SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

Un viaggio sull'esistenza dell’aldilà

Noi Siamo Anima - Marco Cesati Cassin - Speciale

Siamo o abbiamo un'anima? L’anima scegli quale vita vivere nella nuova reincarnazione? Scoprilo, leggendo l'anteprima del nuovo libro di Marco Cesati Cassin.

Un viaggio sull'esistenza dell'aldilà

Noi siamo anima

Un giorno di molti anni fa, una ragazza mi chiese se avessi mai visto il film "Così lontano così vicino" di Wim Wenders, uscito nel 1993. Le risposi di no, che non ne avevo avuto l'occasione, dato che in quegli anni ero in giro per il mondo a gestire alberghi. Lei allora mi esortò a farlo il più presto possibile poiché, visionandolo con attenzione, vi avrei trovato delle risposte importanti in merito alle domande che l'umanità si pone da sempre.

Chi siamo? Da dove veniamo? Esiste l'aldilà? Le risposte però non sarebbero state così evidenti, le avrei dovute scoprire da me, aggiunse con fare sornione.

Il film ebbe molto successo, seppur fosse molto ostico al grande pubblico. Narra di due angeli caduti sulla terra e di come uno si fosse lasciato trascinare dalle tentazioni e debolezze umane, rimanendo così affascinato dai colori, dai rumori, dai suoni e dai sentimenti fino a diventare lui stesso, dietro autorizzazione di Gerarchie Superiori, un essere umano.

Il film è ricco di simbologie e riferimenti ed è da considerare un “cult movie”. Fa parte di una trilogia che era iniziata sei anni prima con "Il cielo sopra Berlino", dove troviamo lo stesso protagonista Daniel che aleggia sopra la capitale tedesca alla fine della Seconda Guerra Mondiale. È un film che parla di angeli che sono tra noi.

Ma chi sono gli angeli secondo il regista? Wenders asseriva che non appartengono a questo mondo, ma a una delle altre dimensioni che esistono intorno a noi. La loro natura è spirituale (che è la nostra stessa natura) pertanto non collegata alle questioni umane.

Rivedendo il film più volte, mi resi conto che stavo girando intorno al più elementare dei messaggi che il cineasta voleva trasmettere e che era quello che anche noi siamo angeli, entità spirituali che accedono a un mondo, il pianeta terra, che in realtà è virtuale.

Tutto ciò che a noi appare reale come toccare, sentire, vedere in realtà non esiste, bensì è collocato in una realtà creata per noi e da noi stessi. Una realtà in cui noi angeli ci immergiamo per fare esperienza, per una straordinaria opportunità di evoluzione, di crescita e di conoscenza.

 

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Siamo o abbiamo un'anima?

Noi siamo anima sin da quando eravamo piccoli. A scuola, durante la lezione di religione, ci insegnavano che noi abbiamo un'anima. Ma è molto diverso dire “avere un'anima” dall'“essere un'anima”. Il bambino non ha ancora il concetto della morte e della vita dopo la vita e quindi accoglie questo messaggio di possesso, una sorta di gioco, qualcosa di magico.

Ricordo che a catechismo mi chiesero: “Che cos'è l’anima?” e io rispondevo come tutti i bimbi che “è quella cosa che quando muori, se sei stato bravo vai in Paradiso, se sei stato cattivo vai all’Inferno”. Ma un bambino, non ha ancora la concezione del tempo e tanto meno della morte e quindi non si interesserà più di tanto alla questione.

Con il trascorrere del tempo, il bimbo si renderà conto da solo che, forse, noi siamo anima, così come i mistici, i grandi iniziati della storia dell’uomo, hanno sempre sostenuto in ogni angolo della terra. La differenza tra “essere” e “avere” un'anima è un po' come quando diciamo “io ho l'automobile e la uso”; non possiamo dire “io sono l'automobile” (anche se, un essere estraneo al nostro mondo potrebbe vederci come un tutt'uno con il mezzo). Quindi non possiamo essere ciò che abbiamo e non possiamo avere ciò che siamo.

Dobbiamo dunque riprendere la consapevolezza che siamo un'entità spirituale che ha un corpo. La maggior parte dell’umanità è invece convinta di essere quello che vede allo specchio e che, forse, ha anche un'anima. Noi siamo creature non di questo mondo e abbiamo transitoriamente un corpo per poterci manifestare, veicolarci in questa dimensione. Una dimensione che è in definitiva una realtà virtuale e che ha un regista che è il Tempo, colui che fa.

 

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Questa realtà virtuale ha dunque un direttore di scena, il Tempo, cioè quello che ci fa credere che “il sopra sia sopra e il sotto sia sotto” e che ci sia “un qui e un là” e infine che ci sia la “dualità” che ci accompagna per tutta la nostra vita su questo mondo. Non a caso, Gesù di Nazareth stesso disse: “Siete nel mondo ma non del mondo”, come a volerci significare che il mondo reale è un altro.

Ecco che la domanda se siamo o abbiamo un'anima diventa una sorta di ossessione sin dall’antichità. Infatti lo stesso Platone, all’interno della sua opera "La Repubblica", proprio nel decimo e ultimo libro narra del “Mito di Er”, un soldato che muore in battaglia e finisce nell’Ade (il Purgatorio cattolico) e scopre come le anime scelgano i loro personaggi.

Quello che gli indiani chiamano reincarnazione e che la stessa Chiesa romano-apostolica aveva riconosciuto con il nome di metempsicosi, ovvero la trasmigrazione delle anime, che è il viaggio dell'anima da un corpo all’altro.

L’anima (psyché) è l'elemento positivo di questo dualismo, il corpo quello negativo. Il concetto fu esposto grazie a Origene, uno dei padri della Chiesa (vissuto tra il 180 e il 250 d.C.), ma fu poi rimosso durante il Concilio di Costantinopoli nel 553 d.C.

Infatti, era sorto un dilemma molto grave in merito alla trasmigrazione delle anime di Origene. Il potere della Chiesa sarebbe stato messo in dubbio poiché, secondo la teoria origenistica, le anime giungono alla nuova vita fortificate o indebolite dalle vite precedenti, pagando quindi le conseguenze (espiazione) da sole.

Una sorta di pulizia karmica dell’individuo, dove però la Chiesa aveva ben poco da predicare e dominare (potere temporale).

Fu così proibito ogni argomento o testo riguardante il tema della metempsicosi. Durante quel Concilio fu decretata inoltre l’esistenza del Paradiso, dell'Inferno e del Purgatorio. L'effetto-Origene si dissolse quindi in breve tempo nonostante, in assoluta segretezza, i suoi seguaci continuassero a predicare le sue teorie.

 

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Le reincarnazioni

L’anima ha la possibilità di scegliere quale vita vivere nella nuova reincarnazione che l’attende. Le informazioni di ciò che accade in quella dimensione giungono da testimonianze di persone con capacità medianiche che erano state sottoposte a un profondo stato ipnotico e poi sorvegliate e registrate da ricercatori psichiatri statunitensi.

L'aspetto senza dubbio più affascinante è quello dell’attrazione vibratoria a cui l’anima è sottoposta durante la visione delle molteplici vite che potrebbe vivere. Una sorta di inventario di persone, luoghi, caratteri e personalità che scorrono su schermi che si ripiegano su di lei e che le permettono di vivere in pieno la vita degli esseri umani nelle ere o luoghi più disparati.

La vibrazione dell’anima entra in perfetta sintonia con quella della persona prescelta. È uno stato a cui non puoi resistere o opporti. Una forza straordinaria che ti attrae in quella direzione.

Lo stato vibratorio significa il grado di evoluzione raggiunto e la capacità di saper affrontare gli inevitabili ostacoli della nuova vita. All’anima non interessa la durata della vita sulla terra, bensì il raggiungimento dello scopo, la sua evoluzione.

Essa sa perfettamente che la realtà è la sua e non quella sulla terra, ma la “regola principale del gioco” prevede che tu non possa ricordarlo e dovrai quindi affrontare la grande prova sulla terra con una profonda consapevolezza, ovvero ammettere che ciò che noi chiamiamo “aldilà” è il solo mondo reale.

Ma, così come disse la scrittrice Virginia Woolf, “La vita non è altro che un sogno dal quale ci risvegliamo morendo” e anche noi dobbiamo sentire e percepire questa immensa verità senza sforzarci a cercare le prove razionali e tangibili. Non si tratta di credere, bensì di accogliere questa notizia, da un lato sconvolgente ma dall’altro sicuramente rassicurante.

La grande incognita di cosa attende ogni essere umano alla fine della sua vita terrena giunge dalla notte dei tempi. Questo libro vuole aiutare a riflettere e comprendere che oltre alla fede esiste un altro percorso che ci può portare a una meta che è dentro di noi e perciò nell’universo stesso, che la vita “è” e non finisce mai.

 

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Ogni nascita è una partenza dell’anima vista dall’altra parte del velo e ogni morte è una nascita, un ritorno a casa nell'aldilà. Tutto è qua, in varie dimensioni che si sovrappongono e che accolgono miliardi di anime che, a seconda del loro stato di vibrazione e di consapevolezza, ne occupano un determinato settore.

Esse possono, lavorando e comprendendo, proseguire il loro cammino verso i piani più alti, dove la vibrazione è più intensa e i pensieri creano mondi e colori meravigliosi.

Nel momento della decisione ultima di quale vita “recitare”, l’anima è sempre accompagnata da Maestri guida che la proteggono e la illuminano nella scelta giusta da compiere. In una dimensione che non è governata dallo spazio e dal tempo, tutto avviene in perfetta armonia e sotto le Leggi Spirituali che sono inopinabili, incorruttibili e fuori dal tempo.

La richiesta dell'anima è subordinata all'unico scopo, che è quello della sua evoluzione e la vita prescelta, quale essa sia (potrebbe anche essere quella di un assassino), deve essere rivolta alla dea necessità, che approverà o meno il nuovo viaggio.

L’anima necessita di conoscersi in tutti gli aspetti dell'umanità, inclusi quelli che appaiono terribili ma che, osservati da oltre il velo, hanno un significato diverso da quello che diamo noi umani.

Il nostro ingresso in questo mondo duale è preceduto dall’attraversamento del fiume Lete, chiamato il “fiume della dimenticanza”. Infatti sarebbe assai arduo venire su questo mondo ricordando vite precedenti o altre esperienze a noi sconosciute.

L’esperienza su questo mondo è dettata dalla conoscenza e dall'esperienza. Come potresti evolverti se già sapessi ogni cosa? Immagina se d’incanto tutti i misteri dell'Universo ti venissero rivelati. Immagina di sapere esattamente cosa ti aspetta quando morirai e che cosa succede quindi dopo la vita. Immagina di essere a conoscenza durante questa tua vita di che cosa ti è accaduto nelle precedenti reincarnazioni.

 

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Doveri, cosa facevi e quante volte sei stato su questo mondo. Immagina che tutto fosse compreso e chiaro davanti ai tuoi occhi. Non è questo ciò che vuoi?

Ma se tu sapessi ogni cosa, come faresti a vivere avendo la piena coscienza di chi sei stato nelle vite precedenti? Come faresti a scindere il tuo presente con i pensieri delle varie personalità che hai vissuto nel passato?

Come faresti a pregare o invocare qualcosa o qualcuno, se tanto già sai cosa ti aspetta? Chi ti indicherebbe la via e chi ti aiuterebbe a ritrovare te stesso nei tuoi momenti di vuoto? Che valore daresti a questa tua vita, se tanto già sai cosa ti aspetta dopo?

Che significato daresti a questa tua esistenza, se il velo che separa questo mondo dall’altro fosse squarciato? Come potresti sopportare lo sguardo di chi tradirai, sapendo che un giorno avrai la certezza che lo ritroverai di fronte a te? Come potresti convincere qualcuno dell’esistenza dell'anima, se già sai che esiste, e quindi della sua evoluzione, se già sai che avrai altre vite e altre occasioni di riscatto?

Come potresti più meravigliarti del firmamento e delle meraviglie dell'Universo, se già hai scoperto ogni cosa? Come potrebbe impressionarti un tramonto infuocato o un bimbo che sorride, se ne conosci a fondo il mistero che li avvolge?

Come potresti amare qualcuno, se conosci ogni significato dell'amore intrinseco a sé e non puoi più farti avvolgere dal manto delle emozioni e dal sublime mistero unico che è la magia dell'amore? Come potresti fare l'elemosina al mendicante, ben sapendo che diverrà ricco signore nella prossima reincarnazione e perciò non ne sopporteresti l’idea? Perché sempre umano con i tuoi limiti sarai?

Che valore daresti a una vita che si interrompe dopo pochi anni magari in modo drammatico, ben sapendo che quell’anima ora sta benissimo ed è priva di qualsiasi dolore? Chi, degli uomini sulla terra, si evolverebbe attraverso quella privazione inaspettata? Nessuno.

A quale Dio ti affideresti e rivolgeresti il tuo sguardo? In quale luogo di culto entreresti più? Che significato daresti alla parola “speranza”? Se tu sapessi ogni cosa, non varrebbe più la pena vivere.

 

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Data di Pubblicazione: 24 gennaio 2023

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