Anteprima del libro "Il Mistero Maschile" di Osho

Adamo - Il primo uomo?

Adamo è stato il primo "uomo", non perché fu il primo essere umano, ma perché è stato il primo a dire no. Con ogni probabilità, prima di lui, erano esistiti molti altri uomini, ma nessuno aveva mai detto di no, per cui, non possedendo un ego, non hanno lasciato tracce nella storia.

Secondo me, è impossibile che Adamo sia stato il primo uomo: prima di lui devono essere esistiti milioni di esseri umani, ma nessuno ha mai detto di no, ragion per cui non sono riusciti a diventare "uomini" e a sviluppare un "ego". Adamo, invece disse "no" e naturalmente ne ha pagato le conseguenze, perché è stato cacciato dal giardino della beatitudine.

Adamo dunque è un uomo, e ogni uomo è come Adamo. Ogni infanzia si svolge nel giardino dell'Eden, ogni bambino è felice, proprio come gli animali, come i primitivi, come gli alberi. Hai mai osservato un bambino che corre in un bosco o sulla spiaggia? Non è ancora veramente "umano", i suoi occhi sono ancora limpidi, ma è inconsapevole: per diventare "uomo", dovrà uscire dal giardino dell'Eden.

L'espulsione di Adamo dal giardino dell'Eden ha proprio questo significato, indica che non partecipa più di quella beatitudine inconscia: mangiando il frutto dell'albero della conoscenza è diventato consapevole e si è trasformato in un uomo.

La cacciata di Adamo

La cacciata di Adamo non è un evento una tantum: ogni uomo dev'essere espulso di nuovo e ogni bambino dev'essere costretto a uscire dal giardino del divino. Fa parte del crescere e il dolore che ne deriva è intrinseco alla crescita. Per poter riconquistare l'Eden, per ritrovarlo in modo consapevole, è necessario perderlo: questa condizione rappresenta, al tempo stesso, il fardello e l'identità dell'uomo, la sua sofferenza e la sua libertà, il suo problema e il suo splendore, la sua grandezza.

Come mai non sono mai soddisfatto di come sono e di ciò che l'esistenza mi ha donato? Cerco continuamente di fare meglio, mi sforzo di essere una persona diversa e quando vedo che qualcuno possiede qualcosa che a me non è stato dato, non riesco a smettere di desiderarlo. Come dice il proverbio, l'erba del vicino è sempre più verde! Perché accade?

Succede perché sei stato fuorviato, la situazione in cui sei stato condotto non è quella che la natura aveva previsto per te. Non ti stai muovendo nella direzione dettata dal tuo potenziale personale, stai cercando di essere ciò che vogliono gli altri, ma questo non può farti sentire appagato. E visto che non sei soddisfatto, la logica ti dice: "Forse ciò che ho non è sufficiente, devo avere di più!", così ti metti alla ricerca di qualcosa di meglio e cominci a guardarti intorno.

Ognuno, inoltre, mostra all'esterno una maschera sorridente e felice, e visto che tutti cercano di ingannarsi a vicenda, anche tu indossi un volto fittizio, in modo che gli altri credano che sei più felice di loro.

Credi che le altre persone siano più contente di te. È vero, l'erba del vicino sembra sempre più verde, ma questa sensazione è reciproca: anche i tuoi vicini credono che il tuo giardino sia più verde del loro. L'erba del vicino appare davvero più fiorente, più turgida e più rigogliosa: è un'illusione creata dalla distanza, ma se ti avvicini, ti accorgi che non è così. Eppure la gente continua a tenere lontano gli altri; persino gli amici o gli amanti restano distanti, perché se l'altro si avvicina troppo, diventa pericoloso: potrebbe vedere chi sei veramente.

Dal momento che sei stato tratto in inganno fin dal principio, qualsiasi cosa tu faccia, continuerai a essere infelice. La natura non ha idea di cosa sia il denaro, altrimenti i dollari crescerebbero sugli alberi; non conosce minimamente i soldi: il denaro è un'invenzione squisitamente umana - utile ma anche pericolosa.

Quando vedi una persona molto ricca, pensi che forse il denaro produca la felicità: "Guarda quanto sembra felice quella persona" ti dici, e ti metti a rincorrere la ricchezza. Se qualcuno ti sembra più sano di te, cominci a inseguire la salute; se una persona che ha fatto una certa cosa ti sembra contenta, cerchi di seguire il suo esempio, ma ognuna di queste cose è sempre legata agli altri. La società ha fatto in modo che tu non pensi mai al tuo potenziale, e tutta la tua sofferenza nasce proprio dal fatto che non sei te stesso. Se sei semplicemente ciò che sei, il dolore svanisce e smetti di competere con chi ha più di te o di preoccuparti perché non hai abbastanza.

Inoltre, se vuoi che l'erba diventi più verde, non c'è alcun bisogno di guardare al di là della siepe: tutto ciò che devi fare è rendere più verde quella del tuo giardino! Far diventare l'erba più verde è facilissimo, ma sei troppo occupato a guardare altrove e tutti i prati che vedi ti sembrano meravigliosi, eccetto il tuo.

Ogni essere umano deve radicarsi nel suo potenziale personale, qualunque esso sia, e nessuno dovrebbe imporgli orientamenti o dargli indicazioni. Ovunque stia andando e chiunque stia diventando, gli altri dovrebbero aiutarlo; se fosse così, tutti sarebbero incredibilmente soddisfatti!

Fin dalla mia infanzia, non ho mai provato alcuna insoddisfazione, per la semplice ragione che non ho mai permesso a nessuno di distrarmi da ciò che stavo facendo o da ciò che stavo cercando di essere, e questo mi ha aiutato immensamente. È stato difficile e le difficoltà hanno continuato ad aumentare, tanto che adesso il mondo intero è contro di me, ma la cosa non mi disturba. Sono perfettamente felice, perfettamente soddisfatto e non posso nemmeno pensare che avrei potuto essere diverso da come sono. In qualsiasi altra situazione sarei stato infelice...

Il mondo è nemico dell'individualità e cerca di impedirti di seguire semplicemente la tua natura essenziale: vuole che diventi una macchina e ti trovi nei guai proprio perché hai accettato di esserlo.

Non sei un robot; la natura non aveva intenzione di fare di te una macchina, e poiché non sei ciò che saresti dovuto essere e ciò che il destino aveva in serbo per te, sei costantemente in cerca di qualcosa: "Cosa mi manca?" ti domandi. "Forse dovrei comprare un altro mobile, delle tende più carine, una casa più spaziosa, dovrei trovarmi ima moglie più bella, un lavoro migliore...". Trascorri la vita intera cercando qualcosa e correndo da un luogo all'altro, ma la società ti ha fuorviato fin dal primo momento.

Io sto cercando di riportarti a te stesso e se lo farai, scoprirai all'improvviso che tutta la tua insoddisfazione è svanita. Non è necessario essere nulla di più, ciò che sei è più che sufficiente: ognuno va bene così com'è.

Perché è così difficile amare me stesso?

Tutti i bambini nascono con un profondo amore verso se stessi: sono la società e la religione a distruggere quell'amore, perché se il bambino continuasse a crescere amando se stesso, chi amerebbe più Gesù Cristo, il presidente o i genitori?

È necessario distogliere il bambino dall'amore verso se stesso, occorre condizionarlo in modo che quell'amore sia sempre diretto verso un oggetto esterno. Bisogna impoverire incredibilmente gli esseri umani, perché qualunque sia l'oggetto del tuo amore - Dio, il papa, tuo padre, tua moglie, tuo marito o i tuoi figli - amare qualcuno che si trova fuori da te ti rende dipendente da quell'oggetto. Ai tuoi occhi, il tuo essere diventa secondario e ti trasformi in un mendicante.

Quando sei nato, eri un imperatore, totalmente appagato di te stesso, ma tuo padre e tua madre vogliono che li ami... Tutti coloro che ti circondano vogliono diventare l'oggetto del tuo amore e nessuno si cura del fatto che, se non riesci ad amare te stesso, non puoi amare nessun altro. In questo modo si crea una società folle, in cui tutti cercano di amare qualcun altro, senza tuttavia aver nulla da donare. Neppure l'altra persona ha qualcosa da dare: perché credi che gli amanti continuino a litigare, a brontolare e a tormentarsi a vicenda? Per la semplice ragione che non riescono a ottenere ciò che speravano: sono entrambi vuoti, sono entrambi dei mendicanti.

Un bambino educato in modo corretto sarà libero di sviluppare il suo amore per se stesso: in questo modo sarà così colmo d'amore che condividerlo diventerà una necessità. Sarà così traboccante d'amore, che desidererà avere qualcuno con cui spartirlo! In questo caso, inoltre, l'amore non ti renderà mai dipendente da qualcun altro: sarai colui che dà, e chi dona non è mai un mendicante.

Allo stesso modo, anche l'altra persona sarà una donatrice, e quando si incontrano due imperatori, padroni dei propri cuori, si crea una gioia straordinaria. Nessuno dei due dipende dall'altro, entrambi sono indipendenti e possiedono la qualità di individui, profondamente centrati e radicati in se stessi. Una persona simile affonda le sue radici in profondità all'interno del suo essere, nella sorgente da cui la linfa che chiamiamo amore scorre verso la superficie e fa sbocciare migliaia di rose.

Finora, i tuoi profeti, i tuoi messia, le tue innumerevoli incarnazioni divine e mille altri simili idioti come loro hanno reso impossibile l'esistenza di persone di questo genere: ti hanno distrutto per la loro gloria e per soddisfare il loro ego, annientandoti totalmente.

Cerca di comprendere la logica, ci sono due possibilità: nel primo caso l'oggetto del tuo amore è il messia, il salvatore, e tu diventi una semplice ombra che lo segue ciecamente. Nel secondo caso, invece, sei assolutamente appagato, traboccante d'amore e il tuo essere esplode in una fioritura di migliaia di rose, ma a questo punto, a chi interessa più la salvezza? Sei già salvo! Che ti importa di andare in paradiso? Ci stai già vivendo!

Se impari ad amare te stesso, i preti spariranno, i politici non avranno più alcun seguace e tutti i poteri sociali costituiti andranno in bancarotta, perché possono prosperare soltanto sfruttandoti psicologicamente in modo molto sottile.

Imparare ad amarsi non è difficile: è naturale! Se sei stato capace di compiere un'azione innaturale, riuscendo ad amare gli altri senza amare te stesso, imparare a fare il contrario sarà davvero semplice. Hai compiuto un'impresa quasi impossibile! Occorre solo una comprensione, si tratta di realizzare che devi amare te stesso, altrimenti ti lascerai sfuggire il senso della vita e non crescerai mai. Ti limiterai soltanto a invecchiare, non svilupperai alcuna individualità e non diventerai mai un vero essere umano, dotato di piena dignità e integrità. E soprattutto, se non riesci ad amare te stesso, non sarai capace di amare nessun altro al mondo.

Molti problemi psicologici, dunque, nascono dal fatto che sei stato distolto da te stesso. Non vali abbastanza, non sei come dovresti essere, le tue azioni devono essere corrette e devi essere plasmato per adattarti a un certo modello di personalità.

In Giappone sono stati trovati degli alberi di quattrocento anni che misurano soltanto quindici centimetri di altezza. È ritenuta una forma d'arte, ma si tratta di una violenza, di una vera e propria tortura! Questi alberi sembrano antichi, ma sono alti solo quindici centimetri, quando invece dovrebbero misurare due metri e mezzo e arrivare a toccare il cielo! Come è possibile? Quale strategia hanno usato i giapponesi?

Si tratta della stessa strategia usata contro l'umanità, contro gli individui. L'albero viene piantato in un vaso a cui manca il fondo e via via che cresce, gli vengono tagliate le radici, sfruttando l'apertura sotto al contenitore. Le radici della pianta continuano a essere recise e un albero non può crescere verso l'alto, se le sue radici non si sviluppano verso il basso, perciò invecchia, ma non cresce mai. Si tratta esattamente dello stesso trattamento che viene riservato agli esseri umani.

L'amore verso te stesso è un ingrediente necessario alla tua crescita, per questo ti insegno a essere egoista, cosa che peraltro è assolutamente naturale.

Questo testo è estratto dal libro "Il Mistero Maschile".

Data di Pubblicazione: 1 febbraio 2018


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