SAGGI E RACCONTI   |   Tempo di Lettura: 5 min

Viaggia Lento, Lontano, Leggero

Viaggia Lento, Lontano, Leggero - Matteo Gracis - Speciale

Incontra Sara, in un momento di buio profondo, e preparati a un viaggio di bellezza e rinascita. Leggi ora l'anteprima del nuovo libro di Matteo Gracis.

Il salto

Sara ha una voce in testa che non la molla.

Salta, Sara, salta!

Spinge con forza l'aria fuori dai polmoni. La temperatura rigida condensa e colora il suo respiro. L'unico modo per sentirsi ancora viva.

In mezzo a queste piccole nuvole disordinate ed effimere, pensieri autodistruttivi le lacerano l'anima e la trascinano nell'oblio. Ha lo sguardo fisso verso il vuoto sotto e dentro di lei, i piedi sul bordo del cavalcavia e le mani che stringono la ringhiera, alle sue spalle.

Salta, Sara, salta!

Il mascara sul viso è ancora perfetto, nessuna lacrima l'ha rovinato, e lei ora si chiede se sia ancora capace di piangere. Vorrebbe farlo, almeno adesso. E invece niente, rimane lì immobile come una statua di ghiaccio, un fiore appena reciso, in sospeso tra la vita e la morte.

Alla disperata ricerca di un brivido che faccia brezza nella sua apatia.

 

Gioia

 

La storia di Sara

Sara ha ventisette anni, è una bella ragazza, in salute e con una vita normale. Una famiglia che non le ha mai fatto mancare niente, e forse per questo ora lei sente che le manca tutto.

Ha una laurea in Economia e commercio come voleva papà, un buon lavoro nello studio del commercialista più rinomato di Milano, un ragazzo in gamba che la sposerà appena lei vorrà e un folto gruppo di amiche con le quali si frequenta regolarmente.

Nessuna anomalia nel sistema, eppure qualcosa di importante è andato in cortocircuito. Si sono spenti i sogni, i desideri, e la visione di un futuro entusiasmante ha lasciato spazio alla paura e allo sconforto.

Ha perso l'innocenza, o forse non l'ha mai avuta. E ora il peso di un mondo impazzito e crudele la schiaccia senza pietà. Sopravvive in attesa della prossima emergenza che la tv annuncerà da un momento all'altro, e intanto qualsiasi cosa faccia la fa sentire fuori posto, inadeguata, fragile. E terribilmente sola.

Salta, Sara, salta!

Le basterebbe mezzo passo per risolvere tutto, una volta per tutte. Solo mezzo passo. Serve coraggio, ma ne serve di più per non farlo. Nella sua mente srotola la pellicola dei ricordi, si domanda cosa l'abbia portata a quel punto, a un passo dalla fine.

Ѐ sempre stata una ragazza solare, Sara, ben voluta, con ottimi voti a scuola e una vita sociale ricca. Le consuete turbe adolescenziali, simili in tutto e per tutto a quelle delle sue coetanee, non potevano far presagire un epilogo simile.

 

Viaggiare

 

Come una ballerina...

E allora si domanda cosa può essere andato storto, e perché a un certo punto sono piombate su di lei ansia e insicurezza, poi disagi profondi e infine una rassegnazione sorda.

Ha un bisogno di essere accettata che non riesce a placare e una confusione costante che la accompagna da mattina a sera in tutte le sue giornate, rendendole opache. C'è tanto, troppo caos, là fuori.

E così tanta cattiveria, così tanto male, che non riesce più a difendersi. Le manca uno scopo, un obiettivo importante da perseguire, e di fronte a una società così ostile, di fronte a un mondo fatto di guerre, pandemie, disastri e tragedie, non riesce a trovare una prospettiva a lungo termine.

Tira a campare, giorno dopo giorno. E ora è stanca, vuota, disarmata.

Salta, Sara, salta!

Apre le mani e lascia la ringhiera. Il peso si sposta tutto sui talloni, che ora sono l'ultimo appoggio del suo equilibrio precario. Alza un piede e lo porta avanti di qualche centimetro. Ci siamo.

Salta, Sara, salta!

Sembra la ballerina di un vecchio carillon, sospesa da una grazia artificiale e in posa perfetta per il prossimo giro. Il busto si muove piano verso il vuoto, sotto di lei le luci della città che ora la attraggono come una calamita.

 

Partire

 

Sara chiude gli occhi e stringe i pugni più forte che può. Ed è in quel momento che come un fulmine a ciel sereno le tornano in mente le parole sentite giorni prima da un suo amico, durante una chiacchierata.

Era distratta e non aveva dato peso a quello che le stava dicendo Marco, ma qualcosa evidentemente le era rimasto dentro, e ora forse la sta salvando. Sara riafferra la ringhiera con una mano e un sussulto le attraversa il corpo.

Marco era stato alla conferenza di un giornalista, e alla domanda di un giovane tra il pubblico che esprimeva titubanza e chiedeva un consiglio per affrontare il domani, il relatore aveva risposto:

«Mettiti uno zaino in spalla e vai a scoprire il mondo. Viaggia lento, lontano, leggero».

Sara sente queste parole risuonare dentro di lei. Il suo subconscio le aveva registrate e ora, in «modalità sopravvivenza», gliele sta riproponendo con minuziosa precisione.

Col pensiero cerca di dare forma a quei vocaboli mentre li ripete come un mantra a bassa voce. Lento, lontano, leggero.

Risuonano soavi, vibrano nelle sue cellule a 432 Hz e hanno l'effetto di un'accordatura su un violino stonato. La melodia che prende forma dentro di lei è l'invito a una tregua, da quella abnegazione che ha caratterizzato il suo percorso dall'adolescenza a oggi.

Sara ora sa cosa deve fare, cosa vuole fare. Scavalca il parapetto e si ferma un attimo a guardare quel panorama notturno con un accenno di inedita fiducia.

Poi si gira e nota che nella parete dell'edificio di fronte c'è una nicchia; nella nicchia, incastonata, c'è la statua di un santo, e ai suoi piedi un fiore secco e una candela spenta.

Si incammina verso casa esausta, come se stesse abbandonando un campo di battaglia di cui per ora è l'unica superstite.

 

Libertà

Data di Pubblicazione: 16 maggio 2024

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