SELF-HELP E PSICOLOGIA

Una filosofìa quotidiana sul diventare una leggenda

Una filosofìa quotidiana sul diventare una leggenda

La vita è troppo breve per non sfruttare tutto il potenziale dei tuoi talenti, scopri come farlo leggendo l'anteprima del libro di Robin Sharma.

Una filosofìa quotidiana sul diventare una leggenda

Non lasciare che il tuo fuoco si spenga, che si perdano quelle preziose scintille nelle paludi senza speranza dell’indecisione, del dubbio, dell’incertezza. Non permettere che l’eroe che è nella tua anima perisca, solitario e frustrato, privo della vita che ti meriti, ma che non sei mai riuscito a conquistare. Il mondo che desideri può essere tuo. Esiste. È reale. È possibile ed è tuo.
Ayn Rand

Era un oratore carismatico. Un vero incantatore.

Ormai sull’ottantina e prossimo alla fine di una carriera mitica, aveva conquistato prestigio in tutto il mondo come un maestro nell’arte motivazionale, leggenda della leadership e diplomatico genuino, che aiutava ogni giorno la gente a realizzare i propri talenti più grandi.

In una cultura permeata di volatilità, incertezza e insicurezza, gli eventi dell’incantatore attiravano folle da stadio che desideravano non solo condurre una vita d’eccellenza piena di creatività, produttività e prosperità, ma anche un’esistenza che elevasse in modo significativo l’umanità, così alla fine sarebbero state certe di aver lasciato una meravigliosa eredità e una traccia di sé sulle generazioni a venire.

Il lavoro di quell’uomo era unico. Fondeva intuizioni che rafforzavano il guerriero insito nella nostra personalità con idee che facevano onore al poeta sensibile che dimora nel nostro cuore. Il suo messaggio mostrava alle persone ordinarie come ottenere successo ai livelli più alti nel mondo degli affari, rivendicando però la magia di una vita vissuta intensamente. Ritornando così al senso di grandiosità che conoscevamo prima che un mondo duro e freddo ponesse il nostro genio naturale in catene con un tornado di complessità, superficialità e distrazione tecnologica.

Sebbene l’incantatore fosse alto, gli anni lo avevano leggermente ingobbito. Mentre attraversava il palco, camminava con attenzione e grazia. Un abito gessato grigio antracite, che lo vestiva perfettamente, gli conferiva un’aria elegante. E un paio di occhiali da sole azzurri aggiungeva giusto quel tocco di glamour in più.

«La vita è troppo breve per non sfruttare tutto il potenziale dei vostri talenti», disse l’incantatore rivolgendosi a una platea di migliaia di persone. «Siete nati con l’opportunità e, nello stesso tempo, la responsabilità di diventare una leggenda. Siete stati forgiati per realizzare capolavori, progettati per conseguire obiettivi importanti e insoliti, e costruiti per essere una forza del bene su questo minuscolo pianeta. È insita in voi stessi la rivendicazione della sovranità sulla vostra originaria grandezza, in una civiltà che è divenuta quasi incivile. Dovete riaffermare la vostra nobiltà in una comunità globale dove la maggioranza acquista belle scarpe e compra oggetti costosi, ma raramente investe nel migliorare se stessa. La vostra personale leadership richiede, anzi esige che smettiate di essere dei cyber-zombie, attratti irresistibilmente dal digitale. E che ristrutturiate la vostra vita per gestire il vostro talento, essere esempio di bontà e abbandonare quell’egocentrismo che costringe la brava gente a restare limitata. Le grandi donne e i grandi uomini del mondo sono state tutte persone che hanno dato, non che hanno preso. Rinunciate all’illusione comune secondo cui a vincere sono quelli che accumulano di più. Piuttosto, fate un lavoro eroico, che sbalordisca il vostro mercato con la sua originalità e i vantaggi che procura. E, mentre lo fate, la mia raccomandazione è che vi creiate anche una vita privata forte sul piano etico, ricca di meravigliosa bellezza e inflessibile quando si tratti di tutelare la vostra pace interiore. Questo, amici miei, è librarsi con gli angeli. Camminare al fianco degli dèi.»

L’incantatore fece una pausa. Prese una boccata d’aria grande come una montagna, il respiro si fece forzato, e produsse un sibilo mentre inspirava. Guardò in basso i suoi eleganti stivaletti neri che erano stati lucidati con minuzia militaresca.

Il pubblico in prima fila vide una lacrima scivolare lungo il suo viso logorato dal tempo ma una volta bello.

Mantenne lo sguardo basso. Il suo silenzio era assordante. L’incantatore appariva instabile.

Dopo una serie d’istanti di tensione che fecero agitare sulle sedie alcuni spettatori, l’incantatore depose il microfono che teneva nella mano sinistra. Infilò delicatamente la mano libera nella tasca dei pantaloni e tirò fuori un fazzoletto di lino piegato alla perfezione. Si asciugò la guancia.

« Ciascuno di voi ha una vocazione nella vita. Ciascuno di voi possiede nel suo spirito una propensione naturale all’eccellenza. Nessuno in questa sala ha bisogno di restare congelato nella mediocrità e di soccombere al livellamento di massa evidente nella società, che si accompagna alla perdita di professionalità collettiva che è tanto palese nell’industria. Il limite non è altro che una mentalità che troppa brava gente pratica ogni giorno perché è convinta sia la realtà. Mi si spezza il cuore nel vedere tanti esseri umani potenzialmente dotati arenarsi sul perché non possono essere straordinari da un punto di vista professionale e personale. Dovete ricordare che le vostre scuse sono seducenti, le vostre paure sono bugiarde e i vostri dubbi sono predatori. »

Tanti annuirono. Alcuni batterono le mani. Poi molti di più applaudirono

«Vi capisco. Vi capisco davvero», continuò l’incantatore. « So che avete passato momenti difficili nella vostra vita. Come tutti. Capisco che sentiate che le cose non sono andate come pensavate quando eravate piccoli, pieni di ardore, desideri e meraviglia. Non pensavate che ogni giorno dovesse essere uguale al precedente, vero? Fare un lavoro che potrebbe finire per soffocarvi l’anima. Gestire preoccupazioni stressanti e responsabilità infinite che spengono la vostra creatività e vi rubano energia. Affannarsi all’inseguimento di scopi irrilevanti, affamati dell’appagamento istantaneo di desideri banali, spesso pilotati da una tecnologia che ci schiavizza invece che liberarci. Vivere la stessa settimana migliaia di volte e chiamarla vita. Devo dirvi che troppi di noi muoiono a trent’anni e vengono sepolti a ottanta. Perciò, vi capisco. Speravate che le cose andassero in modo diverso. Che fossero più interessanti. Più eccitanti. Più appaganti, speciali e magiche.»

La voce dell’incantatore tremò come se stesse proferendo le sue ultime parole. Per un istante respirò a fatica. Un’espressione preoccupata gli fece aggrottare la fronte. Si sedette su una sedia color crema che era stata premurosamente sistemata a un lato del palco da uno dei suoi assistenti.

« E, sì, sono consapevole del fatto che molti in questa sala al momento stanno vivendo una vita che amano. Siete un successo epico del mondo, siete al meglio di voi stessi e state rendendo più ricca la vostra famiglia e la vostra comunità con un’energia che rasenta il soprannaturale. Ben fatto. Bravi. Eppure, anche voi avete vissuto stagioni in cui eravate persi nella valle fredda e pericolosa dell’oscurità. Anche voi avete conosciuto il collasso della vostra grandezza creativa e della vostra eccellenza produttiva in un’angusta zona di comfort, paura e torpore che hanno compromesso la vostra padronanza del talento e le riserve di coraggio dentro di voi. Anche voi siete stati delusi dagli sterili inverni della vita scandita dalle settimane. Anche a voi sono stati negati molti dei vostri più arditi sogni di bambino. Anche voi siete stati feriti da persone di cui vi fidavate. Anche voi avete visto distrutti i vostri ideali. Anche voi avete avuto il cuore innocente devastato, che ha lasciato la vostra vita a pezzi come un paese in rovina dopo che ambiziosi invasori stranieri lo avevano assaltato. »

La buia sala conferenze era immobile.

« Non importa a che punto vi troviate sul sentiero della vostra vita, vi prego, non lasciate che il dolore di un passato imperfetto ostacoli la gloria di un futuro favoloso. Siete molto più potenti di quanto possiate comprendere al momento. Splendide vittorie e benedizioni assolute si muovono nella vostra direzione. E voi siete esattamente dove dovete essere per compiere la crescita necessaria a condurre la vita straordinariamente produttiva, estremamente prodigiosa ed eccezionalmente esemplare che vi siete guadagnati attraverso le prove più dure. Non c’è niente di sbagliato adesso, anche se sembra che tutto stia crollando. Se credete che la vostra vita sia un disastro in questo momento, è perché le vostre paure sono soltanto un po’ più forti della vostra fiducia. Con l’esercizio, potete abbassare il volume della voce del vostro io spaventato. E alzare quello del vostro lato più esaltante. La verità è che ogni sfida che avete sperimentato, ogni persona tossica che avete incontrato e ogni prova che avete attraversato sono state la preparazione perfetta per trasformarvi nella persona che siete ora. Avevate bisogno di queste lezioni per attivare i tesori, i talenti e le potenzialità che si stanno ora risvegliando in voi. Nulla è stato casuale. Nulla è andato sprecato. Siete esattamente dove avete bisogno di essere per iniziare la vita dei vostri desideri più elevati. Una vita che può fare di voi il creatore di un impero e, allo stesso tempo, una persona capace di cambiare il mondo e forse anche di fare la Storia. »

« Sembra facile detto così, ma nella realtà è molto più difficile », gridò un uomo con un cappellino da baseball rosso, seduto in quinta fila. Sfoggiava una maglietta grigia e un paio di jeans del tipo che si comprano già strappati al centro commerciale. Anche se la sua uscita poteva sembrare irrispettosa, il tono della voce e il linguaggio del corpo rivelavano genuina ammirazione per l’incantatore.

«Sono d’accordo con te, meraviglioso essere umano», rispose l’incantatore, e la sua grazia toccò tutti i partecipanti e la sua voce risuonò in un certo qual modo più forte, mentre si alzava dalla sedia. « Le idee non contano niente a meno che non vengano messe in pratica. Il minimo miglioramento è sempre più valido della più grandiosa delle intenzioni. E se essere una persona stupefacente e crearsi una vita leggendaria fosse facile, lo farebbero tutti. Capisci che cosa intendo? » «Certo, amico», rispose l’uomo con il cappellino rosso mentre si strofinava il labbro con un dito.

« La società ci ha venduto una serie di false verità », continuò l’incantatore. « Che il piacere sia preferibile al fatto terrificante ma grandioso che tutte le opportunità richiedono un duro lavoro, reinvenzione continua e una dedizione profonda come il mare per lasciare i porti delle nostre sicurezze, ogni giorno. Credo che la seduzione del compiacimento e una vita facile siano un milione di volte più dure di una vita in cui scommetti tutto in una volta e fai la tua inarrestabile presa di posizione per i sogni più fulgidi. Il livello migliore inizia dove finisce la tua zona di comfort è una regola che le persone di successo, le persone influenti e le più felici ricordano sempre. »

L’uomo annuì, come anche altre persone tra il pubblico.

« Siamo programmati fin dalla tenera età a pensare che ci voglia poco sforzo per muoverci nella vita rispettando i valori della padronanza del talento, dell’abilità e dell’onestà. E così, se la strada si fa impervia e richiede pazienza, pensiamo di essere sul sentiero sbagliato», disse l’incantatore afferrando il bracciolo della sedia di legno e ripiegando la sua esile struttura nella seduta. « Abbiamo incoraggiato una cultura di persone molli e deboli, che non sanno mantenere le promesse, che non rispettano gli impegni e che abbandonano le loro aspirazioni non appena si manifesta il minimo ostacolo. »

L’oratore sospirò forte.

« Ciò che è difficile è positivo. La vera grandezza e la realizzazione del vostro genio interiore è da considerarsi uno sport duro. Soltanto quelli abbastanza determinati a spingersi fino ai loro massimi limiti li supereranno. E la sofferenza che si sperimenta durante il percorso di materializzazione dei vostri poteri speciali, delle vostre abilità più forti e delle ambizioni più ispiratrici, è una delle maggiori fonti di soddisfazione umana. La principale chiave d’accesso alla felicità, e alla pace interiore, è sapere che avete fatto tutto quello che bisognava fare per guadagnarvi le vostre ricompense e che avete appassionatamente impiegato l’audacia per diventare la versione migliore di voi stessi. La leggenda del jazz Miles Davis si spinse oltre i propri mezzi più di quanto qualcuno avesse mai fatto nel suo campo per esprimere a pieno il suo magnifico potenziale.

Michelangelo fece sacrifici enormi dal punto di vista mentale, emotivo, fisico e spirituale mentre produceva la sua arte strabiliante.

Rosa Parks, una semplice sarta con un coraggio eccezionale, affrontò una cocente umiliazione quando fu arrestata per non aver ceduto il posto su un autobus durante la segregazione razziale, innescando il movimento per i diritti civili.

Charles Darwin dimostrò quel genere di risolutezza che la passione richiede studiando cirripedi - sì, cirripedi - per otto lunghi anni mentre formulava la sua famosa teoria dell’evoluzione. Questo tipo di devozione all’eccellenza della competenza oggi sarebbe bollata come « folle » dalla maggior parte della gente nel nostro mondo moderno, gente che passa una grossa fetta della sua irripetibile vita a guardare fiumi di selfie, colazioni di amici virtuali e videogame violenti », disse l’incantatore, scrutando tutt’intorno la sala come se intendesse fissare dritto negli occhi ciascuno dei partecipanti. « Stephen King lavorò come insegnante di scrittura in un liceo e come impiegato in una lavanderia industriale prima di vendere Carrie, il romanzo che lo rese famoso », continuò l’anziano oratore. « E, ricordate, che King era così scoraggiato dai rifiuti ricevuti che arrivò a buttare nella spazzatura il manoscritto battuto a macchina nella sua roulotte fatiscente, cedendo allo sconforto. Fu solo quando sua moglie Tabitha scoprì il suo lavoro mentre lui era fuori, pulì via la cenere delle sue sigarette, lesse il libro e poi disse al marito quanto fosse geniale, che King lo propose per la pubblicazione. Anche allora, il suo anticipo per i diritti fu la misera cifra di 2500 dollari. »

« Sul serio? » mormorò una donna seduta vicino al palco. Portava un cappello di un verde squillante con una grossa piuma rossa in cima ed era chiaramente soddisfatta della sua eccentricità.

« Certo », disse l’incantatore. « E sebbene Vincent van Gogh abbia creato in vita novecento dipinti e mille disegni, la sua fama iniziò dopo la morte. Il suo impulso a produrre arte non era ispirato dal combustibile dell’ego e della ricerca degli applausi del pubblico, ma da una spinta più saggia che lo spronava a vedere solo quanto poteva liberare del suo potere creativo, senza tener conto delle difficoltà cui sarebbe dovuto andare incontro. Diventare una leggenda non è mai facile. Ma io preferirei questo genere di viaggio alla mortificazione di restare bloccati nell’ordinarietà che tante persone potenzialmente eroiche subiscono », affermò con sicurezza l’incantatore. « A ogni modo, fatemi soltanto dire che, laddove si trova il vostro massimo disagio, trovate anche la vostra opportunità più grande. Le credenze che vi disturbano, le emozioni che vi minacciano, i progetti che vi snervano e le manifestazioni dei vostri talenti cui la parte insicura di voi stessi fa resistenza sono precisamente gli obiettivi cui dovete mirare. Affidatevi a queste vie d’accesso alla vostra grandezza come forgiatori di creatività, ricercatori della libertà personale e persone sempre aperte alle possibilità che la vita riserva. E poi abbracciate rapidamente queste credenze, queste emozioni e questi progetti invece di strutturare la vostra vita in modo che sia programmata per respingerli. Entrare nel cuore di quanto vi spaventa è il modo per reclamare il potere che avete dimenticato e per tornare all’innocenza e alla solennità perdute dopo l’infanzia. »

All’improvviso, l’incantatore iniziò a tossire. Leggermente all’inizio. Poi, con violenza, come se fosse posseduto da un demone votato alla vendetta.

In uno dei settori laterali, un uomo in abito nero con un aggressivo taglio di capelli a spazzola parlò in un microfono nascosto discretamente nel polsino della sua camicia. Le luci iniziarono a guizzare, poi si oscurarono. Alcuni spettatori che si trovavano vicino al palco si fermarono in piedi, incerti sul da farsi.

Una donna attraente con uno chignon, un sorriso a denti stretti e un abito nero aderente con un colletto bianco ricamato si precipitò su per la scala di metallo che l’incantatore aveva salito all’inizio del suo intervento. Aveva un telefono in una mano e un taccuino molto vissuto nell’altra. I suoi tacchi rossi facevano tic tac mentre si dirigeva verso il suo capo.

Tuttavia, la donna arrivò troppo tardi.

L’incantatore si accasciò al suolo come un pugile sfinito, con un cuore grande ma assai poche forze nell’ultimo round di una carriera un tempo gloriosa che avrebbe dovuto concludere molti anni prima. Il vecchio oratore giaceva immobile. Un rivoletto di sangue sgorgava da una ferita alla testa, subita nella caduta. Gli occhiali erano lì accanto a lui. Il fazzoletto ancora in mano. Gli occhi, un tempo sfavillanti, restavano chiusi.

Data di Pubblicazione: 9 dicembre 2019

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