Zen Cosa? - Ka Bizzarro
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Zen Cosa?

VaffanGuru - Anteprima del libro di Ka Bizzarro

Uno degli insegnamenti principali dello Zen

Uno degli insegnamenti principali dello Zen è che, qualsiasi cosa tu stia facendo, ci devi essere con tutto te stesso in ogni istante. Per noi occidentali di città è molto difficile.

Noi, uomini del west, siamo multitasking: facciamo mille cose contemporaneamente. Come per esempio pensare al sesso mentre ci laviamo i denti, mentre lavoriamo, mentre mangiamo, mentre guidiamo, mentre spegniamo il gas. Oppure pensare se abbiamo chiuso il gas, mentre facciamo sesso.

Tutto questo non è giusto, né salutare; e di certo sarai d’accordo con me, specie se sei uno di quelli che mentre fa sesso si chiede se ha chiuso il gas.

Quindi, senza farla tanto lunga, bisogna spegnere il pensiero. Non il cervello, come spesso si dice.

Il cervello non si spegne. Anche perché se si spegne sei morto. Il cervello non è solo quello che ti fa pensare, ma soprattutto quello che manda continuamente ordini al tuo corpo: “Ciccio, respira! Cuore, pompa sangue! Muscolo, contraiti! Pisello, l’hai vista quella?”.

Il cervelo fa da tramite

Tutto questo il cervello lo fa tramite delle continue scariche elettriche. Anche quando pensiamo, le sinapsi si attivano tramite scariche elettriche che generano tensione.

Per questo quando siamo presi da tanti pensieri, a causa della tensione elettrica, i muscoli si contraggono; per rispondere alle contrazioni muscolari le ossa assumono posizioni errate, così ci vengono i mal di testa, i mal di schiena e tutte quelle belle cose che noi cerchiamo di curare con gli antidolorifici, e guardando Un posto al sole.

Ora, gli studiosi della capoccia hanno scoperto che quando c’è una sovrabbondanza di attività elettrica nel nostro cervello, questa energia non scema nel tempo. Cioè noi scemiamo, nel senso che diventiamo scemi, ma la carica elettrica si autoalimenta.

Cosa significa che si autoalimenta? Significa che se non interviene un nuovo evento a bloccare l’evento originale che ha trasformato una palla di neve di pensiero in una slavina neuronaie, la valanga diventa sempre più grossa e non si ferma mai. O almeno non si ferma finché non ci ha ciucciato tutte le energie e ci viene un coccolone per difenderci. Una bella dormita o un bel coma reversibile, e torniamo nuovi nuovi. Se no, coma irreversibile - non sempre si ha culo in queste cose.

L’auto-alimentazione

L’auto-alimentazione dell’energia elettrica contenuta nel cervello fa sì che un pensiero frequente possa diventare non solo indecente, come diceva Donatella Rettore, ma una vera e propria ossessione. Tu vorresti smettere di pensare al tuo fidanzato che è in vacanza con gli amici a Ibiza e probabilmente ti sta mettendo le corna con orde di ragazzine impasticcate, ma non ce la fai. Guardi Maria De Filippi, e il tronista ti fa pensare a lui. Guardi il telegiornale, e un omicidio avvenuto in Brianza ti fa pensare a te che fai fuori lui. Guardi Tom & Jerry, e pensi a lui, perché quando il gatto non c’è, i topi ballano. E non capisci perché hai deciso di fare la parte del gatto, quando potresti fare il topo e ballare, cazzo.

Come si blocca lo tsunami di pensieri che si attivano senza che tu lo voglia? Ma soprattutto, si può fare?

Sì, si può fare.

E quando ci riesci, spegnendo il pensiero, attivi la parte del tuo cervello più fica: quella che ti regala intuizioni, piacere, gioia e ti fa passare i dolori senza prendere vagonate di pastiglie. Questa parte del cervello la chiameremo mente superiore o mente universale.

Questa mente superiore agisce senza le costruzioni mentali a cui siamo abituati. Opera senza pregiudizio e senza paura. Non è condizionata dal passato e non teme il futuro. Semplicemente perché sa benissimo, al contrario di noi, che il passato e il futuro non esistono e, comunque, in questo momento, non servono a risolverci il problema. Principale obiettivo della pratica Zen, è quello di svuotare la mente superficiale di tutte le cose inutili, per lasciar fare alla nostra mente superiore.

Ma questo obiettivo non è una meta, è semplicemente uno strumento. Altrimenti, come dice Buddha, cerchi di diventare illuminato per sfan-culare la sofferenza causata dal desiderio e soffri il triplo perché desideri diventare illuminato!

Come dare torto a Buddha? Non è mica uno che è diventato Buddha così, a cazzo, partecipando a un talent religioso. Il ragazzo sapeva il fatto suo e si vede che ha fatto un casino di gavetta.

La gavetta di Buddha ci dimostra che è possibile raggiungere lo stato di non-mente: nessun tribunale interiore che ti dica che non sei abbastanza bravo, che non sei abbastanza buono, bello, capace. Nessun tribunale interiore che ti dica che gli altri sono tutti stronzi e che ti faccia sentire separato dal mondo, solo e senza nessuno che capisca quanto sei figo.

La non-mente è uno stato difficilissimo da raggiungere. Se non per pochi secondi. Sarebbe come chiedere ad Angus Young di raggiungere lo stato di non-fico con una chitarra in mano. O a Bruno Vespa lo stato di non-linguafelpata. Capirete, uno sforzo ciclopico.

Ma il motivo di questa difficoltà è l’approccio. Nelle prossime pagine scoprirai che in realtà è più facile che tu raggiunga lo stato di pace totale da solo (da vivo, ci tengo a dirlo) rispetto al cercare di raggiungerla convincendo il mondo intero a non romperti i benedetti coglioni.

Questo testo è estratto dal libro "VaffanGuru".

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