Inoltre le tue relazioni con la banca cosa direbbero, visto che dal 90 sono sponsor?

- Non dire assurdità, Ebert; io non subisco pressioni da nessuno; mai le ho subite e mai le subirò; e questo vale anche per te.

Pensi che io ti stia facendo pressione? Sto solo portandoti a conoscenza di gravi fatti ai quali, Dio non voglia, tu dovrai rispondere qualora accadesse qualcosa.

- Ok, d accordo; se la cosa ti può rassicurare, manderò una squadra di tecnici a fare ulteriori sopralluoghi sulla pista e, se risultasse ciò che mi dici, farò spostare le finali più verso l’esterno. Sei contento così?

- Non essere cinico; non e questione d esser contento o meno, razza di incosciente.

- Vai tranquillo e grazie per il tuo scrupoloso lavoro. Sei una persona preziosa per l’organizzazione.

- Non offendere la mia intelligenza! Evita di burlarti di me come fai con tutti quelli che ti girano intorno; lo sai che queste sviolinate con me non attaccano. Diversamente da ciò che credi, ti conosco molto più di quanto pensi; solo che la maggior parte delle volte faccio fìnta di nulla; ora però non posso tacere, perché è in gioco la sicurezza di altre persone.

Usciti dalla saletta, Radolf chiamo al telefono il suo assistente diretto:

- Stephan, sono appena uscito da una riunione con Ebert che sostiene ci siano problemi di tenuta della pista per le finali. Manda una squadra a controllare e fammi immediatamente rapporto entro venti minuti. Stephan, un’ultima cosa: sposta la trasmittente sul canale quattro.

Dopo trenta minuti Stephan chiamò il direttore dalla pista:

- Radolf, abbiamo ispezionato tutta la pista ed effettivamente a duecentocinquanta metri dal traguardo, sulla via di ritorno, c’è una sospetta trasparenza della pista con una lieve crepatura.

- Maledizione, Stephan. È grave? Quanto è lunga? È perpendicolare, trasversale o longitudinale alla pista? È profonda o superficiale?

- È irregolare e ramificata per meno di sei metri, in diagonale lungo la direzione di gara; considerando la velocità cui correvano i cavalli in quel punto, gran parte del loro peso si scaricherà orizzontalmente; inoltre non tutti i cavalli passeranno simultaneamente; già dopo il primo passaggio si saranno allungate le fila. I concorrenti poi non cavalcano gli animali, quindi la pressione sarà minore.

- Che temperature sono previste per l’ora delle finali?

- Due gradi in meno rispetto a ora e la pista si dovrebbe presentare in parte all’om-bra, il che farà scendere la temperatura della superfìcie di almeno cinque gradi.

- Va bene, dammi due minuti e resta sintonizzato sul quattro.

Radolf poggiò entrambe le mani sul tavolo di fronte alla finestra e guardò fuori

Radolf poggiò entrambe le mani sul tavolo di fronte alla finestra e guardò fuori; poi volse lo sguardo verso il barometro, il termometro e quindi l’orologio; prese l’ultimo report delle previsioni del tempo e tentò di immaginare se quel tratto di pista sarebbe stato effettivamente in ombra prima della gara, facendo abbassare la temperatura della pista e quindi rinforzandola. In febbraio conosceva ogni movimento del sole e reazione del ghiaccio poiché le gare normalmente si svolgevano in quel periodo, ma gennaio... gennaio era la prima volta anche per lui e le condizioni atmosferiche stagionali non avevano seguito le medie storiche. Lo sguardo allora discese sulle carte che aveva sulla sua scrivania e sui contratti degli sponsor. Poi prese la ricetrasmittente.

- Stephan, mi senti?

- Sì, ti sento.

- Hai con te il liquido congelante?

- Ho capito. Ce l’ho in magazzino, ma in dieci minuti posso portarlo qui e tamponare le fratture.

- Va bene, esegui!

Dopo aver chiuso la comunicazione con Stephan, sintonizzò la trasmittente sul canale due.

- Ebert, mi senti?

- Sì, Radolf, dimmi: cos’hai riscontrato?

- Ho mandato la squadra e mi ha rassicurato; non c’è alcun problema. Si prevede l’ombra al momento della gara e un abbassamento delle temperature fino a cinque gradi sulla superfìcie, quindi sicuramente la soglia di sicurezza tornerà oltre gli standard.

- Non può essere; c è una frattura in superfìcie che superficiale non credo che sia!

- Tranquillo..., i miei tecnici l’hanno controllata scalfendola lungo la sua lunghezza e hanno detto che è superficiale, quindi hanno versato del liquido congelante per appianare il sondaggio. È tutto sotto controllo, Ebert. Ti ringrazio per la tua perizia e precisione.

- Io sarei comunque del parere di spostare il circuito di una decina metri.

- Non c è né motivo né tempo per farlo; un imprevisto del genere ritarderebbe il calendario facendo allontanare gli spettatori, sia per l’attesa che per il freddo, considerato che le tribune tra poco saranno all’ombra. Non ce affatto bisogno di creare allarmismo visto che tutto è rientrato. Stai tranquillo e goditi la gara.

- Non sono d'accordo, però visto che hai preso la decisione e il responsabile sei tu, ti suggerirei di fare almeno una cosa: metti delle squadre di sicurezza e pronto intervento in prossimità dell’arrivo.

- Va bene, Ebert. Va bene, lo farò.

Questo testo è estratto dal libro "Transfert - 4 Passi Fuori dall'Inferno".

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