La Vita come Noi la Vogliamo - Dahlke

La Vita come Noi la Vogliamo

R-esistere! - Anteprima del libro di Rüdiger Dahlke

Contrapporsi, resistere: una possibilità di crescita

Tutti noi, in realtà, preferiremmo che la vita fosse sempre come la desideriamo. L’esistenza, tuttavia, non è un concerto con brani scelti da noi. La maggioranza è in grado di capirlo. Una gran parte degli uomini occidentali è perciò stimolata a trasformare attivamente la vita secondo i desideri personali, affinché essa si avvicini al proprio sogno. Un’altra grande parte, soprattutto in Oriente, tenta invece di accettare passivamente i fatti e in tal modo di accogliere la volontà della creazione o del Dio della creazione. Questa è la differenza fondamentale tra la filosofia di vita dell’Occidente e quella dell’Oriente. Anche il Cristianesimo segue quest’ultima strada. Pensiamo, per esempio, al “Sia fatta la Tua volontà” nel Padre nostro.

Considerata la questione globalmente, con la sua impostazione di vita l’Occidente vince su tutta la linea, giacché nei grandi paesi emergenti dell’Oriente, India e Cina, l’attivistica mentalità occidentale che vuole ottimizzare la creazione ha da tempo preso il sopravvento. Anche là la religione e la spiritualità, come da tempo è avvenuto nel nostro paese, sono passati in secondo piano. A una più profonda considerazione risulterà persino che molti uomini occidentali si sono già liberati di questa mentalità attivistica. E riguardo ai disastri provocati sulla terra si assisterà sempre di più a episodi di malgoverno, sfruttamento e distruzione.

Allo stesso tempo, sia in Occidente sia in Oriente, una parte crescente della popolazione si rassegna e si abbandona controvoglia a un destino che sembra senza speranza. Questi uomini si ritrovano nel ruolo di vittime e il loro lamento è evidente. A essi appartiene il numero sempre crescente di coloro che si rifiutano di votare e che boicottano il concetto di prodotto interno lordo costantemente in crescita. In molti paesi occidentali come gli USA oltre la metà dei cittadini non fa valere più il proprio diritto di voto: la maggior parte ha da tempo perso la speranza che in questa maniera democratica si possa cambiare in meglio qualche cosa.

L’aumento del PIL

L’aumento del PIL come unico effettivo obiettivo della democrazia occidentale viene considerato sempre più una follia. Lo dimostra il seguente esempio: mangiamo grandi quantità di prodotti animali e caseari, fabbricati in serie, e nel contempo ci accorgiamo che i tassi di infarto e di ictus crescono, e aumentano allo stesso tempo le malattie oncologiche e di demenza senile. Questo porta a costosi trattamenti terapeutici come le cure chemioterapiche, che nel complesso fanno aumentare il PIL e in questa perversa prospettiva appaiono come una crescita positiva.

Se passassimo a un’alimentazione vegetale, al Peace Food', acquistando prodotti regionali e stagionali, sarebbe controproducente per il PIL, giacché ridurrebbe i costi di produzione alimentare e impedirebbe molte onerose terapie.

Chiariamo con un altro esempio. Ci sono persone così folli che considerano un successo il fatto di guidare la propria auto fino a sfasciarla, per poi farla riparare a caro prezzo. In tal modo fanno innalzare il PIL. La stessa cosa avviene nel campo dell’alimentazione, della salute e non solo. Piccoli gruppi di popolazione - gli aderenti al movimento Occupy, gli ambientalisti, i difensori degli animali e i vegetariani - esercitano una resistenza attiva contro gli obiettivi palesemente folli del moderno capitalismo. È un atteggiamento lodevole, ma ancora poco coronato dal successo.

La ragione risiede in questi stessi movimenti i cui membri spesso tendono a combattersi a vicenda piuttosto che prendere di mira direttamente l’avversario, cioè il sistema disumano, per cambiarlo alla radice.

In un più ampio gruppo di rassegnati sono da annoverare non solo quelli che sono stanchi di votare ma anche le persone colpite dalla sindrome di burn-out, quelle che non s’impegnano in niente ma si annoiano a morte. Al polo opposto troviamo le vittime del burn-out: all’inizio hanno faticato tantissimo per adattare il mondo ai propri desideri, ma hanno fallito e allora si sono rassegnati principalmente a spese della comunità. Entrambi i gruppi s’incontrano in quello stato pietoso che io chiamo “infarto dell’anima”.

Se gli uomini, ora attivi fino a essere iperattivi, ora rassegnati fino alla depressione, reagiscono alla realtà che si trovano davanti, non ce la fanno più con se stessi. È facilmente comprensibile che il nostro mondo, nonostante i crescenti progressi tecnici e medici, echeggi di lamenti di vittime che chiedono commiserazione e pietà.

Sono uomini che trovano ingiuste molte cose e si lamentano, più o meno, ad alta voce. Esercitano cioè resistenza, ma su un piano che sicuramente - da un punto di vista politico - non porta a niente e alla lunga costa loro la vita. Mi fanno ricordare quel crocerista che sin dal primo giorno del viaggio si è occupato solo degli aspetti negativi, per poi ricevere, per il recesso, il rimborso di gran parte dei costi sostenuti. Per lui è un vero affare riavere indietro, in una volta sola, il 50% di ciò che ha speso e non comprende che si è rovinato il viaggio al 100%. Nella vita, invece, non esistono rimborsi ma, in base alle scelte che facciamo, molte probabilità di rimanere tagliati fuori. Chi si ritrova a resistere è, in effetti, ben consigliato nell’esercitare questa opzione e così nel fare le proprie esperienze.

Estorcere una felicità duratura

Nei circoli spirituali e in ambito esoterico viene tentata una terza via: invece di logorarsi di lavoro in vita o di rassegnarsi, ci si impegna a estorcere una felicità duratura tramite rituali a piacere o richieste all’universo. Molti non intuiscono che questi desideri e ordini sono il rovescio delle malattie e alla fine costituiscono la resistenza. Chi all’universo ordina felicità e denaro, lamenta nel contempo la mancanza di entrambi e informa la creazione di questi errori, con la preghiera di riportare tutto in ordine, quanto prima e nella maniera desiderata. Anche se nel Padre nostro preghiamo “Sia fatta la Tua volontà” il più delle volte in realtà intendiamo: “Dio mio, io ho due proposte, ti prego, fa così e così”. Ci farebbe piacere se i nostri desideri e i nostri ordini indirizzati alla direzione dell’universo andassero a buon fine e potessimo contare su una pronta spedizione.

Nessuna meraviglia che tali programmi abbiano il più alto favore: sarebbe semplicemente troppo bello se tutto si aggiustasse. Ma questo non avviene, in ogni caso non alla lunga, giacché le leggi del destino hanno la priorità e richiedono altro, e innanzitutto la legge della polarità viene prima di quella della risonanza.

Realizzare il sogno di una vita perfetta ed essere felici senza desiderare nulla riesce semmai a chi raggiunge il perfezionamento nella conoscenza. Chi ha trovato la liberazione o l’illuminazione sul piano della conoscenza e si è immerso stabilmente nell’esperienza dell’unità, riconosce che tutto era ed è in ordine, giacché fa seguito a un ordine più grande e più alto. Dalla prospettiva della polarità, che viene divisa dalla pluralità, il mondo appare invece in un disordine deplorevole.

Questo libro si occupa dello spirito di miglioramento fino alla piena conoscenza, della critica fino all’ossessione e dell’ansia di analisi, per stimolare e trasformare queste forme di resistenza in accettazione e quindi in crescita interiore.

I quadri clinici personali sono espressione di disordine, come i quadri clinici della società e dell’economia, del rapporto di coppia e della religione. Mettervi ordine è il compito dei politici e soprattutto delle persone impegnate. Chi analizza le leggi del destino e le regole del gioco della vita è in grado di riconoscere che si tratta della struttura della conoscenza, dalla quale scaturisce naturalmente la cognizione di un ordine esterno. Non dobbiamo necessariamente entrare in un ordine religioso dalle regole molto rigide per porre ordine nella nostra esistenza, ma possiamo anche solo riconoscere e creare quest’ordine all’intemo di noi stessi e lasciare che poi esso abbia effetto sulle persone che ci circondano.

Ma anche vivendo in un ambiente sociale senza regole possiamo accorgerci del nostro disordine interno e da esso capire cosa ci manca per raggiungere la perfezione. È questa la via che vogliamo intraprendere insieme. Alla fine saremo riconciliati con tutto ciò che è - in noi e attorno a noi - usciremo dalla resistenza ed entreremo nell’unità. Invero le definizioni di illuminazione e perfezione sono diverse come le culture che descrivono, ma comune a tutte è l’esperienza di libertà dalla resistenza.

Trasformare la resistenza

Trasformare la resistenza, la critica eccessiva e la pienezza della conoscenza — nascoste nell’orgia del desiderio - in accettazione piena e mancanza di desiderio, è la via più sofisticata che abbiamo a disposizione. Bisogna ritirarsi da dove ci si trova e questo riesce meglio nel dolore fisico - come nel caso di Malattia come simbolo - e in quello psichico della vita quotidiana, come si desume da questo libro. Ciò risulterà essere tanto più facile, poiché la lotta (occidentale) contro le circostanze esterne avverse arreca alla lunga poca soddisfazione e pessimi risultati per la maggioranza e per la vita di questo pianeta. La via orientale ha portato invece a molti uomini del passato sviluppo e crescita e così, anche in Occidente, quelli che ricercano lo spirito, tentano di seguirla.

Fortunatamente, accanto alla via occidentale, orientale ed esoterica esiste anche una quarta via, che si definisce col fatto che l’accettazione della realtà è legata in ultima analisi all’impegno di chiarire il proprio mondo (circostante) e di rapportare a sé, onestamente, i problemi vissuti. In tal modo si evidenzia il significato degli ostacoli. Se l’ostacolo viene compreso e accettato, i passi di apprendimento personale lo renderanno alla fine superfluo. Concretamente ciò potrebbe significare: invece di scagliarci contro chi uccide gli animali, trasformiamo coscientemente la nostra alimentazione affidandola alle cure altrettanto valide delle piante e rendiamo pertanto superfluo e privo di attrazione tanto dolore animale.

La nostra vicenda personale farà scuola e servirà da esempio. Insieme a un lavoro di tranquillo convincimento e informazione sulle migliori possibilità esistenti, quest’atteggiamento avrà un effetto contagioso sugli altri. La cosa più convincente sarà avere una vita personale più sana ed eticamente accettabile.

Si può tranquillamente e con ponderazione denunciare chi tortura gli animali. Purtroppo però la maggior parte degli animalisti e degli zoofili non è pronta a rinunziare ai prodotti animali nella propria alimentazione: il loro impegno totale appare quindi in una luce particolare e alla fine si trasforma in una specie di vittoria di Pirro.

Un effettivo cambiamento deve iniziare da noi stessi, altrimenti non inizierà mai.

Cominciare da noi stessi per quanto riguarda l’interpretazione dei quadri clinici si è rivelata una tecnica collaudata da più di trent’anni.

Il presente libro segue la stessa impostazione e idea di Malattia come simbolo; solamente, invece di parlare dei quadri clinici e delle loro interpretazioni, si occupa dei grandi e piccoli problemi della vita quotidiana, li interpreta e fa sì che l’insegnamento in essi riposto venga alla luce.

Tutti coloro che abbiano fatto l’esperienza di quanto poco serva piangere e lamentarsi e quanto le continue sofferenze opprimano la vita, troveranno un’agile scappatoia dai problemi di tutti i giorni.

In ogni caso verrà stimolata una risposta creativa, attiva e costruttiva alle avversità della vita, che ci farà maturare e ci condurrà all’autocoscienza. All’inizio dovremo abbandonare alcune consuetudini alle quali siamo abituati, come la proiezione della colpa sugli altri e sulle circostanze esterne.

Ma a medio e lungo termine saremo largamente ricompensati. La massima è semplice: Chi vuole cambiare il mondo deve cambiare se stesso. Il mondo (circostante) viene dopo.

Chi per esempio ha compreso il senso della propria tonsillite e si adegua a essa non ne soffrirà più. Nell’ambito dell’interpretazione medica si trovano già innumerevoli esperienze positive con questa impostazione. Chi continua a pensare in maniera adeguata pone se stesso di fronte ai quadri clinici del mondo (circostante) e, in ultima analisi, di fronte ai problemi della quotidianità, come essa si presenta a ognuno di noi nel suo significato simbolico.

Ha un senso e un significato se qualcuno ci porta sulla sua auto, ci discrimina sul posto di lavoro oppure se si rompe un tubo dell’acqua.

Questo testo è estratto dal libro "R-Esistere!".

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