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Amici fino in fondo

Riflessioni e consigli di un veterinario per accompagnare i nostri amici a quattro zampe negli ultimi giorni di vita

 
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Andare dal veterinario per la "puntura" è una pratica sempre più diffusa. Molti ricorrono all'eutanasia per non fare soffrire i loro amici a quattro zampe, altri per sbrigare in fretta la "faccenda" e liberare la casa da un animale che soffre, sporca e si lamenta.

In realtà quasi sempre si tratta di un atto di profondo egoismo: quello che si vuole evitare è innanzitutto la nostra sofferenza. In questo libro, l'autore narra la sua esperienza di veterinario a fianco degli animali che stanno per morire e di come il percorrere insieme l'ultimo viaggio con consapevolezza, senza il ricorso forzato alla "puntura", può trasformarsi in una splendida esperienza di crescita, durante la quale paradossalmente si rafforza il legame tra noi e l'animale.

Come afferma nelle prime pagine del volume lo stesso autore, il libro vuole essere solo una traccia..., un suggerimento che non pretende di essere seguito alla lettera da tutti, ma che si pone solo come momento di riflessione e di consapevolezza sul tema della morte, un tabù che la nostra società inutilmente tenta di nascondere e ignorare.

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"Amici fino in fondo di Stefano Cattinelli raccoglie Riflessioni e consigli di un veterinario per accompagnare i nostri amici a quattro zampe negli ultimi giorni di vita, assumendo una prospettiva precisa che, però, lascia libero il lettore di tracciare e seguire percorsi esistenziali alternativi. Una parte considerevole del libro è dedicata all'omeopatia e alla meditazione, ma anche chi non si sente in sintonia con questo approccio può ricavare utili informazioni da questa lettura. L'autore, infatti, mette a disposizione degli amanti degli animali la sua esperienza di uomo, ancor prima che di veterinario, avendo alle spalle quasi due decenni di attività professionale. Casi concreti e diversi tra loro emergono da queste pagine, scritte sempre in modo semplice e chiaro, funzionale alla trasmissione del messaggio da veicolare.

È una gatta a introdurci alla lettura: e se Le gatte di notte diventano blu (illustrazione di copertina di Tiziana Rinaldi; a fine libro, invece, accompagnano il testo alcuni disegni a cura di Moreno Tomasetig), tante altre sono le sorprese che ci riserva la vita, se siamo disposti ad aprirci a una completa condivisione con i nostri amici a quattro zampe. Nella definizione "animali da compagnia" spesso si cela la convinzione che l'animale debba fare solo compagnia all'uomo, e non creare "problemi". "La puntura" cui si ricorre di frequente per un cane o per un gatto anziano o che soffre di qualche malattia non curabile spesso rappresenta "una via di fuga".  Dietro motivazioni che talvolta potrebbero apparire persino nobili, non di rado si cela il puro egoismo.

Come ha, acutamente, osservato Tom Regan: «Ciò che dobbiamo ammettere - la verità che dobbiamo rimarcare è  che, proprio come i neri non esistono in funzione dei bianchi, o le donne in funzione degli uomini, così gli animali non esistono in funzione dell'uomo». Di questa verità, spesso ignorata, Giuseppe Pulina ha scritto in  Animali e filosofi di recente (Firenze, Giunti Editore, 2008).Stefano Cattinelli pone l'accento su quanto sia importante non confondere il nostro dolore con quello dell'animale che ci sta accanto. Non si deve confondere nemmeno il dolore fisico con il dolore che nasce dall'intima ferita.

Nella nostra società, comunque, la malattia e la morte vengono occultati non solo per quanto concerne gli animali. Da una prospettiva interessante, Cattinelli sottolinea come anche l'uso di droghe a volte possa risultare riconducibile a un bisogno di sfuggire alla realtà, a un'incapacità di affrontare il dolore, in tutte le sue sfaccettature. Occorre riportare l'esistenza alla sua dimensione naturale: ciò implica pure l'accettazione della malattia e della morte. Non si può tradire la fiducia di chi pone la sua vita nelle nostre mani sin dal primo momento, sin dal primo incontro, e fare finta che sia tutto a posto. In alcuni casi l'eutanasia potrà rivelarsi necessaria, ma dovrà essere il risultato di un processo circoscritto, non generalizzato, di un'evoluzione matura e consapevole.

Dà consigli pratici e spiccioli (come coprire il cane o il gatto che può presentare piaghe con un lenzuolino, per ripararlo dalle mosche, quando lo si tiene all'aria aperta) a una filosofia di vita onnicomprensiva ma individuale (ogni lettore ne trarrà le proprie conclusioni), le riflessioni di questo veterinario possono aiutare il lettore sensibile, dargli conforto e maggiore serenità nell'affrontare l'ultima tappa del viaggio con il proprio migliore amico.

È anche vero che la soglia del dolore è diversa tra uomo e animale, però questa può diventare un'affermazione pericolosa, se finisce in bocca a un non amante degli animali: «Vi hanno mai colpito con uno stivale? A me sì. Vi siete mai beccati una mattonata tra le costole? Io, di mattonate ne ho rimediate abbastanza. Ho provato di tutto, accetto la mia sorte, e se ora piango, è soltanto per il dolore fisico e per il freddo, perchè il mio spirito non si è ancora spento; è tenace, lo spirito di un cane (Michail Asfanas Bulgakov).

Occorre tener presente che la vita di un cane e di un gatto non è data dal solo espletamento dei bisogni fisiologici, non è un semplice camminare, correre, mangiare, bere... Inoltre, l'organismo dell'animale è capace di adattarsi a nuove situazioni in modo spesso sorprendente. Il cane o il gatto disabile si concentra su cosa può ancora fare, anziché pensare a quello che non gli è più consentito. Frutto di una mente semplice? Anche fosse, di certo efficace. Per esempio, come per l'uomo, anche per il cane o per il gatto se sopraggiunge la cecità, si acuisce l'udito. Sta al compagno umano riuscire a colmare le lacune, favorire l'adattamento, tenere impegnato il proprio amico in attività che ancora sono possibili. E allora l'aiuto sarà sempre reciproco.

Sir Walter Scott scrisse: «A volte mi sono chiesto perché /  la vita dei cani è così breve e sono convinto / che questa sia una forma di compassione nei confronti della razza umana; / perché se soffriamo così tanto quando dobbiamo separarci da un cane /  dopo aver vissuto con lui dieci o dodici anni, cosa succederebbe / se vivessimo con lui il doppio di questo tempo?». La casistica è estremamente vasta e variegata. Può succedere a volte che l'uomo, davvero temendo di essere egoista, per una sorta di ipercorrettismo, andando contro i propri desideri, scelga l'eutanasia non come facile scappatoia ma pensando di fare solo del bene al proprio animale, di trovarsi di fronte a una scelta obbligata. A dire:  un atto di coraggio, convincendosi così che sia possibile farsi carico delle sofferenze maggiori, risparmiando dolori ulteriori al proprio cane o gatto.

A volte alcuni veterinari si rifiutano di praticare l'eutanasia, pur sapendo che ci saranno altri colleghi disposti a compiere il gesto estremo. Per esempio, ne L'agenda del cane (a cura di Oscar Grazioli, Renzo e Roberto Allegri; Milano, Gruppo Editoriale Armenia, 2002), si riporta il caso di un cocker spaniel: egli, appena messo sul tavolo, diede la zampa alla veterinaria; la dottoressa, colpita da questa  gentilezza, si rifiutò di praticare l'eutanasia e, poco dopo, una famiglia lo adottò, dimostrando di conoscere il significato profondo dell'essere Amici fino in fondo.

Anche Cattinelli scrive di cani gatti e altri animali usando i pronomi personali "lui lei loro", anziché "esso essa essi", perché il rispetto coinvolge pure il linguaggio. Sono dannosi atteggiamenti avversi nei confronti degli animali anche da parte di chi non ha alcun rapporto fisico con loro, ma comunque  istiga alla violenza o al disprezzo o all'indifferenza verbalmente. Sono atteggiamenti che non vanno mai sottovalutati.

L'autore sottolinea l'importanza di aiutare il cane o il gatto a lasciare il mondo terreno in serenità, secondo natura. Se chi ci è stato a lungo fedele sente che noi non ce la faremo senza di lui, farà di tutto per "non lasciarsi andare". Pensieri come: come farò senza di lui?, non potrò amare nessun altro come lui, non prenderò mai più un altro cane, "trattengono" la creatura. È importante affrontare anche la morte come un evento quotidiano, un momento di crescita cui non ci si può sottrarre ma dal quale si può ricavare un arricchimento ineguagliabile.

Restare Amici fino in fondo implica l'accettazione di tutto quello che la vita comporta, le sue realtà ossimoriche,  La gioia e il lutto (per rammentare un'opera di Paolo Ruffilli), il Duro e Tenero che, con parole di Robindronath Tagore, è: «quel fuoco di morte / pieno di vita»; «L'amore piange, ride, asciuga le lacrime, / desidera ed ha, poi perde ancora!». E ancora Gibran Kahlil Gibran, ne Il Profeta, scrisse: «Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere», in sintonia con  il pensiero di Hofmannsthal.

Amici fino in fondo è un libro su cui riflettere e da far circolare, perché è un atto d'amore nei confronti dei nostri animali."

Claudia Manuela Turco

Sul sito del dott. Stefano Cattinelli è possibile iscriversi alla news letter per essere sempre informati su conferenze e seminari della Scuola di Dinamica Emozionale Uomo Animale Uomo:
www.stefanocattinelli.it

AUTORE

Stefano Cattinelli è laureato in medicina veterinaria. Esperto di Omeopatia e Fiori di Bach. Ha ultimato il percorso in Bio-psico-genealogia con il dottor Gerard Athias e si occupa della Nuova medicina Germanica del dottor Ryke Geer Hamer. Negli ultimi 15 anni si è dedicato all’approfondimento dell’antroposofia di Rudolf Steiner. Ultimamente ha intrapreso il percorso delle costellazioni famigliari con Bert Hellinger. Nel 2009 ha creato il Percorso di Dinamica Emozionale Uomo-Animale-Uomo. Lavora tra Trieste e Treviso dove esercita la veterinaria sistemica famigliare.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 17 dicembre 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

bellissimo, profondo, apre gli occhi ad una maggior consapevolezza di noi stessi e del nostro compagno

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Scritto da: - 12 agosto 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

sono una volontaria in un rifugio per cani e spesso mi sono dovuta misurare con il momento estremo della morte dei nostri cagnoni. Entrare in relazione emozionale con loro fino all'ultimo respiro. Capire cosa era meglio fare per in quel momento, mettendosi nei loro panni....oggi leggendo il libro ho ritrovato molte riflessioni che ho vissuto. Il libro me le ha offerte in modo più sistematico. Grazie a Stefano Cattinelli, per aver socializzato la sua esperienza.

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Scritto da: - 28 febbraio 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

Condividere la propria vita con i nostri animali è un impegno di vita, anche nell'ultimo passaggio possiamo usare l'amore profondo che ci lega e accompagnarli condividendo questa esperienza profonda.Non mancano segnalazioni per il supporto anche dei fiori di Bach e interessantissime meditazioni.

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Scritto da: - 24 gennaio 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

Stefano Cattinelli è il veterinario della nuova era. Il veterinario che non si arrocca nella sua posizione di 'medico degli animali' ma che invece spinge a riflettere ad ogni papà e mamma di cani e gatti sulla responsabilità che essi hanno nei confronti di queste creature meravigliose. Creature che hanno deciso di camminare al nostro fianco e di condividere con noi tutto, e di fidarsi di noi. Fino all'ultimo giorno della loro vita terrena, in cui ci chiedono l'ultimo dono di amore. Questo libro è semplicemente meraviglioso e tutte le persone che vivono con cani o gatti dovrebbero leggerlo perchè possano comprendere un pochino di più la grazia e il dono che queste creature portano nella nostra vita.

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